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lunedì 17 febbraio 2020

MIUR. Nontiscordardimè-Operazione scuole pulite 13-14 marzo 2020. Iniziativa Legambiente


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Riportiamo dal sito ufficiale del MIUR:


Storica campagna di Legambiente per la qualità, la cura, la sostenibilità e la vivibilità degli spazi scolastici, che viene organizzata a ridosso della primavera.

Nontiscordardimè-Operazione scuole pulite, è  la storica campagna di Legambiente per la qualità, la cura, la sostenibilità e la vivibilità degli spazi scolastici, che viene organizzata a ridosso della primavera, quest'anno i giorni interessati sono il 13 e 14 marzo 2020.
Nontiscordardimé-Operazione scuole pulite coinvolge ogni anno più di 600 mila volontari, fra genitori, docenti, studenti e cittadini, che con la loro azione di cittadinanza attiva contribuiscono alla grande sfida ambientale, che sempre più, come ci chiedono le giovani generazioni, si deve articolare nella lotta ai cambiamenti climatici.
Un impegno che viene sostenuto anche con la giornata di Nontiscordardimè attraverso un gesto concreto per il clima. 
Ripulire le pareti delle aule con vernici non tossiche, piantare nuovi alberi in giardino, eliminare l'uso delle plastiche o realizzare particolari accortezze per il risparmio energetico, possono essere dei veri e propri cantieri di cura e sostenibilità, promossi e valorizzati nel portale di Legambiente changeclimatechange.it che raccoglie tutte le azioni promosse sui territori da scuole, associazioni e cittadini per dire no ai cambiamenti climatici.
Viene chiesto di inviare una foto rappresentativa della giornata in cui è evidente la scritta #changeclimatechange - stiamo lavorando per il pianeta, al seguente indirizzo email: scuola.formazione@legambiente.it.
Inoltre, l’esperienza dei “cantieri per il clima”, che saranno realizzati per questa giornata, potrà essere accompagnata da un impegno più continuativo e significativo della scuola, divenendo Scuola Sostenibile SOS Clima di Legambiente e sottoscrivendo il Patto per il clima che renderà impegnati nell'assumere stili di vita più sostenibili a scuola.
Per saperne di più su come aderire alla campagna, a Scuola sostenibile e a tutte le proposte didattiche, potete visitare il sito www.legambientescuolaformazione.it, chiamare lo 06.86268350 oppure mandare una mail a scuola.formazione@legambiente.it.
A supporto dell’organizzazione della giornata o del percorso che potrà essere adottato per tutto l’anno scolastico, come sempre, ci sarà un manuale contenente il vademecum della campagna e alcuni spunti e idee per rendere le giornate di volontariato un momento significativo di un percorso di cura e attenzione agli spazi scolastici che permanga nel tempo.
Buon lavoro a tutti!

Geografia: quaderno e schede sulle regioni d'Italia da stampare, assemblare, colorare

Risultato immagini per REGIONI D'ITALIA

Nei due link in basso riportiamo materiali utili per insegnare le regioni italiane nella scuola primaria e nella secondaria di I grado (si spera che nella secondaria di II grado non ve ne sia più bisogno).
Al primo dei due link si scarica una scheda bianca che lo studente dovrà riempire, disegnando la regione e inserendo i principali dati socio-economici della stessa.
La scheda è elaborata dall'ottimo sito Bianco Sul Nero:

SCHEDA REGIONI D'ITALIA

Al secondo link, invece, c'è un fascicolo semi compilato con tutte le regioni italiane da scaricare. Mancano i dati fisici di ogni regione da inserire nelle carte mute.


FASCICOLO REGIONI D'ITALIA

domenica 16 febbraio 2020

Ci sono cose da dire ai nostri figli ...



Prendiamo questa bellissima riflessione dal web e la riproponiamo qui, perché è bella, perché fa pensare. Grazie a Cinzia Pennati

