Un simbolo per il saluto, una decisa propaganda, un linguaggio ben definito e un'organizzazione gerarchica solida: un sistema totalitario in miniatura nasce così da una classe di scuola superiore.
Il film è tratto da una storia vera ed è consiglianto ANCHE per celebrare il Giorno della Memoria.
Il prof. Rainer Wenger è un insegnante di educazione fisica ed ex-rockettaro. Toccherà a lui tenere un seminario sui regimi totalitari, fino al punto che, per coinvolgere gli allievi, ne creerà uno: per una settimana tutti i ragazzi del corso lavoreranno alla costruzione di un regime dittatoriale, reprimendo i dissidenti, adottando un medesimo codice di comunicazione e uno stesso abbigliamento; il saluto sarà un gesto con la mano della forma di un'onda.
Lascio allo spettatore il piacere di vedere quale sarà l'esito di un progetto didattico che sfuggirà al controllo del prof. Wenger (diventato nel frattempo "Herr Wenger"), con esiti inaspettati.
La pellicola è adatta alla proiezione nelle scuole, sia per l'ultimo anno di scuola media, sia per la scuola secondaria di II grado.
Gli elementi dei regimi totalitari emergono tutti: l'esaltazione dei militanti, l'identificazione assoluta in un unico capo, la condivisione di simboli e abitudini, l'intolleranza verso deroghe o diversità, la repressione del dissenso.
Si può davvero studiare e capire la dinamica dei regimi totalitari, in particolare quelli novecenteschi, guardando attentamente questa pellicola. Potrebbe essere una risorsa più valida di mille noiose spiegazioni.
Al momento il film L'ONDA è disponibile gratuitamente sulla piattaforma youtube.
Si tratta di un ottimo film che tratta temi diversi. All’apparenza sembra ruotare intorno ai misteri e alla bellezza della matematica, ma in realtà ruota intorno a chi ha fatto della matematica la sua ragione di vita; a chi ha trovato una connessione alchemica tra le strutture profonde del “mondo dei numeri” e il proprio stile di vita.
Dottoranda in matematica all'École normale supérieure, la talentuosa Marguerite è talmente a suo agio da girare in pantofole per la facoltà. Il futuro sembra scritto, tra una discussione di tesi con il professor Werner e una carriera davanti per cercare di dimostrare, chissà, la mitologica congettura di Goldbach. Ci vuole il nuovo arrivato Lucas per notare un errore che rimette in discussione la tesi e per estensione la vita stessa di Marguerite, che reagisce mollando tutto e ricalcolando il suo percorso altrove.
Da qui la giovane studentessa si guarda dentro: impara a gestire il fallimento, ricolloca la passione per la matematica in una vita diversa, rimodulata; si apre all'amore e capisce che anche la matematica funziona meglio se si condivide.
La storia non ha colpi di scena, ma "aggancia" lo spettatore perché è una interessante lente di ingrandimento sulle passioni umane e sul mondo dei matematici.
Il film è consigliato agli studenti della scuola secondaria.
Trovi il film, finché sarà disponibile, a QUESTO LINK
Un altro bellissimo film per la scuola: "Nelle tue mani", un film francese del regista Ludovic Bernard.
Prima di lasciarvi alla trama e al trailer, due parole vanno spese sui contenuti educativi su cui si può lavorare nelle nostre scuole.
La storia è quella di un talento, che si riscatta - non senza difficoltà - da una vita povera, fatta di furti ed espedienti; lo fa perché c'è un docente che crede nel suo talento musicale e su quel talento investe tutto.
Il riscatto avviene anche perché Mathieu, il protagonista, ascolta quello che ha dentro: la sua passione, le sue corde profonde; insomma, ciò per cui vale la pena sacrificare tempo ed energia.
C'è però il gruppo dei pari, disfuzionale con comportamenti devianti, da cui rischia spesso di essere risucchiato: è il rischio della strada facile, dei furti occasionali, della deresponsabilizzazione, del bisogno di accettazione da parte di chi ci è simile.
Poi c'è, ovviamente, l'amore: quello che salva e mette le ali (quello tra Mathieu e un'altra allieva dello stesso conservatorio) e quello che logora e tarpa (tra il direttore di dipartimento e la moglie).
La bellezza della musica e il suo potere trasformativo fanno il resto.
