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lunedì 29 gennaio 2018

Gli esperimenti di Milgram (1961) e Zimbardo (1971): Il CARNEFICE che è in NOI - Sapiens Sapiens

In questo periodo si celebrano le varie "Memorie" (Giornata della memoria, Giorno del Ricordo), e nel ricordare e fare memoria si resta spesso allibiti di fronte alle atrocità che gli esseri umani, in quel periodo storico e non solo, sono stati - e sono - in grado di realizzare.
Gli esperimenti di Milgram e Zimbardo, di cui si parla in questo video, ci aiutano a capire i processi psicologici che spesso si innescano quando si commette violenza, anche nelle forme più efferate: q
uello di S. Milgram (1961) sul comportamento dei soggetti agli ordini di un'autorità, e quello di P. Zimbardo (1971) sul comportamento degli esseri umani in un contesto con ruoli definiti e di "diffusione della responsabilità".
C'è da restare a bocca aperta. Ai due esperimenti sono stati ispirati anche alcuni film, i cui titoli sono facilmente reperibili in rete.




IL VIDEO PUOI VEDERLO SUL CANALE YOUTUBE "SAPIENS SAPIENS"

domenica 28 gennaio 2018

La "grammatica per scoperta", una raccolta di schede gratuite da Artigianato Didattico

Risultati immagini per GRAMMATICA PER SCOPERTASiamo stati abituati, nello studio della grammatica, a partire dalla regola, per poi applicarla ai vari casi concreti, andandola a scovare tra frasi e parole insieme alle eventuali eccezioni.

Su Artigianato Didattico, invece, vengono fornite delle schede didattiche che propongono un approccio diverso, opposto: partire dall'esperienza per individuare elementi comuni così da poter individuare la regola. Anzi, scoprirla.

Si può fruire delle schede didattiche direttamente sul sito oppure scaricarle in formato PDF!

Le schede didattiche della grammatica per scoperta riguardano i seguenti argomenti:





mercoledì 24 gennaio 2018

Tu sei stupido/a? "Le leggi fondamentali della stupidità umana", di C.M. Cipolla - Video Recensione, Sapiens Sapiens

Il mondo è pieno di stupidi, dicono alcuni. 

E lo dice anche C.M. Cipolla, l'autore del libro che viene presentato in questo video. 

Ci sono alcune leggi della stupidità umana e ci sono anche dei modi per riconoscere gli stupidi. Quali?

Lo scoprirete nel video, ma attenzione! Potreste scoprire anche, con un misto di sorpresa e delusione, di essere anche voi degli stupidi; oppure di esservi comportati da stupidi con la "s" maiuscola in più di un'occasione.

Tra le 4 tipologie di persone che individua l'Autore - vale a dire gli sprovveduti, i banditi, gli intelligenti e gli stupidi - tu dove ti collochi?

Se vi fa piacere iscrivetevi sul nostro canale "Sapiens Sapiens""


martedì 23 gennaio 2018

Schemi e criteri per definire giudizi e voti secondo il D.lvo 62/2017: scarica il materiale elaborato da Franca Da Re


Ai link che proponiamo di seguito è possibile scaricare gratuitamente un prospetto con tutti i criteri per giudizi e voti secondo il D.Lvo 62/2017 dello scorso aprile. Per usufruire dei materiali occorre registrarsi sul sito dell'editore Pearson.


Si accede al sito della Pearson CLICCANDO QUI. Per i materiali, ribadiamo, occorre registrarsi sul sito oppure accedere con le credenziali di cui si dispone se si è già registrati.


 Nel primo caso, occorre cliccare su Sei un nuovo utente? e compilare i form richiesti (nome, cognome, mail, conferma mail, password e conferma password).