𝐶𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑠𝑒 𝑑𝑎 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖. 𝐶𝑜𝑚𝑒 𝑎𝑑 𝑒𝑠𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑓𝑎𝑙𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒́ 𝑢𝑛𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀.
𝑆𝑖 𝑟𝑖𝑐𝑎𝑑𝑒 𝑒 𝑐𝑖 𝑠𝑖 𝑟𝑖𝑎𝑙𝑧𝑎. 𝐷𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑠’𝑖𝑚𝑝𝑎𝑟𝑎. 𝑁𝑜𝑛 𝑑𝑎 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑚𝑎𝑠𝑐ℎ𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑔𝑜𝑛𝑜, 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑓𝑒𝑚𝑚𝑖𝑛𝑢𝑐𝑐𝑒. 𝐴𝑙𝑙𝑒 𝑓𝑒𝑚𝑚𝑖𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑔𝑖𝑜𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑜𝑡𝑡𝑎 𝑜 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑏𝑜𝑐𝑐𝑎𝑐𝑐𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑚𝑎𝑠𝑐ℎ𝑖𝑎𝑐𝑐𝑖.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑖𝑎 𝑒̀ 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑏𝑢𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑠é. 𝐶ℎ𝑒 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑠𝑝𝑎𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜𝑠𝑖, 𝑒 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑟𝑒𝑜𝑐𝑐𝑢𝑝𝑎𝑟𝑠𝑖.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑚𝑜𝑟𝑖𝑟𝑒, 𝑚𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑎.
𝐴𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑑𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑎𝑡𝑟𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎. 𝐶ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖 𝑠𝑖̀, 𝑒 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖 𝑛𝑜. 𝐸 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑒.
𝐶ℎ𝑒 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑎 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒, 𝑒 𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎. 𝐸 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑠𝑖 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟𝑎.
𝐴𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑚𝑎𝑠𝑐ℎ𝑖 𝑑𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑃𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖 𝑎𝑧𝑧𝑢𝑟𝑟𝑖 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑒𝑣𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑎𝑙𝑣𝑎𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑜. 𝐴𝑙𝑙𝑒 𝑓𝑒𝑚𝑚𝑖𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑠𝑎𝑙𝑣𝑎, 𝑠𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑒. 𝐴𝑙𝑡𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑙𝑒 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑒𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑎 𝑚𝑜𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑢𝑜𝑚𝑖𝑛𝑖 𝑎𝑑 𝑢𝑐𝑐𝑖𝑑𝑒𝑟𝑒.
𝐴𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑑𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑐’𝑒̀ 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑓𝑖𝑛𝑜 𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑠𝑐𝑒, 𝑒 𝑐𝑒 𝑛𝑒 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑟𝑔𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑡𝑟𝑜𝑝𝑝𝑜 𝑡𝑎𝑟𝑑𝑖.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑐𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑛é 𝑣𝑖𝑛𝑡𝑖 𝑛é 𝑠𝑐𝑜𝑛𝑓𝑖𝑡𝑡𝑖, 𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑙𝑜𝑡𝑡𝑎.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑒𝑟𝑖𝑎 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑒𝑑 𝑒̀ 𝑑𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑜𝑔𝑛𝑢𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑖. 𝐷𝑜𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑟𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖𝑟𝑙𝑎.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑠𝑖𝑐𝑢𝑟𝑜. 𝐴𝑙𝑐𝑢𝑛𝑖 𝑓𝑎𝑟𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑟𝑖𝑒𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑢𝑐𝑒.
𝐶ℎ𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑛𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒. 𝑃𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑛𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒.
𝐶ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑚𝑎𝑙𝑒. 𝐿𝑎 𝑠𝑜𝑓𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐𝑖 𝑠𝑝𝑖𝑛𝑔𝑒 𝑖𝑛 𝑎𝑣𝑎𝑛𝑡𝑖. 𝐸 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑜 𝑝𝑜𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑢𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑒 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖 𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜. 𝐴𝑛𝑧𝑖, 𝑓𝑜𝑟𝑠𝑒, 𝑙𝑜 𝑠𝑎𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑢̀.
𝐶ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎 𝑠𝑒 𝑖 𝑑𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑛𝑜, 𝑚𝑎 𝑙’𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑒̀ 𝑑𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑎𝑟𝑒. 𝐹𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑒.
𝐵𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑎 𝑑𝑖𝑟 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑠𝑝𝑜𝑠𝑒𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑓𝑎𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖, 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖 𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜.
𝐶ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜 ℎ𝑎 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑙𝑢𝑜𝑔𝑜 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒.
𝐶ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑣𝑒𝑟𝑡𝑎̀ 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑒 𝑑𝑜𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑓𝑎𝑟𝑐𝑒𝑛𝑒 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜.
𝐶ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜𝑛𝑜. 𝑀𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖.
𝐶ℎ𝑒 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑜𝑛𝑜. 𝐸 𝑠𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑐𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜, 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒.
𝐴𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑑𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑛𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜. 𝑀𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜. 𝐷𝑜𝑣𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑙𝑖 𝑣𝑒𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑝𝑖𝑢̀.
𝐸 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑖 𝑠𝑎𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑞𝑢𝑖. 𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜𝑛𝑜 𝑡𝑜𝑟𝑛𝑎𝑟𝑒.

A cura di Cinzia Pennati di Sosdonne

giovedì 13 febbraio 2020

IL DETTATO A BIVI: insegnare in modo più piacevole e creativo a scrivere correttamente

Risultato immagini per dettato a bivi
Il classico dettato, in barba ai detrattori, resta un valido strumento didattico per esercitarsi nella scrittura, nella cura della grafia e dell'ortografia.

 Eppure non possiamo negare che sia spesso un lavoro noioso e meccanico, che può demotivare soprattutto gli alunni più bravi.

