Seguici con il Feed Rss

PARTECIPA ALLA NOSTRA COMMUNITY!

martedì 1 dicembre 2020

Valutare le competenze su classroom, ecco come fare


Non ci siamo dimenticati, e non dovremmo farlo, che la nostra è di fatto una didattica per competenze.
Sappiamo anche che una tale didattica implica l'uso di particolari strumenti, sia nel suo svolgimento, sia in fase di verifica che di valutazione.
In questo caso non prenderemo in considerazione le pratiche didattiche attinenti allo sviluppo delle competenze: è un discorso molto lungo, soprattutto se riferito alla DAD, che va fatto in altri contesti.

 Ci concentreremo, invece, sul processo di verifica e valutazione in Didattica a Distanza.
Sappiamo infatti che occorre utilizzare le griglie di valutazione, quegli strumenti particolari che ci consentono di valutare non soltanto le conoscenza e le abilità, ma che, riferite a compiti autentici (o "di realtà" sebbene non si tratti di sinonimi), ci consentono di verificare e valutare gli atteggiamenti che stanno dietro la risoluzione di compiti complessi e che si avvicinano a quelli che comunemente affrontiamo nella vita di tutti i giorni.

A questo punto sorge la domanda, più che legittima: come fare tutto questo con gli strumenti della Didattica a Distanza? Meglio: come usare le griglie di valutazione e collegarli alle competenze con Classroom e il pacchetto G-Suite?

A questo proposito, dopo una capillare ricerca, ho selezionato il video tutorial che ritengo più utile e chiaro rispetto a questo argomento. Dura pochi minuti, ma è chiaro, esaustivo ed è preceduto da un sommario che espone tutti i contenuti del tutorial.
Buona visione e buona scuola. 

Vai al video:
Valutare le Competenze con Google Classroom

Oppure guardalo in basso:


lunedì 30 novembre 2020

E se togliessimo i voti? - Considerazioni di un'insegnante sulla valutazione

Il testo che proponiamo di seguito è una riflessione di una collega, pubblicata sulla bacheca del suo profilo Linkedin. Mi ha fatto riflettere sul ruolo e il senso del voto; non che non lo facessi già, ma talvolta questo tipo di riflessioni vanno riproposte ciclicamente ad interruzione delle routine fagocitanti che ci rendono quasi degli "automi".
La mia considerazione viene però di conseguenza: ciò che la collega lamenta, e cioè una valutazione antica da una parte e l'assenza di valutazioni che considerino anche il processo e che considerino "
quanto altro ci sia da valutare", forse trova soluzione in qualcosa che non dobbiamo reclamare, ma che già c'è. Mi riferisco alla didattica per competenze, alla valutazione di lavori collaborativi, all'uso di rubriche di valutazione, che per loro natura non comunicano sterili voti, ma quel "tanto altro" che c'è nei processi di apprendimento. Il fatto è che, forse, non lo usiamo abbastanza o non abbastanza bene.
 
Buona lettura, e magri diteci cosa ne pensate.
 Grazie a Cristiana per il suo contributo e la sua riflessione

 
Di Cristiana Caserta, insegnante 

Chat infuocate nei giorni precedenti l'incontro della Preside con i coordinatori.

Nuova dirigente, ognuno vuole fare bella figura esponendo la 'situazione della (propria) classe'.


(Con te? Come sono? Verifiche fatte? Assenze? La telecamera la tengono accesa?) 


La mia classe pare la peggiore. Sono rassegnata... fino a sera fioccano lamentele.

Finché... la luce!


- E se togliessimo i voti?


Dice una collega, nota per la sua severità


Sì. La DaD fa emergere quanto di anacronistico e insensato c'è nel voto...

Quanto altro ci sia da valutare, che il voto non dice. Quanto la valutazione sia legata a pratiche - il compito fatto in due ore, sotto lo sguardo poliziesco e inquisitore del docente - troppo 'scolastiche' per poter resistere fuori dall'edificio 'scuola'.