A quel punto compare la schermata seguente:

Valutare e certificare a scuola 
Il Quaderno Pearson Academy di Franca Da Re


Riportiamo la presentazione di seguito:

Si rende disponibile in anteprima l'Appendice del volume Valutare e certificare a scuola. Valutazione dell'apprendimento, valutazione e certificazione delle competenze di Franca Da Re, di imminente pubblicazione per i Quaderni Pearson Academy.
L'Appendice raccoglie una serie di materiali di approfondimento pratico, riferiti in particolare ai seguenti contenuti: la valutazione del profitto, la valutazione del comportamento, il giudizio globale e la certificazione delle competenze (comprese quelle di cittadinanza):
  • Quanto alla valutazione del profitto, si forniscono criteri per rapportare la formulazione dei voti in decimi ai diversi livelli e ai descrittori degli apprendimenti;
  • Quanto alla valutazione del comportamento, sono proposte rubriche e indicatori di riferimento;
  • Per il giudizio globale, sono proposti possibili indicatori di formule;
  • Per la formulazione del voto di ammissione all'esame si forniscono esempi di rubriche.

domenica 21 gennaio 2018

Giornata della memoria: un video percorso didattico per la scuola ... e non solo! Sapiens Sapiens




Questo video documentario mette insieme diversi contributi, assemblati in modo che l'intero lavoro abbia un senso specifico: collegare l'eccidio degli Ebrei ai valori della nostra civiltà, contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

Non soltanto, quindi, fare memoria con immagini e racconti, che però a volte rischiano di restare impressi più per la loro spettacolare crudeltà che per il messaggio e il monito che dovrebbero veicolare, ma proporre anzitutto i valori fondanti alla luce dei quali riteniamo orribile l'Olocausto e tutte le forme di violenza, insieme agli "olocausti" di oggi e di tutto il Novecento (nel video c'è la sezione dedicata ad altre "memorie" del Novecento).


I contenuti sono, nello specifico, i seguenti:

- Breve introduzione tratta da "La vita è bella" di Roberto Benigni

- Documentario sull'Olocausto (una sintesi dell'eccidio, con cause, sviluppi e conseguenze);

- Le memorie del Novecento: alcuni eccidi del secolo appena trascorso;

- Il processo che porta alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo;

- Video sintetico sui contenuti della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo;

- I perseguitati di oggi: cortometraggio realizzato da Ettore Scola 



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giovedì 18 gennaio 2018

Nuovo esame di TERZA MEDIA, viene sdoganato il riassunto: ecco una sintesi delle quattro tipologie di prove

Riportiamo in sintesi le tre tipologie di prova d'esame a conclusione del primo ciclo di istruzione (meglio conosciuto come "esame di terza media"). Tra queste spicca la nuova prova, quella del riassunto, di cui linguisti e pedagogisti tessono le lodi poiché sviluppa competenze linguistiche che altri testi e altre forme di produzione (ad esempio il testo narrativo e argomentativo) non sviluppano.

Va specificato, però, che l'utilità del riassunto è tale se realizzato attraverso specifiche tecniche che portano a ragionare sul testo, a comprenderlo a fondo, fino a manipolarlo, modificarlo o ridurlo. Spesso, invece, nelle scuole si assegna il riassunto senza specificare come va svolto (ad esempio suddividendo il testo in sequenze e micro sequenze, titolandole ed utilizzando i connettivi per mettere insieme le titolazioni) e questo, francamente, è più nocivo che utile.

Prima di riportare le linee guida sul nuovo esame di italiano (seguiranno altri articoli con esempi per ciascuna delle tre tipologie) segnaliamo un nostro post in cui sono raccolte alcune nozioni didattiche per insegnare a riassumere insieme ad alcuni testi su cui lavorare:

Insegnare a riassumere: schede, materiali didattici, E-Book da scaricare



Linee guida: i testi scritti di italiano del nuovo esame di Terza Media

1. TIPOLOGIA A: TESTO NARRATIVO E DESCRITTIVO
 La narrazione e la descrizione vivono in un rapporto di reciprocità: nei testi letterari le sequenze narrative si intrecciano con quelle descrittive, permettendo al lettore di vedere luoghi e personaggi e seguire il filo delle vicende quasi con gli stessi occhi dell’autore. Narrare e descrivere tuttavia sono operazioni diverse che presuppongono competenze di scrittura specifiche che le alunne e gli alunni devono apprendere, al fine di utilizzarle con proprietà.