Il dettato a bivi è una valida alternativa al dettato tradizionale che ha anche un valore aggiunto: oltre ai benefici già detti, influisce sulla comprensione del testo, perché la storia si costruisce insieme agli alunni, che diversamente ne "subiscono" una già confezionata. 
Nel dettato a bivi, insomma, gli alunni devono pensare, immaginare, proporre, scegliere.

Per saperne di più rimandiamo all'utile pagina di TRAINING COGNITIVO.
E' possibile anche scaricare gratuitamente 3 esempi di dettato a bivi al link in basso, tratto sempre dalla pagina training cognitivo:






martedì 11 febbraio 2020

Ha senso studiare Dante in un istituto tecnico o professionale?

Risultato immagini per dubbio
Problema: ha senso studiare Dante in un istituto tecnico o professionale?
In linea di principio sì. Anzi: in linea di principio è proprio in istituti del genere che si ha più bisogno di confrontarsi con padre della lingua italiana (e con Petrarca, Boccaccio, Ariosto ecc.). Dopo aver messo piede in queste classi, però, un problema si pone.
È innegabile, infatti, che in scuole di questo tipo gli alunni siano perlopiù disinteressati alla storia della letteratura e, ahi noi, carenti sul piano della padronanza della lingua*.
Ora: ha senso, in un contesto del genere, far sì che gli studenti leggano “Tanto gentile e tanto onesta pare”?
Ovvero: è sensato far leggere testi in volgare fiorentino a degli studenti che talvolta percepiscono l’italiano come una seconda lingua? Forse ci sono ottime ragioni per farlo: ma onestamente non ne trovo - viceversa mi sembra molto più ragionevole pensare di rafforzare le loro fragili conoscenze e abilità linguistiche di base.
Per contro non nascondo che non sarei contento se si eliminasse del tutto la letteratura dai loro programmi scolastici. Così facendo li si priverebbe, infatti, sia della possibilità di interpretare criticamente degli importanti testi creativi (con tutto ciò che questo comporta sul piano dell’intelligenza emotiva e “narrativa”) sia dell’opportunità di imbattersi in prospettive culturali che, nel corso della vita, potrebbero non essergli più offerte da nessuno.

Un buon compromesso, in proposito, potrebbe consistere in una revisione linguistica in chiave attualizzante dei testi letterari.
Una cosa peraltro tentata, qualche anno fa, per il “Principe” di Machiavelli.

Ovviamente so che così facendo si toglie ai testi la loro forza originaria e si riduce drasticamente il fascino di un confronto con un universo linguistico altro dal nostro. Però, a un certo punto, bisogna pur rinunciare a qualcosa e non credo che ci siano discipline che, nel momento in cui vengono insegnate, non perdono nulla del loro contenuto - anche perché a scuola, più che filologi o matematici, si formano uomini e cittadini.

* Ovviamente il discorso sulla padronanza della lingua da parte degli studenti degli istituti tecnici e professionali può essere esteso anche agli studenti liceali. Non di rado, infatti, ascolto colleghi che evidenziano una situazione grave anche al Classico o allo Scientifico. Credo, però, che i problemi dei licei siano, essenzialmente, altri - non meno gravi, ma meno legati alla padronanza linguistica degli studenti.


Tommaso Di Brango, docente scuola secondaria di II grado

domenica 9 febbraio 2020

“E così vorresti fare l’insegnante?”


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Se lo fai per avere un posto fisso e un lavoro sicuro, lascia perdere: dopo due giorni rimpiangeresti di non aver chiamato per quell’annuncio come animatore in quel villaggio turistico.

Se sei di quelli che “I giovani d’oggi sono tutti dei rammolliti” e “Non hanno voglia di far niente” e “Una volta qui era tutta campagna”, lascia che ti dica una cosa: non fa per te.

Se quando vedi un ragazzino un po’ timido, un po’ in disparte, un po’ sfiduciato, non ti viene l’istinto di andare lì ad abbracciarlo, a dirgli “Dai, proviamoci insieme”, è meglio se ti trovi qualcos’altro.

Se lo fai per i due mesi di vacanza, trova un altro lavoro che te ne dia altrettanti, ma non questo:
ad ogni giugno sentirai di aver bisogno di almeno il doppio del tempo per riprenderti.

Se non ti nasce dentro come un ruggito,
se non ti spuntano le branchie a stare in mezzo a quegli oceani di sguardi paure desideri orrore e voglia di spaccare il mondo che sono gli occhi di un adolescente, scusa ma non è roba per te.

Se non ci credi tu per primo, che qualcosa possa cambiarese sei di quelli ormai rassegnati se nemmeno leggi più il giornale perché ogni giorno ti sembra uguale davvero non lo fare.

Se poi lo fai perché hai studiato e non hai trovato altro, assolutamente, davvero assolutamente, no.

