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giovedì 9 agosto 2018

Decreto Dignità: cosa accade ai diplomati magistrali e le nuove procedure di reclutamento per infanzia e primaria

Lo scorso martedì 7 agosto è stato approvato in Senato il d.d.l. che converte, con modificazioni, il "Decreto Dignità", che reca disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese.
Ciò che primariamente interessa al mondo della scuola è l'art. 4, che interviene nella questione dei diplomati magistrali e introduce nuove modalità di reclutamento dei docenti della scuola dell'infanzia e primaria.

Esecuzione sentenze (risoluzione contratti) e continuità didattica
Per ciò che riguarda l'esecuzione delle decisioni giurisdizionali, che comportano la risoluzione dei contratti, c'è un tempo di 120 giorni dalla data di comunicazione del provvedimento.

Come viene assicurata la continuità didattica?
Per garantirla il MIUR adotterà due modalità per eseguire le sentenze di rigetto:
a. Chi è stato assunto a tempo indeterminato avrà la trasformazione del contratto stesso in uno a tempo determinato fino al 30/06 del 2019;
b. Chi è stato assunto con contratto a tempo determinato fino al 31/08 avrà la trasformazione dello stesso contratto in un nuovo contratto fino al 30/06/2019.

Nuove procedure di reclutamento docenti 

Le nuove assunzioni per l'infanzia e la primaria avverranno mediante due canali: per il 50% dalle GAE (ove si esaurissero, le assunzioni verranno reclutate dalla graduatoria dei concorsi); per il 50% dallo scorrimento delle Graduatorie di Merito Regionali (GMR) dai seguenti DUE canali:
a. Dalla graduatoria del concorso 2016, compresi gli idonei, che avrà una validità di 4 anni;
b. Una volta esaurita la graduatoria del concorso 2016, il reclutamento avverrà per il 50% dal CONCORSO STRAORDINARIO REGIONALE (di cui parliamo più giù) e per l'altro 50% dal concorso ordinario bandito ogni due anni.
All'esaurimento del concorso straordinario regionale il 50% di quelle assunzioni sarà convogliato sulla graduatoria concorsuale ordinaria.

Concorso straordinario regionale per l'infanzia e la primaria

Tale concorso tende ad assorbire i docenti dell'infanzia e della primaria abilitati in scienze della formazione primaria e in possesso di diploma magistrale conseguito entro l'A.S. 2001/2002.
Difatti per accedervi occorre avere i seguenti titoli:

- titolo di abilitazione in Scienze della Formazione Primaria;
- titolo conseguito all’estero analogo alla laurea in SFP e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente;
- diploma magistrale con valore di abilitazione conseguito entro l’a.s.2001/2002;
- titolo conseguito all’estero analogo al diploma magistrale e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente purché conseguito entro l’a.s.2001/02;
- titolo abilitante per il sostegno rispetto alle procedure concorsuali relative, appunto, ai posti di sostegno;

Oltre ai titoli suddetti è necessario che il candidato abbia prestato servizio su posto comune o di sostegno nelle strutture statali (anche in modo non continuativo) per almeno due anni, nell'arco degli ultimi 8 anni scolastici. 
E' considerato valido l’anno scolastico che abbia avuto la durata di almeno 180 giorni oppure se il servizio è stato prestato ininterrottamente dal 01 febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio.

Il bando contenente tutte le informazioni dettagliate sarà emesso dal MIUR entro 60 giorni dalla pubblicazione della Legge di conversione del decreto.

NOTA BENE
L’immissione in ruolo a seguito di una delle procedure concorsuali (GM 2016, concorso straordinario, concorso ordinario biennale) comporta la decadenza dalle altre graduatorie di tutti i concorsi, e dalle graduatorie ad esaurimento e di istituto.

mercoledì 8 agosto 2018

10 falsi miti sui vaccini: parlano i medici della Società Italiana di Pediatria

Nell'era delle lauree su Facebook (cito qui il dottor Burioni), dei no vax per motivi fideistici, delle leggende che si diffondono in rete alla velocità della luce, interviene la Società Italiana di Pediatria per sfatare dei miti incancreniti nell'opinione comune.

Cosa dice veramente la scienza sui vaccini? Cosa pensano medici e scienziati che conoscono l'argomento meglio di chiunque altro?

