Il film è uno degli ultimi usciti sull'argomento (2021). Il titolo evoca, non a caso, il libro di Primo Levi "Se questo è un uomo"; proprio Primo Levi è il protagonista di questa pellicola, di cui riportiamo la trama in breve:
1986. A causa di un incidente accaduto durante un'escursione in montagna, Primo Levi viene soccorso da un uomo che ignora la sua storia e che, addirittura, non comprende il significato del numero tatuato sul suo braccio. Davanti a questo, Levi sente la necessità, ancora una volta nella vita, di raccontare la sua vicenda e, con essa, la tragedia della Shoah.
1944, Ruth Gruber, una giovane ebrea americana, si impegna in una sfida all'apparenza impossibile: mettere in salvo quasi mille ebrei scampati all'incubo dell'Olocausto. In un'Europa sconvolta dalla guerra, l'indomabile Ruth, riesce a trovare la via per garantire ai sopravvissuti una speranza di nuova vita in America. Tratto da una storia vera, Il Rifugio vi commuoverà grazie anche alle appassionanti interpretazioni di Natasha Richardson, Colm Feore, Martin Landau e Anne Bancroft...
Jona è un bambino ebreo di quattro anni che vive ad Amsterdam prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Nel 1940, dopo l'occupazione della città da parte dei tedeschi, viene deportato insieme ai suoi genitori ebrei dapprima nel Campo di concentramento di Westerbork e quindi in quello di Bergen-Belsen, dove trascorrerà l'intero periodo della guerra. A Bergen-Belsen vive in una baracca con la madre, mentre il padre è assegnato ad un altro settore del campo. Il bambino subisce freddo, fame, paure, sofferenze, angherie anche da parte degli altri ragazzi.
Sono rarissimi i casi in cui viene trattato con garbo: solo il cuoco, che dopo morirà, e il medico dell'ambulatorio sono gentili con lui. Il destino dei genitori di Jona è tragico: il padre muore per stenti e denutrizione. Negli ultimi giorni di guerra, Jona e la madre vengono evacuati dal campo a bordo di un treno che vagherà per giorni nel territorio tedesco prima di essere liberato dalla truppe sovietiche. La madre non si riprende dalle sofferenze subite; impazzisce per la morte del marito e muore in un ospedale, nei giorni seguenti alla liberazione. Jona torna ad Amsterdam dove viene adottato da una famiglia di amici della famiglia. Infine il film dice che Jona è ancora vivo e che fa lo scienziato.