venerdì 7 settembre 2018

Prove d'ingresso, dettati e comprensioni del testo per la scuola primaria

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Chiamateci retrogradi, ma a noi i dettati piacciono, perché sono utili e, anzi, in qualche caso, indispensabili per imparare a scrivere. Tra le attività didattiche è una delle più efficaci rispetto all'apprendimento delle regole ortografiche; c'è una storiella alla base, ok, e poi devi far caso alle parole che scrivi: quello è un digramma, lì ci va l'accento, lì ci vuole l'apostrofo.
Forse le bacheche dei social sarebbero più leggibili se avessimo fatto più dettati a scuola. 
Certo, la didattica non si esaurisce qui, e nessuno vuole bruciare a mo' di Guy Montag pagine e pagine di pedagogia contemporanea, ma un buon dettato ci salva ...la lingua.

Per questo di seguito trovate dettati adatti a tutte e 5 le classi della scuola primaria. Alcuni sono anche corredati da prove di comprensione del testo o, per i più piccoli, da disegni a tema da colorare
Buon lavoro e, se volete, inscrivetevi su SAPIENS SAPIENS, il nostro CANALE YOUTUBE, cliccando qui! 😊

CLASSE I 

CLASSE II 

CLASSE III

CLASSE IV

CLASSE V

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I materiali presenti in questo post son presi dal bellissimo sito del collega Salvatore Casiere, che vi invitiamo a visitare:

giovedì 6 settembre 2018

Quasi metà classe bocciata, avevano bullizzato il prof.

Risultati immagini per bullismo sul prof«Prof, non mi faccia inc… re. Metta sei. Lei non ha capito nulla. Chi è comanda? Eh, chi è che comanda? Si inginocchi».

Ricordiamo queste frasi, apparse sui giornali e i TG nazionali. 
La vicenda riguardava l'ITC "Carrara" di Lucca. Il professore di italiano era stato umiliato, insultato e colpito con un casco. La scena, ripresa con uno smartphone, era finita sui social.

Tre studenti dei sei coinvolti sono stati immediatamente bocciati allo scrutinio di giugno scorso, gli altri tre sono stati rimandati a settembre con 3/4 materie ciascuno da recuperare.
Al termine del recupero uno soltanto dei tre ce l'ha fatta. Tirando le somme, dunque, 5 su 6 ripeteranno l'anno.

Si trattava di una classe di 26 alunni: solo 8 i promossi a giugno, 10 i bocciati e 8 rimandati a settembre.
Potrebbe definirsi una "carneficina" e con un po' di soddisfazione e di rancore appagato potremmo dire che quei bulli hanno avuto ciò che meritavano. Giustizia è fatta, se non fosse che questa vicenda descrive impietosamente una realtà tutt'altro che isolata della scuola italiana: classi ghetto, bullismo, insuccessi, degrado e, diciamolo anche, docenti con scarse capacità di gestione dei gruppi, che vivono spesso come un incubo la loro presenza in classe. Si tratta di realtà frequenti soprattutto nei tecnici e nei professionali; realtà che spesso si tamponano, senza risolvere alcunché.
In questi casi, passata la soddisfazione per la giusta punizione e per il principio di autorità ripristinato, non vince nessuno.

mercoledì 5 settembre 2018

E-book gratuito: "Inserimento sereno al Nido e nella scuola dell'infanzia", consigli per educatori e genitori

Segnaliamo questo e-book che si rivolge ad insegnanti, educatori, genitori, e a tutte le persone interessate alla tematica trattata.

Il libro è ricco di consigli professionali e di estrema praticità ... ed è GRATUITO.

Come ottenerlo?
L'e-book viene inviato in regalo a tutti coloro che segnaleranno la propria e-mail come commento al post che trovate qui in basso. 

Cliccandoci sopra sarete ricondotti alla pagina dell'Associazione Istituto Psicosociale, che promuove questa risorsa.
L'e-book è realizzato da Silvia Mendico e Mariapaola Ramaglia 


martedì 4 settembre 2018

NOIPA, adesso è possibile consultare cedolino e stato dei pagamenti con largo anticipo. Per docenti di ruolo e precari

Risultati immagini per noipa self serviceLa funzione che stiamo per vedere di seguito era nata inizialmente per i soli docenti a tempo determinato, e consiste in un database che permette di consultare in tempo reale lo stato dei pagamenti.

