Un simbolo per il saluto, una decisa propaganda, un linguaggio ben definito e un'organizzazione gerarchica solida: un sistema totalitario in miniatura nasce così da una classe di scuola superiore.
Il film è tratto da una storia vera ed è consiglianto ANCHE per celebrare il Giorno della Memoria.
Il prof. Rainer Wenger è un insegnante di educazione fisica ed ex-rockettaro. Toccherà a lui tenere un seminario sui regimi totalitari, fino al punto che, per coinvolgere gli allievi, ne creerà uno: per una settimana tutti i ragazzi del corso lavoreranno alla costruzione di un regime dittatoriale, reprimendo i dissidenti, adottando un medesimo codice di comunicazione e uno stesso abbigliamento; il saluto sarà un gesto con la mano della forma di un'onda.
Lascio allo spettatore il piacere di vedere quale sarà l'esito di un progetto didattico che sfuggirà al controllo del prof. Wenger (diventato nel frattempo "Herr Wenger"), con esiti inaspettati.
La pellicola è adatta alla proiezione nelle scuole, sia per l'ultimo anno di scuola media, sia per la scuola secondaria di II grado.
Gli elementi dei regimi totalitari emergono tutti: l'esaltazione dei militanti, l'identificazione assoluta in un unico capo, la condivisione di simboli e abitudini, l'intolleranza verso deroghe o diversità, la repressione del dissenso.
Si può davvero studiare e capire la dinamica dei regimi totalitari, in particolare quelli novecenteschi, guardando attentamente questa pellicola. Potrebbe essere una risorsa più valida di mille noiose spiegazioni.
Al momento il film L'ONDA è disponibile gratuitamente sulla piattaforma youtube.
Si tratta di un ottimo film che tratta temi diversi. All’apparenza sembra ruotare intorno ai misteri e alla bellezza della matematica, ma in realtà ruota intorno a chi ha fatto della matematica la sua ragione di vita; a chi ha trovato una connessione alchemica tra le strutture profonde del “mondo dei numeri” e il proprio stile di vita.
Dottoranda in matematica all'École normale supérieure, la talentuosa Marguerite è talmente a suo agio da girare in pantofole per la facoltà. Il futuro sembra scritto, tra una discussione di tesi con il professor Werner e una carriera davanti per cercare di dimostrare, chissà, la mitologica congettura di Goldbach. Ci vuole il nuovo arrivato Lucas per notare un errore che rimette in discussione la tesi e per estensione la vita stessa di Marguerite, che reagisce mollando tutto e ricalcolando il suo percorso altrove.
Da qui la giovane studentessa si guarda dentro: impara a gestire il fallimento, ricolloca la passione per la matematica in una vita diversa, rimodulata; si apre all'amore e capisce che anche la matematica funziona meglio se si condivide.
La storia non ha colpi di scena, ma "aggancia" lo spettatore perché è una interessante lente di ingrandimento sulle passioni umane e sul mondo dei matematici.
Il film è consigliato agli studenti della scuola secondaria.
Trovi il film, finché sarà disponibile, a QUESTO LINK
La nostra rassegna di film utili al contesto scolastico continua (e trovate la raccolta A QUESTO LINK).
In questo caso consiglio un film che ha qualche anno, ma che resta attuale, ben fatto e utilizzabile a scuola e in classe: "La mafia uccide solo d'estate", di Pierfrancesco Diliberto (detto anche PIF). Il film è un approccio leggero, ma non banale, al fenomeno mafioso in Sicilia, che ripercorre stragi ed omicidi visti con gli occhi di Arturo, protagonista ingenuo e, nei confronti di Flora, di cui si innamora dalle elementari, impacciato. Il rapporto tra Arturo e Flora è l'altro filo conduttore della storia, parallelo alle stragi di mafia, che sul finale della storia si ricongiungeranno.
LA TRAMA IN BREVE 1992. Arturo - 20 anni - lavora come pianista in un'emittente locale. La vita di Arturo è da sempre segnata dagli omicidi di mafia ed in passato aveva una passione per Flora che era stata sua compagna di classe. Figlia di un noto avvocato legato alla politica più collusa Flora torna dalla Svizzera dopo dieci anni.
«- Ma la mafia può uccidere anche noi? - Arturo, tranquillo, ora siamo d'inverno... la mafia uccide solo d'estate.»
