martedì 1 dicembre 2020

Valutare le competenze su classroom, ecco come fare


Non ci siamo dimenticati, e non dovremmo farlo, che la nostra è di fatto una didattica per competenze.
Sappiamo anche che una tale didattica implica l'uso di particolari strumenti, sia nel suo svolgimento, sia in fase di verifica che di valutazione.
In questo caso non prenderemo in considerazione le pratiche didattiche attinenti allo sviluppo delle competenze: è un discorso molto lungo, soprattutto se riferito alla DAD, che va fatto in altri contesti.

 Ci concentreremo, invece, sul processo di verifica e valutazione in Didattica a Distanza.
Sappiamo infatti che occorre utilizzare le griglie di valutazione, quegli strumenti particolari che ci consentono di valutare non soltanto le conoscenza e le abilità, ma che, riferite a compiti autentici (o "di realtà" sebbene non si tratti di sinonimi), ci consentono di verificare e valutare gli atteggiamenti che stanno dietro la risoluzione di compiti complessi e che si avvicinano a quelli che comunemente affrontiamo nella vita di tutti i giorni.

A questo punto sorge la domanda, più che legittima: come fare tutto questo con gli strumenti della Didattica a Distanza? Meglio: come usare le griglie di valutazione e collegarli alle competenze con Classroom e il pacchetto G-Suite?

A questo proposito, dopo una capillare ricerca, ho selezionato il video tutorial che ritengo più utile e chiaro rispetto a questo argomento. Dura pochi minuti, ma è chiaro, esaustivo ed è preceduto da un sommario che espone tutti i contenuti del tutorial.
Buona visione e buona scuola. 

Vai al video:
Valutare le Competenze con Google Classroom

Oppure guardalo in basso:


lunedì 30 novembre 2020

Per gli alunni con cittadinanza non italiana serve il PDP?


Il quesito riportato nel titolo è frequente. Per fare chiarezza riportiamo la risposta di seguito:

Con la Nota prot. N° 2563 del 22 Novembre 2013
, il Miur si è espresso anche riguardo agli alunni con cittadinanza non italiana, chiarendo che:

“In particolare, per quanto concerne gli alunni con cittadinanza non italiana, è stato già chiarito nella C.M. n° 8/2013 che essi necessitano anzitutto di interventi didattici relativi all’apprendimento della lingua e solo in via eccezionale della formalizzazione tramite un Piano Didattico Personalizzato. Si tratta soprattutto – ma non solo – di quegli alunni neo arrivati in Italia, ultra tredicenni, provenienti da Paesi di lingua non latina (stimati nel numero di circa 5.000, a fronte di oltre 750.000 alunni di cittadinanza non italiana) ovvero ove siano chiamate in causa altre problematiche. Non deve tuttavia costituire elemento discriminante (o addirittura discriminatorio) la provenienza da altro Paese e la mancanza della cittadinanza italiana. Come detto, tali interventi dovrebbero avere comunque natura transitoria.”

Nel febbraio del 2014, il Miur diffuse Le Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri al fine di favorire l’integrazione e la riuscita scolastica e formativa degli alunni stranieri, dando indicazioni di carattere organizzativo e didattico, specificando quanto segue:

  • Possibile adattamento dei programmi per i singoli alunni;
  • Elaborare un PDP solo in via eccezionale;
  • Valutazione che tenga conto, per quanto possibile, della loro storia scolastica precedente, degli esiti raggiunti, delle caratteristiche delle scuole frequentate, delle abilità e competenze essenziali acquisite;
  • Non abbassare gli obiettivi ma adattare gli strumenti e le modalità con cui attuare la valutazione;
  • In sede di esame finale primo ciclo possibile presenza, nel caso di notevoli difficoltà comunicative di docenti o mediatori linguistici competenti nella lingua d’origine per facilitare la comunicazione.