Se approfittassimo della situazione per introdurre altri tipi di feedback? E chiedessimo prove più vicine a quelle della vita extra scolastica?

Io ho assegnato il tema e loro dovranno consegnarmelo entro sabato. Intanto abbiamo fatto diversi step, progettazione, letture, stesura di capoversi etc..

Fornirò un feedback preciso e dettagliato, sulla scrittura e sul contenuto. 

Ma il voto non farà passare in secondo piano tutto il resto? 





venerdì 27 novembre 2020

Esercizi on line sull'uso della punteggiatura, per la DAD o in presenza


Insegnare a scrivere correttamente è sempre una gran faticaccia.

Insegnare la punteggiatura lo è doppiamente: "sentire" le pause, dare la giusta intonazione, far "respirare" adeguatamente il testo, leggerlo a mente; si tratta di competenze fondamentali, ma difficili da insegnare.
Il trucco è ... insistere, insistere, insistere. Far scrivere, far leggere, rileggere, far scrivere di nuovo, finché lo studente non "sente" ciò che scrive, finché il testo non avrà quella musica che gli è propria.

Di seguito propongo 5 esercizi da svolgere on line, o da far ricopiare sul quaderno (al limite), sull'uso dei punti, delle virgole. Ciascun insegnante valuti se sono adatti o no ai propri alunni. Buon lavoro!

1.Nel brano riportato sono stati dimenticati i punti fermi. Lo studente deve inserirli dove ritiene opportuno, ripristinando anche le maiuscole.

2.Nel brano riportato mancano virgola, punto fermo, punto esclamativo, puntini di sospensione. Lo studente deve la punteggiatura mancante, ripristinando le maiuscole dove occorrono.

3. L'esercizio riporta delle frasi che possono essere divise in due frasi distinte, separate da un punto. In ogni frase, occorre sottolineare la parola che chiude la prima frase e farla seguire da un punto + lettera maiuscola.

4. Esercizio on line sulla punteggiatura (? ! .), utile per la DAD e non solo

5. Inserire le virgole opportune 

6. Inserire nel brano dato 11 virgole e 5 punti.

Forse può interessarti anche ...
Esercizi sulla punteggiatura in DAD, da fare e correggere al pc

Raccolta di schede didattiche di grammatica e analisi logica

Analisi logica in Dad o in presenza, raccolta di esercizi on line su tutti gli argomenti


 

giovedì 26 novembre 2020

No ragazzi, non è stato il 2020. È stata la cocaina


- Buondì ragazzi! Avete sentito della morte di Maradona?

- Sì, prof... 'sto 2020 è un disastro

Qui si accende la lampadina, quando la retorica del momento rischia di spostare l'attenzione da qualcosa di molto serio ad una goliardica narrazione collettiva, quella che vuole il 2020 come l'anno della sfiga totale.

E così prendo la palla al balzo, proprio come avrebbe fatto, molto meglio di me, il campione argentino.

- No, ragazzi. Non è stato il 2020; è stata la cocaina, è stato l'alcol, è stata una vita totalmente sregolata vissuta all'estremo.

E la morte di Maradona diventa così uno stimolo, in classe (o a distanza, come nel mio caso), per parlare con gli studenti di cose serie: dell'uso degli stupefacenti, dell'abuso dell'alcol e di come queste sostanze ti portino nella tomba prima del tempo.
 Di come il 2020 in sé non abbia alcun potere: è un'astrazione, un periodo di tempo a cui noi uomini abbiamo dato delle coordinate arbitrarie. Non è niente di più: l'anno 2020 del nostro calendario non ha capacità di agire, non è uno spirito.
Semmai noi, individui appartenenti alla specie umana, abbiamo la possibilità di discernere, scegliere e di autodeterminarci.

Talvolta, come in questo caso, agli insegnanti tocca la prosa, mentre i media e il mondo osannante al "pibe de oro" preferiscono la versione poetica, certo più edulcorata e affascinante.