(Il padre al piccolo Arturo, prima di andare a dormire)
Palermo, 10 dicembre 1969. Lorenzo e Maria Pia Giammarresi entrano nel loro appartamento, al civico 108 di viale Lazio, durante la loro prima notte da sposati e, trasportati dalla passione, decidono di consumare un rapporto sessuale per concepire il loro primo figlio. Nel frattempo i membri di Cosa nostraEmanuele D'Agostino, Bernardo Provenzano, Damiano Caruso, Calogero Bagarella e Gaetano Grado si recano in auto, travestiti da poliziotti (tutti tranne Grado), in viale Lazio, proprio sotto l'appartamento dei Giammarresi, ed uccidono il boss Michele Cavataio, da loro ritenuto colpevole di aver scatenato la prima guerra di mafia. Ad aver organizzato la strage è Salvatore Riina, detto Totò, futuro capo della mafia siciliana. Gli spermatozoi di Lorenzo, spaventati dagli spari, si ritirano, e solo uno raggiunge l'ovulo di Maria Pia e lo feconda: da ciò nascerà Arturo Giammarresi.
Ottobre 1970. Arturo viene battezzato da Fra Giacinto, sacerdote legato a vari mafiosi, che celebra il battesimo in fretta e furia in quanto deve presenziare anche alla proclamazione come sindaco di Palermo del mafioso Vito Ciancimino, eletto con il sostegno della Democrazia Cristiana. È proprio a causa di quelle amicizie poco raccomandabili che Fra Giacinto, dieci anni dopo, verrà ritrovato assassinato nel suo appartamento presso Santa Maria di Gesù, insieme ad una pistola carica, mazzette di milioni di lire e dei frustini.
Un giorno, Fra Giacinto si trova a benedire la casa dei Giammarresi. Appena il prete esce di casa, il piccolo Arturo, che stava impiegando molto tempo ad iniziare a parlare, lo indica e pronuncia la sua prima parola: "mafia".
Dicembre 1974. Arturo è in ospedale con il padre in occasione della nascita del fratello minore Emanuele e prova uno strano senso di spavento vedendo un uomo all'apparenza assolutamente normale e di cui ignora totalmente l'identità: egli si scopre essere proprio Riina, che si trovava all'ospedale per la nascita della figlia Maria Concetta.
Negli anni successivi diversi personaggi più o meno noti vengono assassinati, come il vicebrigadiere della PoliziaFiladelfio Aparo ed il giornalista Mario Francese. Arturo sente dire a tutte le persone che incontra che gli omicidi di questi uomini non sarebbero legati alla mafia ma al fatto che essi avrebbero tentato relazioni con donne che avrebbero fatto meglio a lasciar perdere. Il protagonista quindi si promette che non avrà mai una relazione con una donna.
Arturo va alle scuole elementari, dove nella sua classe arriva una nuova bambina, Flora Guarneri, figlia di un facoltoso banchiere datore di lavoro del padre di Arturo. Arturo si innamora di Flora a prima vista ma non riesce a dichiararsi in quanto, oltre ad essere timido, ha paura degli omicidi. Dopo aver chiesto consiglio a Fra Giacinto, che gli dice di stare tranquillo in quanto non si muore per colpa delle donne, va a spiare Flora di nascosto in casa sua, dove viene visto e rimproverato da Rocco Chinnici, un magistrato che abita nello stesso palazzo della ragazza, in via Giuseppe Pipitone Federico. Saputo che Arturo è innamorato di Flora, Chinnici promette di mantenere il segreto.
Arturo chiede al padre come abbia chiesto alla madre di sposarlo e Lorenzo, non avendo voglia di parlarne, lo invita a guardare Bontà loro in televisione, dove Maurizio Costanzo sta intervistando il Presidente del Consiglio in carica, il democristianoGiulio Andreotti, il quale racconta di aver chiesto di sposarlo a sua moglie in un cimitero. Arturo rimane profondamente affascinato da ciò, così comincia a documentarsi sul Presidente, di cui ritaglia le foto dai giornali ed appende un poster nella sua stanza, ritenendolo uno dei politici migliori al mondo ed un uomo che vuole solo il bene per i cittadini e pensa prima agli altri che a sé stesso.
Per Carnevale, Fra Giacinto organizza una festa in maschera nell'oratorio della chiesa in cui verrà premiato il bambino con il costume migliore. Arturo si traveste come Andreotti: nessuno capisce con esattezza chi sta impersonando, ma il suo costume piace a tutti, così vince il premio. In quell'occasione, Arturo tenta di chiedere a Flora di andare con lui al cimitero per dichiararle il suo amore, ma Flora deve allontanarsi.