Questo non è un lavoro che fai quando non c’è altro. Lo fai quando non c’è altro che vorresti mai fare.

Prof. Enrico Galiano

venerdì 7 febbraio 2020

ISTAT, comunicato sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità

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Riportiamo dal sito ufficiale dell'Istat il comunicato sull’INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ

Si conferma l’aumento del numero di alunni con disabilità (+10 mila) che frequentano le scuole italiane (3,3% del totale degli iscritti).
Scarsa l’accessibilità per gli alunni con disabilità motoria, garantita soltanto dal 34% delle scuole, e particolarmente critica la disponibilità di ausili per gli alunni con disabilità sensoriale (il 2% delle scuole). Soltanto nel 15% degli edifici scolastici sono stati effettuati lavori per abbattere barriere architettoniche.
Il rapporto alunno-insegnante per il sostegno è migliore delle previsioni di legge, ma è carente la formazione: un insegnante su 3 è selezionato dalle liste curriculari.
ALLEGATI

giovedì 6 febbraio 2020

Vademecum per il Giorno del Ricordo. Scaricalo qui

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Ogni anno, nell’imminenza del 10 febbraio, operatori politici, della comunicazione e della scuola si trovano a dover commentare i passaggi cruciali di una storia obiettivamente complessa, come quella della Frontiera adriatica nel ‘900.
 Nella miriade di voci è difficile trovare informazioni rigorose e sintetiche, mentre abbondano semplificazioni e deformazioni interpretative

Il Vademecum vuole offrire un contributo di chiarezza e praticità di consultazione. Il prodotto è suddiviso in capitoli, in ordine cronologico: questioni generali, fascismo di confine, occupazioni italiane in Jugoslavia, foibe, esodo. Segue poi una sezione dedicata alle domande più frequenti. Ulteriori strumenti sono una bibliografia sintetica, le foto e le mappe storiche, tutte libere da diritti.





Fonte: http://www.irsrecfvg.eu/didattica/218/Vademecum-per-il-Giorno-del-Ricordo-Seconda-edizione-2020

mercoledì 5 febbraio 2020

Bullismo e cyberbullismo, una filmografia selezionata (alcuni film sono visibili gratuitamente)

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In questo post riportiamo una serie di film sul bullismo e cyberbullismo. Per ogni proposta viene riportato il target, cioè il pubblico a cui se ne consiglia la visione.

Cyberbully Pettegolezzi Online - Lo trovi GRATIS ON LINE cliccando qui

Questo film è del 2011 ma non ha perso di attualità. La storia è quella di Taylor, adolescente che viene presa di mira sui social network, dove viene insultata e fatta passare per una poco di buono da un ragazzo che con cui ha parlato online. La ragazza è tormentata da bulli e da cyberbulli tanto che, esausta, cercherà di farla finita suicidandosi. Un film che tutte le ragazze dovrebbero vedere per non cadere nelle insidie della rete.
Target: docenti, studenti scuole superiori
13 reasons why - Puoi trovarlo qui
Tredici (13 Reasons Why, reso graficamente TH1RTEEN R3ASONS WHY) è una serie televisiva statunitense creata da Brian Yorkey basata sul romanzo 13 di Jay Asher. La storia ruota attorno alle vicende che seguono il suicidio dell'adolescente Hannah Baker, la quale ha registrato i tredici motivi che l'hanno spinta a suicidarsi. Serie-evento, è stata acclamata dalla critica, che ha lodato l'interpretazione del cast e l'approccio a temi delicati come il suicidio, la violenza sessuale, l'omosessualità, le violenze domestiche e il bullismo.
Target: docenti, studenti scuole superiori
Il ragazzo invisibile
Italiano, film di Grabriele Salvatores. Michele, protagonista del film è un adolescente. I bulletti della classe, Ivan e Brando lo prendono in giro e lui si sente davvero "invisibile”.
Target: docenti, studenti scuole superiori
Infernet - Puoi vederlo su Ray Paly cliccando qui
Altro film italiano, è costruito su una serie di storie che si intrecciano e che parlano della dipendenza dalla rete. Da guardare, per adulti e ragazzi. Un altro film sul bullismo e cyberbullismo italiano è  il film "Un bacio” tratto dall'omonimo romanzo che racconta la storia di tre ragazzi emarginati ed esclusi dai compagni di classe perché diversi.
Target: docenti, studenti scuole superiori
Un bacio
Altro film italiano, tratto dall'omonimo di libro di Ivan Cotroneo. È un film sul bullismo, omofobia, ricerca di se stessi e della felicità. Lorenzo, Blu e Antonio sono simili: sedicenni che frequentano la stessa classe nello stesso liceo in una piccola città del nord est. E tutti e tre, anche se per motivi differenti, sono esclusi dagli altri.
Target: docenti, studenti scuole superiori
Elefant - Il film lo trovi qui GRATIS
Film del 2003, tratta il tema della violenza tra i giovani, soprattutto in età adolescenziale e all'interno delle scuole. Qui vengono spiati gli studenti del liceo di Portland che affrontano ognuno a proprio modo un normale giorno di scuola.
Target: docenti, studenti scuole superiori
Gran Torino - Trailer
Film diretto da Clint Eastwood Gran Torino offre una commovente riflessione sulla violenza e sulla prepotenza. Il protagonista, un veterano della guerra in Corea rimasto da poco vedovo e pronto a respingere tutti, imparerà presto ad affezionarsi a quei "musi gialli” dei vicini di casa. Purtroppo i protagonisti vengono perseguitati da una banda del quartiere ed iniziano a subire un'escalation di umiliazioni. Il veterano impartirà ai giovani aggressori una lezione indelebile sull'inutilità e la dannosità della violenza. 
Target: docenti, studenti scuole superiori