2. TIPOLOGIA B: TESTO ARGOMENTATIVO
Nella comune opinione il testo argomentativo è quel testo nel quale viene posta una tesi - sostenuta da più argomenti, favorevoli o contrari – che si sviluppa con ragionamenti stringenti. Affronta solitamente complessi temi di carattere scientifico-matematico. La sua struttura è rigida e vincolata; il lessico rigoroso, specialistico e di non facile accessibilità. Eppure, se si pensa che l’argomentare è, come il narrare, atto linguistico primario, si deve riconoscere che tale atto è legato ai bisogni elementari di ogni studente. Argomenta in forme semplici il bambino che esprime motivatamente una sua opzione; argomenta in forme più articolate, ma pur sempre elementari, lo studente che cerca di giustificare le proprie scelte. Per tali ragioni lo studente dovrebbe essere educato, con attenta gradualità, a motivare in forme sempre più complesse le proprie prese di posizione. L'azione didattica dovrebbe quindi mirare a seguire un percorso che consenta al ragazzo e alla ragazza, già alla fine dei primi otto anni di scuola, di esprimere una opinione o tesi, di sostenerla con argomenti efficaci e con un linguaggio proprio. L’obiettivo finale è di rendere lo studente capace di costruire testi orali e scritti che – per la loro ‘architettura' – risultino ben strutturati e reggano al confronto con altri interlocutori e con altri testi. Come viene auspicato nei documenti europei2 , l’educazione all’argomentare prepara all’esercizio di una cittadinanza consapevole. Lo studente potrà sviluppare un testo argomentativo nel quale, dati un tema in forma di questione o un brano contenente una tematica specifica, esporrà una tesi e la sosterrà con argomenti noti o frutto di convinzioni personali. Il testo dovrà essere costruito secondo elementari procedure tipiche del testo argomentativo, eventualmente con l’esposizione di argomenti a favore o contro. Il lessico dovrà essere appropriato, e lo sviluppo rigoroso e coerente. Nella traccia dovranno essere richiamate caratteristiche e procedimenti propri dell’argomentare. L’argomentazione scritta può assumere forme diverse, fra cui: 1. dialogo tra due interlocutori con opinioni diverse che si confrontano su un tema ben definito; 2. sviluppo di una tesi data rispetto alla quale si chiede di contro-argomentare; 3. redazione del verbale di una discussione che deve portare a una decisione; 4. riscrittura di un breve testo argomentativo conseguente alla assunzione di un punto di vista diverso rispetto a quello dato nel testo di partenza.

3. TIPOLOGIA C: COMPRENSIONE E SINTESI DI UN TESTO LETTERARIO, DIVULGATIVO, SCIENTIFICO, ANCHE ATTRAVERSO RICHIESTE DI RIFORMULAZIONE 
Riscrivere un testo è attività particolarmente efficace per lo sviluppo di abilità linguistiche tra loro complementari: lo è innanzitutto per lo scrivere (si impara a scrivere dallo ‘scrittore esperto’; si impara a scrivere da modelli); lo è subito dopo per il leggere e il capire. Queste due ultime abilità richiedono che lo studente sappia riconoscere e mettere in rapporto gerarchico le informazioni, individuare lo scopo di un testo e la forma che lo caratterizza. L'attività di riscrittura di un testo può assumere forme diverse quali ad esempio: • la riscrittura parafrastica per allargamento, in particolare di un testo poetico; • la riscrittura riassuntiva, per riduzione; • la riscrittura plurima per sintesi sempre più stringenti; • la riscrittura con selezione delle informazioni. La riscrittura è un'attività fortemente educativa per l’impegno che richiede e per i vincoli che impone, ed è propedeutica all’affinamento delle tante scritture che lo studente dovrà affrontare nel corso degli studi e, in prospettiva, nella vita professionale Una prova del genere rappresenta anche un'occasione per verificare l'effettiva comprensione di un testo dato, attraverso domande a risposta chiusa che propongano affermazioni ricavate dal testo, secondo l'alternativa vero/falso o attraverso domande a risposta multipla.. Lo studente, dato un testo letterario – una poesia o un breve testo narrativo – dovrebbe dimostrare, attraverso una corretta riscrittura, di averne colto il senso globale. Dovrebbe inoltre essere in grado di sviluppare una breve analisi riferita alle scelte lessicali, all’uso della sintassi, alle tecniche usate dall’autore per coinvolgere il lettore. Nel caso di un testo poetico, dovrebbe individuare alcune tra le più note e frequenti figure retoriche. Nel caso di un testo di divulgazione scientifica o di manualistica scolastica o di cronaca o commento giornalistici, lo studente dovrà farne un breve riassunto dopo averne valutato e selezionato le informazioni. Molto opportuna può essere la richiesta di scandire il testo in macrosequenze, assegnando un titolo a ciascuna di esse.  