Un giorno Arturo, prima di andare a scuola, va al bar Lux a fare colazione assieme al padre e al fratello. Lì il commissario di PoliziaBoris Giuliano offre un'iris ad Arturo, che non l'aveva mai assaggiata. Arturo, da quel momento in poi, per diverse mattine, si sveglia prima e va a comprare un'iris che mette sul banco di Flora prima che lei arrivi. Una mattina, Flora trova l'iris mentre in classe ci sono solo lei, Arturo e Fofò Cassina, un ragazzo che va tutti i pomeriggi a studiare a casa di Flora. Flora chiede a Fofò se sia lui a metterle le iris sul banco e Fofò risponde di sì per fare colpo su di lei.
Arturo, rattristato da questo evento, legge su un giornale una frase di Andreotti che incita a raccontare la verità. La mattina seguente Giuliano viene ucciso proprio nel bar Lux e alcuni proiettili rompono la vetrina delle iris. Andato a scuola, dice la verità a Flora, aggiungendo però che non potrà più portarle le iris perché dentro ad una di esse c'erano dei proiettili che hanno ucciso un uomo. Flora inizialmente ci crede, ma poi arriva Fofò con un'iris comprata in un altro bar; Flora si convince quindi che Arturo le abbia mentito.
L'appartamento sotto a quello dei Giammarresi, un tempo di proprietà del defunto nonno di Arturo, viene occupato in affitto da qualcuno; Arturo, convinto che si tratti di un boss mafioso, lo racconta a Flora e la porta a casa sua, in modo da farla ricredere e dimostrarle che non è un bugiardo. In realtà non si tratta affatto di un criminale ma di Francesco, un cordiale giornalista; Arturo quindi fa un'altra figura pessima e Flora, indignata, se ne va.
Arturo decide di dedicarsi alla sua passione, il giornalismo, e si fa aiutare da Francesco, il quale, leggendo un tema su Andreotti del protagonista, gli spiega che purtroppo i giornalisti spesso non possono scrivere quello che vogliono ma vengono costretti a scrivere qualcosa di ben preciso. Francesco infatti era impegnato nello scrivere articoli contro la mafia ma, per paura che ciò causasse problemi, il direttore del giornale per cui lavora lo ha obbligato a curare le rubriche sportive. Francesco spiega ad Arturo che i giornalisti devono essere pazienti, tenaci e convinti nel loro mestiere.
Arturo partecipa quindi ad un concorso per giovani giornalisti, finanziato dal padre di Flora, il cui vincitore potrà scrivere per un mese sul giornale locale. Il 30 aprile 1982 si viene a sapere che Arturo ha vinto il concorso; proprio durante la premiazione avviene l'omicidio del deputato comunistaPio La Torre.
Arturo, in qualità di vincitore del concorso, si reca ad intervistare il generale dei CarabinieriCarlo Alberto dalla Chiesa, da poco nominato prefetto di Palermo, e gli chiede come mai abbia preso servizio in Sicilia per combattere la mafia nonostante Andreotti abbia detto che l'emergenza criminalità è solamente in Campania e in Calabria. Il 3 settembre 1982 il generale dalla Chiesa viene ucciso in via Carini ed Arturo è stato l'ultimo ad intervistarlo. Francesco spiega ad Arturo che un giornalista deve stare molto attento alle proprie fonti, quindi in questo caso le dichiarazioni di Andreotti non sono state una buona fonte.
Arturo va al funerale di dalla Chiesa, sperando di incontrare Andreotti per potergli chiedere come mai fosse sicuro che il problema della criminalità non riguardasse la Sicilia. Al funerale ci sono alcuni dei più importanti politici italiani del momento, cioè Sandro Pertini, Giorgio Almirante, Giovanni Spadolini e Bettino Craxi, ma non c'è Andreotti; quando alcuni giorni dopo, in un'intervista, al leader della DC viene chiesto come mai non sia andato al funerale del generale, egli dice di preferire i battesimi.
Arturo invita nuovamente Flora ad andare al cimitero e questa volta lei accetta, ma Arturo non riesce comunque a confessarle il suo amore. Flora saluta Arturo per l'ultima volta perché si deve trasferire in Svizzera, visto che in Sicilia il padre ha difficoltà a gestire i suoi affari a causa della presenza dei magistrati antimafia.
Arturo, quella notte, va sotto la casa di Flora e scrive per terra "Flora non partire, ti amo, Arturo". Il giudice Chinnici vede la scritta e non dice nulla a Flora, mantenendo la promessa.