Mathieu Malinski è un ragazzo delle banlieue che vive di espedienti e custodisce un segreto che Pierre Geithner, direttore del Conservatorio di Parigi, vuole rivelare al mondo. Dopo averlo sentito suonare Bach al pianoforte nella hall della Gare de Lyon, Pierre non ha dubbi sul suo talento ma Mathieu fa resistenza e si mette nei guai coi compagni di sempre. Arrestato per furto, chiede aiuto a Pierre che fa commutare la detenzione in una misura alternativa da scontare in Conservatorio. Attirato nel tempio della musica e invaghitosi di Anna, violoncellista virtuosa, Mathieu accarezza progressivamente l'idea di diventare pianista e di partecipare a un prestigioso concorso. La vita però sempre accanirsi e remare contro.
L’Earth Day (Giornata della Terra), che ricorre il 22 aprile, è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia.
Proprio per questa occasione proponiamo un film a tema, da far vedere nelle nostre classi, con l'obiettivo di riflettere sul cambiamento climatico, sulla tutela della natura e su stili di vita sostenibili.
In questo fil, il pluripremiato regista Damon Gameau si imbarca in un viaggio per esplorare come potrebbe essere il nostro futuro nel 2040, se semplicemente decidessimo di adottare fra le soluzioni già disponibili quelle che ci consentono di migliorare il nostro pianeta.
La nostra rassegna di film utili al contesto scolastico continua (e trovate la raccolta A QUESTO LINK).
In questo caso consiglio un film che ha qualche anno, ma che resta attuale, ben fatto e utilizzabile a scuola e in classe: "La mafia uccide solo d'estate", di Pierfrancesco Diliberto (detto anche PIF). Il film è un approccio leggero, ma non banale, al fenomeno mafioso in Sicilia, che ripercorre stragi ed omicidi visti con gli occhi di Arturo, protagonista ingenuo e, nei confronti di Flora, di cui si innamora dalle elementari, impacciato. Il rapporto tra Arturo e Flora è l'altro filo conduttore della storia, parallelo alle stragi di mafia, che sul finale della storia si ricongiungeranno.
LA TRAMA IN BREVE 1992. Arturo - 20 anni - lavora come pianista in un'emittente locale. La vita di Arturo è da sempre segnata dagli omicidi di mafia ed in passato aveva una passione per Flora che era stata sua compagna di classe. Figlia di un noto avvocato legato alla politica più collusa Flora torna dalla Svizzera dopo dieci anni.
«- Ma la mafia può uccidere anche noi? - Arturo, tranquillo, ora siamo d'inverno... la mafia uccide solo d'estate.»
(Il padre al piccolo Arturo, prima di andare a dormire)
Palermo, 10 dicembre 1969. Lorenzo e Maria Pia Giammarresi entrano nel loro appartamento, al civico 108 di viale Lazio, durante la loro prima notte da sposati e, trasportati dalla passione, decidono di consumare un rapporto sessuale per concepire il loro primo figlio. Nel frattempo i membri di Cosa nostraEmanuele D'Agostino, Bernardo Provenzano, Damiano Caruso, Calogero Bagarella e Gaetano Grado si recano in auto, travestiti da poliziotti (tutti tranne Grado), in viale Lazio, proprio sotto l'appartamento dei Giammarresi, ed uccidono il boss Michele Cavataio, da loro ritenuto colpevole di aver scatenato la prima guerra di mafia. Ad aver organizzato la strage è Salvatore Riina, detto Totò, futuro capo della mafia siciliana. Gli spermatozoi di Lorenzo, spaventati dagli spari, si ritirano, e solo uno raggiunge l'ovulo di Maria Pia e lo feconda: da ciò nascerà Arturo Giammarresi.
Ottobre 1970. Arturo viene battezzato da Fra Giacinto, sacerdote legato a vari mafiosi, che celebra il battesimo in fretta e furia in quanto deve presenziare anche alla proclamazione come sindaco di Palermo del mafioso Vito Ciancimino, eletto con il sostegno della Democrazia Cristiana. È proprio a causa di quelle amicizie poco raccomandabili che Fra Giacinto, dieci anni dopo, verrà ritrovato assassinato nel suo appartamento presso Santa Maria di Gesù, insieme ad una pistola carica, mazzette di milioni di lire e dei frustini.
Un giorno, Fra Giacinto si trova a benedire la casa dei Giammarresi. Appena il prete esce di casa, il piccolo Arturo, che stava impiegando molto tempo ad iniziare a parlare, lo indica e pronuncia la sua prima parola: "mafia".
