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martedì 6 agosto 2019

Letture d'agosto: CONTRO NATURA. UNA LETTERA AL PAPA, di Francesco Remotti

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Tempo di lettura: 2/4 giorni circa

Quando nei dibattiti si sente "questo è contro natura", oppure "quello è naturale" dovremmo davvero chiederci cosa intendiamo e cosa davvero è, o vuole, la natura.

Nei dibattiti contro il divorzio si invocava la natura, contro l'omosessualità si invoca la natura, contro la famiglia allargata lo stesso. La Costituzione parla di famiglia naturale, e ogni volta in cui ci si allontana da quel prototipo si assume in risposta che essa stessa è la voce di un ordinamento naturale immutabile e incontrovertibile. Eppure in Italia sono più le coppie che si discostano sensibilmente da quel modello di quelle che vi aderiscono.
Si stabilisce anzitutto che la natura non sbaglia (come se l'uomo vivente e agente non fosse egli stesso parte o prodotto della natura), poi si stabilisce la norma naturale e alla fine si fissano i paletti.

Questo meraviglioso libro di Francesco Remotti, antropologo di fama mondiale e docente presso l'università di Torino, descrive ciò che la natura ha riservato ai Sapiens, cioè a noi bipedi di questa specie, rispetto ai costumi sessuali e ai modi di intendere la famiglia. Ovviamente in altre parti della terra, perché come funziona dalle nostre parti lo sappiamo bene. O quasi.
E allora si scopre, con uno sforzo di umiltà e dopo essersi brigati di ascoltare anziché sentenziare, che in altre parti del mondo esistono famiglie matriarcali molto diverse da quelle della nostra cultura; è diffusa la poligamia, sia sotto forma di poliginia che di poliandria. Quindi più mogli per un marito o più mariti per una moglie. E in alcune aree del Tibet le cose vanno ancora diversamente: da un contesto poligamico si passa via via ad un contesto monogamico.
E le persone sono spontaneamente felici. Non si pongono alcun problema rispetto ad una presunta diversità o anormalità.
Ne scopriremo delle belle anche nel sud ovest della Cina, dove... non ve lo spoilero, ma è davvero interessante :)
E ancora: cosa dire dei "two spirits" delle tribù indiane del Nord America o delle diverse confessioni cristiane - tutte, beninteso, si ispirano allo stesso libro sacro, la Bibbia - in cui a volte si è poligami e altre volte monogami?
E sulle isole Trobriand, dove non esistono perversioni né c'è alcuna traccia della fase edipica nello sviluppo psico-sessuale degli individui?
Si potrebbe continuare a lungo.

Insomma, per uscire dai pregiudizi, dalle sciocche prese di posizione e dall'arroganza della superiorità della propria cultura (o, talvolta, della propria fede), bisogna mettersi in ascolto davvero, in un atteggiamento di scoperta della meravigliosa varietà di abitudini dell'homo sapiens.
Consiglio questo libro perché aiuta a cambiare prospettiva, perché insegna l'umiltà e la varietà del mondo, intesa come una risorsa e non un limite.
E' un libro in cui si possono trovare risposte interessanti a domande altrettanto interessanti, prendendo spunto da alcune pagine del filosofo Montaigne, che ci spiega con assoluta chiarezza l'errore fondamentale che sta dietro l'arroganza di cui siamo capaci: la violenza dell'arbitraria sostituzione di ciò che è cultura con ciò che è natura.

Il libro lo trovi qui:



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