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sabato 19 settembre 2020

Scuola primaria, classe prima: schede per i primi giorni da scaricare



Proponiamo al link in basso un fascicolo di 18 pagine, in formato word (quindi modificabili), con schede didattiche adatte ai bambini della scuola primaria e da somministrare nei primi giorni di scuola.

Di seguito riportiamo l'indice delle schede in modo che il lettore possa farsi un'idea del contenuto del plico:
- Tutti al mare: racconta a voce quello che vedi;
- Percorsi acrobatici;
- Percorsi;
- Segni e forme;
- Ritmi;
- Continuo e coloro;
- Cammina e cammina;
- Salta e salta;
- Vicino, lontano;
- In alto, in basso;
- Sopra, sotto;
- Davanti, dietro;
- Aperto, chiuso;
- Dentro, fuori;
- Dove vanno?;
- Trovare quello uguale;
- Intruso;
- Copie;

venerdì 18 settembre 2020

Carta del Docente, arrivato il nuovo accredito per l'A.S. 2020/2021. Proroga al 31 dicembre hardware didattica a distanza

Dalla giornata di ieri è possibile usufruire nuovamente dei 500 euro della Carta del Docente. Vi hanno accesso, come per gli anni passati, soltanto i docenti di ruolo.

Chi ha delle somme residue dallo scorso anno scolastico le troverà accreditate in aggiunta a quelle di quest'anno. 

Le somme relative, invece, all' A.S. 2018/2020 sono state eliminate entro il 31 agosto.


Qui le FAQ per dubbi o perplessità

https://cartadeldocente.istruzione.it/DocenteWeb/#/faq



  

Scuola primaria. Schede didattiche sul coronavirus, per iniziare con consapevolezza


Al link che segue riportiamo tre schede didattiche, davvero molto ben fatte ed efficaci, che hanno a tema il coronavirus.
E' un modo per permettere ai bambini di ricominciare con consapevolezza, senza traumi e affrontando la "questione virus" con i linguaggi e i simboli adatti alla loro età.

Gnomo Gelsomino, in un percorso guidato, rende familiare il COVID-19 con disegni, esempi, storie.
Ne consigliamo l'uso in classe, soprattutto nei primi giorni di scuola.


giovedì 17 settembre 2020

Film per e sulla scuola: "Lezioni di sogni" (disponibile gratis, per ora)


Si tratta di un film molto bello, di produzione tedesca.
Ovviamente parla di scuola, di relazioni con gli studenti, di inclusione, di didattica, di innovazione e conservetorismo, e queste sono le ragioni per cui lo proponiamo su questo sito.
La buona notizia, poi, è che è disponibile gratuitamente sul noto portale Youtube: in questa pagina riportiamo sia il link che lì rimanda, sia il video per intero visibile direttamente da qui.

La trama:
Nel 1874 Konrad Koch arriva in una scuola tedesca per insegnare inglese. Per attirare l'attenzione dei suoi alunni, insegnerà loro a giocare a calcio parlando in inglese. Questo gioco otterrà lo scopo di far dimenticare ai ragazzi le differenze sociali, la dura disciplina del sistema educativo tedesco dell'epoca e diventerà, col tempo, una grande passione per tutti. Alcuni genitori e insegnanti degli alunni non sono però d'accordo, e impediranno continuamente ai ragazzi di giocare ostacolando il professore.

VAI AL FILM SU YOUTUBE 
OPPURE GUARDALO QUI:

mercoledì 16 settembre 2020

Italiano, test d'ingresso per le classi prime delle scuole secondarie di II grado

Ai link in basso riportiamo test d'ingresso da somministrare nelle classi prime della scuola secondaria di II grado, sia di grammatica che di antologia (usiamo queste terminologie riduttive solo per intenderci, consapevoli dell'arbitrarietà di tale suddivisione in merito alle competenze linguistiche).

Per ognuno di questi due ambiti proponiamo anche verifiche semplificate per alunni con bisogni educativi speciali.

Per tutte le verifiche proposte, inoltre, c'è il file del docente con le SOLUZIONI. In più, possono essere modificate all'occorrenza perché in formato word.
Buon lavoro!

Test d'Ingresso Grammatica - Classe I scuola secondaria di II grado

Test d'Ingresso Grammatica - Classe I scuola secondaria di II grado - SOLUZIONI

Test d'Ingresso Grammatica  per BES - Classe I scuola secondaria di II grado

Test d'Ingresso Grammatica  per BES - Classe I scuola secondaria di II grado - SOLUZIONI

Test d'Ingresso di Antologia - Classe I scuola secondaria di II grado

Test d'Ingresso di Antologia - Classe I scuola secondaria di II grado - SOLUZIONI

Test d'Ingresso di Antologia per BES - Classe I scuola secondaria di II grado

Test d'Ingresso di Antologia per BES - Classe I scuola secondaria di II grado - SOLUZIONI

Stiamo parlando tanto di scuola, è vero, ma solo perché non si sa dove lasciare i figli - di Elena Agostini


Di Elena Agostini, insegnante


Quando l’eterea Maria Stella Gelmini, quella che voleva scavare un tunnel per i neutrini per farli arrivare più velocemente in Svizzera, smantellava la scuola con una riforma che la depauperava di dignità, storia e geografia e gli insegnanti scioperavano, avete taciuto.

Quando l’azzeccagarbugli più recente ha varato una riforma della scuola semplicemente farneticante, paventando un inesistente premio al merito degli insegnanti per coprire l’abisso del nulla che stava istituzionalizzando e noi insegnanti scioperavamo, inascoltati, dopo aver abbaiato per mesi alla luna, avete taciuto.

Quando, di legislatura in legislatura, non importa di che colore, la scuola pubblica, palestra di democrazia e libertà, è stata smantellata pezzo per pezzo, impoverita, uccisa, ridotta allo stremo e l’unica voce che avete sentito levarsi è quella degli Insegnanti, voi, in un silenzio colpevole e complice, avete taciuto.

E poi, di silenzio in silenzio, disinteressato, indifferente, colpevole e complice per l’indebolimento per ciò che avrebbe dovuto interpellarci di più, la fucina da cui si originano le nuove generazioni, venne il lockdown.

