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venerdì 1 maggio 2020

Primo Maggio, una serie di libri a tema con la Festa dei Lavoratori

Primo Maggio. Proponiamo una serie di testi a tema con la Festa Dei lavoratori

FURORE, di John SteinbeckPietra miliare della letteratura americana, "Furore" è un romanzo pubblicato negli Stati Uniti nel 1939 e coraggiosamente proposto in Italia da Valentino Bompiani l'anno seguente. Il libro fu perseguitato dalla censura fascista e solo ora, dopo più di 70 anni, vede la luce la prima edizione integrale, nella nuova traduzione di Sergio Claudio Perroni. Una versione basata sul testo inglese della Centennial Edition dell'opera di Steinbeck, che restituisce finalmente ai lettori la forza e la modernità della scrittura del Premio Nobel per la Letteratura 1962.


ARTICOLO 1. RACCONTI SUL LAVORO
Che fine hanno fatto le promesse da uomo nuovo della flessibilità, le accelerazioni vertiginose della globalizzazione e tutti gli scenari futuribili della cosiddetta «fine del lavoro»? Questi mutamenti non sembrano aver fatto presa sulla fantasia letteraria dei sei autori dei racconti che compongono questa antologia. Non predominano vicende di precariato, non drammi collettivi segnati dal vuoto di prospettive, non storie di crudo sfruttamento della parte debole, nemmeno si sparge l'ottimismo edificante dell'inventiva individuale e delle sue avventure a lieto fine. Al contrario, ciascuno di questi autori scrive storie che rappresentano il lavoro nella sua forma più profonda ed eterna, nei suoi aspetti che fanno radice in una generale condizione umana piuttosto che nei rivolgimenti dell'economia e dell'organizzazione produttiva. Il volume raccoglie racconti di Camilleri, Cornia, Pariani, Rea, Recami e Stassi

UOMINI E TOPI, di John Steinbeck
Pensato per un pubblico - i braccianti della California - che non sapeva né leggere né scrivere, "Uomini e topi" (1937) è un breve romanzo, ricco di dialoghi, che, nelle intenzioni di Steinbeck, avrebbe dovuto essere in seguito adattato, come difatti avvenne, per il teatro e per il cinema. Protagonisti, due lavoratori stagionali, George Milton, e l'inseparabile Lennie Little, un gigante con il cuore e la mente di un bambino, che il destino e la malizia degli uomini sospingono verso una fine straziante. Il ritratto di un'America stretta dalla sua peggiore crisi economica nella drammatica rappresentazione di un maestro.

PRIMO MAGGIO, di Edmondo De Amicis
Il protagonista, Alberto, un insegnante torinese, si unisce al socialismo spinto dalla sua profonda onestà e dalla scoperta della bestiale condizione di povertà in cui vivono milioni di proletari.Per questa ragione, per aver manifestato le sue convinzioni, Alberto viene emarginato, abbandonato dalla famiglia, licenziato e minacciato di morte. Decide allora di dedicarsi completamente alla causa del popolo e, durante una manifestazione per il Primo Maggio, festa dei lavoratori, i soldati inviati dal Governo per sedare le proteste operaie lo feriscono a morte.

IL LAVORO? ME LO INVENTO: IDEE, STRADE, INFO PRATICHE PER METTERSI IN PROPRIO CON SUCCESSO, di Lucia Ingrosso e Silvia messa
C’è una nuova imprenditoria che sta sfondando in Italia. Un esercito di persone che non cerca un lavoro, se lo inventa. Una generazione con una marcia in più. Giovani ma anche meno giovani, ex dipendenti che fanno il grande salto: si mettono in proprio e si reinventano una vita. Perché fare impresa è bello. A tutti loro è dedicato questo manuale, che insegna a dare concretezza ai sogni. E aiuta, in modo puntuale, a trovare il settore giusto, mettere a fuoco l’idea, redigere il business plan, trovare i soldi, scegliere la forma societaria, promuoversi, fare business online.
IL COSTO DELLA VITA: STORIA DI UNA TRAGEDIA OPERAIA, di Angelo Ferracuti
Porto di Ravenna, cantieri navali Mecnavi, 13 marzo del 1987. Mentre alcuni operai stanno ripulendo le stive della Elisabetta Montanari, nave adibita al trasporto di gpl, e altri colleghi tagliano e saldano lamiere con la canna ossidrica, una scintilla provoca un incendio. Le fiamme si propagano con una rapidità inarrestabile. È la tragedia. Tredici uomini muoiono asfissiati a causa delle esalazioni di acido cianidrico.I tredici uomini erano tutti picchettini, e si chiamavano Filippo Argnani, che all'epoca aveva quarant'anni, Marcello Cacciatori, che di anni ne aveva ventitre, Alessandro Centioni, ventuno, Gianni Cortini, diciannove, Massimo Foschi, ventisei, Marco Gaudenzi, diciotto, Domenico Lapolla, venticinque, Mohamed Mosad, trentasei, Vincenzo Padua, sessant'anni, che stava per andare in pensione e si trovava lí per puro caso chiamato all'ultimo momento per una sostituzione. Vincenzo era l'unico operaio veramente in regola assunto dalla Mecnavi...

