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giovedì 27 febbraio 2020

Scuola e Coronavirus, che fare? Finalmente On Line le FAQ del MIUR


La situazione riguardo il Coronavirus sembra si stia lentamente normalizzando e anche per questo intento sono state pubblicate le FAQ del MIUR relativamente all'emergenza: in una apposita pagina si trova tutto ciò che c'è da sapere per fare chiarezza e sciogliere i dubbi. 
La pagina è suddivisa in 3 sezioni: "domande e risposte", "atti e norme" e "link utili".

Riportiamo direttamente dal sito:

In questa pagina vengono raccolte le informazioni utili per le Istituzioni scolastiche, le Università, le Istituzioni dell'Alta formazione Artistica, Musicale e Coreutica sul Coronavirus.
Si ricorda che per le informazioni di carattere strettamente sanitario è necessario comunque fare riferimento alla pagina ufficiale attivata dal Ministero della Salute o contattare il numero unico 1500.

mercoledì 26 febbraio 2020

La Scuola al tempo del coronavirus: la lettera di un preside ai suoi alunni


Risultato immagini per Scuola Croronavirus
Di seguito il testo del DS Domenico Squillace, del "Volta" di Milano, che ha scritto una bella lettera, pacata e realistica, agli studenti della sua scuola.

E' il preside dell'Istituto che sorge al centro di quello che era il lazzaretto di Milano.

“Cari ragazzi, niente di nuovo sotto il sole, mi verrebbe da dire, eppure la scuola chiusa mi impone di parlare.

Quello che voglio però dirvi è di mantenere il sangue freddo, di non lasciarvi trascinare dal delirio collettivo, di continuare – con le dovute precauzioni – a fare una vita normale.
Approfittate di queste giornate per fare delle passeggiate, per leggere un buon libro, non c’è alcun motivo – se state bene – di restare chiusi in casa.
 Non c’è alcun motivo per prendere d’assalto i supermercati e le farmacie, le mascherine lasciatele a chi è malato, servono solo a loro.
La velocità con cui una malattia può spostarsi da un capo all’altro del mondo è figlia del nostro tempo, non esistono muri che le possano fermare, secoli fa si spostavano ugualmente, solo un po’ più lentamente”, prosegue il dirigente scolastico.
E qui il messaggio: “Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e forse ancor più Boccaccio, è l’avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani, l’imbarbarimento del vivere civile.
 L’istinto atavico quando ci si sente minacciati da un nemico invisibile è quello di vederlo ovunque,
il pericolo è quello di guardare ad ogni nostro simile come ad una minaccia, come ad un potenziale aggressore.
Rispetto alle epidemie del XIV e del XVII secolo noi abbiamo dalla nostra parte la medicina moderna, non è poco credetemi, i suoi progressi, le sue certezze, usiamo il pensiero razionale di cui è figlia per preservare  il bene più prezioso che possediamo, il nostro tessuto sociale, la nostra umanità.

 Se non riusciremo a farlo la peste avrà vinto davvero. Vi aspetto presto a scuola“.

La ferita dei non amati, di Alberto Pellai - Educare Narrando


Risultato immagini per sofferenze d'amore

Di Alberto Pellai, tratto dalla sua pagina Facebook:

LA FERITA DEI NON AMATI

Le relazioni in cui dovremmo sperimentare il massimo dell’amore, sono a volte quelle che ci fanno toccare l’abisso del dolore più cupo. Non è solo il non sentirsi amati, ciò che ci uccide. E’ non comprenderne il motivo, per cui ciò succede.
Diamo il meglio di noi, elemosinando gocce d’amore, invece ci troviamo soffocati nelle sabbie mobili dell’indifferenza. Del maltrattamento. Della negligenza attiva, che decide di ritrarre l’amore proprio nel territorio in cui esso dovrebbe sovrabbondare. Si resta lì, frantumati, scomposti, dislocati. Si rincorre l’amore con una fame che ci obbliga a ingoiare qualsiasi cosa, pur di provare a sentire una sensazione di sazietà. Ma non si è mai sazi. Perché quasi sempre ci si sente soltanto riempiti. Da qualcosa che è diverso dall’amore che ci saremmo meritati.
Questo è terribile quando succede in una storia d’amore che si vive da adulti. Ma diventa tragico, quando quel “non amore” lo vivi sulla tua pelle, da bambino. Ovvero quando chi ti dovrebbe nutrire di protezione e sicurezza, ti affama per via della propria irresponsabilità affettiva.
Non finisce la vita, quando la inizi così. Però rimetterla sulla strada maestra, quella in cui impari a cercare l’amore che ti è stato negato e non ti accontenti delle sue imitazioni, è una fatica che quasi ti uccide. E in qualche modo è proprio così che devi fare: uccidere ciò che sei stato, per rinascere nuovo a te stesso.
Alberto Pellai