Nel video in basso vediamo insieme 10 falsi miti sui vaccini:
- Le malattie infettive stavano scomparendo prima dell'introduzione dei vaccini?
- I vaccini contengono ingredienti o additivi pericolosi?
- I vaccini causano l'autismo?
- I vaccini sono davvero efficaci?
- Le persone vaccinate contro l'influenza possono ammalarsi lo stesso di influenza?
- I vaccini sono inutili? Le malattie sono state debellate dall'aumento della qualità della vita?
- La malattie prevenibili con la vaccinazione sono già scompare. Perché vaccinare mio figlio?
- Troppi vaccini possono sopraffare o indebolire l sistema immunitario?
- Tanti vaccini somministrati in una persona sono dannosi?
- L'infezione naturale è meglio della vaccinazione?



mercoledì 23 maggio 2018

Nasce Miur Radio Network, la web radio delle scuole. Scopri di più

Risultati immagini per miur radio networkÈ nata Miur Radio Network – La voce della scuola, la web radio voluta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per raccontare notizie, eventi, curiosità sul e dal mondo della scuola, in collaborazione con le migliori esperienze radiofoniche delle nostre istituzioni scolastiche.
Miur Radio Network, che si può ascoltare su www.miurradionetwork.it, è un progetto didattico innovativo che nasce nell’ambito del Piano Scuola Digitale per dare spazio al talento e alla creatività delle ragazze e dei ragazzi che già fanno radio nelle loro scuole e per raccontare insieme a loro cosa accade dentro e intorno al mondo dell’istruzione. La web radio è in onda da oggi. Ad animarla saranno studentesse e studenti con approfondimenti, interviste, interazioni per capire di più e meglio come sta cambiando la scuola, quali sono le migliori pratiche, quali sono gli eventi in programmazione e le opportunità da cogliere. Pur nella cornice istituzionale, la radio avrà, grazie alla collaborazione con le scuole, un punto di vista inedito e dal basso. Fra gli obiettivi, accorciare le distanze fra chi la scuola la vive e le istituzioni, raccontare passo passo cosa ‘bolle in pentola’ nel mondo scuola, con un linguaggio semplice e diretto. Promuovere valori positivi come il rispetto e il contrasto delle disuguaglianze, lo sviluppo sostenibile.
Nella prima fase sono previste due ore di programmi, dalle 14.30 alle 16.30 che saranno preceduti e seguiti da musica. La radio punta poi a diventare un vero e proprio network e nei prossimi mesi saranno costruite nuove collaborazioni per aumentare la programmazione. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della radio e sui suoi social.

lunedì 21 maggio 2018

Il nuovo Regolamento Europeo sulla privacy, eccone una sintesi

Risultati immagini per nuovo regolamento europeoAlcune informazioni sul nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy, in vigore dal 25 maggio 2018, che cambierà molte cose sul trattamento dei dati, sul diritto all'oblio, sull'età minima per fornire le proprie informazioni senza il consenso dei genitori, solo per citarne alcuni.

Il video in basso, tratto dal canale associato a questo sito e a cui vi chiediamo di iscrivervi, è una sintesi. Per approfondire indichiamo più in basso una serie di link utili.






- La pagina del Garante dedicata al Regolamento in questione:

- Come scaricare i dati concessi a Facebook:

- Come scaricare i dati concessi a whatsapp:

- Come scaricare i dati concessi a google:
- Come scaricare i dati concessi a Instagram:

giovedì 17 maggio 2018

Contratto Lega - M5S, ecco i punti che riguardano la scuola

Risultati immagini per contratto per il governo del cambiamento
Di seguito riportiamo il testo del contratto stipulato da M5S e Lega per ciò che riguarda la scuola e l'istruzione. Si tratta di poco più di una pagina ed il testo si riferisce all'ultima stesura risalente alla serata del 16 maggio scorso.
I punti affrontati sono evidenziati in rosso; occorre notare che si tratta di intenzioni perché non c'è alcun riferimento (ed è in parte comprensibile, visto il contenuto generale e programmatico di tutto il documento) al "come" perseguire le finalità proposte. Stona però, nei contenuti, lo sbilanciamento su ciò che viene visto come problema, senza un corrispettivo ed equipollente spazio dedicato ad accenni di soluzione.
In più sparisce ogni esplicito riferimento agli adeguamenti salariali ai livelli europei, che era uno dei punti programmatici dei 5 stelle in campagna elettorale.

Prima della lettura integrale del documento riportiamo in modo schematico le tematiche su cui si intende intervenire:

- Classi pollao, edilizia scolastica, graduatorie e titoli per l'insegnamento;
- Maestre diplomate;
- Eccessiva precarizzazione;
- Revisione del sistema di reclutamento dei docenti;
- I trasferimenti dei docenti;
- Abolizione chiamata diretta;
- Revisione alternanza scuola-lavoro;
- Limitazione della dispersione scolastica.