Lo storico francese Lucien Febvre, fondatore della Scuola delle Annales, negli scritti raccolti in questo volume si misura sui temi del lavoro e del sindacato. L'interesse di Febvre per il mondo del lavoro, prima ancora che dalla sua professione di storico, deriva dalla militanza politica giovanile, iniziata tra le file dei socialisti all'epoca dell'affaire Dreyfus...

IL LAVORO RENDE LIBERI, di Felice Piemontese
Nella Francia del 2022, sconvolta da attacchi terroristici, attentati, rivolte nelle banlieues, Marine Le Pen vince le elezioni e diventa presidente della Repubblica. Nel giro di pochi mesi il paese scivola, quasi per inerzia, verso una forma inedita di fascismo...
La retorica sviluppista si è conclusa, il mito della società industriale si è consumato. Ma cosa resta? La situazione attuale non è un "dopo l'industrializzazione", ma un convivere con i suoi resti e le sue eredità. La storia di Taranto ci parla di capitalismo e modernizzazione, memoria sociale e identità collettiva, diritti umani e ambiente...

GENERE, SALUTE E LAVORO DAL FASCISMO ALLA REPUBBLICA, di E. Betti e C. De Maria
Nella storiografia dedicata al tema "lavoro e salute" è mancata fino a ora una esplicita prospettiva di genere. Questo volume costituisce un primo tentativo di porre al centro dell'attenzione il rapporto tra genere, salute e lavoro, a partire da una pluralità di sguardi, contesti e scansioni cronologiche.

giovedì 1 maggio 2014

Allora disse: parlaci del lavoro - K. Gibran


Tratto da "Il Profeta" di Gibran; un testo sul lavoro piena di saggezza, sapienza, profondità. Dedicato a chi lavora, a chi non più, a chi lavorerà.

ALLORA un aratore disse: Parlaci del Lavoro. Ed egli rispose, dicendo:

voi lavorate affinché possiate procedere di pari passo con la terra e l'anima della terra. Poiché essere oziosi significa farsi estranei alle stagioni, e uscire dalla processione della vita che marcia con maestà e fiero ossequio verso l'infinito.

Quando voi lavorate siete un flauto attraverso il cui cuore il sussurrare delle ore si converte in musica.
Chi di voi vorrebbe essere una canna, muta e silente, quando tutto il resto canta insieme all'unisono?

Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando voi lavorate voi portate a compimento una parte del sogno remoto della terra, assegnato a voi quando quel sogno fu generato, e nel mantenere voi stessi con fatica voi in verità state amando la vita, e amare la vita attraverso la fatica significa essere in intimità con il segreto più intimo della vita.

Ma se voi nella vostra pena chiamate la nascita un tormento e il sostentamento della carne una maledizione scritta sulla vostra fronte, allora rispondo che null'altro se non il sudore della vostra fronte porterà via quello che vi è scritto.
Vi è stato anche detto che la vita è tenebra, e nella vostra stanchezza voi fate eco a quello che fu detto dagli stanchi.
Ed io dico che la vita è veramente tenebra tranne quando c'è passione.
E tutta la passione è cieca tranne quando c'è conoscenza. E tutta la conoscenza è vana tranne quando c'è lavoro; E tutto il lavoro è vuoto tranne quando c'è amore; e quando voi lavorate con amore voi legate voi stessi a voi stessi, e l'uno all'altro, e a Dio.
E che cosa significa lavorare con amore?

Significa tessere la stoffa con fili tratti dal vostro cuore, proprio come se la persona da voi amata dovesse indossare quella stoffa. Significa costruire una casa con affetto, proprio come se la persona da voi amata dovesse dimorare in quella casa.
Significa spargere semi con tenerezza e fare la mietitura con gioia, proprio come se la persona da voi amata dovesse mangiare il frutto.

Significa permeare tutte le cose cui date forma con un soffio del vostro proprio spirito,
E sapere che tutti i morti beati stanno intorno a voi e osservano. Spesso io vi ho sentito dire, come se parlaste nel sonno: «Colui che lavora il marmo, e trova la forma della sua propria anima nella pietra, è più nobile di colui che ara il suolo.
«E colui che ghermisce l'arcobaleno per stenderlo su una tela in sembianza d'uomo, è più di colui che foggia i sandali per i nostri piedi».

Però io dico, non nel sonno, ma nella piena veglia del mezzogiorno, che il vento parla alle querce gigantesche non più dolcemente che al più piccolo di tutti i fili d'erba; e grande è solo colui che converte la voce del vento in un canto reso più dolce dal suo proprio atto d'amore.
Il lavoro é amore reso visibile.

E se voi non potete lavorare con amore ma solo con disgusto, è meglio che lasciate il vostro lavoro e sediate all'ingresso del tempio e prendiate l'elemosina da coloro che lavorano con gioia.
Poiché se voi cuocete il pane con indifferenza, voi cuocete un pane amaro che nutre soltanto metà della fame dell'uomo.
E se voi fate con malavoglia la pigiatura dell'uva, la vostra malavoglia stilla un veleno nel vino.
E anche se voi cantate come angeli, ma non amate il canto, voi velate le orecchie dell'uomo alle voci del giorno e alle voci della notte.

K. Gibran, Il Profeta
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