La mattina seguente, il 29 luglio 1983, proprio mentre Chinnici esce dal palazzo, esplode un ordigno piazzato dai mafiosi, uccidendo il giudice e facendo saltare il marciapiede con sopra il messaggio. Chinnici è quindi l'ultimo ad aver letto il messaggio, mentre Flora non l'ha nemmeno visto.
Francesco trasloca; Arturo giura di non dire mai più "ti amo" a una ragazza e perde tutta la stima che aveva nei confronti di Andreotti, avendo intuito i suoi rapporti con la mafia.
In quegli anni i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, continuando il lavoro iniziato da Chinnici, istituiscono il maxiprocesso a Cosa nostra, riuscendo a far arrestare ed incarcerare centinaia di mafiosi, responsabili degli omicidi di Aparo, Francese, Giuliano, Terranova, Mattarella, Costa, La Torre, dalla Chiesa e Chinnici.
Nel 1992, grazie alla mediazione di Francesco, Arturo viene assunto come pianista ed assistente presso TV Palermo, nella trasmissione Bonsuar: Lo show dei palermitani, condotta dal conosciuto personaggio televisivo Jean Pierre. Durante il primo giorno di lavoro di Arturo, come ospite della trasmissione c'è Salvo Lima, parlamentare siciliano della DC e membro della corrente andreottiana, la cui assistente è proprio Flora, tornata dalla Svizzera. Arturo, vedendo Flora, si distrae mentre suona al pianoforte la sigla della trasmissione e commette diversi errori nell'esecuzione, venendo allontanato dal programma.
Flora parla con Lima esprimendo pareri positivi su Arturo, il quale viene quindi assunto come inviato speciale incaricato di realizzare servizi giornalistici sulla campagna elettorale della Democrazia Cristiana in Sicilia per le imminenti elezioni politiche. Arturo si reca nell'ufficio di Flora e vi incontra il vecchio compagno di scuola Fofò, che sta portando dei fiori a Flora. Arturo dice a Fofò che Flora è ritornata in Svizzera perché ha litigato con Lima e gli prende i fiori, con la scusa di metterli in un vaso per non farli appassire, per poi consegnarli a Flora fingendo di averli comprati lui, assieme a delle iris comprate effettivamente da lui, in memoria dei tempi della scuola.
Il boss Totò Riina si lamenta del fatto che Lima, nonostante sia stato aiutato dal punto di vista politico dai voti dei mafiosi, non si è adoperato per non farli arrestare, quindi decide di far uccidere prima Lima, poi Falcone e infine Borsellino.
Flora invita Arturo a casa sua per farsi aiutare a scrivere un discorso che Lima dovrà leggere. Non trovando un punto d'accordo i due litigano, con Flora che accusa Arturo di credersi meglio di lei e lo caccia via. Jean Pierre va a prendere Arturo in auto e gli comunica di avergli concesso un'ultima possibilità come pianista a Bonsuar: Lo show dei palermitani, avvertendolo che se farà altri errori lo licenzierà definitivamente. In quel momento Jean Pierre viene salutato con cordialità da due ragazzi in scooter, che un attimo dopo si dirigono verso l'auto con a bordo Lima e lo uccidono. Arturo viene nuovamente licenziato e si mette alla ricerca di un nuovo lavoro.
23 maggio 1992. Fofò sta guidando in autostrada nei pressi di Capaci quando all'improvviso sente una fortissima esplosione e la sua auto viene coperta da detriti di cemento e da un mucchio di polvere: i mafiosi hanno ucciso Falcone e la sua scorta, nascondendo una grande quantità di esplosivo sotto l'autostrada e facendolo detonare mentre transitava l'auto del giudice.
19 luglio 1992. Jean Pierre, mentre rientra nella sua abitazione in via D'Amelio a Palermo, sente una forte esplosione: i mafiosi hanno ucciso Borsellino, facendo esplodere un ordigno all'interno di un'auto parcheggiata sotto il palazzo nel quale il magistrato stava entrando per andare a trovare la madre.
Dopo tutti questi attentati i palermitani smettono di essere vittima di quel misto di omertà ed ignoranza che li caratterizzava in origine, acquistano consapevolezza di ciò che sta accadendo e dei problemi che la mafia da sempre crea e, durante il funerale di Borsellino e della sua scorta, scendono in strada a protestare, urlando di non volere più legami tra mafia e Stato. Alla protesta partecipano anche Arturo e Flora, che si riconciliano e si baciano.