Non è colpa nostra se a marzo hanno chiuso la scuola.
Se non l'avessero chiusa, saremmo andati al lavoro esattamente come tutti gli altri lavoratori che hanno dovuto raggiungere il luogo di servizio durante l’isolamento, con tutte le paure e le preoccupazioni ad esso connesse.
Se la scuola ha chiuso, lo ha fatto per tutelare la parte più fragile, bisognosa di attenzioni e di cure, la parte più bella e degna di essere salvaguardata della nostra società: i bambini e i ragazzi, non gli insegnati.
I quali, che lo si voglia riconoscere oppure no, hanno lavorato e pure tanto, con l'aggiunta della frustrazione di non aver potuto raggiungere davvero gli studenti, di aver potuto fare solo il loro meglio in quel momento, con una didattica da inventare di sana pianta, inadeguata certamente, incompleta, ma l'unica possibile.
E il pensiero degli strascichi che questo lascerà nella mente e nell'anima dei ragazzi non ci lascia dormire.

Le tante parole che ho sentito in questi mesi sulla scuola, lungi dal farmi piacere, mi hanno fatto rintorcinare le budella.
Perché se la tanta retorica sull’importanza della scuola, sulla necessità della formazione, dell’istruzione, dell’educazione delle giovani generazioni fosse stata tenuta a mente sempre, non soltanto quando non si sapeva dove lasciare i propri figli, la scuola italiana di cui tanto molti blaterano senza conoscerne le fatiche e le lotte, sarebbe degna di questo nome.

E ciononostante la Scuola è ancora un baluardo di eccellenza e di libertà grazie all’abnegazione di tutti coloro che, nonostante mezzi risibili e uno stipendio fisso, quello che tanto turba il sonno della collettività, ma che non aumenta mai neanche dopo 3000 ore di straordinario, si dedicano anima, corpo e energie ai Figli di questa povera patria.

E poi una menzione speciale meritano gli strali di questi giorni.
I latrati gettati nell’aere tanto per prendersela con qualcuno.
Perché, ovviamente, le preoccupazioni di questi giorni degli insegnanti non vengono ascoltate, ma irrise, stigmatizzate, sperculeggiate giacché, lungi dal fermarsi a considerare un punto di vista diverso dal proprio, si preferisce sparare nel mucchio senza farsi domande ma con la prosopopea urticante di chi crede di conoscere a priori tutte le risposte.
La preoccupazione di questo tempo, non è per noi stessi.
Ma per una scuola prigioniera e soffocata da un milione di protocolli necessari ma che non ti lasciano quasi respirare e tu, mentre ti chiedi come fare per rendere "umana" nonostante tutto l'esperienza scolastica di quest'anno, ti interroghi come puoi fare la tua parte in mezzo a un miliardo di divieti che hanno reso la tua classe, per necessità somma, simile a una terapia intensiva.
Ma tutto questo il popolino non lo sa.
E accusa.
Blatera.
Pontifica.
Punta il dito.
Straparla senza sapere.

Lo sapete perché va male questa società allo sbando che non apprezza la cultura e genera mostri che uccidono ragazzi inermi in quattro contro uno?
Perché la scuola è l'istituzione più bistrattata e trascurata di quello che vorrebbe essere un paese civile, perché tutti, invece di chiedere una scuola all'altezza dei sogni dei propri figli e battersi insieme agli insegnanti per averla, continuano a puntare il dito contro chi spesso fa molto di più di ciò che gli viene chiesto, per il bene delle Persone che hanno di fronte.
Continuate a svilire l’autorevolezza degli Insegnanti, il loro lavoro e poi quando vi ritroverete figli maleducati e ignoranti come capre venite ad accusare la scuola di non esser capace di educare.

E se vi fa sentire meglio continuare a parlare dei "privilegi" degli insegnanti, a breve ci saranno i concorsi.
Potrete così accedere anche voi al fatato mondo della scuola, in questo eden di lavoratori privilegiati che ogni mese ricevono lo stipendio, qualunque cosa accada.

La vita, del resto, è solo una questione di scelte.

Noi continueremo con amore e passione a fare quel che sappiamo.
A costruire legami che addomesticano e salvano, a ringraziare per la meraviglia di avere a che fare ogni giorno con l’umanità più bella e a coltivare l’utopia di voler continuare a fare con quelle giovani vite “quel che fa la primavera con i ciliegi”.

Tutto il resto sono solo parole.

martedì 15 settembre 2020

Questionari di accoglienza per le classi prime della scuola secondaria

Pazienti trasferiti dal Pronto Soccorso del Cardarelli: positivi i giudizi  sulla qualità dell'accoglienza e dell'assistenza ricevute al Polclinico  Federico II | Area Comunicazione
Il materiale che proponiamo è in formato word, quindi liberamente modificabile.
Si tratta di due test di accoglienza rivolti agli studenti del primo anno delle superiori; è molto facile, però, adattarli agli studenti che dalla primaria passano al prima anno di scuola media.
Il primo dei due test proposti è più articolato, ricco.
Il secondo, seppure sulla stessa "linea", è agile e si compila in un tempo inferiore.

Entrambi sono utili sia allo studente, che riflette sul suo percorso, sia all'insegnante, che impara a conoscerlo.

Questionario accoglienza 1 - Scuola secondaria
Questionario accoglienza 2 - Scuola secondaria

sabato 12 settembre 2020

Educazioni civica: proposte di curricoli e rubriche di valutazione per vari ordini e gradi di scuola


 
Riportiamo di seguito una serie di proposte di curricoli di educazione civica già elaborati da scuole di diversi ordine e grado, liberamente scaricabili e adattabili.

Esempi per gli ISTITUTI COMPRENSIVI

MODELLO IN BIANCO DA COMPILARE

CURRICOLO I.C. CASTELMASSA

RUBRICA DI VALUTAZIONE EDUCAZIONE CIVICA

Curricolo educazione civica proposta DS


Esempi per le SCUOLE SECONDARIE DI II GRADO

CURRICOLO EDUCAZIONE CIVICA SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO
Si tratta di un file pensato per liceo classico e linguistico ma adattabile in poche mosse ad altri ordini di scuole

venerdì 11 settembre 2020

Nuovo PEI: ecco il modello e la bozza di decreto

Alla luce anche delle novità introdotte dall'ultimo DLGS 96/2019 Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante: «Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c) , della legge 13
luglio 2015, n. 107»
giunge ora la bozza del PEI da adottare a livello nazionale, insieme alle linee guida e alle nuove modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità.

Riportiamo di seguito, quindi, il decreto e gli allegati. In fondo alla pagina segnaliamo anche il link che rimanda al parere del CSPI sullo stesso decreto e i modelli di PEI, il quale lamenta, tra le altre cose, l’assenza delle Linee Guida relative al Profilo di Funzionamento (documento non ancora emanato dal Ministero della Salute) che ingloba la Diagnosi Funzionale e il Profilo Dinamico Funzionale.