lunedì 3 febbraio 2020

Recite a scuola: "Io mi chiamo G.", il monologo di Gaber


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E' un bellissimo monologo di Giorgio Gaber sul determinismo sociale: la storia ancestrale delle disuguaglianze, di improbabili corse ad ostacoli in cui c'è sempre chi parte in vantaggio e chi deve per forza rincorrere.
Fa sorridere, e difatti il pubblico che in teatro ascoltava questo monologo lo faceva, ma di un sorriso amaro, agrodolce. 
Chi scrive lo ha fatto recitare a due alunni della scuola elementare, e riuscì davvero bene. 

Consigliato.
In fondo trovate anche la versione video (con audio)

***********

- Io mi chiamo G.
- Io mi chiamo G.
- No, non hai capito, sono io che mi chiamo G.
- No, sei tu che non hai capito, michiamo G anch’io.

- Ah, Il mio papà è molto importante.
- Il mio papà... no.

- Il mio papà è forte, sano e intelligente.
- Il mio papà è debole, malaticcio... e un po’ scemo.

- Il mio papà ha tre lauree e parla perfettamente cinque lingue.
- Il mio papà ha fatto la terza elementare e parla in dialetto. Ma poco, perché tartaglia.

- Io sono figlio unico e vivo in una grande casa con diciotto locali spaziosi.
- Io vivo in una casa piccola. Però c’ho diciotto fratelli!

- Il mio papà è molto ricco guadagna 31 miliardi al mese che diviso 31 che sono i giorni che ci sono in un mese, fa un miliardo al giorno.
- Il mio papà è povero: guadagna 10.000 al mese che diviso 31 che sono i giorni che ci sono in un mese fa... circa... 10.000 al giorno!!! …al primo giorno. Poi dopo basta.

- Noi siamo ricchi ma democratici. Quando giochiamo a tombola segniamo i numeri con i fagioli.
- Noi, invece, segniamo i fagioli con i numeri. Per non perderli.

- Il mio papà ogni anno cambia la macchina, la villa e il motoscafo.
- Il mio papà non cambia nemmeno idea.

- Il mio papà un giorno mi ha portato sulla collina e mi ha detto: Guarda! Tutto quello che vedi un giorno sarà tuo.
- Anche il mio papà un giorno mi ha portato sulla collina e mi ha detto: guarda!
Basta.


venerdì 31 gennaio 2020

I meccanismi e le tecniche dei negazionisti, un video documentario da proiettare nelle scuole


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E' notizia recente che oltre il 15% della popolazione italiana nega l'esistenza della Shoah. Nel 2004 questa percentuale era appena il 2,7%.

La scuola non può restare inerme di fronte a questi numeri preoccupanti, ha la sua parte di responsabilità: il video documentario che viene riportato in basso riguarda proprio l'evoluzione delle teorie negazioniste e i canali e le tecniche utilizzati per screditare, banalizzare e negare uno dei più efferati eccidi della storia dell'umanità.


 Il negazionismo dell'Olocausto, così come lo conosciamo ancora oggi, ha origine nel 1948: da questo momento, gruppi di persone più o meno ampli, cellule afferenti a partiti politici di destra (ma il negazionismo non è solo "di destra", ovviamente), portano avanti una subdola azione di propaganda per negare ciò che è stato e che è sotto gli occhi di tutti. Gli intenti sono chiari: scagionare la parte politica che loro sostengono dalle responsabilità legate a questo spaventoso eccidio. 

Tra le tante tecniche argomentative - falsamente argomentative aggiungiamo - che usano i negazionisti ce n'è una che vale la pena descrivere (per le altre rimandiamo al documentario citato): essa consiste, nel momento in cui ci si ritrova a parlare della Shoah e dei crimini nazisti, nel concentrarsi su una parte, un tassello, un singolo episodio, evitando di fare riferimento al tutto.