4. PROVA STRUTTURATA IN PIÙ PARTI, RIFERIBILI ALLE TIPOLOGIE A), B), C). 
In questo tipo di prova lo studente è chiamato a dimostrare globalmente le competenze necessarie per la gestione dei testi: lettura e comprensione, individuazione di gerarchie nelle informazioni contenute, analisi della lingua e del lessico, abilità nel riformulare un testo e nel realizzare una produzione scritta autonoma in relazione a un genere testuale, una situazione, un argomento e uno scopo. La prova può avere come punto di partenza un testo letterario o non letterario e si compone di più sezioni: presentazione del testo, domande per verificarne la comprensione, riscrittura del testo o di sue parti, produzione autonoma di tipo narrativo, descrittivo o argomentativo a partire da argomenti presenti nel testo

martedì 16 gennaio 2018

Giorno della Memoria, unità di apprendimento sulla SHOAH per la scuola secondaria di I e II grado

Il materiale che proponiamo in questo post è utilissimo per la scuola secondaria. Si tratta di un file word, che potrete modificare a vostro piacere, di 25 pagine, realizzato a mo' di unità di apprendimento dal Circolo Didattico di Pavone Canavese.
L'unità proposta è ricchissima di testi, testimonianze, documenti, immagini da utilizzare in classe con molta flessibilità organizzativa. Ciò vuol dire che il docente può prendere da questi materiali ciò che più gli è utile e tralasciare il resto.

Per facilitare la fruizione del materiale, qui di seguito ne riportiamo una sintesi dei contenuti.

- Testo: "Il giorno della Shoah, PER CHI SUONA LA SIRENA", di Elena Loewenthal, tratto dal quotidiano "La Stampa";
- Informazioni generali sul Giorno della Memoria (con riferimenti alla legge che la istituisce);
- Ricerca lessicale sulle principali parole della Shoah (compresa la stessa "Shoah);
- Il problema ebraico;
- Approfondimento: le Leggi di Norimberga;
- Approfondimento: i provvedimenti del Gran Consiglio del Fascismo in difesa della razza (con domande di comprensione);
- Restrizioni civili e sociali: riunione del Consiglio dei Ministri tedesco il 12 novembre del 1938. In questo documento viene riportata la conversazione tra Goebbels e Goering.
- Brano: "Il ghetto di Varsavia", tratto da Il nazismo e lo sterminio degli Ebrei, di Leon Poliakov. Si aggiunge una scheda di comprensione del testo;
- Documento: la resistenza degli Ebrei nel ghetto;
- Raccolta di documenti e testi che approfondiscono il tema della deportazione;
- Canzone "Lager" di Francesco Guccini;
- "Se questo è un uomo" di Primo Levi, con scheda di analisi;
- Approfondimento: vita nei lager;
- Jeorge Semprum, La scrittura o la vita (testo e analisi);
- Scheda su fatti, bisogni, risposte e conseguenze (estrapolate da testi scritti sulla vita nei lager);
- Mappa concettuale sulla Shoah;
- Testo poetico: "In nome della libertà", di Gianni D'Elia;
- Rimandi bibliografici e approfondimenti.

domenica 14 gennaio 2018

Si dice "La casa che ho comprato" o "La casa che ho comprata"? - Italiano Senza Errori

O anche, "Ho scelto le migliori offerte" oppure "Ho scelte le migliori offerte"?

Forse sulla forma "Ho scelto le migliori offerte" non abbiamo molti dubbi, perché di fatto è quella oggi più diffusa. Si può dire, in realtà, anche "Ho scelte le migliori offerte", facendo concordare il participio del verbo scegliere (cioè "scelte") con l'oggetto, cioè con "le migliori offerte", ma è una forma quasi interamente abbandonata che, obiettivamente, ci suona un po' strana.