Scarica bozza decreto

ALLEGATO A1_PEI_INFANZIA

ALLEGATO A2_PEI_PRIMARIA

ALLEGATO A3_PEI_SEC 1° GRADO

ALLEGATO A4_PEI_SEC_2 GRADO

*****************

Inclusione scolastica: il parere del CSPI sull'“adozione del modello nazionale di PEI e delle correlate linee guida”

lunedì 7 settembre 2020

Questa è la storia di un ragazzo sorridente


Di Elena Agostini, insegnante

"Non vi è amore più grande di questo:
dare la vita per i propri amici".

Questa è la storia di un ragazzo sorridente e lavoratore che pur di difendere un amico si fionda da solo nell'inferno della barbarie e ne esce morto.
Quel sorriso sta brillando ora su altri prati, illuminato da un altro Sole, quello promesso come ricompensa a chi sa fare della propria vita un dono.

E poi è la storia di quattro armadi a muro cresciuti ad omogeneizzati e playstation, quelli con la palestra pagata da papà e i tatuaggi offerti da mammà, tronfi, beoti, con l'espressione tipica da "io so' io e voi nun siete un cazzo" quando l'unica loro attività è stata probabilmente alzare il culo dalla sedia per andare a spacciare.

Questa è la storia che tristemente si ripete, come quella di Emanuele Morganti, di una giustizia che non funziona, che tutela i delinquenti, gli assassini, i prepotenti, i furbetti del quartierino e lascia morire i figli di madre per strada.

Questa è la storia dei falliti che si sentono ganzi perché indossano camicie che la gente normale non userebbe neanche per pulire i vetri, un concentrato di cattivo gusto esistenziale, di maleducazione mai corretta, di vigliaccheria endemica, quella di chi si scaglia senza pietà in quattro contro uno solo.

Da educatore li riconosci subito quelli così. Puntano i piedi e battono i pugni, strafottenti, sin dalla tenera età, tutelati in tutto e per tutto da esseri inadeguati che si sono riprodotti ma non sapranno mai essere genitori e come unica arma di difesa usano la prepotenza.
Continuano ad opporsi e a trattare come nemici chi prova a far loro intravedere prospettive diverse, strategie non considerate per quei figli viziati che non cresceranno mai.

Infine. Un breve pensiero sulla natura del male. Che esiste in ogni testa e in ogni pelle, a prescindere dal loro colore.
Io li vorrei sempre aperti i porti per dirottare 'sta monnezza italica altrove. Ma non sarebbe giusto portare i nostri scarti ad inquinare altri lidi.
I panni sporchi si lavano in casa.
Battiamoci per una giustizia equa.
Altrimenti ogni frase sarà un nuovo calcio ipocrita al corpo inerme di un ragazzo indifeso.

Riposa in pace, Willy. ❤️

martedì 1 settembre 2020

Referente COVID-19: tutte le indicazioni su questa nuova figura scolastica


Riportiamo al link in basso un prontuario sulla figura del Referente COVID-19 nelle scuole.
Il prontuario è stato realizzato dalla Cisl Scuola Nazionale ed è molto utile perché consiste in una buona sintesi di ciò che i docenti, in special modo quelli che presumibilmente saranno coinvolti in tale ruolo, dovranno fare-sapere nello svolgimento dei loro compiti.
Di seguito riportiamo la premessa al prontuario.

 Per scaricarlo occorrerà cliccare al link in fondo alla pagina.

*****************

Le indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-Cov-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia predisposte dal gruppo di lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità, dal Ministero della Salute, dal Ministero dell’Istruzione, dall’Inail, dalla fondazione Bruno Kessler, dalla Regione Emilia Romagna e dalla Regione Veneto intendono fornire un supporto operativo ai decisori e agli operatori del settore scolastico e dei Dipartimenti di Prevenzione che saranno coinvolti nel monitoraggio e nella risposta a casi sospetti/probabili/confermati di COVID-19 e nell’attuazione delle strategie di prevenzione.


Al loro interno si forniscono dettagli pratici per la gestione di eventuali casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia tramite l’utilizzo di scenari ipotetici, in assenza, per il momento, di modelli previsionali solidi.

Nelle nostre scuole, ai fini dell’identificazione precoce dei casi sospetti sarà necessario prevedere, secondo le indicazioni operative:

- un sistema di monitoraggio dello stato di salute degli alunni e del personale scolastico;
- il coinvolgimento delle famiglie nell’effettuare il controllo della temperatura corporea del bambino/studente a casa ogni giorno prima di recarsi al servizio educativo dell’infanzia o a scuola;
- la misurazione della temperatura corporea al bisogno (es. malore a scuola di uno studente o di un operatore scolastico), da parte del personale scolastico individuato, mediante l’uso di termometri che non prevedono il contatto, e che andranno preventivamente reperiti;
- la collaborazione dei genitori nel contattare il proprio medico curante (Pediatra di Libera Scelta – PLS – o del Medico di Medicina Generale – MMG -) per le operatività connesse alla valutazione clinica e all'eventuale prescrizione del tampone naso-faringeo.
Sarà, inoltre, necessario approntare un sistema flessibile per la gestione della numerosità delle assenze per classe/sezione che possa essere utilizzato per identificare situazioni anomale per eccesso di assenze, per esempio, attraverso il registro elettronico o appositi registri su cui riassumere i dati ogni giorno.
Per consentire di raggiungere tali obiettivi, le indicazioni operative raccomandano/prevedono l’identificazione dei referenti scolastici per COVID-19 adeguatamente formati sulle varie procedure da seguire nei diversi possibili casi.
E qui sorge tutta una serie di perplessità in ordine ad una figura che contrattualmente non esiste e di cui non si è provveduto ad individuare modalità di incarico, compiti, responsabilità, formazione. Ancora una volta, quindi, la scuola viene lasciata, almeno per ora, sola nel ritagliare e modellare una figura che potrebbe essere centrale nella strategia di prevenzione dell’epidemia nelle nostre aule. E che la figura del referente scolastico per COVID-19 sia importante lo dimostra il fatto che, all’interno delle indicazioni operative, viene citato ben 17 volte.

martedì 25 agosto 2020

Carta del docente 2020 e residui non spesi: anche quest'anno stop dal 1 settembre e poi cumulo con la somma del prossimo anno

Carta del docente e bonus docenti in scadenza: come richiederla ...

Anche per l'anno scolastico 2020/2021 verrà erogata la cifra di 500 euro relativa alla Carta del Docente.

E, come per lo scorso anno, le cifre non spese finora verranno cumulate con le nuove; ci sarà una sospensione momentanea dei servizi, a partire dal I settembre, per permettere l'aggiornamento del sistema al nuovo anno scolastico.