Si cerca quindi qualcosa che non combaci tra la vasta quantità di materiali, documenti e testimonianze, e su quella - solo su quella - si fa perno. E' ovviamente possibile che il negazionista sia particolarmente erudito su quell'unico aspetto, e magari l'interlocutore non lo padroneggi abbastanza. Fatto sta che si parte da quel particolare, da quel pezzo minuscolo di un puzzle enorme, che non trova un perfetto incastro con gli altri, per negare l'intero puzzle.
 Insomma, come dire che basta un mattone messo male per negare la consistenza, e addirittura l'esistenza, dell'intero edifico.

Nel bellissimo documentario che riportiamo di seguo viene trattata sia la storia del negazionismo, che inizia fin da qualche mese dopo la fine della II guerra mondiale, sia le tecniche e gli espedienti subdoli che vengono usati per diffondere falsità e negare evidenze.

Se ne consiglia la visione nelle scuole secondarie.

Olocausto, ecco il video che rivela meccanismi e tecniche di chi nega la Shoah



giovedì 30 gennaio 2020

Giovanni Pascoli: video lezioni essenziali

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Riportiamo in questo post tre video lezioni su Giovanni Pascoli per facilitarne lo studio o come supporto alla didattica.
I primi due sono tratti dal canale Treccani e riportano la vita in modo essenziale ma esaustivo.
 Il terzo, invece, è una video lezione del collega ed amico Prof. Tommaso Di Brango sulla poetica del Fanciullino.

VIDEO 1- La vita parte I

VIDEO 2 - La vita parte 2

LA POETICA DEL FANCIULLINO

Di seguito riportiamo gli stessi video visibili direttamente su questa pagina:

Video 1 - La vita



Video 2 - La vita parte 2



Video 3 - La poetica del Fanciullino

mercoledì 29 gennaio 2020

Olimpiadi di Filosofia, 28esima edizione - a.s. 2019/2020: termine candidature 31 gennaio 2020

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Riportiamo il bando dal sito ufficiale dell'USR del Lazio:

Olimpiadi di Filosofia - XXVIII Edizione - a.s. 2019/2020 - 31 gennaio 2020 Scadenza candidature degli Istituti

SCARICA QUI IL BANDO


Fonte: https://www.usrlazio.it/index.php?s=1052&wid=8485

Insegnare a leggere l'orologio nella scuola primaria, schede e un percorso didattico da scaricare

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Leggere l'orologio, e più in generale conoscere la misura del tempo, sono abilità che gli alunni della scuola primaria devono acquisire. 

Per facilitare l'insegnamento dei docenti, e dunque l'apprendimento dei piccolini, riportiamo al link seguente un percorso didattico in 9 pagine gratuitamente scaricabile.

L'ultima delle schede proposte è un orologio da ritagliare e costruire. In più ve ne sono altre con esercizi da svolgere e una in particolare molto chiara per insegnare i criteri di misura del tempo dell'orologio a lancette.



Cliccando di seguito puoi scaricare anche un orologio di cartone, da ritagliare, costruire e colorare:

martedì 28 gennaio 2020

Esercizi di comprensione del testo per la scuola primaria: un intero percorso da scaricare sulla storia di Pinocchio

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Proponiamo un bellissimo lavoro gratuitamente scaricabile al link in basso, di ben 144 pagine, che consiste in un percorso didattico di lettura e comprensione del testo.

Forse è vero che per far innamorare gli alunni alla scrittura dobbiamo cassare la pratica didattica di chiedere loro ogni volta che cosa hanno capito dopo un capitolo o una sezione di un qualsiasi testo

Se una cosa simile l'avessero richiesto a chi scrive, quando si imbarcò nel viaggio meraviglioso nella Russia dei Fratelli Karamzov, avrebbe lanciato via il romanzo dopo pochi istanti.
Eppure talvolta, per i più piccoli, un apparato di comprensione del testo può essere utile per motivi didattici e variamente utilizzabile dai docenti.

Questo plico può essere uno strumento valido per accompagnare gli alunni, per tutto l'anno scolastico, in un percorso di scoperta della storia del burattino più famoso del mondo e, insieme, di esercitazione nella comprensione del testo, perché contiene, per ogni capitolo della storia, un apparato di schede didattiche specifiche.

 E' l'esercizio della ricerca nel testo di indizi, nomi, frasi e inferenze che, nonostante tutto, è ancora utile.