La storia di Maradona, se mettiamo da parte quello straordinario e ineguagliato talento sul rettangolo verde, è stata una vicenda umana di solitudine, schiavitù, dolore, eccessi, dipendenze, tradimenti. È stato un uomo spesso solo, senza coordinate esistenziali, miseramente ingenuo, con poca cultura e pochi strumenti intellettuali. Un eroe decadente che, tanto più il mondo lo innalzava a mito, tanto più collassava nella sua dimensione esistenziale.

Guardando ieri sera il documentario in cui si raccontava a Kusturica, ho visto un uomo profondamente infelice, smarrito, al di là dell'incenso che un mondo stordito dall'epica del calcio gli tributa. Ho provato compassione più che ammirazione. Ho visto una vittima anziché un eroe.

Insomma, oltre al gol all'Inghilterra o alla punizione leggendaria contro la Juventus, è lecito chiederci seriamente se il Maradona uomo ci piaccia; ed è giusto, allo stesso modo, spostare l'attenzione dei giovani dalla gloria mediatica, che cattura e affascina, alla più concreta e meno appariscente vicenda umana, che in questo caso è triste, tragica.  

È giusto interrogarsi sul senso della vita, sulla felicità dell'uomo, sulla gloria, sulle dipendenze, sui falsi miti.

Talvolta la scuola ha il diritto di picconare e sgretolare impietosamente ciò che per il mondo è leggenda e riportare l'attenzione sull'unica cosa che conta: l'esistenza delle persone.

mercoledì 25 novembre 2020

Esercizi on line sulla punteggiatura, utile per la DAD e non solo


Di seguito, oppure cliccando sul link in basso, si viene ricondotti ad un esercizio da svolgere on line sulla punteggiatura. Riguarda l'uso del punto esclamativo, interrogativo e il punto fermo. Adatto per la scuola primaria.

martedì 24 novembre 2020

Analisi logica in Dad o in presenza, raccolta di esercizi on line su tutti gli argomenti

Esercizi on line di analisi logica.
Trovate di seguito una serie di esercizi da svolgere on line direttamente da PC, telefono o tablet.
Si tratta di risorse sempre utili, ma in modo particolare lo sono per la DAD.
Al termine dell'esecuzione degli esercizi il programma fornisce le soluzioni.

lunedì 23 novembre 2020

Esercizi sulla punteggiatura in DAD, da fare e correggere al pc

Ci sono molto utili in questo periodo risorse del genere: assegnare un esercizio multimediale tramite PC ci permette di guadagnare tempo e ci facilita la correzione.

Di seguito, ai tre link in basso, riporto alcuni esercizi sull'uso della punteggiatura, utili per la scuola primaria fino al biennio delle superiori (se siamo fortunati).

Per svolgere gli esercizi basta semplicemente fornire i link. Non serve neppure registrarsi.
Il programma fornisce gli errori al termine della compilazione, su cui si può discutere con gli studenti.

Esercizio n. 1 - Punteggiatura

Esercizio n. 2 - Punteggiatura

Esercizio n. 3 - Punteggiatura

domenica 22 novembre 2020

L'insegnante è un manager: organizzare la classe con il Sociogramma di Moreno

Quando pratichiamo la didattica collaborativa, e dovremmo farlo tutti, abbiamo bisogno di gestire il gruppo classe in modo intelligente e funzionale: organizzare le forze, valutare gli equilibri, scegliere le leadership e così via...

Il sociogramma di Moreno fa al caso nostro. Utilizzarlo all'inizio dell'anno scolastico, soprattutto quando l'insegnante entra in una nuova classe, permette di avere a disposizione in poco tempo il quadro delle relazioni della classe, da cui partire per la gestione delle coppie o dei gruppi di lavoro. Usarlo ci consente di evitare molti errori di valutazione, di avere dati precisi anziché quelli "a sensazione": a guadagnarci sono la serenità dell'insegnante e della classe, oltre che l'efficacia dei gruppi.