Dovranno, però, essere spese quelle relative all'A.S. 2018/2019 che, queste sì, dalla data del 31.09 non saranno più utilizzabili.


Questo l'avviso riportato sul sito della Carta del Docente:

Si ricorda che il bonus docenti deve essere validato entro il 31 agosto 2020. A partire dal 1 settembre p.v. l’applicazione carta del docente sarà momentaneamente sospesa per la gestione del cambio dell’anno scolastico.
 Si segnala che i portafogli dei docenti già registrati verranno momentaneamente disattivati e gli importi dei buoni prenotati e non spesi verranno annullati d’ufficio ed attribuiti come residuo relativo all’anno scolastico 2019/2020. Inoltre saranno bloccate le funzionalità di validazione dei buoni sia da applicazione che da web service. Ciascun insegnante in possesso di una utenza SPID (chi ne è a tutt'oggi ancora sprovvisto può richiederla qui: Come richiedere SPID) può accedere al bonus previsto per gli anni scolastici 2018/2019 e 2019/2020. Ciascun insegnante può consultare la composizione del proprio borsellino elettronico attraverso la specifica funzione di “storico portafoglio”. Si sottolinea l'importanza di utilizzare i numeri del contact center solo dopo aver consultato le domande frequenti e le istruzioni.
 I docenti che non sono mai riusciti a registrarsi e che si rivolgono ai diversi canali di assistenza sono invitati a specificare sempre il proprio codice fiscale ed il nome dell’ Identity Provider presso il quale è stata attivata l’utenza SPID

giovedì 13 agosto 2020

Quaderno di matematica per le disabilità più gravi (in Comunicazione Aumentata): puoi scaricarlo qui



Al link in basso è possibile scaricare in quaderno di matematica in CAA, Comunicazione Aumentata Alternativa.

Il nostro grazie va a Giorgia Sbernini, l'autrice di questo utile strumento, con 125 schede, che raccoglie le principali abilità matematiche da insegnare ad alunni con disabilità grave.

Può essere adatto a varie classi, a seconda delle difficoltà e delle caratteristiche dell'alunno
.

mercoledì 12 agosto 2020

Come rientreremo a scuola? Il Ministero apre il nuovo portale sul rientro a settembre



Nella tempesta di informazioni, linee guida, cambi di rotta, incertezze che gravano sulla riapertura delle scuole a settembre, il Ministero ha istituito un portale in cui sono raccolte tutte le informazioni, i documenti , le risposte alle domande principali che illustrano le modalità di rientro a scuola a settembre per l’anno scolastico 2020/2021
Si tratta di uno spazio in costante aggiornamento, in cui chiunque può trovare chiarimenti, riferimenti normativi, indicazioni sanitarie dal CTS e un'area dedicata alle FAQ.
Il portale si chiama "Rientriamo a scuola" e puoi vederlo cliccando di seguito:

venerdì 7 agosto 2020

Fare un errore non vuol dire essere sbagliati: mai, da educatori, identificare l'errore con l'errante - Di Alberto Pellai

Ancora una volta riportiamo i pensieri di Alberto Pellai tratti dalla sua pagina Facebook; pensieri sempre profondi, sempre ben espressi e sempre utili per genitori, insegnanti, educatori.

In questo caso si parla del rimprovero a seguito di un errore. A quanti di noi almeno una volta è scappato: "Sei un buono a nulla!", oppure, anche quando siamo stati capaci di trattenere le parole, ci siamo traditi con il linguaggio non verbale, con i gesti, gli sguardi, la postura...

Si può educare con l'errore, anzitutto non identificando chi ha sbagliato con il suo errore: è un atto ad essere sbagliato, un compito, un'azione, non la persona!

Un errore è un errore.
Fare un errore vuol dire aver fatto uno sbaglio. Ma non vuol dire essere sbagliati. Se quando sbaglio l'unica cosa che sai fare è sgridarmi dicendomi: "Sei sempre il solito", oppure: "Di te non ci si può proprio fidare" o ancora peggio: "Sei un idiota", tu mi trasformi nel mio errore e io comincio a pensare che probabilmente non ce la farò mai a essere come dovrei essere. 

Educare è trasformare l'esperienza dell'errore in esperienza di crescita. Saperlo fare vuol dire essere educatori attenti e competenti. 

La dote che serve di più è la pazienza e la capacità di capire qual è il limite dell'altro e qual è l'allenamento alla vita che serve per trasformare il suo limite in risorsa.

Il detto "Sbagliando si impara" è verità allo stato puro, ma diventa realtà solo se quando si sbaglia, abbiamo vicino un allenatore alla vita che sa guardare oltre l'errore e comprendere e guardare negli occhi e nel cuore di chi quell'errore lo ha fatto.

La vita si impara.

giovedì 6 agosto 2020

Perché? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi - La filosofia per i più piccoli non è un tabù


Chi scrive sostiene già da qualche anno la necessità dello studio della filosofia nelle scuole di ogni ordine e grado. Sì, anche nella scuola primaria
Non solo perché, con i necessari adattamenti (Comenio, Bruner etc), si può insegnare tutto a tutti, ma perché la filosofia permea ogni ambito della nostra vita e non darle un adeguato spazio nella scuola, andando oltre il solo triennio dei licei, non rende giustizia alla sua importanza.

Citando Emanuele Severino, potremmo dire che essa è come l'aria che respiriamo, non la vediamo ma senza moriremmo asfissiati.

Una sola volta, tra l'altro, sono entrato a contatto con una bellissima esperienza di insegnamento della filosofia nella scuola primaria, ed è stato in occasione di una visita al IV circolo Montessori di Roma: i bambini, che facevano da guida nell'istituto, mi raccontarono di Talete, Platone e Aristotele, con una semplice eleganza che mi colpì.

Non erano ovviamente in grado di andare a fondo delle questioni, ma capivano perfettamente che i filosofi, tanto tempo prima, si erano posti delle domande fondamentali, decisive per l'umanità e che le risposte non erano affatto semplici.

Per questo, adesso, intendo proporre la lettura di un simpatico, ma ben fatto, libro di filosofia per i più piccoli, curato dal filosofo, psicologo e sociologo Umberto Galimberti:





Educazione Civica: cosa dovremo fare quindi in classe? Proposte per un curricolo


Da settembre 2020 l'Educazione Civica dovrà essere inserita nel curricolo di tutte le scuole, in ottemperanza a quanto stabilito dalla L. 92 del 20 agosto 2019 e dal seguente decreto di cui le Linee guida, con gli allegati A, B e C, sono parte integrante.