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La scuola italiana ha vissuto in questi anni momenti di grave difficoltà. Dopo le politiche dei tagli lineari e del risparmio, l’istruzione deve tornare al centro del nostro sistema Paese. La buona qualità dell’insegnamento, fin dai primi anni, rappresenta una condizione indispensabile per la corretta formazione dei nostri ragazzi. La nostra scuola dovrà essere in grado di fornire gli strumenti adeguati per affrontare il futuro con fiducia. Per far ciò occorre ripartire innanzitutto dai nostri docenti. In questi anni le riforme che hanno coinvolto il mondo della scuola si sono mostrate insufficienti e spesso inadeguate, come la c.d. “Buona Scuola”, ed è per questo che intendiamo superarle con urgenza per consentire un necessario cambio di rotta, intervenendo sul fenomeno delle cd. “classi pollaio”, dell’edilizia scolastica, delle graduatorie e titoli per l’insegnamento. Particolare attenzione dovrà essere posta al problema delle maestre diplomate. Una delle componenti essenziali per il corretto funzionamento del sistema di istruzione è rappresentata dal personale scolastico. L’eccessiva precarizzazione e la continua frustrazione delle aspettative dei nostri insegnanti rappresentano punti fondamentali da affrontare per un reale rilancio della nostra scuola. Sarà necessario assicurare, pertanto, anche attraverso una fase transitoria, una revisione del sistema di reclutamento dei docenti, per garantire da un lato il superamento delle criticità che in questi anni hanno condotto ad un cronico precariato, dall’altro un efficace sistema di formazione. Saranno introdotti nuovi strumenti che tengano conto del legame dei docenti con il loro territorio, affrontando all’origine il problema dei trasferimenti (ormai a livelli record), che non consentono un’adeguata continuità didattica. Un altro dei fallimenti della c.d. “Buona Scuola” è stato determinato dalla possibilità della “chiamata diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico. Intendiamo superare questo strumento tanto inutile quanto dannoso. Una scuola che funzioni realmente ha bisogno di strumenti efficaci che assicurino e garantiscano l’inclusione per tutti gli alunni, con maggiore attenzione a coloro che presentano disabilità più o meno gravi, ai quali va garantito lo stesso insegnante per l’intero ciclo. Una scuola inclusiva è, inoltre, una scuola in grado di limitare la dispersione scolastica, che in alcune regioni raggiunge percentuali non più accettabili. A tutti gli studenti deve essere consentito l’accesso agli studi, nel rispetto del principio di uguaglianza di tutti i cittadini. La cultura rappresenta un mondo in continua evoluzione. È necessario che anche i nostri studenti rimangano sempre al passo con le evoluzioni culturali e scientifiche, per una formazione che rappresenti uno strumento essenziale ad affrontare con fiducia il domani. Per consentire tutto ciò garantiremo ai nostri docenti una formazione continua. Intendiamo garantire la presenza all’interno delle nostre scuole di docenti preparati ai processi educativi e formativi specifici, assicurando loro la possibilità di implementare adeguate competenze nella gestione degli alunni con disabilità e difficoltà di apprendimento. La c.d. “Buona Scuola” ha ampliato in maniera considerevole le ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro. Tuttavia, quello che avrebbe dovuto rappresentare un efficace strumento di formazione dello studente si è presto trasformato in un sistema inefficace, con studenti impegnati in attività che nulla hanno a che fare con l’apprendimento. Uno strumento così delicato che non preveda alcun controllo né sulla qualità delle attività svolte né sull’attitudine che queste hanno con il ciclo di studi dello studente, non può che considerarsi dannoso.

Fonte: https://www.corriere.it/politica/18_maggio_16/contratto-governo-l-ultima-bozza-migranti-flat-tax-ecco-proposte-lega-5-stelle-e4e06656-5930-11e8-a92f-c55317f6ffa7.shtml

lunedì 16 aprile 2018

"Fanta Logica", un libro gratuito per insegnare a ragionare

E' un libro gratuito e utilissimo per il mondo della scuola. Non è purtroppo scaricabile (a differenza di moltissimi altri libri che segnaliamo sulle pagine di questo sito), ma vale lo stesso la pena consultarlo on line.

Ad ogni modo, per ovviare all'impossibilità di scaricarlo si possono far degli screen alle pagine e utilizzarle a mo' di fotocopie. 

Il libro contiene 53 giochi di logica, parole, numeri, intuito e immaginazione; è un manuale per "insegnare a ragionare bene divertendosi".


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domenica 8 aprile 2018

La lezione intermittente, tra cooperazione e frontalità: ecco come funziona una pratica didattica efficace

Risultati immagini per alti e bassiSpesso abbiamo di fronte studenti che, già dopo pochi minuti, si distraggono e pensano ad altro, o giochicchiano sul banco, o disturbano. Come li capisco!

Ecco una pratica didattica che favorisce un livello di attenzione elevato e risultati ottimi. Si tratta di alternare la lezione frontale, che non va demonizzata ma ponderata, con la pratica cooperativa

Nel video tutorial proposto in basso, di poco più di sei minuti, vedremo come fare. 