Come usarlo lo vediamo nel video che segue, tratto dal canale Sapiens Sapiens associato a questo sito e a cui vi chiediamo, se vi fa piacere, di iscrivervi

Insegnante Manager: organizzare la classe con il sociogramma di Moreno

Nel video vediamo come usarlo.


Cos'è il Sociogramma di Moreno?
La definizione la prendiamo da Wikipedia:

Il sociogramma di Moreno, anche chiamato rilevazione sociometrica, è un metodo di osservazione indiretta usato particolarmente nelle scienze dell'educazione e nelle analisi sociali. Il questionario sociometrico serve per analizzare la posizione di un individuo all'interno di un gruppo, fornire informazioni sulla situazione del gruppo e individuare i leader e gli emarginati.

(Per approfondire:
 
https://it.wikipedia.org/wiki/Sociogramma_di_Moreno#:~:text=Il%20sociogramma%20di%20Moreno%2C%20anche,educazione%20e%20nelle%20analisi%20sociali. )

giovedì 19 novembre 2020

Saltare le interrogazioni nella DAD: ecco come ci fregano i nostri studenti


Cari colleghi, care colleghe ... oddio, così sembro quasi Mattarella che parla alla nazione.

No, cambio stile e ne uso uno più adatto al contesto.

Raga’, non facciamoci frega’. Mi spiego: ho appena scoperto che esistono diversi trucchi, davvero raffinati e tecnologici, che gli studenti possono usare per evitare le attività in didattica a distanza, specialmente le interrogazioni. E sono così raffinati che non è facile scoprirli.
Dopo aver visto il video credo che esista un solo modo per non farsi fregare: chiedere agli studenti, prima della verifica orale (o interrogazione, se preferite chiamarla così), di condividere il loro schermo e, all’occorrenza, chiedere di visualizzare l’area del browser in cui ci sono le estensioni? 

Ma di cosa sto parlando? Ecco, non serve che io lo scriva, perché lo studente, nel video che ho incorporato in basso, le spiega tutte per filo e per segno.

Insomma, può capitare di cascarci come dei salami senza sapere che il nostro studente la sa mooooooolto più lunga di noi.

Buona visione e, se sapere come venirne fuori, commentate in basso con utili suggerimenti.

Buona Dad a tutti! 

VAI AL VIDEO OPPURE GUARDALO IN BASSO

martedì 17 novembre 2020

Classroom: come valutare i quiz (anche a risposta aperta) e inviare i risultati

Anche stavolta abbiamo censito il tutorial che riteniamo migliore: rapido, chiaro, efficace.


Questo video ci spiega sostanzialmente 4 cose:

- Come assegnare un compito a quiz (con diverse tipologie di domande, cioè aperte, chiuse, a risposta multipla...);
- Come riconsegnarlo dopo aver attribuito il punteggio;
- Come importare i voti su Classroom (dal modulo con cui abbiamo somministrato il quiz);
- Come restituire anche il voto, dopo aver trasformato il punteggio.

Se vi interessa soprattutto come importare i voti (è ciò che, in questo ambito, viene richiesto più spesso) potete andare direttamente al minuto 6:05 del video.

Il video puoi vederlo cliccando qui:
Come valutare i quiz in Classroom e inviare i risultati

Oppure DIRETTAMENTE IN BASSO:

Raccolta di schede didattiche di grammatica e analisi logica

Raccolta di schede didattiche di grammatica e analisi logica.
Sono soprattutto per la primaria ma utilizzabili anche nella secondaria di II grado.