Se conosci qualcuno che ha una ferita di "non amore", confortalo/a condividendo questo testo. Che dovrebbe essere particolarmente utile a chi, nella prima parte della sua vita, si è trovato intrappolato in relazioni famigliari faticose.
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martedì 25 febbraio 2020

Cari alunni, a scuola lavatevi le mani con il sapone che non c'è

Risultato immagini per lavarsi le mani a scuola
Quando raccomandano a tutti, soprattutto in luoghi affollati, di lavare continuamente le mani con un qualsiasi sapone, ad una collega viene in mente che, udite udite, nelle nostre scuole il sapone non c'è!
Sarebbe interessante, difatti, capire in quante scuole, di ogni ordine e grado, è disponibile nel bagno degli alunni del semplice sapone con cui lavarsi. E da qui credo possa partire, anche grazie a questa funesta circostanza, una riflessione sullo stato in cui versano molti dei nostri istituti scolastici. Anche chi scrive, sollecitato dal post della collega (che riporto in basso), ha fatto mente locale. E no, del sapone nelle scuole spesso proprio non c'è traccia.


Voi che esperienza avete a riguardo?


Non tutti i mali vengono per nuocere. Da tutta questa bruttissima storia, il mondo intero finalmente saprà che nei bagni degli alunni non c'è traccia di sapone...e altro materiale, come dire, necessario.

 Insegno da 20 anni e in nessuna scuola, di nessuna delle città in cui sono stata in questi 20 anni con cambi di governo di tutti i colori, i bambini e i ragazzi hanno avuto la possibilità di lavarsi le mani con il sapone. 
Però, quando per ragioni di lavoro sono stata in Alto Adige (che evidentemente non è il nord Italia) ho visto la civiltà: erogatore di sapone, asciugatori e porte dei bagni con maniglie. Un altro Paese?
Un altro Paese è possibile costruirlo anche su questo.


Ps: il sapone non manca da due anni, le responsabilità sono un po' più antiche

Carmen Tarantino

Coronavirus, tutte le informazioni (VERE) sulla scuola in una pagina aggiornata

Risultato immagini per coronavirus e scuola
Gli sciacalli non perdono l'occasione per lucrare, gli integerrimi autori di fake per far girare notizie false. L'ultima, con tanto di link al Ministero dell'Interno, è sulla chiusura totale delle scuole d'Italia, quando è ancora in corso la riunione del premier Conte con le Regioni.
Ieri, ancora, si diffondeva la notizia della chiusura di tutte le scuole nella regione Lazio, poi smentita in serata da Zingaretti.


In questo clima difficile, di notizie che rimbalzano e della corsa al sensazionalismo, crediamo di fare cosa utile segnalando una pagina del Corriere della Sera che intende proprio mettere ordine in questo marasma e fornire in modo serio, puntuale e aggiornato le notizie che riguardano la scuola. 

lunedì 24 febbraio 2020

Come prepararsi al TFA sostegno V ciclo, i consigli di Dario Ianes


Risultato immagini per TFA SOSTEGNO
E' stato autorizzato dal Ministro il V ciclo del TFA sostegno.
I test preliminari si terranno nei giorni seguenti:
  • 2 aprile (mattina) per la scuola dell’infanzia
  • 2 aprile (pomeriggio) per la scuola primaria
  • 3 aprile (mattina) per la scuola secondaria di I grado
  • 3 aprile (pomeriggio) per la scuola secondaria di II grado.

A questo proposito Dario Ianes, uno dei massimi esperti di Inclusione in Italia, dà a tutti i candidati utili consigli su come prepararsi.