Qualche dubbio in più, invece, può venire nel caso di frasi come "Ti ho vista allo stadio" o "Ti ho visto allo stadio", premettendo che il pronome "ti" (te) si riferisce in entrambi i casi ad una donna, colei cioè che è stata vista. Anche in questo caso si può dire in entrambi i modi, senza problemi. 


Lo stesso vale per forme simili, come ad esempio "la casa che ho comprato" e "la casa che ho comprata": nel secondo dei due casi, comprata (desinenza "-a") concorda con il "che", un pronome relativo che sostituisce il sostantivo "la casa", evidentemente femminile. Si può dire in entrambi i modi. 


Allo stesso modo, non si commette errore sia che si dica "il suo intervento è stato una meraviglia" sia "il suo intervento è stata una meraviglia": nel primo caso il participio "stato" concorda con il soggetto "intervento", nel secondo, invece, si utilizza il participio "stata" facendolo concordare con il nome del predicato "meraviglia".


Identico è il caso se si ha un verbo pronominale: ad esempio, "la meta che ci siamo prefissati" ("prefissati" concorda con il soggetto inespresso "noi") o "la meta che ci siamo prefissata" ("prefissata" concorda con "la meta").


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sabato 13 gennaio 2018

L'eternità di ogni cosa (anche la tua!): l'illusione del tempo tra scienza e filosofia - Sapiens Sapiens

Siamo "settati" dalle categorie della nostra percezione e dalla nostra cultura ad intendere il tempo in modo perlopiù lineare, che si protende nel futuro e viene dal passato; e il momento della nostra percezione lo chiamiamo presente, che è già sfumato proprio mentre ne pronunciamo il nome.

Siamo abituati, fin da scuola, a disegnare linee del tempo rivolte verso destra o verso l'alto, e intendiamo il passato come qualcosa di irrecuperabile e il futuro come il "non ancora", come l'ignoto che ci riserva non si sa cosa. Alcune discipline orientali, dal canto loro, propongono forme di meditazione per addestrare a vivere il "presente", nel "qui" e nell' "ora".

Al modo di concepire il tempo degli antichi Greci - una percezione del tempo circolare, come circolare è l'alternarsi del giorno e della notte o delle stagioni - il cristianesimo, soprattutto sotto l'influsso di Agostino, sostituisce un'idea del tempo lineare, fatta di passato, presente, futuro che corrisponde al tempo del peccato, della penitenza e della salvezza
Questo modo di intendere il tempo imbeve la nostra cultura fin in profondità.

Ma le cose stanno proprio così? Il tempo, nel modo in cui lo concepiamo, esiste davvero? Possiamo parlare di passato in riferimento a ciò che "non è più" e di futuro su "ciò che non è ancora"?

Proponiamo un video, tratto dal nostro canale SAPIENS SAPIENS (iscrivetevi, se vi fa piacere! :) ), in cui affrontiamo il discorso TEMPO con l'aiuto di illustri studiosi: il grande fisico Carlo Rovelli e il filosofo Emanuele Severino (giudicato da Massimo Cacciari il più grande del Novecento insieme ad Heidegger). In più riportiamo due frammenti tratti da Quark e da un documentario della National Geographic



venerdì 12 gennaio 2018

Prove INVALSI lingua inglese, l'Istituto seleziona candidati tra i docenti per la strutturazione delle prove

E’ indetta una procedura selettiva, per titoli e prova scritta, per la partecipazione a corsi formativi finalizzati alla costituzione di un elenco di autori delle prove INVALSI d’Inglese, test developers (TDs) che si svolgerà secondo le seguenti regole generali. 