Modi e coniugazioni dei verbi   

Verifica riconoscimento verbi 

Verifica nomi

Modi e coniugazioni dei verbi

Aggettivi – verifica – con frasi

Aggettivi – verifica

Aggettivi possessivi

Articolo-Esercizi 2

Articolo

Articolo- esercizi

Articoli . Verifica

Uso dell’H

Uso dell’H esercizi

Acca esercizi 2

Acca esercizi 3

Acca e qu

Acca e qu verifica

L’analisi grammaticale

Frase minima

Frase minima esercizi

Soggetto sottinteso e predicato esercizi

Soggetto e predicato esercizi

Soggetto-soggetto sorrinteso-predicato-verifica

Soggetto-soggetto sorrinteso-predicato-esercizi

La punteggiatura regole

La maiuscola

L’accento regole

L’accento

AGGETTIVO

Aggettivi qualificativi – Esercizi

Articoli

Articoli 2

Articoli 3

Alterati e falsi alterati

C’era c’erano

C Q CQ

Compiti delle vacanze di Natale 1

Cu qu cqu esercizi

Le sillabe

Divisione in sillabe regole

Il vocabolario

L’ordine alfabetico-filastrocca di Natale

Uso del dizionario Esercizi

Verifica-Discorso diretto e indiretto

Discorso diretto-indiretto verifica 2

Doppie esercizi

Doppie indicazioni

Doppie Cruciverba degli animali

Crucisillabe

E’ non è

Frase minima

Frase minima esercizi

I fumetti e il discorso diretto

Fumetti e discorso diretto esercizio 1

Fumetti e discorso diretto esercizio 3

Fumetti e discorso diretto esercizio 2

Le esclamazioni

La signora Amalia

Gli li esercizi

Gli li

Gn o n

Gn gl sc

Gni ni filastrocca

Gn o n cruciverba

Gn o n esercizi

I verbi

Le faccine mp mb

Le doppie

L’apostrofo filastrocca

L’apostrofo2

L’apostrofo

L’apostrofo regole

Il troncamento regole

L’apostrofo esercizi

L’apostrofo esercizi 2

L’accento

L’acca

La divisione in sillabe

Monosillabi accentati

Mp mb

Vari tipi di nomi

Radice desinenza e genere del nome

Il genere del nome-esercizi

Il genere del nome

Il numero del nome e i plurali in cia e gia

I nomi alterati

I nomi alterati – Esercizi

Nomi

Nomi 1

Nomi 2

Nomi 3

Nomi 4

Nomi 5

Nomi 6

Nomi 7

Nomi 8

Nomi 9

Nomi 10

Nomi 11

Nomi 12

Nomi 13

Nomi 14

Le parole capricciose

La lettera q

La famiglia acqua

Q filastrocca

Preposizioni semplici e articolate esercizi

Preposizioni semplici e articolate

Scie filastrocca

Scie esercizi

Soggetto-soggetto sorrinteso-predicato-verifica

Soggetto-soggetto sorrinteso-predicato-esercizi

Soggetto sottinteso e predicato esercizi

Soggetto e predicato esercizi

Un un’

Regola un un’

Il modo indicativo

Verifica verbi indicativo essere e avere

Verbi essere e avere verifica

Verbo-I modi

Verbo

Verbo essetre-Tempi semplici-Verifica

Verbi-Il modo indicativo

Verbi-Coniugazioni-persona e numero

Verbi esercizi

Verbi composti essere – verifica

Verbi composti avere -essere – verifica

Verbi composti avere – essere – verifica

Preposizioni semplici e articolate

Preposizioni semplici e articolate esercizi

Uso dell’H

Uso dell’H esercizi

domenica 15 novembre 2020

La CARTA T, uno strumento didattico per insegnare le abilità sociali (e non solo)

Quando si fa didattica collaborativa, e dovremmo farla tutti, è fondamentale che gli alunni abbiano delle adeguate abilità sociali, che nella vita di tutti i giorni servono per interagire con i nostri "prossimi". 
Gli studenti in cooperative learning, per esempio, devono saper rispettare ruoli assegnati, turni di parola, volume della voce; devono saper accogliere idee altrui, valorizzare i compagni (se e quando serve), intervenire con pertinenza...
Tutte queste abilità collaborative e di convivenza non sono innate, ma si insegnano, si apprendono oppure si modificano o si perfezionano.
L'insegnante, a questo punto, può utilizzare un valido strumento, che prende il nome di CARTA T, per insegnarle e con cui è possibile creare un repertorio da utilizzare all'occorrenza.