Intanto... iscriviti al nostro canale SAPIENS SAPIENS, dove puoi trovare video lezioni, tutorial di pratiche didattiche, recensioni di libri e approfondimenti su molti temi culturali:

https://www.youtube.com/channel/UCRCBaQH-wpfK0pxJwqW7XUw


venerdì 6 aprile 2018

Troppe TIC fanno male. E prendi pure voti bassi in matematica

Risultati immagini per malati di social
Immagine eloquente tratta da "Il Sussidiario"
Un articolo del 28 marzo su La Repubblica riporta dei dati davvero interessanti sui risultati scolastici degli alunni che usano molto le TIC a scuola.

Ci hanno bombardato sull'innovazione didattica (che, per carità, è legittima e necessaria), sulla digitalizzazione degli ambienti di apprendimento (in fondo tutto oggi è digitalizzato), sulla necessità di LIM e tablet (come potrei misconoscerne l'utilità se li sto usando per scrivere questo post?).
Ma c'è un "però", e pure abbastanza consistente: l'uso massiccio delle nuove tecnologie mortifica gli apprendimenti. 
In matematica, per esempio, c'è un divario di 40 punti tra chi studia in modo tradizionale, sulle "sudare carte" potremmo dire, e chi si rimbambisce davanti ad un device qualsiasi; ovviamente il divario è a svantaggio di questi ultimi.

I dati eccoli qua:

Estrapolando dall’enorme database di Timss i dati in base alla permanenza degli alunni davanti a computer e tablet, si nota che per ottenere buoni risultati basta studiare il vecchio libro di testo. Un trend che soprattutto alla primaria è sorprendente. All’elementare, in Matematica, i bambini italiani totalizzano nel complesso 506 punti, ma quelli che non usano quasi mai le tecnologie per svolgere i compiti a casa raggranellano 522 punti. E i loro coetanei che invece usano computer e tablet ogni giorno si fermano a 481 punti. Una differenza di oltre 40 lunghezze.

Secondo Benedetto Vertecchi, noto docimologo (sui cui manuali ha studiato anche chi scrive), ci sono due elementi di analisi da considerare: uno riguarda la componente socio-culturale di questa tendenza, poiché i figli di persone meno acculturate e con un livello socio economico più basso tendono a trascorrere maggior tempo davanti a strumenti elettronici multimediali; per contro, i genitori con un livello di istruzione più alto cercano per i loro figli alterative costruttive e creative al device.
Il secondo elemento, invece, è di natura evolutiva e psicologica: checché le multinazionali dell'elettronica ne dicano (a vantaggio dei loro fatturati), l'utilizzo di pc, tablet e smartphone mortifica in modo consistente la capacità di ragionare, creare, esplorare, oltre a compromettere irrimediabilmente una componente dell'apprendimento, e prima ancora della vita, irrinunciabile: la relazione.

Aveva ragione il buon Galimberti, che abbiamo citato in questo post tempo fa:

Galimberti: a scuola usate meno PC e più cervello



Certo, nulla è letale se consumato (o utilizzato) con moderazione, ma converrà forse scriverlo sulle scatole di tali aggeggi almeno con la stessa frequenza e visibilità con cui si scrive sui prodotti di giochi d'azzardo o sui pacchetti di sigarette?

giovedì 5 aprile 2018

Educare all'osservazione e all'attenzione nell'era dei social: ecco un'attività didattica sotto forma di gioco

Risultati immagini per osservazioneAnche questa attività didattica è stata sperimentata da chi la propone, quindi se ne può garantire l'efficacia. 
Nell'era dei social, del bombardamento di stimoli sensoriali di varia natura, del multitasking (che pare faccia male al cervello), l'attenzione è un'abilità da coltivare, coma anche l'osservazione attenta. Posare gli occhi su qualcosa, senza distrarsi per qualche minuto, è fondamentale, ma sempre più difficile.
Questa attività didattica (tramite gioco), che si può proporre ai bambini della scuola primaria o della prima classe della secondaria di I grado, serve proprio a stimolare l'osservazione attenta tramite attenzione focalizzata nei bambini.

Le istruzioni le trovi nel video in basso.

Ti invito ad iscriverti al canale youtube SAPIENS SAPIENS, associato a questo sito, su cui proponiamo lezioni, pratiche didattiche ... e molto altro! :) :

https://www.youtube.com/channel/UCRCBaQH-wpfK0pxJwqW7XUw?view_as=subscriber



martedì 3 aprile 2018

EBook gratuito: "Social Media School", strumenti didattici per valorizzare l'istruzione tecnica e professionale

Si tratta di una delle numerose pubblicazioni gratuite e preziose messe a disposizione dalla Loescher Editore.