IL VIDEO LO TROVI QUI (oppure in basso)

Per approfondire rimandiamo alla pagina a tema dell'Editore Erickson con, in più, consigli bibliografici per prepararsi: VAI ALLA PAGINA ERICKSON


domenica 23 febbraio 2020

MIUR. Coronavirus, comunicazione alle scuole sui viaggi di istruzione


Riportiamo dal sito ufficiale del MIUR:

Il Consiglio dei Ministri, nella serata di sabato 22 febbraio, ha definito apposite misure per evitare la diffusione del Covid – 19 e ulteriori misure di contenimento. Fra le decisioni adottate, anche quelle relative alla sospensione delle uscite didattiche e dei viaggi di istruzione delle scuole, in Italia e all’estero.

Il Ministero dell’Istruzione informa che, in attesa dell’adozione formale dell’ordinanza prevista dal decreto approvato in Consiglio dei Ministri, per motivi precauzionali, i viaggi di istruzione vanno comunque sospesi a partire già da oggi domenica 23 febbraio 2020. Si ringraziano le scuole e i dirigenti scolastici per la collaborazione

sabato 22 febbraio 2020

"No more tears", un cortometraggio contro la violenza alle donne realizzato dalla 5C del "Liceo Scientifico Luca Giordano"


Risultato immagini per non più lacrime
Riportiamo di seguito un bel cortometraggio che sensibilizza al tema importante della violenza contro le donne. Ne consigliamo la visione in classe pur non essendo stato realizzato da professionisti (e questo può essere un valore aggiunto). "No more tears" (Non più lacrime), difatti, è un cortometraggio realizzato dalla 5C del "Liceo Scientifico Luca Giordano" di Trentola Ducenta (a.s 2013/14),prodotto da Domenico Truosolo con la regia di Luciano Grimaldi. Cast: Fabiana Paolella,Agostino De Angelis,Angela De Mattia,Michele Vettone.
Trucco e Parrucco: Nicoletta Pagano e Iolanda Vassallo Musiche: Aria (G.Allevi), Lady Oscar (assolo di Coski), My Immortal (Evanascence), No More Drama (Mary J. Blige).

Oppure guardalo qui in basso:

venerdì 21 febbraio 2020

“Skull breaker challenge”, stiamo attenti ai nostri alunnni: le raccomandazioni della Polizia di Stato



La Polizia di Stato interviene sulla nuova moda, pericolosa e talvolta letale, dei giovani: “la sfida al cranio”.

Si chiama skull breaker challenge la sfida che sta diventando virale tra gli adolescenti nel mondo social. 
Si tratta di coinvolgere un compagno di scuola o un amico inconsapevoli, in un salto sul posto; al fianco due complici che fanno finta di saltare ma che, al salto del loro amico, lo sgambettano facendolo cadere a terra, sulla schiena. Il tutto viene filmato da un terzo complice con il telefonino.

Non si tratta ovviamente né di un gioco né di una prova di abilità. I rischi sono moltissimi: lesioni agli arti, alla testa e alla colonna vertebrale. E ovviamente anche una denuncia all’autorità giudiziaria per le lesioni causate. 

È importante parlarne in famiglia, segnalando i potenziali rischi, anche penali, e facendo comprendere ai più giovani la gravità dell’emulazione e dell’accettazione di sfide che di divertente non hanno nulla. 

Se i vostri figli ricevono da coetanei video riguardanti la sfida segnalateli al portale della Polizia Postale www.commissariatodips.it

giovedì 20 febbraio 2020

Flipper di Carnevale, un bellissimo gioco da realizzare a mano


Riportiamo un bellissimo gioco da realizzare manualmente che abbiamo scovato in giro per il web.
Si tratta di un graziosissimo lavoretto, interamente realizzato a mano, a partire da una scatola di cartone, con semplice materiale necessario, quale avanzi di gomma eva e di feltro, proposto sul sito http://bricomaghi.blogspot.com/

Vai al lavoretto: 
http://bricomaghi.blogspot.com/2020/02/flipper-di-carnevale-il-naso-del-clown.html

lunedì 17 febbraio 2020

MIUR. Nontiscordardimè-Operazione scuole pulite 13-14 marzo 2020. Iniziativa Legambiente


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Riportiamo dal sito ufficiale del MIUR:


Storica campagna di Legambiente per la qualità, la cura, la sostenibilità e la vivibilità degli spazi scolastici, che viene organizzata a ridosso della primavera.