In fondo alla pagina riporto il link che rimanda ad una CARTA T, con due esempi di compilazione.

Di seguito, invece, riporto il Video (tratto dal canale associato a questo sito, a cui vi invito ad iscrivervi: Sapiens Sapiens) che spiega in cosa consiste lo strumento e come usarlo.
Buona visione.


venerdì 13 novembre 2020

Testo ON LINE, a riempimento, sull'uso della punteggiatura


 L'esercizio che segue è un testo di media difficoltà: consiste in un testo, tratto dal libro di Louis May Alcott "Piccole donne", in cui mancano i segni di punteggiatura ed è adatto alla scuola primaria e alla secondaria di I grado.

All'uopo può essere usato anche con alunni BES o L2 nella scuola superiore.

giovedì 12 novembre 2020

Io, di fronte a un vecchio “non più utile allo sforzo produttivo di un Paese” che muore solo, taccio - Di Elena Agostini


Di Elena Agostini, insegnante 
 
Mi sono chiesta spesso se Manzoni oggi avrebbe mai potuto scrivere della Madre di Cecilia, una donna “dalla bellezza offuscata e velata ma non guasta”, “il cui aspetto annunciava una giovinezza avanzata ma non trascorsa”, tratteggiata con poetico struggimento mentre affida al turpe monatto la sua bambina, morta di peste, “adorna come per una festa promessa da tanto tempo”.

Chissà. Se il padre della madrelingua, quella che ci permette di esprimerci ogni giorno, fosse vissuto ai tempi dei social, magari avrebbero dato anche a lui del “covidiota”, del collaborazionista, del complice in una truffa che solo gli intelletti fini scorgono. E i suoi lettori sarebbero stati tacciati di cecità e torpore delle meningi offuscate dal terrore.
Ho osservato lungamente gli avveduti analisti delle notizie, snocciolare numeri e cifre così come si fa con i pistacchi durante le sagre estive. Secondo i grandi luminari che mi è capitato di leggere qua e là nel fantastico mondo di Facebook, a settembre l'opera del governo era quella di inoculare terrore nei poveri cittadini, dando conto solo del numero dei positivi e tenendo colpevolmente segreto il numero dei tamponi. Poi, però, hanno iniziato a dire con precisione certosina anche il numero quotidiano dei tamponi e fare percentuali, ma, ovviamente, ai dietrologi della realtà parallela non è bastato lo stesso. Perché è chiaro: “se aumenti i tamponi, aumentano anche i positivi”. E questa sottolineatura aveva la stessa carica di intelligenza di chi affermasse che la febbre dipende dal fatto che te la misuri e quindi dal termometro, mica dal fatto che ce l'hai.
Poi è venuto il momento dei confronti con i numeri di marzo. Qualcuno giurava che non c'era paragone. Lì contavamo 5000 positivi al giorno e 700 morti, a ottobre contavamo 15.000 positivi e 100 morti, quindi, suffragati e corroborati dalla scienza esatta di emeriti scienziati come Bossetti e Zangrillo, in molti hanno preferito credere che "la carica virale era ormai ridotta e il virus era clinicamente morto".
Sarebbe bastato accendere 5 minuti il cervello per capire che i numeri falsi, e al ribasso, erano quelli di marzo, non quelli attuali, ma è molto più confortevole credere sempre a quel che fa più comodo.
E nel frattempo, mentre si consumava una odiosa, sconcertante, vergognosa battaglia ideologica, politica, mediatica intorno al virus e alle sue conseguenze, la gente ha continuato a morire.
Ieri abbiamo sfiorato 600 decessi.
E mi son chiesta spesso se quelli che ironizzano, blaterano di complotti e si sentono in diritto di dare patenti di intelligenza al prossimo ce l’avessero un amico che lavora in ospedale. Un medico, un infermiere, qualcuno che, lontano dal circo mediatico, potesse dar loro conto di ciò che sta veramente succedendo in Italia.
Ho toccato con mano lo strazio di chi è da solo in una corsia d’ospedale che non sa se ce la farà e per conforto ha solo l’umanità di un medico gentile, ho ascoltato gente giovane narrare della sua fame d’aria, conosco amici che al dolore di aver perso un padre, morto da solo in una terapia intensiva, hanno dovuto aggiungere anche il dolore di non poterlo accompagnare nel suo ultimo viaggio.
Ho visto la fila di ambulanze fuori dall’ospedale della mia provincia e mi chiedo dove abbiano guardato i reporter d’assalto de sto par de ciufoli che in questi hanno aumentato l’entropia dell’etere con improbabili reportages sul fatto che “era tutto tranquillo, era tutta una bufala”.
Rifletto sul senso della misura, su quello della vergogna, sulle parole che non bisognerebbe dire, sul vomito livoroso di chi ha sempre tutte le risposte, sulla violenza del tutti contro tutti, sugli sciacalli che non si fermano di fronte alle tragedie umane, su chi continua a parlare mentre bisognerebbe solo tacere, perché le parole pesano, le parole hanno un senso, Manzoni lo insegnava e lo insegna, per questo ce lo hanno fatto leggere a tutti.
E di fronte a un vecchio che muore solo accasciato sulla sedia di un pronto soccorso in attesa di un ricovero che non è mai arrivato, io riesco solo a stare zitta.
Perché su quella sedia avrebbe potuto esserci uno dei miei genitori, uno zio, il nonno di qualche mio amico, i vecchi che hanno fatto l’Italia e ne reggono anche oggi il peso con la loro generosità e i loro sacrifici.
Ecco, io di fronte a un vecchio “non più utile allo sforzo produttivo di un Paese” che muore solo, taccio, avvolta nel senso di impotenza che mi assale.
E dell’insopportabile rumore di fondo provocato dal chiacchiericcio e dallo scuotersi agitato delle nostre vite incapaci di fare un passo un po’ più in là, non riesco proprio a sopprimere la nausea.