La domanda che dirigenti e docenti si fanno ora, alla luce delle ultime indicazioni contenute, è semplice: come declinare adeguatamente, sia dal punto di vista pedagogico-didattico che normativo, l'educazione civica nel curricolo scolastico?

Nella legge e nelle linee guida sono esplicitati chiaramente gli indirizzi per un tale scopo, ma ci si può perdere nella pratica metodologica, cioè nella esplicita attuazione pratica dei principi normativi.

In soccorso ci viene un ottimo testo della Dott.ssa Franca Da Re, più volte citata tra gli articoli di questo blog, che ha pubblicato con l'Editore Pearson un volume che, come tutti gli altri della stessa autrice, brilla per chiarezza, sistematicità e razionalità


Costituzione & Cittadinanza per educare cittadini globali. Riflessioni per un curricolo di Educazione Civica


Il testo è completo, di facile lettura, in una struttura che potremmo definire "a cerchi concentrici": parte dal generale e giunge agevolmente alla definizione concreta del curricolo, che poi è l'obiettivo primario a cui tende e ciò che agli addetti ai lavori interessa di più.

Di seguito riportiamo i titoli dei capitoli, in modo che il lettore possa già farsi un'idea sui contenuti e sull'impostazione metodologica del testo:

- La legge 92 del 20 agosto 2019

- In principio era l'educazione morale e civile. Breve storia di un insegnamento

- Gli scenari internazionali

- L'educazione alla convivenza civile negli attuali documenti di indirizzo per il curricolo

- A chi tocca l'educazione civica? Come rendere concreta la trasversalità
- L'ambiente di apprendimento per sviluppare le competenze, in particolare le competenze di cittadinanza

- Spunti e suggerimenti per i percorsi didattici

Il libro si può trovare qui:

Costituzione & Cittadinanza per educare cittadini globali. Riflessioni per un curricolo di Educazione Civica

venerdì 31 luglio 2020

Storie per la scuola: "A spasso con BOB". Quando una donna, una chitarra e ... BOB ti salvano la vita

Gli "originali" BOB e James
Gli "originali" Bob e James 

Nessuno si salva da solo, neppure James Bowen.
In molti non ce la fanno, ma in ogni storia in cui, invece, qualcuno ci riesce c'è sempre un denominatore comune: le relazioni, quelle belle che ti cambiano la vita.

"A spasso con BOB" è una storia molto bella, a tratti commovente, che tocca con delicatezza argomenti importanti (la tossicodipendenza, prima di tutto): per questo è adatta ad alunni dai 10 anni in su, ma può piacere sicuramente anche agli adulti.

Ne esistono il libro e il film, quindi se ne può proporre sia la lettura che la visione in classe.




James è un tossicodipendente londinese, che vive da vagabondo rovistando nei cassonetti e suonando la chitarra per strada. 

È in cura da una bravissima psicoterapeuta, che lo sta aiutando nella difficile via della disintossicazione. La donna coglie l'ultima opportunità di salvarlo: lo toglie dalla strada e gli procura una casa, ma non può far altro, perché molto dipende dalla forza di volontà del paziente.

Entra in scena allora una graziosa ragazza dai capelli biondi, la nuova vicina di casa di James, che è il primo tassello di questo ventaglio, piuttosto esiguo, di relazioni.
L'occasione che permette ai due di conoscersi arriva però dal vero protagonista di questa storia:
BOB, un gatto randagio rosso, che si intrufola nella casa di James e da lui non vuole più staccarsi.

Inizia allora una relazione tutta particolare tra il ragazzo ed il gatto: lui esce per fare i suoi lavoretti saltuari o per suonare agli angoli delle strade e Bob non gli si stacca un secondo. Al mattino gli salta sulle spalle ed entrambi se ne vanno in giro per la città, sotto gli occhi divertiti della gente.


 
La "strana coppia" attira allora l'attenzione di un giornalista, che scrive la loro storia sul quotidiano locale.
 
Da quel momento la popolarità dei due cresce in tutta la città, e procede parallela alla vita difficile di James che, però, è prossima alla svolta e ad un inaspettato riscatto.

Curiosità: il gatto nel film è il vero BOB di questa simpatica vicenda



Insegnare vuol dire prima di tutto creare relazioni: la storia del piccolo Teddy e della maestra Thompson

Alunni con DSA e BES: il ruolo di una buona relazione insegnante ...

Una bellissima storia narrata da Elizabeth Silance Ballard.

Immaginiamo cosa sarebbe stato di Teddy se anziché il contatto con l'insegnato fosse stato dall'altra parte del monitor con la didattica a distanza.


******************

Mentre se ne stava davanti alla sua classe di quinta elementare, il primo giorno di scuola, la maestra disse ai bambini una falsità. Come la maggior parte degli insegnanti, guardò i suoi studenti e disse che lei li amava tutti allo stesso modo.

Tuttavia, ciò era impossibile perché lì in prima fila, accasciato sulla sedia, c’era un ragazzino di nome Teddy Stoddard. La signora Thompson aveva osservato Teddy l’anno precedente e aveva notato che non giocava serenamente con gli altri bambini…
I suoi vestiti erano disordinati e spesso avrebbe avuto bisogno di farsi un bagno. Inoltre, Teddy era scontroso e solitario.

Arrivò il momento in cui la signora Thompson avrebbe dovuto evidenziare in negativo il rendimento scolastico di Teddy; prima però volle consultare i risultati che ogni bambino aveva raggiunto negli anni precedenti; per ultima, esaminò la situazione di Teddy.

Tuttavia, quando vide il suo fascicolo, rimase sorpresa.
In prima elementare il maestro di Teddy aveva scritto: “Teddy è un bambino brillante con una risata pronta. Fa il suo lavoro in modo ordinato e ha buone maniere”.
Il suo insegnante, in seconda elementare, aveva scritto: “Teddy è uno studente eccellente, ben voluto dai suoi compagni di classe, ma è tormentato perché sua madre ha una malattia terminale e la vita in casa deve essere una lotta”.

Il suo insegnante di terza elementare aveva scritto: “La morte di sua madre è stata dura per lui e tenta di fare del suo meglio, ma suo padre non mostra molto interesse e, se non verranno presi i giusti provvedimenti, il suo contesto famigliare presto lo influenzerà”.
Infine l’insegnante del quarto anno aveva scritto: “Teddy si è rinchiuso in se stesso e non mostra più interesse per la scuola. Non ha amici e qualche volta dorme in classe”.
A questo punto, la signora Thompson si rese conto del problema e si vergognò di se stessa. Si sentì anche peggio quando i suoi studenti le portarono i regali di Natale, avvolti in bellissimi nastri e carta brillante, fatta eccezione per Teddy. Il suo dono era stato maldestramente avvolto nella pesante carta marrone di un sacchetto di generi alimentari.