Nontiscordardimè-Operazione scuole pulite, è  la storica campagna di Legambiente per la qualità, la cura, la sostenibilità e la vivibilità degli spazi scolastici, che viene organizzata a ridosso della primavera, quest'anno i giorni interessati sono il 13 e 14 marzo 2020.
Nontiscordardimé-Operazione scuole pulite coinvolge ogni anno più di 600 mila volontari, fra genitori, docenti, studenti e cittadini, che con la loro azione di cittadinanza attiva contribuiscono alla grande sfida ambientale, che sempre più, come ci chiedono le giovani generazioni, si deve articolare nella lotta ai cambiamenti climatici.
Un impegno che viene sostenuto anche con la giornata di Nontiscordardimè attraverso un gesto concreto per il clima. 
Ripulire le pareti delle aule con vernici non tossiche, piantare nuovi alberi in giardino, eliminare l'uso delle plastiche o realizzare particolari accortezze per il risparmio energetico, possono essere dei veri e propri cantieri di cura e sostenibilità, promossi e valorizzati nel portale di Legambiente changeclimatechange.it che raccoglie tutte le azioni promosse sui territori da scuole, associazioni e cittadini per dire no ai cambiamenti climatici.
Viene chiesto di inviare una foto rappresentativa della giornata in cui è evidente la scritta #changeclimatechange - stiamo lavorando per il pianeta, al seguente indirizzo email: scuola.formazione@legambiente.it.
Inoltre, l’esperienza dei “cantieri per il clima”, che saranno realizzati per questa giornata, potrà essere accompagnata da un impegno più continuativo e significativo della scuola, divenendo Scuola Sostenibile SOS Clima di Legambiente e sottoscrivendo il Patto per il clima che renderà impegnati nell'assumere stili di vita più sostenibili a scuola.
Per saperne di più su come aderire alla campagna, a Scuola sostenibile e a tutte le proposte didattiche, potete visitare il sito www.legambientescuolaformazione.it, chiamare lo 06.86268350 oppure mandare una mail a scuola.formazione@legambiente.it.
A supporto dell’organizzazione della giornata o del percorso che potrà essere adottato per tutto l’anno scolastico, come sempre, ci sarà un manuale contenente il vademecum della campagna e alcuni spunti e idee per rendere le giornate di volontariato un momento significativo di un percorso di cura e attenzione agli spazi scolastici che permanga nel tempo.
Buon lavoro a tutti!

Geografia: quaderno e schede sulle regioni d'Italia da stampare, assemblare, colorare

Risultato immagini per REGIONI D'ITALIA

Nei due link in basso riportiamo materiali utili per insegnare le regioni italiane nella scuola primaria e nella secondaria di I grado (si spera che nella secondaria di II grado non ve ne sia più bisogno).
Al primo dei due link si scarica una scheda bianca che lo studente dovrà riempire, disegnando la regione e inserendo i principali dati socio-economici della stessa.
La scheda è elaborata dall'ottimo sito Bianco Sul Nero:

SCHEDA REGIONI D'ITALIA

Al secondo link, invece, c'è un fascicolo semi compilato con tutte le regioni italiane da scaricare. Mancano i dati fisici di ogni regione da inserire nelle carte mute.


FASCICOLO REGIONI D'ITALIA

domenica 16 febbraio 2020

Ci sono cose da dire ai nostri figli ...



Prendiamo questa bellissima riflessione dal web e la riproponiamo qui, perché è bella, perché fa pensare. Grazie a Cinzia Pennati