Arturo e Flora, superati tutti i rancori, si sposano, e dalla loro unione nasce un bambino, che Arturo educa a riconoscere il male e a combatterlo ed a cui mostra i monumenti alle vittime della mafia, uomini coraggiosi caduti mentre facevano il loro dovere, molti dei quali incontrati di persona da Arturo nel corso della sua vita.
Il film finisce con un insieme di immagini di giornali con le foto e i nomi delle più famose vittime di mafia.
Nella nostra rassegna di film per la scuola, di argomento letterario, non può mancare "Il cattivo poeta", sulla vita di Gabriele D'Annunzio.
Credo siano in pochi ad essere immuni dal fascino del poeta-vate abruzzese, piaccia o non piaccia. Una vita avventurosa, orginale, sopra le righe: combattente, poeta, drammaturgo, romanziere, comandate, politico; e in più amante del lusso, delle donne, delle raffinatezze e ... della cocaina.
Il film può essere utile per presentare agli studenti questa figura, oppure per fargliela vivere, tramite il linguaggio del cinema, dopo averla studiata. Non tratta tutta la vita di D'Annunzio, dall'infanzia alla morte, ma la narrazione inizia a partire dal 1936, due anni prima della morte del poeta. In modo particolare, tra i tanti aspetti affrontati, si concentra sul suo rapporto con Mussolini, da cui era amato, ma soprattutto temuto (e quindi spiato).
La trama in breve: Nel 1936 il giovane Giovanni Comini è stato appena promosso federale, grazie al suo mentore, Achille Starace, segretario del Partito Fascista e numero due del regime. Comini viene convocato a Roma per una missione delicata: dovrà sorvegliare Gabriele d'Annunzio e metterlo nella condizione di non nuocere. Il Vate, il poeta nazionale, negli ultimi tempi appare contrariato, e Mussolini teme possa danneggiare la sua imminente alleanza con la Germania di Hitler.
In ambito scolastico si tratta di un film dagli utili spunti educativi: anzitutto vale la pena proiettarlo in classe in occasione della festa della Donna, che ricorre l'otto marzo.
Margherita Hack, difatti, è una donna che ha avuto il coraggio, in pieno Ventannio fascista, di vivere a modo suo, di manifestare come preferiva la sua femminilità, le sue passioni, i suoi talenti, persino la sua scelta di ateismo radicale.
In altre parole, è stata una donna antesignana del modello femminile emancipato dei nostri giorni: amava vestirsi come più le piaceva, mangiare quello che voleva, studiare quello che la appassionava.
In più - ed è il secondo messaggio educatico - la storia di Margherita è la storia di una passione che diventa progetto: le stelle, il cosmo, l'universo indirizzano la giovane astrofisica verso scelte mirate che la porteranno ad essere la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico.
E dunque: emancipazione femminile - con tutte le riflessioni possibili sul ruolo della donna oggi - e progetto di vita, nell'ambito dell'orientamento e delle scelte a cui gli studenti si trovano di fronte: sono le ragioni per cui vale la pena proiettarlo in classe e rifletterci su.
In questi giorni un fatto di cronaca ha commosso e interrogato le coscienze, non solo di noi italiani: la morte di circa sessanta migranti al largo della Calabria.
Molti sono stati salvati, ma moltissimi altri non ce l'hanno fatta e le immagini delle file di bare che i media trasmettono in questi giorni, dove riposano anche bambini e persino neonati, dà contezza della tragedia umana e sociale che abbiamo sotto gli occhi.
Neppure il mondo della scuola può restare indifferente di fronte ad un tale scempio: è bene affrontare il discorso in classe, rifletterci e scriverci su, confrontarsi. Una scuola chiusa all'attualità, del resto, perde la sua missione educativa perché rinuncia a fornire chiavi di lettura sul mondo.
Anche in questo caso IL CINEMA ci può aiutare.
Propongo infatti un bellissimo film, che definirei eloquente, sull'argomento, che consiglio di far vedere nelle scuole a partire dalle classi della secondaria di I grado. Si tratta di "IL CAMMINO DELLA SPERANZA" di Pietro Germi con, tra gli interpreti, Raf Vallone, Elena Varzi, Saro Urzì.
Il film, del 1950, è in bianco e nero, ma questo è un valore aggiunto: aiuta gli studenti nella periodizzazione, li educa ad un cinema meno spettacolare di quello a cui sono abituati, descrive un'Italia che, in genere, nessuno di loro ha mai visto.
Si tratta della storia di un gruppo di poveri minatori siciliani che, all'indomani della chiusura della loro miniera, decide di emigrare in Francia. Aspirazioni, bisogni, gelosie, raggiri, amarezze: il loro viaggio verso un futuro migliore è pieno di ostacoli e durezze.