Si tratta di un eBook curato da Alessandra Nesti di 116 pagine.

Di seguito riportiamo l'indice. In fondo, se il libro interessa, i link da cui scaricarlo:

Premessa di Daniela Giovannini
Prima parte - La didattica laboratoriale: cambiare l’insegnamento in aula

Una didattica attiva, partecipativa e orientativa,  di Simone Giusti

Un esempio di micro progettazione, di Simone Giusti

Seconda parte - Una rivista online per allenarsi a produrre e pubblicare contenuti digitali

Il prodotto, l’ambiente, i ruoli, le attività, di Simone Giusti, Marco Milaneschi, Alessandra Nesti, Annachiara Scalera 

La creazione, la gestione e il monitoraggio del sito, di Fabio Pietro Corti, Simone Giusti, Alessandra Nesti

La produzione e la redazione dei contenuti, di Simone Giusti e Alessandra Nesti

La gestione dei social media, di Annachiara Scalera

Terza parte - Le risorse per l’orientamento

Il monitoraggio delle competenze, di Andrea Caldelli e Simone Giusti

Gli atelier di orientamento di gruppo, di Andrea Caldelli, Erika Marioni e Matteo Arrighi 

La relazione delle attività svolte, di Simone Giusti




venerdì 30 marzo 2018

Esami di Stato, esempi di II prova scritta 2017/18 per alcuni indirizzi

Risultati immagini per esame di statoRiportiamo dal sto del MIUR

Si pubblicano in allegato esempi di prova relativi agli indirizzi ITAT - elettronica ed elettrotecnica; ITBA - chimica materiali e biotecnologie; ITEC - elettronica ed elettrotecnica - tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici; ITET - elettronica ed elettrotecnica - sistemi automatici; LI12, EA08 - SCIENZE UMANE - OPZIONE ECONOMICO SOCIALE


domenica 25 marzo 2018

Si scrive "da" o "dà"? "Pò" o "po' "? Guardate con attenzione: una marea di insegnanti fa questi errori

Risultati immagini per accento o apostrofo?Non è affatto scontato, né banale, ricordare alcuni diffusissimi errori di ortografia che, ovviamente, si fanno senza saperlo.

E vengono commessi ovunque: oltre che dagli studenti, anche da professionisti coltissimi o da docenti molto preparati nella loro disciplina (diversa dall'italiano).

E senza far appello allo scandalo, o alla scuola che non funziona, diciamo semplicemente che non si può sapere tutto, che alcune cose si dimenticano soprattutto se si è impegnati a fare altro, che nell'istruzione di chiunque ci sono lacune più o meno estese. Poco male.

Questo video, ed altri video come questo all'interno dei canale, vuole porre rimedio ad errori diffusissimi nell'ortografia dei monosillabi.
Prima di lasciarvi al suddetto video, però, vi chiediamo - se volete e se lo ritenete utile - di iscrivervi al canale youtube associato a questo sito, "Sapiens Sapiens":

https://www.youtube.com/channel/UCRCBaQH-wpfK0pxJwqW7XUw?view_as=subscriber

sabato 24 marzo 2018

Un gioco didattico che educa a schierarsi con il più debole: il lupo e l'agnello

Se pensiamo che educare alla solidarietà, a prendere le difese del più debole e di chi subisce soprusi e ingiustizie, sia un valore allora questo gioco didattico fa al caso nostro.
"Il lupo e l'agnello" è la celebre favola di un prepotente e di una vittima: usiamo questo topos narrativo per farne un gioco efficacissimo, adatto ai bambini fino al biennio della scuola secondaria di I grado.

Le caratteristiche dell'attività le troverete spiegate nel video in basso.

Mi raccomando, iscrivetevi al canale youtube associato a questo sito (se vi va ovviamente)! :):

https://www.youtube.com/channel/UCRCBaQH-wpfK0pxJwqW7XUw?view_as=subscriber



martedì 20 marzo 2018

Ebook gratuito: "Osservo, ipotizzo, comprendo", percorsi per le competenze per l'asse scientifico-tecnologico

Libro di 98 pagine di Federico Batini (cliccando sul link sarai ricondotto al sito dell'autore, ricco di materiali e proposte formative).