Percorso didattico per sviluppare la comprensione del testo - PINOCCHIO: SCARICALO QUI

lunedì 27 gennaio 2020

Lezioni sulla Costituzione italiana, di Carlo Scognamiglio. Per la scuola secondaria di II grado

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Riportiamo una bellissima iniziativa di diffusione e riflessione sulla Costituzione Italiana attraverso una serie di lezioni che, di volta in volta, prendono in esame un aspetto diverso della nostra Carta fondamentale.
L'iniziativa, come espresso nelle intenzioni dell'autore, si rivolge prevalentemente ai giovani, e perciò, dopo aver letto le lezioni, ci sentiamo di consigliarle ai ragazzi della
scuola secondaria di II grado.Conoscere la Costituzione significa comprenderne le radici storiche, le implicazioni filosofiche e le aspirazioni politiche. MicroMega propone un ciclo di brevi "lezioni" dedicate alla nostra Carta fondamentale - al di là di ogni vuota retorica sull'educazione civica - con lo scopo di risvegliare, soprattutto tra le giovani generazioni, un interesse concreto intorno ai valori che strutturano la nostra convivenza civile.

Le lezioni sono in continuo aggiornamento, quindi per le successive vi invitiamo a consultare il link riportato in basso alla voce "Fonte"

domenica 26 gennaio 2020

Turbe sessuali, alcool e oppiacei: Giovanni Pascoli come non lo avete mai visto

Siamo soliti immaginarci i grandi di ogni epoca, quelli che studiamo sui libri, circondati da una certa aura di santità e di perfezione. E invece capita di scoprirne delle belle andando a spulciarne la biografia. 


Un caso interessante, ad esempio, è quello di Giovanni Pascoli. Tutti lo associamo alle poesie “fanciullesche” di Myricae e dei Canti di Castelvecchio, alla corrente letteraria del Decadentismo e lo annoveriamo - non a torto, ci mancherebbe - tra i più grandi della letteratura italiana. Eppure la sua vita ci riserva tante altre strabilianti sorprese e curiosità. 
La sua grigia vita sentimentale e sessuale trapela già nelle antologie scolastiche, che attingono dalle sue stesse parole e opere: il rapporto morboso ai limiti dell’incesto con Mariù e Ida, due tra le sue sorelle con cui volle ricostruire “il nido” dell’infanzia, è ben noto; come anche la sua tormentata vita sessuale che egli stesso definì, proprio in una lettera a Mariù, “forzatamente casta e orribilmente mesta”, e arrivò persino a meditare il suicidio. Taluni, di recente, sospettano che fosse un frequentatore di bordelli ai tempi in cui insegnò a Matera, ma ci sembra improbabile alla luce delle sue stesse parole appena citate.
Eppure ebbe una corteggiatrice, una tale Giulietta Poggi, di cui rifiutò le attenzioni perché troppo magra e, parole sue, “tutt’al contrario del mio ideale”; ciò nonostante non ne rifiutò un dono, un anellino d’oro, che andò subito ad impegnare. Sì, perché pochi sanno che il Nostro Poeta, soprattutto durante gli anni universitari, era così in bolletta da essere costretto a chiedere gli avanzi dei ristoranti e delle trattorie bolognesi per poter mangiare. Per le stesse ristrettezze economiche, essendo insufficienti i denari della borsa di studio che aveva vinto, vestiva in modo sudicio, con abiti strappati e le suole delle scarpe tenute insieme da un esile pezzo di legno: proprio per questo usciva di casa prevalentemente di notte, per evitare di essere visto. 
Soffriva di varie nervosi e manie di persecuzione: era convinto che il prete di Castelvecchio fosse in combutta con la Camorra e che negli ambienti universitari gli mettessero i bastoni tra le ruote perché invidiosi del suo talento. Molti tra i grandi però, e non si sa se davvero per invidia o per convinzione, non furono affatto gentili né con la sua persona, né con la sua opera: Pirandello definì la raccolta Myricae “opera di stitico” e D’Annunzio, stuzzicato nell’orgoglio dallo stesso Pascoli, ci andò giù pesante. Accadde, infatti, che il nostro “fanciullino”, in un articolo, si permise di biasimare i letterati che preferivano lo sport allo studio: apriti cielo! Il Vate lo definì “una donnetta inacidita e pettegola” con il gusto di “centellinare il fiasco e di curare la stitichezza del suo cagnolino”.
Del resto Pascoli il fiasco lo centellinava davvero, probabilmente nel tentativo di sopportare meglio il dolore dei suoi lutti, i traumi dell’abbandono e tutte le nevrosi che ne discesero. Beveva moltissimo e potremmo definirlo, senza esagerare, un alcolista, tanto che persino a lezione, negli anni in cui si dedicò all’insegnamento nei licei, si presentava sbronzo e si addormentava profondamente persino a scuola al termine delle lezioni. L’abuso di alcool si accentuò quando la sorella Ida decise di sposarsi rompendo il nido familiare, quel triangolo sospetto a molti. A quel punto, per venire fuori dallo stato depressivo in cui era sprofondato, tentò di curarsi con il laudano, un calmante oppiaceo, celebre in letteratura perché fu usato da Anna Karenina.
Il fisico del poeta risentì di questi prolungati abusi, e ne fu la conseguenza il vistoso ventre prominente che nun sfugge a chi lo osserva nelle foto che lo ritraggono. 
A quel tempo qualcuno avrebbe potuto anche vederlo camminare in malo modo, ma non per l’elevato tasso alcolemico nelle vene, quanto invece per un difetto fisico congenito: un mignolo del piede che talvolta si gonfiava rendendogli complicata la deambulazione; addirittura in un’occasione dovettero tagliargli lo stivale per liberargli il piede. Pare persino che abbia rifiutato di sposarsi quando seppe che la futura moglie detestava quel difetto fisico. Roba da poeti. 