𝐶𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑠𝑒 𝑑𝑎 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖. 𝐶𝑜𝑚𝑒 𝑎𝑑 𝑒𝑠𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑓𝑎𝑙𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒́ 𝑢𝑛𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀.
𝑆𝑖 𝑟𝑖𝑐𝑎𝑑𝑒 𝑒 𝑐𝑖 𝑠𝑖 𝑟𝑖𝑎𝑙𝑧𝑎. 𝐷𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑠’𝑖𝑚𝑝𝑎𝑟𝑎. 𝑁𝑜𝑛 𝑑𝑎 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑚𝑎𝑠𝑐ℎ𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑔𝑜𝑛𝑜, 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑓𝑒𝑚𝑚𝑖𝑛𝑢𝑐𝑐𝑒. 𝐴𝑙𝑙𝑒 𝑓𝑒𝑚𝑚𝑖𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑔𝑖𝑜𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑜𝑡𝑡𝑎 𝑜 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑏𝑜𝑐𝑐𝑎𝑐𝑐𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑚𝑎𝑠𝑐ℎ𝑖𝑎𝑐𝑐𝑖.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑖𝑎 𝑒̀ 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑏𝑢𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑠é. 𝐶ℎ𝑒 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑠𝑝𝑎𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜𝑠𝑖, 𝑒 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑟𝑒𝑜𝑐𝑐𝑢𝑝𝑎𝑟𝑠𝑖.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑚𝑜𝑟𝑖𝑟𝑒, 𝑚𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑎.
𝐴𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑑𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑎𝑡𝑟𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎. 𝐶ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖 𝑠𝑖̀, 𝑒 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖 𝑛𝑜. 𝐸 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑒.
𝐶ℎ𝑒 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑎 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒, 𝑒 𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎. 𝐸 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑠𝑖 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟𝑎.
𝐴𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑚𝑎𝑠𝑐ℎ𝑖 𝑑𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑃𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖 𝑎𝑧𝑧𝑢𝑟𝑟𝑖 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑒𝑣𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑎𝑙𝑣𝑎𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑜. 𝐴𝑙𝑙𝑒 𝑓𝑒𝑚𝑚𝑖𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑠𝑎𝑙𝑣𝑎, 𝑠𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑒. 𝐴𝑙𝑡𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑙𝑒 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑒𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑎 𝑚𝑜𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑢𝑜𝑚𝑖𝑛𝑖 𝑎𝑑 𝑢𝑐𝑐𝑖𝑑𝑒𝑟𝑒.
𝐴𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑑𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑐’𝑒̀ 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑓𝑖𝑛𝑜 𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑠𝑐𝑒, 𝑒 𝑐𝑒 𝑛𝑒 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑟𝑔𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑡𝑟𝑜𝑝𝑝𝑜 𝑡𝑎𝑟𝑑𝑖.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑐𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑛é 𝑣𝑖𝑛𝑡𝑖 𝑛é 𝑠𝑐𝑜𝑛𝑓𝑖𝑡𝑡𝑖, 𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑙𝑜𝑡𝑡𝑎.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑒𝑟𝑖𝑎 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑒𝑑 𝑒̀ 𝑑𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑜𝑔𝑛𝑢𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑖. 𝐷𝑜𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑟𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖𝑟𝑙𝑎.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑠𝑖𝑐𝑢𝑟𝑜. 𝐴𝑙𝑐𝑢𝑛𝑖 𝑓𝑎𝑟𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑟𝑖𝑒𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑢𝑐𝑒.
𝐶ℎ𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑛𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒. 𝑃𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑛𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒.
𝐶ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑚𝑎𝑙𝑒. 𝐿𝑎 𝑠𝑜𝑓𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐𝑖 𝑠𝑝𝑖𝑛𝑔𝑒 𝑖𝑛 𝑎𝑣𝑎𝑛𝑡𝑖. 𝐸 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑜 𝑝𝑜𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎.
𝐷𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑢𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑒 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖 𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜. 𝐴𝑛𝑧𝑖, 𝑓𝑜𝑟𝑠𝑒, 𝑙𝑜 𝑠𝑎𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑢̀.
𝐶ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎 𝑠𝑒 𝑖 𝑑𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑛𝑜, 𝑚𝑎 𝑙’𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑒̀ 𝑑𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑎𝑟𝑒. 𝐹𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑒.
𝐵𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑎 𝑑𝑖𝑟 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑠𝑝𝑜𝑠𝑒𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑓𝑎𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖, 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖 𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜.
𝐶ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜 ℎ𝑎 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑙𝑢𝑜𝑔𝑜 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒.
𝐶ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑣𝑒𝑟𝑡𝑎̀ 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑒 𝑑𝑜𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑓𝑎𝑟𝑐𝑒𝑛𝑒 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜.
𝐶ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜𝑛𝑜. 𝑀𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖.
𝐶ℎ𝑒 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑜𝑛𝑜. 𝐸 𝑠𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑐𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜, 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒.
𝐴𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑑𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑛𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜. 𝑀𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜. 𝐷𝑜𝑣𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑙𝑖 𝑣𝑒𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑝𝑖𝑢̀.
𝐸 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑖 𝑠𝑎𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑞𝑢𝑖. 𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜𝑛𝑜 𝑡𝑜𝑟𝑛𝑎𝑟𝑒.

A cura di Cinzia Pennati di Sosdonne

giovedì 13 febbraio 2020

IL DETTATO A BIVI: insegnare in modo più piacevole e creativo a scrivere correttamente

Risultato immagini per dettato a bivi
Il classico dettato, in barba ai detrattori, resta un valido strumento didattico per esercitarsi nella scrittura, nella cura della grafia e dell'ortografia.