Le riflessioni, le attività didattiche, gli spunti per l'apprendimento sono molteplici e li lasciamo alla creatività dei docenti.
Per la Giornata internazionale della matematica, prevista il 14 marzo, proponiamo un film molto bello proprio sulla matematica e non solo: "L'uomo che vide l'infinito"
Nel 1913, Ramanujan (Dev Patel), genio indiano della matematica del tutto autodidatta, visitò il Trinity College di Cambridge dove, con la complicità del suo eccentrico mentore, il professore G.H. Hardy (Jeremy Irons), divenne pioniere di teorie matematiche in lotta contro i pregiudizi del suo tempo.
La storia vera di un'amicizia che ha cambiato per sempre il mondo della matematica.
Il film è disponibile sulla piattaforma Prime Video.
Venerdì 27 gennaio, alle ore 20.00, in occasione del Giorno della Memoria, verrà trasmesso su Rai Scuola il film “Edith”, un progetto cinematografico realizzato con la partecipazione delle studentesse e degli studenti di una classe del Liceo Coreutico Statale “Tito Livio” di Milano.
Ispirato a una vicenda realmente accaduta, il film, ambientato nel 1944, narra di una giovane ragazza ungherese, sfuggita alla drammatica sorte che ha accomunato milioni di internati nei campi di concentramento nazisti, grazie alla sua passione per la danza e alla fede in un mondo migliore.
Sulle colonne di questo blog verrà riportato il link non appena sarà disponibile su RaiPlay.
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Se ti interessano materiali didattici sul Giorno della Memoria, per tutti gli ordini e gradi di scuola,
Proponiamo un altro film sul tema della disabilità, che racconta la storia di Antonio Maglio, il medico e attivista diventato famoso per aver promosso i Giochi paraolimpici, la cui prima edizione si tenne a Roma nel 1960.
Anni '50. In un'epoca storica in cui avere una menomazione significava perdere lavoro e ruolo sociale, Antonio Maglio, medico e dirigente dell'INAIL, crede profondamente nel fatto che lo sport possa essere un potente ed essenziale strumento riabilitativo. La sua idea è rivoluzionaria: affiancare alle Olimpiadi del 1960 un torneo internazionale che faccia uscire finalmente dall'ombra le persone disabili, mostrando al mondo le loro capacità.
Proponiamo un altro film molto bello e significativo che ha a tema la disabilità.
Manuel è un giovane nuotatore che sembra ad un passo dalla realizzazione dei suoi sogni: ha il tempo giusto per partecipare alle Olimpiadi, si sta innamorando di Martina e ha una famiglia che gli sta accanto e lo sostiene. Ma in un istante la sua vita cambia improvvisamente: due colpi di pistola gli provocano una lesione midollare che lo costringe a non poter usare più le gambe. Ma Manuel non si sente sconfitto, raccoglie tutta la sua forza e prova a reagire, a "rinascere". Tratto dall'omonimo libro scritto da Manuel Bortuzzo.
Non è facile trovare film gratuiti dedicati alla violenza sulle donne, eppure sono riuscito a scovarne alcuni in giro per il web di ottima qualità cinematografica. Aprono questa raccolta anche due cartoni animati per bambini, perché anche con loro - già da loro! - si può affrontare questo importantissimo tema. Seguono poi documenti, testimonianze e mini documentari a tema. Spero che queste risorse vi siano utili per l'attività didattica.
Buon lavoro e buona riflessione!
Per i più piccoli:
MANI ROSSE Ernesto è un ragazzino intelligente, ma anche iper-protetto e solo. Un giorno scopre dei meravigliosi murales rossi, realizzati da una misteriosa ragazza di nome Luna. Lei ha il potere di emettere dalle mani un vivido colore rosso, con cui esprime il suo talento. Ma dietro questo dono c'è una dolorosa realtà: il padre di Luna, Furio, è un uomo violento. Ernesto dovrà tirare fuori tutto il suo coraggio per salvare la vita a quella strana ragazzina di cui si è innamorato
ZOG E I MEDICI VOLANTI La principessa Sabrina e Ubaldo il Gagliardo sono i famosi medici volanti che in sella al fido Zog, drago pasticcione, girano il mondo per curare chi ha bisogno. Un giorno, però, mentre si reca in visita allo zio Re, Sabrina viene fatta prigioniera e costretta a dedicarsi solo al ricamo. Questo fino a quando il prepotente parente, dopo essersi ammalato, necessiterà dell'aiuto della nipote...