La signora Thompson però aprì il regalo prima degli altri. Alcuni bambini cominciarono a ridere quando videro un braccialetto di strass con alcune pietre mancanti e una bottiglietta di profumo piena per un quarto, ma lei soffocò le risate dei bambini esclamando quanto fosse grazioso il braccialetto e mettendo un po’ di profumo sul polso.

Quel giorno Teddy Stoddard rimase dopo la scuola, giusto il tempo di dire: “Signora Thompson, oggi profumava come la mia mamma quando usava proprio quel profumo”.
Dopo che i bambini se ne furono andati, la signora Thompson pianse per almeno un’ora; da quel giorno si dedicò veramente ai bambini e non solo per insegnare loro le sue materie. Prestò particolare attenzione a Teddy e, con la sua vicinanza, la mente del piccolo iniziò a rianimarsi. Più lei lo incoraggiava, più velocemente Teddy rispondeva. Alla fine dell’anno, Teddy era diventato uno dei bambini più intelligenti della classe e, nonostante la sua bugia che avrebbe amato tutti i bambini in ugual modo, la maestra si accorse che Teddy divenne uno dei suoi “preferiti”.

Un anno dopo la fine della scuola, la signora Thompson trovò un biglietto sotto la porta: era da parte di Teddy; la lettera diceva che era stata la migliore insegnante che avesse mai avuto in vita sua. Passarono sei anni prima che ricevesse un altro messaggio da Teddy. Terminato il liceo, terzo nella sua classe, riferiva che la signora Thompson era ancora la migliore insegnante che avesse mai avuto in vita sua.

Quattro anni dopo, ricevette un’altra lettera, dicendo che quando le cose erano difficili, a volte, era rimasto a scuola, si era impegnato al massimo e ora si sarebbe presto laureato al college con il massimo degli onori. Confermava che la signora Thompson era sempre la migliore insegnante che avesse mai conosciuto in tutta la sua vita, la sua preferita.

Passarono altri anni e arrivò ancora un’altra lettera. Questa volta spiegava che dopo aver ottenuto la laurea, aveva deciso di andare avanti. La lettera spiegava che lei era ancora la migliore e preferita insegnante che avesse mai avuto, ma ora la sua firma era un po’ più lunga. La lettera riportava, in bella grafia, Dr. Theodore F. Stoddard.

Ma la storia non finisce qui. Arrivò ancora un’altra lettera quella primavera. Teddy scrisse che aveva incontrato una ragazza e stava per sposarsi. Spiegò che suo padre era morto un paio di anni prima e chiese alla signora Thompson di accompagnarlo al matrimonio facendo le veci della madre dello sposo.
Naturalmente, la signora Thompson accettò. E indovinate un po’ che fece?
Indossò proprio quel braccialetto, quello con gli strass mancanti, quello che Teddy le aveva regalato; fece anche in modo di mettere il profumo che la madre di Teddy indossava l’ultimo Natale che passarono insieme.
Si abbracciarono e il Dr. Stoddard sussurrò all’orecchio della signora Thompson:
“Grazie signora Thompson per aver creduto in me. Grazie mille per avermi fatto sentire importante e per avermi mostrato che avrei potuto fare la differenza.”
La signora Thompson, con le lacrime agli occhi, sussurrò: “Teddy, ti stai sbagliando. Sei tu quello che mi ha insegnato che potevo fare la differenza: non sapevo come insegnare fino a quando ti ho incontrato.”

Home Life, Elizabeth Silance Ballard, 1976.

lunedì 27 luglio 2020

Non chiamatela timidezza: il mondo viene portato avanti da chi parla poco e fa moltissimo - Di Alberto Pellai


Dalla pagina Facebook di Alberto Pellai:
https://www.facebook.com/Alberto-Pellai-607285592681142/

NON CHIAMATELA TIMIDEZZA 

Molte persone vengono considerate timide e introverse, quando in realtà sono semplicemente persone capaci di osservare in silenzio. Decidono di scegliere come e quando dare il proprio contributo. Si buttano meno nella mischia, non perché la temono. Ma perché attendono che la “mischia” diventi gruppo. 
Lì, all’interno di un gruppo, sanno sempre trovare il proprio posto e il proprio ruolo. Solitamente sono molto affidabili. 
Sono poco popolari, perché in questi tempi convulsi e sovraffollati si conquista consenso mettendosi in prima fila e alzando la voce, anche quando sarebbe meglio stare di lato e in silenzio. Se ci guardiamo intorno, vediamo che il mondo viene portato avanti proprio da chi parla poco e fa moltissimo.
C’è una maggioranza silenziosa che si è sempre fatta carico delle sorti di una nazione, di un popolo, della propria comunità. Lo fa perché è giusto farlo, perché nel farlo dà senso alla propria vita, perché è bello essere “belle persone”.
 Per questo definire queste persone “timide” è profondamente ingiusto. E sarebbe il caso di mostrare nei loro confronti anche una grande gratitudine. Invece, quasi sempre ci si dimentica di loro e ci si accalca nei luoghi dove gli urlatori sistemano i loro “scranni” e si costruiscono un podio, dal quale, urlando, si sentono potenti.
 C’è un’enorme differenza tra la prepotenza e la competenza. E non è certo una questione di timidezza. 
Se appartieni alla maggioranza silenziosa, questo messaggio e per te e per tutte le persone come te, con cui vorrai condividerlo.

 Grazie per esserci.

domenica 26 luglio 2020

"La degenerazione della scuola" - Di Umberto Galimberti


Il professor Galimberti non è nuovo ad esternazioni radicali, estreme, anche sul mondo della scuola. 

In questo video-intervista ha sferzate per tutti: per l'alternanza scuola lavoro, per l'educazione affettiva, per gli insegnanti, per i genitori, per l’istituzione scolastica in generale, per le scuole paritarie, per gli studenti (più o meno giovani). 

Chi ascolta si farà certo la sua idea; vero è che non mancano provocazioni e stimoli di riflessione molto interessanti da parte di uno dei più noti intellettuali italiani, sebbene spesso molto discusso.
Di ciò che dice riteniamo sia difficile condividere tutto, come anche è difficile rifiutare tutto.

Da ascoltare.