Dicembre 1974. Arturo è in ospedale con il padre in occasione della nascita del fratello minore Emanuele e prova uno strano senso di spavento vedendo un uomo all'apparenza assolutamente normale e di cui ignora totalmente l'identità: egli si scopre essere proprio Riina, che si trovava all'ospedale per la nascita della figlia Maria Concetta.
Negli anni successivi diversi personaggi più o meno noti vengono assassinati, come il vicebrigadiere della PoliziaFiladelfio Aparo ed il giornalista Mario Francese. Arturo sente dire a tutte le persone che incontra che gli omicidi di questi uomini non sarebbero legati alla mafia ma al fatto che essi avrebbero tentato relazioni con donne che avrebbero fatto meglio a lasciar perdere. Il protagonista quindi si promette che non avrà mai una relazione con una donna.
Arturo va alle scuole elementari, dove nella sua classe arriva una nuova bambina, Flora Guarneri, figlia di un facoltoso banchiere datore di lavoro del padre di Arturo. Arturo si innamora di Flora a prima vista ma non riesce a dichiararsi in quanto, oltre ad essere timido, ha paura degli omicidi. Dopo aver chiesto consiglio a Fra Giacinto, che gli dice di stare tranquillo in quanto non si muore per colpa delle donne, va a spiare Flora di nascosto in casa sua, dove viene visto e rimproverato da Rocco Chinnici, un magistrato che abita nello stesso palazzo della ragazza, in via Giuseppe Pipitone Federico. Saputo che Arturo è innamorato di Flora, Chinnici promette di mantenere il segreto.
Arturo chiede al padre come abbia chiesto alla madre di sposarlo e Lorenzo, non avendo voglia di parlarne, lo invita a guardare Bontà loro in televisione, dove Maurizio Costanzo sta intervistando il Presidente del Consiglio in carica, il democristianoGiulio Andreotti, il quale racconta di aver chiesto di sposarlo a sua moglie in un cimitero. Arturo rimane profondamente affascinato da ciò, così comincia a documentarsi sul Presidente, di cui ritaglia le foto dai giornali ed appende un poster nella sua stanza, ritenendolo uno dei politici migliori al mondo ed un uomo che vuole solo il bene per i cittadini e pensa prima agli altri che a sé stesso.
Per Carnevale, Fra Giacinto organizza una festa in maschera nell'oratorio della chiesa in cui verrà premiato il bambino con il costume migliore. Arturo si traveste come Andreotti: nessuno capisce con esattezza chi sta impersonando, ma il suo costume piace a tutti, così vince il premio. In quell'occasione, Arturo tenta di chiedere a Flora di andare con lui al cimitero per dichiararle il suo amore, ma Flora deve allontanarsi.
Un giorno Arturo, prima di andare a scuola, va al bar Lux a fare colazione assieme al padre e al fratello. Lì il commissario di PoliziaBoris Giuliano offre un'iris ad Arturo, che non l'aveva mai assaggiata. Arturo, da quel momento in poi, per diverse mattine, si sveglia prima e va a comprare un'iris che mette sul banco di Flora prima che lei arrivi. Una mattina, Flora trova l'iris mentre in classe ci sono solo lei, Arturo e Fofò Cassina, un ragazzo che va tutti i pomeriggi a studiare a casa di Flora. Flora chiede a Fofò se sia lui a metterle le iris sul banco e Fofò risponde di sì per fare colpo su di lei.
Arturo, rattristato da questo evento, legge su un giornale una frase di Andreotti che incita a raccontare la verità. La mattina seguente Giuliano viene ucciso proprio nel bar Lux e alcuni proiettili rompono la vetrina delle iris. Andato a scuola, dice la verità a Flora, aggiungendo però che non potrà più portarle le iris perché dentro ad una di esse c'erano dei proiettili che hanno ucciso un uomo. Flora inizialmente ci crede, ma poi arriva Fofò con un'iris comprata in un altro bar; Flora si convince quindi che Arturo le abbia mentito.
L'appartamento sotto a quello dei Giammarresi, un tempo di proprietà del defunto nonno di Arturo, viene occupato in affitto da qualcuno; Arturo, convinto che si tratti di un boss mafioso, lo racconta a Flora e la porta a casa sua, in modo da farla ricredere e dimostrarle che non è un bugiardo. In realtà non si tratta affatto di un criminale ma di Francesco, un cordiale giornalista; Arturo quindi fa un'altra figura pessima e Flora, indignata, se ne va.