Le Linee Guida, inoltre, pongono l’attenzione sulla necessità di contrastare i ritardi scolastici, a causa del disagio prodotto (differenza di età, demotivazione, costi per il sistema scolastico, rischio di abbandono precoce, elusione del diritto/dovere a conseguire una qualifica).

Fonte da cui è estrapolato il testo:
https://www.orizzontescuola.it/pdp-entro-il-30-novembre-in-quali-casi-si-redige-indicazioni-per-alunni-stranieri/

E se togliessimo i voti? - Considerazioni di un'insegnante sulla valutazione

Il testo che proponiamo di seguito è una riflessione di una collega, pubblicata sulla bacheca del suo profilo Linkedin. Mi ha fatto riflettere sul ruolo e il senso del voto; non che non lo facessi già, ma talvolta questo tipo di riflessioni vanno riproposte ciclicamente ad interruzione delle routine fagocitanti che ci rendono quasi degli "automi".
La mia considerazione viene però di conseguenza: ciò che la collega lamenta, e cioè una valutazione antica da una parte e l'assenza di valutazioni che considerino anche il processo e che considerino "
quanto altro ci sia da valutare", forse trova soluzione in qualcosa che non dobbiamo reclamare, ma che già c'è. Mi riferisco alla didattica per competenze, alla valutazione di lavori collaborativi, all'uso di rubriche di valutazione, che per loro natura non comunicano sterili voti, ma quel "tanto altro" che c'è nei processi di apprendimento. Il fatto è che, forse, non lo usiamo abbastanza o non abbastanza bene.
 
Buona lettura, e magri diteci cosa ne pensate.
 Grazie a Cristiana per il suo contributo e la sua riflessione

 
Di Cristiana Caserta, insegnante 

Chat infuocate nei giorni precedenti l'incontro della Preside con i coordinatori.

Nuova dirigente, ognuno vuole fare bella figura esponendo la 'situazione della (propria) classe'.


(Con te? Come sono? Verifiche fatte? Assenze? La telecamera la tengono accesa?) 


La mia classe pare la peggiore. Sono rassegnata... fino a sera fioccano lamentele.

Finché... la luce!


- E se togliessimo i voti?


Dice una collega, nota per la sua severità


Sì. La DaD fa emergere quanto di anacronistico e insensato c'è nel voto...

Quanto altro ci sia da valutare, che il voto non dice. Quanto la valutazione sia legata a pratiche - il compito fatto in due ore, sotto lo sguardo poliziesco e inquisitore del docente - troppo 'scolastiche' per poter resistere fuori dall'edificio 'scuola'.

Se approfittassimo della situazione per introdurre altri tipi di feedback? E chiedessimo prove più vicine a quelle della vita extra scolastica?

Io ho assegnato il tema e loro dovranno consegnarmelo entro sabato. Intanto abbiamo fatto diversi step, progettazione, letture, stesura di capoversi etc..

Fornirò un feedback preciso e dettagliato, sulla scrittura e sul contenuto. 

Ma il voto non farà passare in secondo piano tutto il resto? 





venerdì 27 novembre 2020

Esercizi on line sull'uso della punteggiatura, per la DAD o in presenza


Insegnare a scrivere correttamente è sempre una gran faticaccia.

Insegnare la punteggiatura lo è doppiamente: "sentire" le pause, dare la giusta intonazione, far "respirare" adeguatamente il testo, leggerlo a mente; si tratta di competenze fondamentali, ma difficili da insegnare.
Il trucco è ... insistere, insistere, insistere. Far scrivere, far leggere, rileggere, far scrivere di nuovo, finché lo studente non "sente" ciò che scrive, finché il testo non avrà quella musica che gli è propria.

Di seguito propongo 5 esercizi da svolgere on line, o da far ricopiare sul quaderno (al limite), sull'uso dei punti, delle virgole. Ciascun insegnante valuti se sono adatti o no ai propri alunni. Buon lavoro!

1.Nel brano riportato sono stati dimenticati i punti fermi. Lo studente deve inserirli dove ritiene opportuno, ripristinando anche le maiuscole.