Presentazione delle domande di partecipazione

 La presentazione delle candidature possono essere effettuate dalle ore 11:00 del 10 gennaio 2018 alle ore 19:00 del 20 gennaio 2018 solo ed esclusivamente mediante il modulo web presente sul sito dell’INVALSI al seguente link: https://invalsi-serviziostatistico.cineca.it/pon1420/?form=registrazione_selezioni_inglese_5_2_2018&pon=2014&selezioni=1

Ciascun candidato può presentare la propria candidatura esclusivamente per uno solo dei seguenti profili:

Profilo 1: Scuola primaria, livello A1 del QCER (cod. ENGNEWPRIM)
Profilo 2: Scuola secondaria di primo grado, livello A1 e A2 del QCER (cod. ENGNEWSEC1)
Profilo 3: Scuola secondaria di secondo grado, livello B1 e B2 del QCER (cod. ENGNEWSEC2)

 La presentazione della propria candidatura per più profili comporta l’esclusione dall’intera procedura di selezione. 

Fasi della selezione 
La selezione delle candidature per ciascun profilo avviene in due fasi:

1. valutazione del possesso dei requisiti e dei titoli preferenziali; 
2. prova scritta (riservata ai 100 candidati di ciascun profilo che hanno conseguito il punteggio maggiore nella valutazione di cui al precedente punto 1).

giovedì 11 gennaio 2018

Iscrizioni A.S. 2018/2019, come registrarsi e come presentare la domanda: una video guida del MIUR per non sbagliare

A ridosso delle iscrizioni all'anno scolastico 2018/2019 si solleva il problema per chi non è in grado di farla per via telematica.

A questo proposito il MIUR pubblica sulla sua pagina ufficiale di YouTube un video-tutorial di poco meno di 4 minuti, per guidare l'utente passo passo nel processo di iscrizione.







GUIDA TRAMITE TESTO SCRITTO SE NON PUOI VEDERE IL VIDEO IN ALTO

- In alto a destra vai su ACCEDI AL SERVIZIO;
- Effettua il LOGIN, inserendo i tuoi dati, oppure entra con SPID (lo stesso fatto per usufruire del bonus docenti);
- Al primo accesso al servizio occorre abilitarsi al servizio (se occorre integrare i dati forniti al momento della registrazione);
- Clicca su "Presenta una nuova domanda di iscrizione". A questo punto viene chiesto di inserire, in ordine di priorità, le scuole o i centri di formazione professionali CFP a cui indirizzare la domanda, indicando il loro codice identificativo;
- La domanda viene inoltrata alla prima scuola o CFP scelta. Comparirà la second ao terza scleta, nella schermata a fianco, solo se nella prima scuola scelta non c'è più posto;
- Se non conosci i codici delle scuole scelte clicca su "scuola in chiaro", oppure puoi rivolgerti alle scuole stesse, anche con una semplice telefonata;
- Dopo aver inserito il codice della scuola, e dopo aver accettato i termini e le condizioni, il sistema ti guiderà nella compilazione del modulo;
- L'accoglimento della domanda di iscrizione potrebbe essere subordinato ad alcune condizioni stabilite dal Consiglio Di Istituto della scuola pubblicate all'inizio del modello di domanda: per questo motivo è indispensabile fornire tutti i dati forniti nel modulo on line:
- Sul modulo ci sono i contatti della scuola, messi a disposizione per chiedere chiarimenti oppure per chiedere assistenza alla scuola nella compilazione;
- La domanda può essere compilata in tempi diversi, quindi puoi interromperti e riprendere la compilazione in un secondo momento: per farlo cliccare su SALVA senza inoltrare la domanda;
- Dopo aver inoltrato la domanda si può visualizzare in formato PDF e controllarla. A quel punto si può inoltrare. 
- ATTENZIONE! Una volta inoltrata, la domanda può essere modificata soltanto contattando la prima scuola scelta, che la restituisce alla famiglia per le correzioni del caso; questo può accadere purché non siano scaduti i termini per la consegna della domanda;
- Una volta inoltrata la domanda compare una schermata di conferma e una ricevuta di prenotazione viene inviata sulla casella di posta elettronica fornita al momento dell'iscrizione: OCCORRE CONSERVARLA PER I CONTATTI SUCCESSIVI CON LA SCUOLA;
- Ogni informazione sulla lavorazione della domanda viene inviata agli indirizzi email fino al momento della definitiva accettazione;
- Il servizio delle ISCRIZIONI ON LINE è attivo 24h su 24, fino al 6 febbraio.