Segnaliamo anche un libro molto carino di Galimberti, scritto insieme ad Irene Merlini e Maria Luisa Petruccelli, edito qualche mese fa (settembre 2019) e utile per giovani studenti dagli 8 anni in su "che vogliono ragionare con la propria testa":

Perché? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi


Dalla panchina alla cattedra: personalizzare. Un racconto di Pep Guardiola, dall'esempio di Julio Velasco


In ambito scolastico sentiamo sempre parlare di personalizzazione e di individualizzazione dell'insegnamento, ma spesso non è immediato distinguere i due concetti.

Prima delle definizioni "libresche", che trovate in fondo all'articolo e che citiamo dal testo "Una scuola a misura dell'alunno", riportiamo il bellissimo esempio che il mitico allenatore di pallavolo, Julio Velasco, dà della personalizzazione, ovviamente riferita al contesto sportivo.
Ciò che rende ancora più affascinante l'aneddoto è che a raccontarlo è nientemeno che Pep Guardiola, coach del Barcellona e prima ancora talentuoso centrocampista. 

"Alla fine della mia carriera, quando ho lasciato il Barcellona dopo undici anni, sono andato in Italia. E un giorno, mentre ero a casa a guardare la tv, rimango impressionato da un'intervista: era l'allenatore del mitico team di pallavolo della nazionale italiana Julio Velasco. Sono rimasto affascinato dalle cose che ha detto e da come le ha dette, così alla fine ho deciso di chiamarlo.
Mi sono presentato: ‘Signor Velasco sono Pep Guardiola e mi piacerebbe invitarla a mangiare’. 
Lui rispose positivamente e così andammo a pranzo.
Mentre parlavamo mi rimase bene in mente un suo concetto: ‘Pep, quando deciderai di allenare dovrai avere chiarissima una cosa: non provare a cambiare i giocatori, i giocatori sono come sono. Ci hanno sempre detto che per il coach tutti i giocatori sono uguali, ma questa è la bugia più grande che esista nello sport. La chiave di tutto è saper toccare il tasto giusto. Nei miei giocatori di pallavolo per esempio c'è qualcuno a cui piace che gli parli di tattica e così stiamo 4/5 ore a parlarne, perché so che adora farlo. Qualcun altro invece dopo 2 minuti già si è stufato perché non gli interessa e non vuole parlarne più. Oppure qualcuno ama che parli di lui davanti alla squadra: del gruppo, delle cose buone o cattive, di tutto, perché così si sente importante. Altri no, non lo amano affatto, quindi portali nel tuo ufficio e digli quello che gli devi dire in privato. Questa è la chiave di tutto: trovare il modo. 
E questo non sta scritto da nessuna parte. E non è trasferibile. 
Ecco perché è così bello il nostro mestiere: le decisioni che ieri sono servite, oggi non servono più..."

Pep Guardiola

Per comprendere al meglio il significato dei due termini si richiama il testo "Una scuola a misura d'alunno. Qualità dell'istruzione e successo formativo" (2008) del prof. Massimo Baldacci in cui si legge che l’individualizzazione si riferisce a “quella famiglia di strategie didattiche il cui scopo è quello di garantire a tutti gli studenti il raggiungimento delle competenze fondamentali del curricolo, attraverso la diversificazione dei percorsi di insegnamento”, mentre la personalizzazione si riferisce a “quella famiglia di strategie didattiche la cui finalità è quella di assicurare ad ogni studente una propria forma di eccellenza cognitiva, attraverso possibilità elettive di coltivare le proprie potenzialità intellettive”.

Tratto da: "
Una scuola a misura dell'alunno.Qualità dell'istruzione e successo formativo"

giovedì 23 luglio 2020

Cinema e studenti: Billy Elliott, il film perfetto per i preadolescenti - Di Alberto Pellai

 

Billy Elliott non è solo un film, ma è anche un bellissimo trattato di psicologia della preadolescenza, utilissimo per chi sta crescendo un figlio nell’“età dello tsunami”.
È ideale per una visione condivisa tra genitori e figli, perché diverte, intrattiene e permette di aprire molti fronti di discussione tra genitori e figli.
 Il protagonista è un preadolescente, orfano di madre, che cresce con il padre e il fratello – entrambi minatori – e la nonna. Billy ha uno spiccato talento per la danza. Il padre, però, lo iscrive ad un corso di boxe, sport per il quale Billy non ha alcun interesse.
Un giorno, di nascosto dal padre e su invito di una amica, Billy  si inserisce – unico maschio –  nella classe di danza della palestra in cui invece suo padre vorrebbe che si formasse nella pratica dello sport con i guantoni.

Molte volte noi genitori costruiamo intorno al futuro dei nostri figli scenari e copioni che non appartengono ai nostri figli, ma a noi stessi. Il rischio diventa quello di non permettere ad un figlio di compiere il proprio processo di individuazione, non riuscendo perciò a diventare ciò che davvero vuole essere. Billy, nel film, diventa metaforicamente genitore del proprio genitore: gli mostra cosa significa sostenere la crescita, permette al padre di dargli in dotazione non solo radici e appartenenza, ma anche un paio di ali per volare verso il proprio destino. 

Se non lo avete visto Billy Elliot è un film imperdibile. E permette di trascorrere una magnifica serata insieme ai figli, a partire dai 9 anni.

Di questo bellissimo film esiste anche il libro, edito dalla BUR, per ragazzi, insegnanti e genitori.
  
Ecco di seguito tutti i riferimenti:

Libro in lingua italiana: Billy Elliott, di Melvin Burgess
Libro in lingua inglese: Billy Elliott, follow your dreams
Qui il film in DVD: Billy Elliott

martedì 21 luglio 2020

Concorsi scuola (incluso il TFA Sostegno): i migliori testi per prepararsi al meglio, con le nostre recensioni


Diciamo anzitutto che, in preparazione a qualsiasi concorso, e quindi anche ai concorsi scuola, avere buoni testi di riferimento può fare la differenza: se sono ricchi, ben organizzati, corredati da schemi e mappe rendono la vita, e il lavoro, del candidato molto più semplice.

Diciamo anche, fin da subito, che i testi più venduti, che vedremo in seguito nel dettaglio sono essenzialmente di due case editrici: EDISES ed EDIZIONI SIMONE

Libri che consentono di accedere alla normativa scolastica, ed è indispensabile per avere una buona preparazione a 360 gradi.

LEGISLAZIONE SCOLASTICA
Legislazione Scolastica (Italiano) Copertina flessibile – 30 marzo 2020
Ed. Simone: testo agile, chiaro e scorrevole; non approfondisce molto, ma permette di avere un quadro normativo chiaro, con le coordinate essenziali. La sezione on line ha qualche limite di funzionalità e di accesso, per cui la sua consultazione può risultare farraginosa.