Questi gli obiettivi principali del volume:


• Insegnare a ricomporre i grandi oggetti della conoscenza – l’universo, il pianeta, la natura, la vita,
l’umanità, la società, il corpo, la mente, la storia – in una prospettiva complessa, volta cioè a superare
la frammentazione delle discipline e a integrarle in nuovi quadri d’insieme;
• Promuovere i saperi propri di un nuovo umanesimo: la capacità di cogliere gli aspetti essenziali dei
problemi; la capacità di comprendere le implicazioni, per la condizione umana, degli inediti sviluppi
delle scienze e delle tecnologie; la capacità di valutare i limiti e le possibilità delle conoscenze;
la capacità di vivere e di agire in un mondo in continuo cambiamento;
• Diffondere la consapevolezza che i grandi problemi dell’attuale condizione umana (il degrado ambientale, il caos climatico, le crisi energetiche, la distribuzione ineguale delle risorse, la salute e
la malattia, l’incontro e il confronto di culture e di religioni, i dilemmi bioetici, la ricerca di una
nuova qualità della vita) possono essere affrontati e risolti attraverso una stretta collaborazione non

solo fra le nazioni, ma anche fra le discipline e fra le culture. […]

Di seguito l'indice che precede sei percorsi di competenze:

1. La mappa del terreno circostante
2. Che cosa significa sviluppare (far sviluppare) competenze
3. Le 16 competenze di base e le competenze di cittadinanza italiane
4. Le competenze e le Indicazioni nazionali
5. L’asse scientifico-tecnologico
6. Le competenze obiettivo e la loro declinazione

- Il quadro teorico fornisce gli elementi di base per l’approccio a una didattica per competenze nelle scienze.

- I tre percorsi didattici sono composti da istruzioni per il docente, brani stimolo e schede attività che propongono analisi dei fenomeni e attività sperimentali.




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domenica 18 marzo 2018

Ci va la virgola prima della "E"? Sfatiamo un falso mito #italianosenzaerrori

Continua la video rubrica sui principali errori di italiano. Non è superfluo concentrarsi sugli errori della lingua italiana, e non lo è neppure per chi fa l'insegnante. Sono di qualche giorno fa gli articoli che evidenziano la mole enorme di errori di ortografia commessi da aspiranti insegnanti in occasione del concorso 2016: acca, doppie, "xché" al posto di "perché", e così via.
Questi video, però, si concentrano soprattutto su sottigliezze, errori che può commettere chiunque senza rendersene conto.
Ad esempio, uno riguarda la virgola prima della "e": ci va o no? Sembra che esista una regola aurea secondo cui prima della "E" la virgola non ci va mai. Spesso nella scuola primaria ci viene insegnato questo, ma è proprio così?
Lo vediamo in questo video.

Vi invitiamo anche ad iscrivervi al canale YouTube associato a questo sito, SAPIENS SAPIENS, dove potete trovare video molto interessanti, suddivisi in playlists, per argomenti:

https://www.youtube.com/channel/UCRCBaQH-wpfK0pxJwqW7XUw



martedì 13 marzo 2018

Insegnare filosofia con la didattica 2.0, un WEBINAR GRATUITO


La Scuola Academy propone ai docenti di scuola secondaria di secondo grado un webinar gratuito sull'insegnamento della Filosofia con la Didattica 2.0 in programma per martedì 20 marzo dalle ore 15.00 alle ore 16.30.

La video lezione affronta come le tecnologie possono essere utilizzate per insegnare Filosofia in maniera innovativa.

Alla fine della video lezione è previsto un forum con il relatore.

Il relatore, Anselmo Grotti, è dirigente scolastico ed esperto di didattica 2.0.

La partecipazione è gratuita (con rilascio dell'attestato), ma l'iscrizione è obbligatoria.



domenica 11 marzo 2018

Rendere efficace la lezione frontale con l'apprendimento cooperativo: ecco come fare

Risultati immagini per appr cooperativoChi ha detto che la didattica collaborativa implica l'eliminazione della lezione frontale?

Esistono pratiche didattiche che permettono di combinare la lezione frontale (in cui l'insegnante parla e gli studenti ascoltano) con le attività cooperative.

Anche in questo video proponiamo delle tecniche molto efficaci per mantenere viva l'attenzione della classe durante la lezione frontale e per favorire la rielaborazione e la memorizzazione degli studenti divisi in piccoli gruppi.
Lezione frontale e apprendimento cooperativo vanno così a braccetto, integrandosi in un connubio didattico davvero molto efficace.
Vi invitiamo ad iscrivervi al canale YouTube associato a Guamodì Scuola. Si chiama Sapiens Sapiens. Potete iscrivervi, se vi fa piacere, qui:

https://www.youtube.com/channel/UCRCBaQH-wpfK0pxJwqW7XUw?view_as=subscriber






giovedì 8 marzo 2018

Nonna mi manda a scuola ogni giorno, con quegli occhi che non leggono più il mondo

Poco fa guardavo la TV con mia nonna, seduti allo stesso tavolo. Il TG1 ha mandato in onda un servizio su Trump, che vuole introdurre dei dazi sull'alluminio e sull'acciaio. Mia nonna strizza gli occhi, cerca di capire. Poi si gira verso di me, con una faccia un po' smarrita e un po' frustrata. In dialetto ciociaro mi ha chiesto cosa volesse dire quella notizia. Poi tenta:  "Ferr' i acciai' n'n so buon chiù?". Ferro e acciaio non sono più buoni?
Mi riempie di compassione.