martedì 9 gennaio 2018

Rivoluzione E. Majorana: a scuola si entra alle 10! E gli studenti, ce lo auguriamo, miglioreranno (e forse pure gli insegnanti)

Quando la scuola si adatta alle esigenze dei loro principali destinatari - gli studenti - in genere i risultati arrivano. Quando poi si segue la scìa dei risultati delle ricerche pedagogiche e delle scienze dell'apprendimento si fa bingo. E' questa la politica scelta da anni dall'istituto Ettore Majorana di Brindisi, una scuola superiore tra le più innovative d'Italia, che chi scrive ha conosciuto attraverso un testo di Giacomo Stella, di cui consigliamo la lettura: "Tutta un'altra scuola! Quella di oggi ha i giorni contati".

Dalla fine di gennaio gli studenti del Majorana entreranno in classe alle 10, anziché alle 8.30. Saranno loro stessi a monitorare gli effetti di questa sperimentazione: dovranno appurare se, effettivamente, con più ore di sonno il loro rendimento scolastico migliorerà.

Insomma, si tratta di una innovazione didattico-organizzativa già presente in scuole statunitensi e del Nord Europa, a cui in questo caso si affianca un lavoro di ricerca-azione (si veda a questo proposito il lavoro di  De Landsheere) portato avanti nientemeno che dagli stessi studenti. Compito di realtà, sviluppo delle competenze, adattamento del tempo scuola, centralità dello studente: sono tutti concetti che abbiamo trovato sui libri, studiato nelle facoltà di scienze dell'educazione, nei manuali di preparazione ai concorsi e finalmente, una volta tanto, li troviamo anche concretamente applicati nella scuola reale. Complimenti al Dirigente Scolastico Salvatore Giuliano che, è evidente, non ha nulla da spartire, a parte il nome, con il noto bandito.

L'ingresso a scuola alle 10 risponde alle esigenze di molti studenti che talvolta sono costretti ad alzarsi alle 5 per stare in orario a scuola, sin dalla prima ora. Chi scrive si alzava alla 6.30 e spesso, per i disagi legati al servizio di trasporto pubblico, doveva fare circa 3 km a piedi per raggiungere la sede del Liceo Severi. Né era concepibile, per un ragazzo di 15, 16, 18 anni, andare a letto alle 10 di sera: quello era il momento in cui rilassarsi, dedicarsi a qualche hobby o guardare la tv. 

L'inizio delle lezioni alle 10 migliorerà il rendimento degli alunni (ne siamo sicuri o almeno ce lo auguriamo con tutto il cuore) e anche nelle discipline più "cerebrali" - che so, la matematica, il latino, la filosofia - se inserite nelle prime ore di lezione. Non si tratta certo di assecondare i capricci degli adolescenti, ma di adattarsi ad un'esigenza reale: il numero di ore necessarie per ricaricare le batterie.
Chissà che poi questo cambio d'orario non riservi delle belle sorprese anche nel rendimento dei docenti, anche loro in classe con qualche ora di sonno in più e con un orario di lavoro più comodo e snello.

 Perché, diciamocela tutta, non sono soltanto gli studenti ad essere rincoglioniti alle 8 della prima ora :) 

giovedì 4 gennaio 2018

Ebook GRATUITO! Percorsi per lo sviluppo delle competenze dell'asse matematico, per la primaria e la secondaria di I grado: "Non ho paura"

Oltre al libro sulle competenze dell'asse linguistico, sul sito dispersione.it troviamo anche l'ebook gratuito sullo sviluppo delle competenze dell'asse logico-matematico, per la scuola primaria e secondaria di I grado.