Per i più grandi:
L'AMORE RUBATO Le storie di 5 donne diverse tra loro, per età ed estrazione sociale, ma accomunate dall'esperienza di un amore violento, morboso, che fa male. Storie ispirate a reali fatti di cronaca, che affondano nel quotidiano e che s'intrecciano per dare vita ad un unico grande affresco
MAI PER AMORE Quattro film per quattro storie dedicate al tema della violenza sulle donne.
WATER - IL CORAGGIO DI AMARE È ambientato nel 1938, la protagonista è una sposa bambina di 8 anni e racconta la vita emarginata a cui devono attenersi le vedove relegate in un ashram di Varanasi, in India.
LANTERNE ROSSE Sulla vita matrimoniale nella Cine degli anni Venti. Un ricco cinese si sposa per la quarta volta. Tutte le mogli vivono nell'immensa dimora. La vita matrimoniale è scandita dalle lanterne rosse, che vengono accese davanti alla stanza della prescelta per la notte. Si innescano così gelosie e competizioni, anche mortali.
Mini documentari, testimonianze, documenti
- La violenza sulle donne, una storia millenaria E' in occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, ogni 25 novembre, che si riaccende il dibattito sulle lotte che le donne hanno fatto nei secoli scorsi e che ancora fanno per raggiungere il pieno riconoscimento dei loro diritti e la parità con l'uomo. Questo documento, realizzato da Raiplay, ripercorre il lungo e difficile cammino che ha portato la donna di oggi ad affermarsi come essere umano autonomo e autosufficiente, ad ottenere il diritto di voto e di avere un lavoro che le garantisca l'indipendenza economica e psicologica dal mondo maschile dei padri prima e dei mariti con il matrimonio.
- Parlamento Europeo e violenza sulle donne Metis Di Meo per il programma Uno Mattina , intervista l'avvocatessa nigeriana per i diritti umani Hauwa Ibrahim, Premio Sakharov del Parlamento Europeo nel 2005 e Livia Zoli, di ActionAid Italia in occasione di un incontro sull'emancipazione femminile promosso dal Parlamento Europeo e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2018.
- Processo per stupro In "Processo per stupro" (1979), il primo processo ripreso dal vivo dalle telecamere Rai, nel tribunale di Latina
- Sì, questo è un uomo I dati sulla violenza contro le donne in Italia rappresentano una realtà allarmante. Ogni tre giorni viene commesso un femminicidio. Non si tratta di numeri ma di persone, di paure, di sofferenze, di vite umiliate e spezzate dalle barbarie di "uomini".
- Il mio nome è donna Ci sono temi di grande attualità che hanno radici antiche. Al centro dello Speciale di Rai Scuola Il mio nome è donna c’è l’esperienza fatta dai ragazzi dell’ITIS Torricelli di Sant’Agata di Militello: hanno tracciato un percorso di conoscenza e analisi che li ha portati a raggiungere una maggiore consapevolezza del ruolo della donna nella società, ponendo grande attenzione alla barbarie della violenza di genere e alla non ancora raggiunta parità fra i sessi.
- Luigi Zoja: le origini della violenza maschile Lo psicoanalista Luigi Zoja affronta le origini storiche e mitologiche della violenza maschile sulla donna partendo dall'archetipo dei centauri, agli stupri di guerra, dai branchi metropolitani fino all'esplosione dei femminicidi.
Un altro film da aggiungere alla nostra raccolta, che ne conta ormai centinaia: la Squadra di Marco. La storia è attualissima: è quella di un adolescente rincitrullito da social e virtualità, annoiato da tutto il resto, chiuso nel suo guscio e dato in pasto alle lusinghe del metaverso.
Marco, il protagonista, dodicenne di oggi, vive attaccato alla televisione e gioca troppe ore con i videogames. Il nonno italiano, rimasto vedovo ma ancora pieno di vita, lo costringe a uscire di casa e lo porta al parco dove, assieme a un gruppo di amici, gli insegna a giocare a bocce. Il ragazzo all'inizio non ne ha nessuna voglia, ma poi si appassiona al gioco e, quando il nonno gli confisca tutti i suoi attrezzi tecnologici e lo sfida in una gara, il nipote forma una squadra di bocce con i compagni di scuola, imparando anche a socializzare.
Nell'ambito della rassegna, ormai frequente, di film per la scuola, è il caso di segnalarne uno bellissimo, che sulle principali piattaforme che si occupano di cinema ha il 96% di gradimento.