Arturo decide di dedicarsi alla sua passione, il giornalismo, e si fa aiutare da Francesco, il quale, leggendo un tema su Andreotti del protagonista, gli spiega che purtroppo i giornalisti spesso non possono scrivere quello che vogliono ma vengono costretti a scrivere qualcosa di ben preciso. Francesco infatti era impegnato nello scrivere articoli contro la mafia ma, per paura che ciò causasse problemi, il direttore del giornale per cui lavora lo ha obbligato a curare le rubriche sportive. Francesco spiega ad Arturo che i giornalisti devono essere pazienti, tenaci e convinti nel loro mestiere.
Arturo partecipa quindi ad un concorso per giovani giornalisti, finanziato dal padre di Flora, il cui vincitore potrà scrivere per un mese sul giornale locale. Il 30 aprile 1982 si viene a sapere che Arturo ha vinto il concorso; proprio durante la premiazione avviene l'omicidio del deputato comunistaPio La Torre.
Arturo, in qualità di vincitore del concorso, si reca ad intervistare il generale dei CarabinieriCarlo Alberto dalla Chiesa, da poco nominato prefetto di Palermo, e gli chiede come mai abbia preso servizio in Sicilia per combattere la mafia nonostante Andreotti abbia detto che l'emergenza criminalità è solamente in Campania e in Calabria. Il 3 settembre 1982 il generale dalla Chiesa viene ucciso in via Carini ed Arturo è stato l'ultimo ad intervistarlo. Francesco spiega ad Arturo che un giornalista deve stare molto attento alle proprie fonti, quindi in questo caso le dichiarazioni di Andreotti non sono state una buona fonte.
Arturo va al funerale di dalla Chiesa, sperando di incontrare Andreotti per potergli chiedere come mai fosse sicuro che il problema della criminalità non riguardasse la Sicilia. Al funerale ci sono alcuni dei più importanti politici italiani del momento, cioè Sandro Pertini, Giorgio Almirante, Giovanni Spadolini e Bettino Craxi, ma non c'è Andreotti; quando alcuni giorni dopo, in un'intervista, al leader della DC viene chiesto come mai non sia andato al funerale del generale, egli dice di preferire i battesimi.
Arturo invita nuovamente Flora ad andare al cimitero e questa volta lei accetta, ma Arturo non riesce comunque a confessarle il suo amore. Flora saluta Arturo per l'ultima volta perché si deve trasferire in Svizzera, visto che in Sicilia il padre ha difficoltà a gestire i suoi affari a causa della presenza dei magistrati antimafia.
Arturo, quella notte, va sotto la casa di Flora e scrive per terra "Flora non partire, ti amo, Arturo". Il giudice Chinnici vede la scritta e non dice nulla a Flora, mantenendo la promessa.
La mattina seguente, il 29 luglio 1983, proprio mentre Chinnici esce dal palazzo, esplode un ordigno piazzato dai mafiosi, uccidendo il giudice e facendo saltare il marciapiede con sopra il messaggio. Chinnici è quindi l'ultimo ad aver letto il messaggio, mentre Flora non l'ha nemmeno visto.
Francesco trasloca; Arturo giura di non dire mai più "ti amo" a una ragazza e perde tutta la stima che aveva nei confronti di Andreotti, avendo intuito i suoi rapporti con la mafia.
In quegli anni i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, continuando il lavoro iniziato da Chinnici, istituiscono il maxiprocesso a Cosa nostra, riuscendo a far arrestare ed incarcerare centinaia di mafiosi, responsabili degli omicidi di Aparo, Francese, Giuliano, Terranova, Mattarella, Costa, La Torre, dalla Chiesa e Chinnici.
Nel 1992, grazie alla mediazione di Francesco, Arturo viene assunto come pianista ed assistente presso TV Palermo, nella trasmissione Bonsuar: Lo show dei palermitani, condotta dal conosciuto personaggio televisivo Jean Pierre. Durante il primo giorno di lavoro di Arturo, come ospite della trasmissione c'è Salvo Lima, parlamentare siciliano della DC e membro della corrente andreottiana, la cui assistente è proprio Flora, tornata dalla Svizzera. Arturo, vedendo Flora, si distrae mentre suona al pianoforte la sigla della trasmissione e commette diversi errori nell'esecuzione, venendo allontanato dal programma.