Sicurezza su internet. SID - safe Internate Day - Napoli, 11 febbraio 20202. Leggi qui

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l Safer Internet Day (SID) è la giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea per un uso consapevole della rete, un ruolo attivo e responsabile di ciascuno per rendere internet un luogo positivo e sicuro.

Nel corso degli anni, il Safer Internet Day (SID) è diventato un appuntamento di riferimento per tutti gli operatori del settore, le istituzioni e le organizzazioni della società civile, arrivando a coinvolgere, oggi, oltre 100 Paesi.

In Italia il SID 2020 si terrà il giorno 11 febbraio 2020 presso il Museo Nazionale delle Ferrovie dello Stato di Pietrarsa, Napoli. 
“Together for a better internet” è il titolo scelto per l’edizione del 2020. La mattinata avrà come filo conduttore una riflessione guidata, relativa alle opportunità ed i rischi della rete, con interventi e attività che vedranno come protagonisti i giovani. L’iniziativa, organizzata dal Safer Internet Centre Italiano (SIC) – Generazioni Connesse e coordinata dal Ministero dell’Istruzione, si svolgerà in presenza di studenti e rappresentanti di Aziende, Associazioni e Istituzioni che aderiscono all’Advisory Board il tavolo ti consultazione del SIC.


venerdì 24 gennaio 2020

La stella di Andra e Tati, un cartone bellissimo sulla Shoah per tutte le età, tratto da una storia vera.

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La stella di Andra e Tati è un cartone bellissimo della durata di 28 minuti che racconta la Shoah dal punto di vista di due bambini di 4 e 6 anni: è la vera storia delle sorelle Andra e Tatiana Bucci, deportate ad Auschwitz-Birkenau durante la Seconda guerra mondiale insieme a parte della loro famiglia. 

Si può vedere gratuitamente su Ray Play cliccando al link in basso:


LA STELLA DI ANDREA E TATI

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LA TESTIMONIANZA REALE DELLE VERE PROTAGONISTE DI QUESTA STORIA la trovi di seguito:
"Avevamo 4 e 6 anni quando venimmo deportate", queste la parole di Andra e Tatiana Bucci, sorelle di origine ebrea superstiti dell'Olocausto. Ospiti da Fabio Fazio raccontano l'orrore vissuto: "Un altro mio cugino morì tra le braccia di sua madre che, dopo tutte le sue sofferenze, disse: finalmente". IL VIDEO LO TROVI QUI: Andra e Tatiana Bucci sopravvissute alla Shoah - Che tempo che fa:

OPPURE QUI IN BASSO:

giovedì 23 gennaio 2020

lunedì 20 gennaio 2020

La giornata della Memoria in un Padlet: per la primaria e la secondaria di I grado


Il link in basso vi rimanderà ad una bellissima risorsa didattica, di Donatella Calgaro.

In un unico padlet troverete una schermata ricchissima, con materiali di ogni tipo: video, canzoni, approfondimenti lessicali, poesie, e un lavoretto grazioso (dei libretti) da fare in classe in pochi minuti.




domenica 19 gennaio 2020

Compiti di realtà, una repertorio per la scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado. Scaricalo qui



REPERTORIO COMPITI DI REALTÀ - ISTITUTO COMPRENSIVO “G.CALO’”- GINOSA

La Commissione “Rubriche valutative e Compiti di realtà” dell' I.C. "G. Calo - Ginosa" ha realizzato il presente repertorio di compiti autentici per i tre ordini di scuola: infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
E' un validissimo strumento per i docenti e ci complimentiamo con tutti i componenti della commissione che lo hanno realizzato. Nelle loro intenzioni "La carrellata di compiti autentici raccolti vuoleessere una proposta non solo e non tanto di esempi di prestazioni autentiche, quanto un invito a sperimentare una forma di valutazione diversa, a cui la scuola è chiamata rispondendo al cambiamento verso una didattica e un curricolo basato sulle competenze".

Buona abbuffata di compiti autentici :)



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