Il testo, in 454 pagine, affronta in forma sintetica tutte le principali tematiche della legislazione e della normativa scolastica richieste nelle Avvertenze Generali (D.M. 95/2016): l'attuazione del dettato costituzionale; l'evoluzione della legislazione; l'organizzazione amministrativa (centrale e periferica) del Ministero dell'Istruzione; l'autonomia (didattica, organizzativa, amministrativa, contabile) delle istituzioni scolastiche; gli organi di governo della scuola; funzioni, poteri e responsabilità dei dirigenti scolastici. 
Ogni capitolo è completato da una batteria di quesiti a risposta multipla al fine di verificare il grado di apprendimento conseguito. Il volume è aggiornato alle più recenti novità normative

CONCORSO ORDINARIO
Si tratta senza dubbio del testo più diffuso. È articolato in sei volumi. Gli unici due limiti potrebbero essere il prezzo, anche se è giustificato dal numero enorme di pagine, e dalla quantità di informazioni che contengono: accade, difatti, che il corsista possa avere poco tempo per preparare il concorso e potrebbe avere bisogno di meno informazioni. Ecco, questo testo è molto dettagliato. In tantissimi lo acquistano per approfondire soltanto alcuni argomenti particolarmente importanti (ad esempio la normativa, i BES oppure per esercitarsi sui quesiti svolti), che sono trattati francamente molto bene. 

Questi i titoli dei sei volumi: i Test per la preselezione Scuola Infanzia e Primaria; Volume unico per la Scuola dell'Infanzia e Primaria; Avvertenze Generali (Parte generale) per tutte le classi di concorso; La prova orale per la Scuola dell'Infanzia e Primaria - Progettare e condurre una lezione efficace; La prova scritta della Scuola dell'Infanzia e Primaria: 265 quesiti svolti e 85 quesiti con punti chiave; La prova di Inglese per la Scuola dell'Infanzia e Primaria: manuale per la preparazione alle prove scritte e orali.


***************** 

L'editore è Guerini e Associati e la pubblicazione è recentissima (21 maggio 2020).
Manuale molto comodo perché raccoglie in un unico volume molti ccontenuti ed esempi pratici.
Nonostante le oltre 400 pagine, il prezzo è senza dubbio più accessibile rispetto ai KIT della Edises: 33 euro circa. La parte normativa sulle avvertenze generali è molto chiara e ben fatta (ci risulta che il curatore sia esperto del tema).

Si consiglia di affiancargli il secondo tomo, che contiene esempi pratici di progettazione curricolare e realizzazione interdisciplinare per UDA, con un prezzo ancora più contenuto, che è il seguente:

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Kit preselezione Scuola secondaria. Teoria e test per una preparazione completa alla prova preselettiva del concorso ordinario su posti comuni e di sostegno. Con software di simulazione. Con Video
Sui contenuti di questo testo vale quanto già detto più su rispetto all'omologo per la scuola primaria: testo molto articolato, ricco di contenuti ... ma costoso.
Anche questo Kit è composto da sei tomi: La Preselezione del concorso ordinario nelle Scuole Secondarie (Test commentati per la preselezione); Avvertenze generali (Manuale teorico sulla Parte generale); Capacità logiche, comprensione del testo, lingua inglese (Nozioni teoriche per capacità logiche e lingua inglese); Test commentati Avvertenze Generali (Test commentati normativa scolastica).


Concorso Scuola Parte Generale (Avvertenze GENERALI) - Manuale Completo
Testo piuttosto semplice e scorrevole. Nell'esposizione capita che ripeta parecchie volte lo stesso concetto nell'ambito di un medesimo capitolo, e questo può favorirne la memorizzazione con il rischio, però, di sembrare a volte dispersivo. 
Questa ricorsività alla fine di uno studio approfondito del libro non vi lascerà dubbi. 
Per quanto riguarda la prime due parti, quelle su psicologia, pedagogia e metodologie didattiche, il libro funziona benissimo; la terza parte, quella sulla legislazione scolastica, procede più velocemente e può essere utile integrarne i contenuti con qualche altro manuale o con un testo di legislazione scolastica.  



TFA SOSTEGNO
In questo caso segnaliamo un ottimo testo che Antonia Carlini, dirigente scolastica fortemente impegnata in attività di formazione, ha preparato come supporto alla preparazione per il concorso a posti di docente di sostegno e ai percorsi TFA di specializzazione

lunedì 20 luglio 2020

"Spazio alla scuola": una piattaforma per calcolare quanti studenti ci stanno in una classe, dalla Fondazione Agnelli


Un progetto di Fondazione Agnelli, Politecnico di Milano – BIMgroup, Università di Torino

Spazio alla Scuola è uno strumento pensato per aiutare le scuole a preparare la ripresa delle attività didattiche a settembre dopo l’emergenza dovuta al Covid 19. Sviluppato dalla Fondazione Agnelli con BIM Group del Politecnico di Milano e Università di Torino, fornisce ai dirigenti scolastici e ai loro collaboratori un supporto concreto per verificare la capienza degli spazi scolastici e programmare flussi scaglionati delle classi all’ingresso e in uscita.

Programmare il rientro a scuola per contenere il rischio.
Per la riapertura a settembre, ogni scuola dovrà ripensare aspetti della propria organizzazione per garantire la sicurezza nel rispetto delle indicazioni delle Linee Guida del Ministero dell’Istruzione e del Comitato Tecnico Scientifico.

Perché è utile "Spazio alla scuola?"

Configurare gli spazi didattici
Il distanziamento interpersonale obbliga a considerare la capienza e le possibili disposizioni interne delle aule e di tutti gli altri spazi che dovessero rendersi temporaneamente necessari per una didattica in sicurezza. Con Spazio alla scuola è possibile configurare ogni spazio didattico, inserendo le sue dimensioni, quelle degli arredi e il distanziamento che si intende garantire fra gli studenti e dalla cattedra. Il sistema calcola la capienza massima e la disposizione dei banchi che permette di ottimizzare lo spazio in base al distanziamento indicato.

Organizzare i flussi d’ingresso e uscita
Per ridurre il rischio di assembramenti e alleggerire i flussi di studenti all’interno della scuola è possibile scaglionare l’ingresso e uscita delle classi. Spazio alla Scuola permette di simulare diverse soluzioni per l’ingresso e/o l’uscita da scuola, stabilendo di volta in volta quali accessi e scale utilizzare e quali percorsi far seguire agli studenti per raggiungere gli spazi didattici. Ogni simulazione fornirà un’indicazione sul tempo necessario per un flusso di studenti in sicurezza. Si potranno confrontare le diverse soluzioni e individuare quella più adatta alle esigenze della scuola.

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