Si tratta di Gifted Hands - Il dono, che possiamo senza dubbio consigliare per la scuola secondaria di I e II grado.
È la storia vera di Benjamin Carson, neuro chirurgo di colore ancora vivente, che divenne famoso in tutto il mondo per la sua straordinaria capacità operativa e per i suoi interventi di successo al limite del miracoloso.
Ciò che rendere questo film interessante per il mondo della scuola, e assolutamente consigliato, è la vicenda biografica che, in un lungo flashback, illustra la vita dello studente Benjamin: viene ripercorsa la sua carriera scolastica, fatta di insuccessi dovuti inizialmente ai suoi problemi di vista, di cui la madre si accorge prontamente, ma anche ad attriti con i compagni, difficoltà nella gestione della rabbia, momenti di profonda sfiducia in se stesso.
La madre, appunto, è una figura chiave nella biografia del futuro chirurgo: donna sola, con tutte le difficoltà nel tirare su due figli, e semi analfabeta. Vive momenti di difficoltà economica e di depressione, ma non molla da quella che ritiene una missione prioritaria: dare ai figli una istruzione adeguata, mezzo necessario per l'emancipazione personale all'interno di una società difficile, soprattutto per i neri.
Benjamin progressivamente, con gli stimoli della madre - che arriverà ad obbligare lui e il fratello a leggere e riassumere due libri a settimana - si appassiona alla musica classica, alla mineralogia, alla chimica; legge e studia voracemente, intervallando fasi di successo ad altre di maggiori difficoltà e abbattimento.
Benjamin diventerà un formidabile chirurgo famoso in tutto il mondo, consacrato poi alla storia della medicina quando, con una equipe di 70 persone da lui perfettamente coordinata, riesce a separare due gemelli siamesi salvandoli entrambi.
Film commovente e consigliatissimo per la scuola, su cui si può davvero lavorare. Si trova sulla piattaforma Netflix
Partiamo dalla fine di questa storia straordinaria: una fondazione bancaria brasiliana finanzia la realizzazione di un film, nell'ambito di un più ampio progetto di sensibilizzazione alla lettura, dal titolo Busca do filho/Leia para uma criança. Il trailer lo trovate in fondo a questo articolo.
Si tratta della vicenda, sicuramene insolita e commovente, che riguarda il piccolo Thompson Vitor, bambino nato in un piccolo centro di una insignificante provincia brasiliana da una modestissima famiglia: il padre si guadagna da vivere vendendo panini, la madre commerciando quel che può, come può, in articoli da robivecchi.
Sono quei casi in cui la vita ti presenta subito il conto, prima ancora del servizio: una vita già in salita sulla strada dell'emancipazione.
Per Thompson, infatti, studiare è difficile, perché la frequenza a scuola, i materiali didattici, i libri, hanno un costo che i genitori non possono reggere. Eppure c'è una risorsa che lavora in silenzio, un cuore caldo che batte e che si fa largo tra le difficoltà di una tale condizione, ed è una donna (la cosa non ci sorprende): parliamo di Rosangela, la madre del ragazzo.
Rosangela inizia una paziente ricerca di libri tra la spazzatura, nei cassonetti, nelle discariche; insomma, seleziona libri, spesso malconci, che altri hanno buttato. La notte, spesso, cerca di rabberciarli come può, pulendone le pagine o incollandole alla meno peggio. Questa tenacia la porta, giorno dopo giorno, a mettere su una vera e propria biblioteca.
All'inizio è lei a leggere per il piccolo, che ascolta la voce della madre venir fuori da un misterioso filo invisibile che la collega a quelle pagine pieni di segni, colori, simboli. Poi il testimone passa in mano a Thompson, che diventa un vorace lettore. Da qui la svolta. Il bambino cresce imparando e facendo passi da gigante; riesce ad iscriversi alla scuola superiore con la borsa di studio concessa da una fondazione che si ispira al filosofo spiritualista Faria Brito.
La storia di Thompson Vitor resta pressoché sconosciuta fino al 2019, quando il giovane fa le valigie alla volta degli Stati Uniti: la destinazione è l’Università di Rochester, dove ora è ricercatore di chimica.
Questa è una storia vera, che assurge ad esempio di riscatto, di tenacia, di sacrifici. Ed è proprio il caso di dirlo: è una storia in cui i libri, anche se riesumati dall'immondizia, ti salvano la vita.
Ci auguriamo che il film prodotto su questa storia straordinaria sia presto disponibile in Italia.
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