 Eppure non possiamo negare che sia spesso un lavoro noioso e meccanico, che può demotivare soprattutto gli alunni più bravi.

Il dettato a bivi è una valida alternativa al dettato tradizionale che ha anche un valore aggiunto: oltre ai benefici già detti, influisce sulla comprensione del testo, perché la storia si costruisce insieme agli alunni, che diversamente ne "subiscono" una già confezionata. 
Nel dettato a bivi, insomma, gli alunni devono pensare, immaginare, proporre, scegliere.

Per saperne di più rimandiamo all'utile pagina di TRAINING COGNITIVO.
E' possibile anche scaricare gratuitamente 3 esempi di dettato a bivi al link in basso, tratto sempre dalla pagina training cognitivo:






martedì 11 febbraio 2020

Ha senso studiare Dante in un istituto tecnico o professionale?

Risultato immagini per dubbio
Problema: ha senso studiare Dante in un istituto tecnico o professionale?
In linea di principio sì. Anzi: in linea di principio è proprio in istituti del genere che si ha più bisogno di confrontarsi con padre della lingua italiana (e con Petrarca, Boccaccio, Ariosto ecc.). Dopo aver messo piede in queste classi, però, un problema si pone.
È innegabile, infatti, che in scuole di questo tipo gli alunni siano perlopiù disinteressati alla storia della letteratura e, ahi noi, carenti sul piano della padronanza della lingua*.
Ora: ha senso, in un contesto del genere, far sì che gli studenti leggano “Tanto gentile e tanto onesta pare”?
Ovvero: è sensato far leggere testi in volgare fiorentino a degli studenti che talvolta percepiscono l’italiano come una seconda lingua? Forse ci sono ottime ragioni per farlo: ma onestamente non ne trovo - viceversa mi sembra molto più ragionevole pensare di rafforzare le loro fragili conoscenze e abilità linguistiche di base.
Per contro non nascondo che non sarei contento se si eliminasse del tutto la letteratura dai loro programmi scolastici. Così facendo li si priverebbe, infatti, sia della possibilità di interpretare criticamente degli importanti testi creativi (con tutto ciò che questo comporta sul piano dell’intelligenza emotiva e “narrativa”) sia dell’opportunità di imbattersi in prospettive culturali che, nel corso della vita, potrebbero non essergli più offerte da nessuno.

Un buon compromesso, in proposito, potrebbe consistere in una revisione linguistica in chiave attualizzante dei testi letterari.
Una cosa peraltro tentata, qualche anno fa, per il “Principe” di Machiavelli.

Ovviamente so che così facendo si toglie ai testi la loro forza originaria e si riduce drasticamente il fascino di un confronto con un universo linguistico altro dal nostro. Però, a un certo punto, bisogna pur rinunciare a qualcosa e non credo che ci siano discipline che, nel momento in cui vengono insegnate, non perdono nulla del loro contenuto - anche perché a scuola, più che filologi o matematici, si formano uomini e cittadini.

* Ovviamente il discorso sulla padronanza della lingua da parte degli studenti degli istituti tecnici e professionali può essere esteso anche agli studenti liceali. Non di rado, infatti, ascolto colleghi che evidenziano una situazione grave anche al Classico o allo Scientifico. Credo, però, che i problemi dei licei siano, essenzialmente, altri - non meno gravi, ma meno legati alla padronanza linguistica degli studenti.


Tommaso Di Brango, docente scuola secondaria di II grado

domenica 9 febbraio 2020

“E così vorresti fare l’insegnante?”


Risultato immagini per faccia dubbiosa"

Se lo fai per avere un posto fisso e un lavoro sicuro, lascia perdere: dopo due giorni rimpiangeresti di non aver chiamato per quell’annuncio come animatore in quel villaggio turistico.

Se sei di quelli che “I giovani d’oggi sono tutti dei rammolliti” e “Non hanno voglia di far niente” e “Una volta qui era tutta campagna”, lascia che ti dica una cosa: non fa per te.

Se quando vedi un ragazzino un po’ timido, un po’ in disparte, un po’ sfiduciato, non ti viene l’istinto di andare lì ad abbracciarlo, a dirgli “Dai, proviamoci insieme”, è meglio se ti trovi qualcos’altro.

Se lo fai per i due mesi di vacanza, trova un altro lavoro che te ne dia altrettanti, ma non questo:
ad ogni giugno sentirai di aver bisogno di almeno il doppio del tempo per riprenderti.