Flora parla con Lima esprimendo pareri positivi su Arturo, il quale viene quindi assunto come inviato speciale incaricato di realizzare servizi giornalistici sulla campagna elettorale della Democrazia Cristiana in Sicilia per le imminenti elezioni politiche. Arturo si reca nell'ufficio di Flora e vi incontra il vecchio compagno di scuola Fofò, che sta portando dei fiori a Flora. Arturo dice a Fofò che Flora è ritornata in Svizzera perché ha litigato con Lima e gli prende i fiori, con la scusa di metterli in un vaso per non farli appassire, per poi consegnarli a Flora fingendo di averli comprati lui, assieme a delle iris comprate effettivamente da lui, in memoria dei tempi della scuola.
Il boss Totò Riina si lamenta del fatto che Lima, nonostante sia stato aiutato dal punto di vista politico dai voti dei mafiosi, non si è adoperato per non farli arrestare, quindi decide di far uccidere prima Lima, poi Falcone e infine Borsellino.
Flora invita Arturo a casa sua per farsi aiutare a scrivere un discorso che Lima dovrà leggere. Non trovando un punto d'accordo i due litigano, con Flora che accusa Arturo di credersi meglio di lei e lo caccia via. Jean Pierre va a prendere Arturo in auto e gli comunica di avergli concesso un'ultima possibilità come pianista a Bonsuar: Lo show dei palermitani, avvertendolo che se farà altri errori lo licenzierà definitivamente. In quel momento Jean Pierre viene salutato con cordialità da due ragazzi in scooter, che un attimo dopo si dirigono verso l'auto con a bordo Lima e lo uccidono. Arturo viene nuovamente licenziato e si mette alla ricerca di un nuovo lavoro.
23 maggio 1992. Fofò sta guidando in autostrada nei pressi di Capaci quando all'improvviso sente una fortissima esplosione e la sua auto viene coperta da detriti di cemento e da un mucchio di polvere: i mafiosi hanno ucciso Falcone e la sua scorta, nascondendo una grande quantità di esplosivo sotto l'autostrada e facendolo detonare mentre transitava l'auto del giudice.
19 luglio 1992. Jean Pierre, mentre rientra nella sua abitazione in via D'Amelio a Palermo, sente una forte esplosione: i mafiosi hanno ucciso Borsellino, facendo esplodere un ordigno all'interno di un'auto parcheggiata sotto il palazzo nel quale il magistrato stava entrando per andare a trovare la madre.
Dopo tutti questi attentati i palermitani smettono di essere vittima di quel misto di omertà ed ignoranza che li caratterizzava in origine, acquistano consapevolezza di ciò che sta accadendo e dei problemi che la mafia da sempre crea e, durante il funerale di Borsellino e della sua scorta, scendono in strada a protestare, urlando di non volere più legami tra mafia e Stato. Alla protesta partecipano anche Arturo e Flora, che si riconciliano e si baciano.
Arturo e Flora, superati tutti i rancori, si sposano, e dalla loro unione nasce un bambino, che Arturo educa a riconoscere il male e a combatterlo ed a cui mostra i monumenti alle vittime della mafia, uomini coraggiosi caduti mentre facevano il loro dovere, molti dei quali incontrati di persona da Arturo nel corso della sua vita.
Il film finisce con un insieme di immagini di giornali con le foto e i nomi delle più famose vittime di mafia.
In ambito scolastico si tratta di un film dagli utili spunti educativi: anzitutto vale la pena proiettarlo in classe in occasione della festa della Donna, che ricorre l'otto marzo.
Margherita Hack, difatti, è una donna che ha avuto il coraggio, in pieno Ventannio fascista, di vivere a modo suo, di manifestare come preferiva la sua femminilità, le sue passioni, i suoi talenti, persino la sua scelta di ateismo radicale.
In altre parole, è stata una donna antesignana del modello femminile emancipato dei nostri giorni: amava vestirsi come più le piaceva, mangiare quello che voleva, studiare quello che la appassionava.
In più - ed è il secondo messaggio educatico - la storia di Margherita è la storia di una passione che diventa progetto: le stelle, il cosmo, l'universo indirizzano la giovane astrofisica verso scelte mirate che la porteranno ad essere la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico.