Pensare con la propria testa? No, cari studenti, rischiate di fare più danni che utile - La riflessione di una prof.

La riflessione di un'insegnante sul "pensare con la propria testa", su tutti i limiti che una tale affermazione trova nella società della conoscenza. Forse occorre prima conoscere, studiare, informarsi, poi pensare con la propria testa e poi dire cosa si è pensato.
Buona riflessione

**************
 
C'era un tempo in cui esortavo gli studenti a pensare con la propria testa, a "uscire dallo stato di minorità", rifiutando l'indottrinamento e ricercando da soli la verità, le soluzioni possibili ai problemi, le informazioni.

Da qualche tempo, invece, ho smesso di esortare i ragazzi in questo senso. Qualche giorno fa mi sono ritrovata ad elogiare la figura di Pitagora, che nella propria scuola non dava diritto di parola a chi non sapeva. E ho detto loro senza troppi giri di parole che se non conoscono a sufficienza un argomento, devono imparare a stare zitti e ad ascoltare.

Forse è perché mi guardo intorno e a perdita d'occhio vedo i danni che il "pensare con la propria testa" fa. Specie da quando il "pensare con la propria testa" è stato accompagnato dalla possibilità di laurearsi su Google.

Esistono teste bacate, poco alfabetizzate, incapaci di scegliere le proprie fonti di informazione, di usare gli strumenti logici minimi che consentano loro di compiere un ragionamento corretto.

E poco democraticamente ormai penso che queste teste dovrebbero smetterla di pensare "mentula canis modo", trincerandosi dietro la libertà di parola e di opinione, e avere l'umiltà di tacere, ascoltare e lasciar prendere le decisioni importanti a chi ne sa di più.

E. L.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...