Adesso è disponibile anche per i docenti di ruolo e a molti questa opportunità piace ed interessa; è una sorta di self service che permettere di guadagnare tempo e risparmiare fatica per conoscere con largo anticipo l'importo del proprio cedolino. Alcuni, tuttavia, non sanno come accedervi, quindi di seguito riportiamo tutti i passaggi da fare.

COME UTILIZZARE IL SELF SERVICE DI NOIPA

- Occorre anzitutto recarsi sul portale NOIPA e accedervi, inserendo il codice fiscale, la password e il captcha. Si può accedere anche in altri modi, come ad esempio tramite SPID;
- Cliccare su Self service (colonna a sinistra);
- Cliccare su Contratti scuola a tempo determinato

A questo punto compare questo testo:

- A questo punto, scorrendo, occorre cliccare su Consultazione ordini di pagamento 

A questo punto c'è un form in cui inserire il mese di riferimento, l'anno, e cliccare su "RICERCA".
Dopo qualche secondo vi appare l'importo dello stipendio del mese di riferimento.

domenica 2 settembre 2018

"Io faccio e farò sempre politica in classe", un insegnante risponde al Ministro dell'interno

Ho trovato questa bellissima riflessione in un post, ma chi lo ha pubblicato ignora chi sia l'autore. Perciò la riporto senza citare l'autore, cosa a cui sarei ben lieto di rimediare scoprendo di chi si tratta.

"Caro Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ho letto in un tweet da Lei pubblicato questa frase: “Per fortuna che gli insegnanti che fanno politica in classe sono sempre meno, avanti futuro!”.
Bene, allora, visto che fra pochi giorni ricominceranno le scuole, e visto che sono un'insegnante, Le vorrei dedicare poche semplici parole, sperando abbia il tempo e la voglia di leggerle. Partendo da quelle più importanti: io faccio e farò sempre politica in classe. Il punto è che la politica che faccio e che farò non è quella delle tifoserie, dello schierarsi da una qualche parte e cercare di portare i ragazzi a pensarla come te a tutti i costi. Non è così che funziona la vera politica.
Quella che faccio e che farò è politica nella sua accezione più alta: come vivere bene in comunità, come diventare buoni cittadini, come costruire insieme una polis forte, bella, sicura, luminosa e illuminata. Ha tutto un altro sapore, detta così, vero?
Ecco perché uscire in giardino e leggere i versi di Giorgio Caproni, di Emily Dickinson, di David Maria Turoldo è fare politica. Spiegare al ragazzo che non deve urlare più forte e parlare sopra gli altri per farsi sentire è fare politica. Parlare di stelle cucite sui vestiti, di foibe, di gulag e di tutti gli orrori commessi nel passato perché i nostri ragazzi abbiano sempre gli occhi bene aperti sul presente è fare politica.
Fotocopiare (spesso a spese nostre) le foto di Giovanni Falcone, di Malala Yousafzai, di Stephen Hawking, di Rocco Chinnici e dell’orologio della stazione di Bologna fermo alle 10.25 e poi appiccicarle ai muri delle nostre classi è fare politica.
Buttare via un intero pomeriggio di lezione preparata perché in prima pagina sul giornale c’è l’ennesimo femminicidio, sedersi in cerchio insieme ai ragazzi a cercare di capire com’è che in questo Paese le donne muoiono così spesso per la violenza dei loro compagni e mariti, anche quello, soprattutto quello, è fare politica.
Insegnare a parlare correttamente e con un lessico ricco e preciso, affinché i pensieri dei ragazzi possano farsi più chiari e perché un domani non siano succubi di chi con le parole li vuole fregare, è fare politica. Accidenti se lo è.
Sì, perché fare politica non vuol dire spingere i ragazzi a pensarla come te: vuol dire spingerli a pensare. Punto. È così che si costruisce una città migliore: tirando su cittadini che sappiano scegliere con la propria testa. Non farlo più non significa “avanti futuro”, ma ritorno al passato. E il senso più profondo, sia della parola scuola che della parola politica, è quello di preparare, insieme, un futuro migliore. E in questo senso, soprattutto in questo senso, io faccio e farò sempre politica in classe".
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