Se non ti nasce dentro come un ruggito,
se non ti spuntano le branchie a stare in mezzo a quegli oceani di sguardi paure desideri orrore e voglia di spaccare il mondo che sono gli occhi di un adolescente, scusa ma non è roba per te.

Se non ci credi tu per primo, che qualcosa possa cambiarese sei di quelli ormai rassegnati se nemmeno leggi più il giornale perché ogni giorno ti sembra uguale davvero non lo fare.

Se poi lo fai perché hai studiato e non hai trovato altro, assolutamente, davvero assolutamente, no.

Questo non è un lavoro che fai quando non c’è altro. Lo fai quando non c’è altro che vorresti mai fare.

Prof. Enrico Galiano

venerdì 7 febbraio 2020

ISTAT, comunicato sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità

Risultato immagini per istat inclusione

Riportiamo dal sito ufficiale dell'Istat il comunicato sull’INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ

Si conferma l’aumento del numero di alunni con disabilità (+10 mila) che frequentano le scuole italiane (3,3% del totale degli iscritti).
Scarsa l’accessibilità per gli alunni con disabilità motoria, garantita soltanto dal 34% delle scuole, e particolarmente critica la disponibilità di ausili per gli alunni con disabilità sensoriale (il 2% delle scuole). Soltanto nel 15% degli edifici scolastici sono stati effettuati lavori per abbattere barriere architettoniche.
Il rapporto alunno-insegnante per il sostegno è migliore delle previsioni di legge, ma è carente la formazione: un insegnante su 3 è selezionato dalle liste curriculari.
ALLEGATI

giovedì 6 febbraio 2020

Vademecum per il Giorno del Ricordo. Scaricalo qui

Risultato immagini per vademecum giorno del ricordo"

Ogni anno, nell’imminenza del 10 febbraio, operatori politici, della comunicazione e della scuola si trovano a dover commentare i passaggi cruciali di una storia obiettivamente complessa, come quella della Frontiera adriatica nel ‘900.
 Nella miriade di voci è difficile trovare informazioni rigorose e sintetiche, mentre abbondano semplificazioni e deformazioni interpretative

Il Vademecum vuole offrire un contributo di chiarezza e praticità di consultazione. Il prodotto è suddiviso in capitoli, in ordine cronologico: questioni generali, fascismo di confine, occupazioni italiane in Jugoslavia, foibe, esodo. Segue poi una sezione dedicata alle domande più frequenti. Ulteriori strumenti sono una bibliografia sintetica, le foto e le mappe storiche, tutte libere da diritti.





Fonte: http://www.irsrecfvg.eu/didattica/218/Vademecum-per-il-Giorno-del-Ricordo-Seconda-edizione-2020

mercoledì 5 febbraio 2020

Bullismo e cyberbullismo, una filmografia selezionata (alcuni film sono visibili gratuitamente)

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In questo post riportiamo una serie di film sul bullismo e cyberbullismo. Per ogni proposta viene riportato il target, cioè il pubblico a cui se ne consiglia la visione.