È una donna di 89 anni, che ha studiato fino alla seconda elementare. Dopo di che ha passato le giornate a cucinare per gli uomini che lavoravano nei campi, quando l'Italia era in prevalenza un paese agricolo: "i' ammasseva i maccarun", io ammassavo i maccheroni. Ha lavorato come un mulo, e se oggi l'Italia è un paese ricco dovremmo essere grati alle persone come lei.

Eppure c'è del rammarico in quegli occhi, quando dalla TV arrivano suoni ed immagini di un mondo che non capisce, che a volte interpreta come può e che altre volte rinuncia a comprendere. "I' chess capisc, alla scola n'n m' c'hann mannat": io questo capisco, perché a scuola non mi ci hanno mandato. Lo ripete sempre, amareggiata. Il mondo non lo capisce davvero, o lo capisce troppo poco ormai, ma è abbastanza intelligente da capire di non capire, e questa è insieme una consapevolezza e una condanna. Non ha mai imparato ad imparare; legge male e quindi legge poco e in tutta la sua vita avrà usato la scrittura solo per fare la sua firma, non più di cinque o sei volte.

Però nonna spesso mi fa da carburante quando proprio non mi va. Mi capita di essere demotivato a volte, con la sensazione di chi prova a svuotare l'oceano con un bicchierino da caffè. Faccio molti errori quando sto in classe: "avrei potuto o dovuto fare così", me lo dico sempre troppo tardi. Mi piace scherzare con gli studenti, ma a volte li accartoccerei. Poi segue un respiro profondo, mantengo la calma quasi sempre, e si va avanti. Altre volte però sbrocco, come direbbero loro. Pazienza.

Ma l'obiettivo, per quanto possibile, è togliere dagli occhi delle persone la frustrazione di chi si accorge di non capire il mondo, per mancanza di curiosità o per mancanza di chi la curiosità te la poteva far venire. Sarebbe bello avere un mondo di nonne libere: libere di leggere quel mondo che i loro nipoti sono impegnati a scrivere. E per questo - come direbbe lei scherzando - a 37 anni ancora vado a scuola.

martedì 6 marzo 2018

Ebook gratuito: "Quando, dove, perché", percorsi per competenze per l'asse storico-sociale

Si tratta di un libro di 130 pagine di Federico Batini (cliccando sul link sarai ricondotto al sito dell'autore, ricco di materiali e proposte formative).

Questi gli obiettivi principali del volume:


• Insegnare a ricomporre i grandi oggetti della conoscenza – l’universo, il pianeta, la natura, la vita,
l’umanità, la società, il corpo, la mente, la storia – in una prospettiva complessa, volta cioè a superare
la frammentazione delle discipline e a integrarle in nuovi quadri d’insieme;
• Promuovere i saperi propri di un nuovo umanesimo: la capacità di cogliere gli aspetti essenziali dei
problemi; la capacità di comprendere le implicazioni, per la condizione umana, degli inediti sviluppi
delle scienze e delle tecnologie; la capacità di valutare i limiti e le possibilità delle conoscenze;
la capacità di vivere e di agire in un mondo in continuo cambiamento;
• Diffondere la consapevolezza che i grandi problemi dell’attuale condizione umana (il degrado ambientale, il caos climatico, le crisi energetiche, la distribuzione ineguale delle risorse, la salute e
la malattia, l’incontro e il confronto di culture e di religioni, i dilemmi bioetici, la ricerca di una
nuova qualità della vita) possono essere affrontati e risolti attraverso una stretta collaborazione non

solo fra le nazioni, ma anche fra le discipline e fra le culture. […]

Di seguito l'indice che precede sei percorsi di competenze:

1.  Lakota… non Sioux
2. Che cosa significa sviluppare (far sviluppare) competenze
3. Le 16 competenze di base e le competenze di cittadinanza italiane
4. Le competenze e le Indicazioni nazionali
5. L’asse storico-sociale
6. Le competenze obiettivo e la loro declinazione

- Il quadro teorico fornisce gli elementi di base per l’approccio a una didattica per competenze nella storia e nella geografia.

- I quattro percorsi didattici sono composti da istruzioni per il docente, brani stimolo e schede attività su carte geografiche, linee del tempo, e altre esercitazioni caratteristiche delle materie affrontate.