E dunque: emancipazione femminile - con tutte le riflessioni possibili sul ruolo della donna oggi - e progetto di vita, nell'ambito dell'orientamento e delle scelte a cui gli studenti si trovano di fronte: sono le ragioni per cui vale la pena proiettarlo in classe e rifletterci su.
Mette insieme due aspetti dal forte contenuto educativo: la scelta del proprio futuro, seguendo la propria passione e ciò per cui "suonano le proprie corde", e l'educazione alla legalità, la lotta alla mafia fino al sacrificio di sé stessi.
"Rocco Chinnici - E' così lieve il tuo bacio sulla fronte" racconta la storia del magistrato che creò a Palermo il pool antimafia, insieme a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino. Nel film emerge, oltre alla sua attività di giudice in prima linea, consapevole ad un certo punto di dover pagare con la vita la sua lotta serrata a Cosa Nostra, anche uno spaccato significativo della sua vita familiare: il suo rapporto con la moglie, con i figli e soprattutto con la figlia Caterina.
Dal diario di Caterina Chinnici - il film è tratto proprio da qui - emerge la storia del padre dal punto di vista della figlia maggiore; ed emerge, quindi, il percorso interiore che porterà Caterina - nonostante dubbi e contrasti interiori - non solo a scegliere la via della magistratura, ma anche ad occuparsi di indagini antimafia.
Oggi Caterina Chinnici è parlamentare europeo e continua la sua attività di sensibilizzazione sulla legalità e la lotta alla mafia.
Il film è consigliato per la scuola secondaria, soprattutto di secondo grado, in cui riflettere non solo sulla legalità, ma anche sulla strada da intraprendere in futuro.
Caterina Chinnici è un esempio, non perché tutti debbano intraprendere la carriera da magistrato, ma perché le scelte di vita si radicano spesso nelle storie personali, nelle proprie passioni, nella vibrazione delle proprie corde.
Nell'ambito della nostra consueta rassegna riguardo i film per e sulla scuola non può mancare "Il professore cambia scuola", del regista Olivier Ayache-Vidal, con Denis Podalydès, Abdoulaye Diallo, Pauline Huruguen, Alexis Moncorgé.
Insegnante nel liceo più prestigioso del paese, François, 40 anni, gode della vita che conosce da sempre, nella società intellettuale e borghese di Parigi. Una serie di eventi lo conduce ad accettare l’assegnazione di una cattedra, per la durata di un anno, in un istituto della banlieue parigina. Teme il peggio. E giustamente.
François viene portato al limite e allo sconvolgimento dei suoi valori e certezze.
Il film fino a poco tempo fa era disponibile gratuitamente su Raiplay. Adesso, invece, lo trovate sulla piattaforma Rakuten ad una cifra irrisoria (3,99).
Su quanto sia importante il cinema nella scuola non ci dilunghiamo: è, e sarà, uno strumento eccellente per trasmettere valori e per trattare argomenti.
Ebbene, a questo proposito i docenti si trovano spesso nel dubbio rispetto a quale film proporre alle classi, o se un film è adatto alla loro classe o all'ordine di scuola in cui lavorano.
Per questo arriva in soccorso "Keaton. Cinema maestro", che si occupa proprio di questo: è una piattaforma di cinema on demand per la scuola e chi volesse, a questo link, può esplorarla quanto vuole.
Il motivo di questo post, però, è un altro e più specifico: segnalare, sulla piattaforma Keaton, risorse che possono davvero essere utili ai docenti per scegliere e individuare film adatti alla loro tematica, alla loro classe e all'ordine di scuola in cui lavorano.
Accedendo, infatti, sulla piattaforma Keaton, occorre cliccare su "film". Qui appare il seguente menù a tendina:
Cliccando su "Film Library" sarà possibile utilizzare il motore di ricerca interno per scegliere film adatti ad ogni occasione e ad ogni contesto.
Cliccando invece su "Film e ricorrenze" si trova una serie di film adatta alle più importanti celebrazioni dell'anno scolastico: Giorno della memoria, Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo ... e molte altre.
Insomma, si tratta di risorse che semplificano molto la vita a quei docenti che vogliano usare il cinema in classe.
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Per esplorare una mega raccolta di film, per lo più gratuiti, rimandiamo al link in basso:
Continua la nostra rassegna periodica di film adatti alle varie ricorrenze che si commemorano durante l'anno scolastico.
Questa volta suggerisco la visione del film "Fiore", adatta a molti contesti educativi, attinente in modo particolare alla Giornata della legalità che ricorre il 23 maggio.