Cyberbully Pettegolezzi Online - Lo trovi GRATIS ON LINE cliccando qui

Questo film è del 2011 ma non ha perso di attualità. La storia è quella di Taylor, adolescente che viene presa di mira sui social network, dove viene insultata e fatta passare per una poco di buono da un ragazzo che con cui ha parlato online. La ragazza è tormentata da bulli e da cyberbulli tanto che, esausta, cercherà di farla finita suicidandosi. Un film che tutte le ragazze dovrebbero vedere per non cadere nelle insidie della rete.
Target: docenti, studenti scuole superiori
13 reasons why - Puoi trovarlo qui
Tredici (13 Reasons Why, reso graficamente TH1RTEEN R3ASONS WHY) è una serie televisiva statunitense creata da Brian Yorkey basata sul romanzo 13 di Jay Asher. La storia ruota attorno alle vicende che seguono il suicidio dell'adolescente Hannah Baker, la quale ha registrato i tredici motivi che l'hanno spinta a suicidarsi. Serie-evento, è stata acclamata dalla critica, che ha lodato l'interpretazione del cast e l'approccio a temi delicati come il suicidio, la violenza sessuale, l'omosessualità, le violenze domestiche e il bullismo.
Target: docenti, studenti scuole superiori
Il ragazzo invisibile
Italiano, film di Grabriele Salvatores. Michele, protagonista del film è un adolescente. I bulletti della classe, Ivan e Brando lo prendono in giro e lui si sente davvero "invisibile”.
Target: docenti, studenti scuole superiori
Infernet - Puoi vederlo su Ray Paly cliccando qui
Altro film italiano, è costruito su una serie di storie che si intrecciano e che parlano della dipendenza dalla rete. Da guardare, per adulti e ragazzi. Un altro film sul bullismo e cyberbullismo italiano è  il film "Un bacio” tratto dall'omonimo romanzo che racconta la storia di tre ragazzi emarginati ed esclusi dai compagni di classe perché diversi.
Target: docenti, studenti scuole superiori
Un bacio
Altro film italiano, tratto dall'omonimo di libro di Ivan Cotroneo. È un film sul bullismo, omofobia, ricerca di se stessi e della felicità. Lorenzo, Blu e Antonio sono simili: sedicenni che frequentano la stessa classe nello stesso liceo in una piccola città del nord est. E tutti e tre, anche se per motivi differenti, sono esclusi dagli altri.
Target: docenti, studenti scuole superiori
Elefant - Il film lo trovi qui GRATIS
Film del 2003, tratta il tema della violenza tra i giovani, soprattutto in età adolescenziale e all'interno delle scuole. Qui vengono spiati gli studenti del liceo di Portland che affrontano ognuno a proprio modo un normale giorno di scuola.
Target: docenti, studenti scuole superiori
Gran Torino - Trailer
Film diretto da Clint Eastwood Gran Torino offre una commovente riflessione sulla violenza e sulla prepotenza. Il protagonista, un veterano della guerra in Corea rimasto da poco vedovo e pronto a respingere tutti, imparerà presto ad affezionarsi a quei "musi gialli” dei vicini di casa. Purtroppo i protagonisti vengono perseguitati da una banda del quartiere ed iniziano a subire un'escalation di umiliazioni. Il veterano impartirà ai giovani aggressori una lezione indelebile sull'inutilità e la dannosità della violenza. 
Target: docenti, studenti scuole superiori

lunedì 3 febbraio 2020

Recite a scuola: "Io mi chiamo G.", il monologo di Gaber


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E' un bellissimo monologo di Giorgio Gaber sul determinismo sociale: la storia ancestrale delle disuguaglianze, di improbabili corse ad ostacoli in cui c'è sempre chi parte in vantaggio e chi deve per forza rincorrere.
Fa sorridere, e difatti il pubblico che in teatro ascoltava questo monologo lo faceva, ma di un sorriso amaro, agrodolce. 
Chi scrive lo ha fatto recitare a due alunni della scuola elementare, e riuscì davvero bene. 

Consigliato.
In fondo trovate anche la versione video (con audio)

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- Io mi chiamo G.
- Io mi chiamo G.
- No, non hai capito, sono io che mi chiamo G.
- No, sei tu che non hai capito, michiamo G anch’io.

- Ah, Il mio papà è molto importante.
- Il mio papà... no.

- Il mio papà è forte, sano e intelligente.
- Il mio papà è debole, malaticcio... e un po’ scemo.

- Il mio papà ha tre lauree e parla perfettamente cinque lingue.
- Il mio papà ha fatto la terza elementare e parla in dialetto. Ma poco, perché tartaglia.

- Io sono figlio unico e vivo in una grande casa con diciotto locali spaziosi.
- Io vivo in una casa piccola. Però c’ho diciotto fratelli!

- Il mio papà è molto ricco guadagna 31 miliardi al mese che diviso 31 che sono i giorni che ci sono in un mese, fa un miliardo al giorno.
- Il mio papà è povero: guadagna 10.000 al mese che diviso 31 che sono i giorni che ci sono in un mese fa... circa... 10.000 al giorno!!! …al primo giorno. Poi dopo basta.

- Noi siamo ricchi ma democratici. Quando giochiamo a tombola segniamo i numeri con i fagioli.
- Noi, invece, segniamo i fagioli con i numeri. Per non perderli.

- Il mio papà ogni anno cambia la macchina, la villa e il motoscafo.
- Il mio papà non cambia nemmeno idea.

- Il mio papà un giorno mi ha portato sulla collina e mi ha detto: Guarda! Tutto quello che vedi un giorno sarà tuo.
- Anche il mio papà un giorno mi ha portato sulla collina e mi ha detto: guarda!
Basta.


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