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lunedì 5 marzo 2018

Nuovo esame di terza media: ecco un esempio di prova della tipologia D tratta da Focus Junior (sulla gestione globale dei testi)

Altrove abbiamo presentato in sintesi le linee guida sul nuovo esame di terza media e una delle sue novità, con un esempio di prova: la tipologia C di produzione e comprensione del testo.
Di seguito proponiamo un esempio di prova della tipologia D.

Nella tipologia D lo studente è chiamato a dimostrare il possesso delle competenze generali
 per la gestione dei testi: lettura e comprensione, individuazione di gerarchie nelle informazioni contenute, analisi della lingua e del lessico, abilità nel riformulare un testo e nel realizzare una produzione scritta autonoma in relazione a un genere testuale, una situazione, un argomento e uno scopo.

La tipologia D può consistere in una prova che si riferisca alle altre tre tipologie: A, B e C


Esempio di prova che contempla le tipologie A e C 

«I DRAGHI 
Il drago (corpo di rettile, artigli affilati, ali di pipistrello e alito fiammeggiante), in molte saghe della cultura occidentale del passato ha rappresentato l'incarnazione del male. Gli eroi dovevano spesso confrontarsi con questo feroce mostro: forse conosci la leggenda di San Giorgio che, valoroso soldato dell’imperatore Diocleziano, avrebbe ucciso un dragone liberando così la figlia di un re. Tuttavia in altre tradizioni, per esempio in Oriente, i draghi sono stati riconosciuti come simbolo di saggezza e di fortuna. Ma i draghi non sono solo animali immaginari: vivono tra noi. Non sputano fuoco né mangiano uomini come quelli delle saghe: sono rettili e pesci che vanno da poche decine di centimetri a più di due metri di lunghezza. Vediamo ora alcuni strani animali che si sono meritati questo temibile appellativo.

 Il drago volante (Draco volans
È una lucertola lunga circa 20, cm, è diffusa in Indonesia e ha una piccola membrana tra le zampe anteriori e i fianchi che gli permette di planare lanciandosi tra gli alberi.

Il drago barbuto (Pogona vitticeps) 
È un rettile che vive in Australia e Tasmania, è lungo 60-70 cm e possiede squame appuntite, come una specie di barba, sulla gola e anche sui fianchi.

Il drago di Komodo (Varanus komodoensis) 
Nella piccola isola indonesiana di Komodo, nel 1912 è stata scoperta la più grande specie di lucertola esistente sulla Terra, che può arrivare a 3 metri di lunghezza e 165 chilogrammi di peso. Pur esistendo da milioni di anni ed essendo simile agli antichi fossili del Pleistocene, questo sauro è rimasto nascosto agli occhi della scienza fino al secolo scorso. Il drago (conosciuto anche come varano) di Komodo è il più grande predatore dell’isola, grazie a ghiandole velenifere e a una saliva carica di batteri. Mangia di tutto, può attaccare pecore e capre e, se disturbato, morde anche l’uomo. È un animale protetto da leggi e convenzioni internazionali» (Da Focus junior, con adattamenti).

Dopo aver letto il testo rispondi alle seguenti domande.

 Comprensione globale
 1) In alcune tradizioni e culture ai draghi sono associate virtù positive V F [V]
 2) Gli animali realmente esistenti chiamati comunemente draghi sono tutti di grandi dimensioni (oltre il metro di lunghezza) V F [F].
 3) Secondo te, perché animali reali così diversi sono accomunati dal medesimo appellativo di "drago"?
 Sono rettili di aspetto insolito rispetto a quelli più comuni
 Hanno le ali e sputano fuoco
 X Sono rettili o pesci di aspetto insolito rispetto a quelli più comuni 
 Sono tutti pericolosi per l’uomo Comprensione puntuale 1) 

Con quale parola sostituiresti saghe?
 X Leggende 
 Feste
 Resoconti
 Storielle 

2) Il fossile è un organismo animale o vegetale appartenente a lontane ere geologiche: V F [V] 
3) La membrana è un ossicino V F [F]; 
4) Con quale parola o espressione sostituiresti il verbo planare?
 Precipitare 
X Volare in discesa 
 Scendere in picchiata
 Dondolarsi 

5) Il drago di Komodo appartiene alla specie delle lucertole V F [V]

6) Il drago di Komodo è noto agli scienziati da molti secoli V F [F];

Sintesi e riscrittura 
1) Riassumi il testo riducendo il testo all'incirca alla metà 
2) Immagina un titolo più lungo per il testo, che inizi così: “I draghi: ……” 

Produzione libera 
3) Immagina di trovarti su un’isola deserta e di incontrare un animale che non hai mai visto prima, dalle caratteristiche insolite e fantastiche. Descrivilo dettagliatamente. Poi racconta che cosa fa l’animale quando ti vede e le emozioni che suscita in te l’incontro. 
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