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sabato 21 marzo 2020

"Mio figlio in questi giorni non studia!". La risposta: "NON IMPORTA!". Messaggio di Vittoriano Caporale

Risultato immagini per didattica a distanza

Riportiamo dal web:

MESSAGGIO DEL PROF. DI STORIA DELLA PEDAGOGIA Vittoriano Caporale



Care mamme, cari papà, cari insegnanti, cari amici,

sto sentendo molti di voi che si stanno lamentando e preoccupando perché i figli non svolgono i compiti assegnati e non studiano come al solito.

Vi dico con tutto il cuore e con la scienza pedagogica e l' esperienza didattica acquistata in 50 anni di insegnamento all'università: NON IMPORTA!

In questi giorni i vostri figli-scolari stanno imparando quello che il pedagogista bitontino GIOVANNI MODUGNO chiamava SCIENZA DELLA VITA e che la scuola verbalistica, astratta, mnemonica e burocratica non insegna!

- Stanno imparando ad affrontare le difficoltà impreviste, a rinunciare alla libertà dei movimenti e delle relazioni amicali per il bene comune.

- A capire che la salute è un bene da salvaguardare anche se comporta tante rinunce e il ridimensionamento delle abitudini quotidiane.

- Stanno imparando il valore dell' ATTESA e della SPERANZA.

- Stanno apprezzando tutto quello che ogni casa offre: libri, giocattoli, TV, cani, gatti, uccellini e altri animali e cose.

- Stanno imparando a pregare, a capire che l'umanità è un'unica grande famiglia che soffre e che spera, al di là dei confini geografici.

- Stanno imparando l' importanza della solidarietà che può essere rafforzata col sorriso, con la parola affettuosa, col ricordo.

- Stanno sperimentando che i cellulari, i tabet e le altre tecnologie fanno sentire meno soli, a comunicare con gli amici vicini e lontani, a esprimere i nostri sentimenti e a volerci più bene.

Vi saluto tutti con l'affetto di un anziano professore di storia della pedagogia, padre e nonno

Vittoriano Caporale

7 commenti:

  1. CONDIVIDO TUTTO . SONO ANNI CHE PREDICO CHE BAMBINI DEVO PENSARE E, AGIRE TRAMITE IL "LORO" CERVELLO !

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  2. Condivido parola per parola! In un momento così psicologicamente tragico l'ultimo dei pensieri è lo studio! Se i bambini e i ragazzi non imparano la tabellina del 9, o una poesia di Pascoli, o come si svolgono le derivate o com'è fatta una cellula eucariota, lo impareranno il prossimo anno scolastico. Tutti noi siamo già molto provati psicologicamente perché a causa di questo virus o abbiamo perso un nostro caro... il dramma peggiore... o perché restiamo rinchiusi in casa e usciamo solo per andare a fare la spesa o per andare a portare il cane a fare i suoi bisogni! I fondi stanziati dal MIUR per la didattica a distanza dovevano essere indirizzati alla Sanità! Questo al momento è la nostra priorità! Dare 1.000 euro per ogni scuola è come versare una goccia nell'oceano! Inoltre anche noi docenti siamo provati psicologicamente per gli stessi motivi precedentemente espressi e perché abbiamo genitori e nonni che dobbiamo supportare per la spesa dei generi di prima necessità e per le medicine, oltre a dare loro supporto psicologico a nostra volta! La depressione è dietro l'angolo e quest'altro male abbassa le difese immunitarie di ciascuno di noi! Speriamo in bene...

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    Risposte
    1. Un buon equilibrio tra le varie necessità di certo non può che essere utile

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  3. Buongiorno, pienamente d'accordo con tutto quanto letto sopra, periodo difficile x tutti che lascerà insegnamenti che nessun libro al momento ci può dare...un forte caloroso abbraccio a tutti dal profondo del cuore con l'augurio che tutto presto possa finire e possiamo tornare alla normalità di sempre ma maturati, cresciuti dopo la dura prova affrontata...distinti Saluti De Luca Anna....

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  4. Giustissimo se non fosse che non sappiamo ancora come si concluderà la scuola.. mi spiego se i ragazzi dovessero tornare a scuola nei primi di maggio i professori si vedrebbero costretti a valutare gli studenti per permettere il passaggio o il non passaggio alla classe successiva, (escludendo le elementari) come? Con compiti in classe o interrogazioni a raffica e se non hanno studiato si troveranno impreparati e quindi forse bocciati. Una maggiore chiarezza potrebbe aiutare sia i professori che gli studenti.

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