2.Nel brano riportato mancano virgola, punto fermo, punto esclamativo, puntini di sospensione. Lo studente deve la punteggiatura mancante, ripristinando le maiuscole dove occorrono.

3. L'esercizio riporta delle frasi che possono essere divise in due frasi distinte, separate da un punto. In ogni frase, occorre sottolineare la parola che chiude la prima frase e farla seguire da un punto + lettera maiuscola.

4. Esercizio on line sulla punteggiatura (? ! .), utile per la DAD e non solo

5. Inserire le virgole opportune 

6. Inserire nel brano dato 11 virgole e 5 punti.

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Esercizi sulla punteggiatura in DAD, da fare e correggere al pc

Raccolta di schede didattiche di grammatica e analisi logica

Analisi logica in Dad o in presenza, raccolta di esercizi on line su tutti gli argomenti


 

giovedì 26 novembre 2020

No ragazzi, non è stato il 2020. È stata la cocaina


- Buondì ragazzi! Avete sentito della morte di Maradona?

- Sì, prof... 'sto 2020 è un disastro

Qui si accende la lampadina, quando la retorica del momento rischia di spostare l'attenzione da qualcosa di molto serio ad una goliardica narrazione collettiva, quella che vuole il 2020 come l'anno della sfiga totale.

E così prendo la palla al balzo, proprio come avrebbe fatto, molto meglio di me, il campione argentino.

- No, ragazzi. Non è stato il 2020; è stata la cocaina, è stato l'alcol, è stata una vita totalmente sregolata vissuta all'estremo.

E la morte di Maradona diventa così uno stimolo, in classe (o a distanza, come nel mio caso), per parlare con gli studenti di cose serie: dell'uso degli stupefacenti, dell'abuso dell'alcol e di come queste sostanze ti portino nella tomba prima del tempo.
 Di come il 2020 in sé non abbia alcun potere: è un'astrazione, un periodo di tempo a cui noi uomini abbiamo dato delle coordinate arbitrarie. Non è niente di più: l'anno 2020 del nostro calendario non ha capacità di agire, non è uno spirito.
Semmai noi, individui appartenenti alla specie umana, abbiamo la possibilità di discernere, scegliere e di autodeterminarci.

Talvolta, come in questo caso, agli insegnanti tocca la prosa, mentre i media e il mondo osannante al "pibe de oro" preferiscono la versione poetica, certo più edulcorata e affascinante.

La storia di Maradona, se mettiamo da parte quello straordinario e ineguagliato talento sul rettangolo verde, è stata una vicenda umana di solitudine, schiavitù, dolore, eccessi, dipendenze, tradimenti. È stato un uomo spesso solo, senza coordinate esistenziali, miseramente ingenuo, con poca cultura e pochi strumenti intellettuali. Un eroe decadente che, tanto più il mondo lo innalzava a mito, tanto più collassava nella sua dimensione esistenziale.

Guardando ieri sera il documentario in cui si raccontava a Kusturica, ho visto un uomo profondamente infelice, smarrito, al di là dell'incenso che un mondo stordito dall'epica del calcio gli tributa. Ho provato compassione più che ammirazione. Ho visto una vittima anziché un eroe.

Insomma, oltre al gol all'Inghilterra o alla punizione leggendaria contro la Juventus, è lecito chiederci seriamente se il Maradona uomo ci piaccia; ed è giusto, allo stesso modo, spostare l'attenzione dei giovani dalla gloria mediatica, che cattura e affascina, alla più concreta e meno appariscente vicenda umana, che in questo caso è triste, tragica.  

È giusto interrogarsi sul senso della vita, sulla felicità dell'uomo, sulla gloria, sulle dipendenze, sui falsi miti.

Talvolta la scuola ha il diritto di picconare e sgretolare impietosamente ciò che per il mondo è leggenda e riportare l'attenzione sull'unica cosa che conta: l'esistenza delle persone.

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