Il film - di Mario Genovesi, con Daphne Scoccia, Josciua Algeri e Valerio Mastrandrea - si svolge in uncarcere minorile.
Daphne, detenuta per rapina, si innamora di Josh, anche lui giovane rapinatore. In carcere i maschi e le femmine non si possono incontrare e l'amore è vietato: la relazione di Daphne e Josh vive solo di sguardi da una cella all'altra, brevi conversazioni attraverso le sbarre e lettere clandestine.
Per la Giornata Mondiale della voce, prevista per il 16 aprile, proponiamo un bellissimo film per la scuola, da cui ricavare attività e lavori in classe: Il discorso del re.
Dopo l’abdicazione di suo fratello, Giorgio accetta la corona di sovrano con riluttanza. Afflitto da una fastidiosa balbuzie Giorgio VI si affida alle cure del logopedista Lionel Logue.
Tecniche scientifiche poco ortodosse e il rapporto che si instaura fra il sovrano e il medico, aiuteranno Giorgio VI a trovare la “sua” voce per guidare il Paese nei difficili anni della Seconda Guerra Mondiale.
Attraverso uno scambio di frequenze radiofoniche, l'astronauta russo Sergei, che sta vivendo la sua personale odissea nello spazio, entra in contatto con Sergio, un radioamatore e professore universitario di filosofia marxista che sta vedendo rompersi il sogno comunista a Cuba.
Non potendo rientrare sulla terra per mancanza di fondi dell'agenzia spaziale, Sergei chiede a Sergio di aiutarlo.
Il film è ispirato alla storia vera di Sergej Konstantinovič Krikalëv, cosmonauta sovietico, noto per essere rimasto nello spazio a bordo della stazione Mir, tra il 1991 e il 1992, mentre sulla Terra l'Unione Sovietica collassava.
Per la Giornata internazionale della matematica, prevista il 14 marzo, proponiamo per i più piccoli (fino alla secondaria di I grado) un cartone animato molto bello proprio sulla matematica: "Paperino nel mondo della Matemagica"
Paperino è il protagonista in questo divertente cartone animato che rappresenta un passaporto per un viaggio incredibile nel mondo dei numeri.
Esplorerete il fantastico mondo della "Matemagica" dove gli alberi hanno radici quadrate e i fiumi brulicano di numeri e scoprirete come possano essere divertenti le frazioni e buffa la logica.
Questo cartone, che ha ricevuto la nomination all'Oscar, vi farà divertire in compagnia del più popolare e simpatico eroe disneyano.
In questi giorni un fatto di cronaca ha commosso e interrogato le coscienze, non solo di noi italiani: la morte di circa sessanta migranti al largo della Calabria.
Molti sono stati salvati, ma moltissimi altri non ce l'hanno fatta e le immagini delle file di bare che i media trasmettono in questi giorni, dove riposano anche bambini e persino neonati, dà contezza della tragedia umana e sociale che abbiamo sotto gli occhi.
Neppure il mondo della scuola può restare indifferente di fronte ad un tale scempio: è bene affrontare il discorso in classe, rifletterci e scriverci su, confrontarsi. Una scuola chiusa all'attualità, del resto, perde la sua missione educativa perché rinuncia a fornire chiavi di lettura sul mondo.
Anche in questo caso IL CINEMA ci può aiutare.
Propongo infatti un bellissimo film, che definirei eloquente, sull'argomento, che consiglio di far vedere nelle scuole a partire dalle classi della secondaria di I grado. Si tratta di "IL CAMMINO DELLA SPERANZA" di Pietro Germi con, tra gli interpreti, Raf Vallone, Elena Varzi, Saro Urzì.
Il film, del 1950, è in bianco e nero, ma questo è un valore aggiunto: aiuta gli studenti nella periodizzazione, li educa ad un cinema meno spettacolare di quello a cui sono abituati, descrive un'Italia che, in genere, nessuno di loro ha mai visto.
Si tratta della storia di un gruppo di poveri minatori siciliani che, all'indomani della chiusura della loro miniera, decide di emigrare in Francia. Aspirazioni, bisogni, gelosie, raggiri, amarezze: il loro viaggio verso un futuro migliore è pieno di ostacoli e durezze.
Le riflessioni, le attività didattiche, gli spunti per l'apprendimento sono molteplici e li lasciamo alla creatività dei docenti.