Di seguito riportiamo brevemente l'indice dell'Ebook:

Percorsi per la scuola primaria
Microprogettazione didattica - Scuola Primaria
Persorsi a cura di Andrea Paolini e Simone Cini

Percorsi per la scuola secondaria di I grado
Microprogettazione didattica - Scuola Secondaria di I grado
Diario di bordo

Valutazione finale su attività matematiche Orintadropoout - Classe Prima

Valutazione finale su attività matematiche Orintadropoout - Classe Terza


Il testo è realizzato con il contributo dell'Ente cassa di risparmio di Firenze. Di seguito riportiamo la premessa all'eBook di Gabriele Gori, Direttore Generale. Il libro potete scaricarlo dai link in fondo al post:


Analizzare, contare, risolvere problemi. Sono azioni con le quali ci confrontiamo quotidianamente e forse, proprio per questo, abbiamo finito per dimenticare quanto è importante che tutti i bambini e i ragazzi sviluppino competenze e abilità tali da consentire loro di poter compiere, in qualsiasi contesto, queste azioni. Spesso l’ostacolo per un’esperienza di istruzione di successo consiste proprio in una sorta di “rinuncia” alla matematica e alle scienze più in generale. Come se si trattasse di un’area di competenza della quale qualsiasi cittadino può fare a meno.
È partendo da queste considerazioni e dalla preoccupazione, anche in termini futuri, che suscita la “povertà educativa”, che abbiamo deciso di promuovere direttamente, con il concorso di partner qualificati, il pluriennale progetto noout.
Queste pubblicazioni e la loro libera diffusione on-line sono il segno tangibile dell’intenzione dell’ente di promuovere presso il maggior numero possibile di insegnanti e di scuole un approccio, sperimentato sul campo e validato anche grazie al contributo dei docenti, che consenta a bambini e ragazzi di sentirsi protagonisti del proprio percorso di istruzione e di sviluppare e “allenare” abilità e competenze per la scuola, per il lavoro, per la vita.
Gabriele Goridirettore generale Ente Cassa di risparmio di Firenze



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martedì 2 gennaio 2018

Si dice "ha dovuto partire" o " è dovuto partire"? La spinosa questione dell'ausiliare con verbo servile - Italiano Senza Errori (con VIDEO GRAMMATICA)

Un dubbio del genere (quello riportato nel titolo) è venuto a chiunque, soprattutto nel parlato, quando cioè si ha meno tempo per ragionare.

Ha dovuto partire oppure è dovuto partire? Dilemmi di questo genere aprono la riflessione sull'uso dell'ausiliare (quindi essere o avere) in presenza di un verbo servile.

I verbi servili, lo ricordiamo brevemente e in soldoni, sono quelli che "servono" ad altri verbi per modificare il loro senso. Ad esempio sono andato, oppure sono dovuto andare: dovuto è un verbo servile che, come vediamo, modifica il senso del verbo semplice sono andato.
I verbi servili più usati sono dovere, potere e volere.

Dunque, come orientarsi per non sbagliare l'uso dell'ausiliare quando compare un verbo servile?
Teniamo a mente questi 4 promemoria e ... non sbaglieremo!

1. La prima buona regola per non sbagliare è anteporre al verbo servile l'ausiliare che avremmo anteposto correttamente al verbo "servito" se il servile non ci fosse stato. Ad esempio, diciamo ha giocato una partita oppure è giocato una partita? Ovviamente ha giocato una partita, quindi inseriamo il servile senza modificare l'ausiliario: ha dovuto giocare una partita, oppure ha potuto giocare una partita o, ancora, ha voluto giocare una partita (sono stati sottolineati i verbi servili).

2. Se il verbo che segue il servile è intransitivo (cioè un verbo che non regge il complemento oggetto, come partire, andare, tornare, camminare, uscire ...) si può usare sia l'ausiliare essere sia l'ausiliare avere: ho dovuto andare o sono dovuto andare; ho dovuto camminare per tre ore oppure sono dovuto camminare per tre ore.

3. Se il verbo servile è seguito dal verbo essere allora l'ausiliare dovrà essere sempre il verbo avere: dopo la morte del padre ha dovuto essere forte (non "è dovuto" essere forte).

4. Se il servile viene usato in "aiuto" di un verbo all'infinito con un pronome atono (mi, ti, ci, vi...) si usa il verbo essere se il pronome atono precede l'infinito, si usa il verbo avere se segue l'infinito. Ad esempio, si è dovuto alzare presto (in questo caso il pronome atono "si" precede l'infinito "alzare", quindi si usa il verbo "essere" prima del servile) oppure ha dovuto alzarsi presto (in questo caso il pronome atono "si" segue l'infinito "alzare", quindi si usa il verbo avere).




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