giovedì 4 settembre 2014

"Alzati e fatti riconoscere" - Anthony De Mello - Educare Narrando

Riporto di seguito una storia di Anthony De Mello, gesuita, poi condannato dall'allora cardinale Ratzinger per le sue posizioni poco ortodosse. E' l'autore di molti libri e riflessioni, da molti è considerato uno dei padri del "pensiero positivo". Per meglio spiegare i suoi concetti, amava utilizzare apologhi e storielle da lui inventati. Celebre è quello "dell'aquila che si credeva un pollo". 
Quello che segue è uno dei suoi apologhi più famosi... e si commenta da sé: 

Per dire la verità così com'è ci vuole molto coraggio se si appartiene a un' istituzione.
Per sfidare l'istituzione stessa ci vuole ancora più coraggio. Fu questo che fece Gesù.
Quando Kruscev pronunciò la famosa denuncia dell'epoca staliniana, si dice che qualcuno, in parlamento, abbia esclamato: "Dov'eri tu, compagno Kruscev, quando tutte queste persone innocenti venivano massacrate?".
Kruscev smise di parlare, girò lo sguardo nella sala e disse: "Per favore, si alzi chi ha detto questo".

Ci fu grande tensione nella sala. Nessuno si alzò.

Allora Kruscev disse: "Bene, ora hai la risposta, chiunque tu sia. Io ero allora nella stessa identica posizione in cui tu ora ti trovi".

Gesù si sarebbe alzato.

mercoledì 3 settembre 2014

MindMaple - Creare mappe mentali on-line


Mind Maple è un'ottima risorsa per creare mappe on line, organizzando contenuti ed idee.

La risorsa è utilissima anche per alunni con disturbi di apprendimento, perché permette di passare rapidamente da un testo scritto ad una mappa mentale.

Si scarica gratuitamente al link che riportiamo.

Di seguito trovate anche una serie di guide, soprattutto in italiano, per utilizzare la risorsa, che sul sito è illustrata solo in lingua inglese.


Guida: come fare una mappa in pochi secondi con Mind Maple

Dal testo alla mappa con Mind Maple - Video tutorial senza audio

Come creare una mappa mentale con Min Maple - Video Tutorial in inglese

Guida all'utilizzo di Mind Maple da AIUTODISLESSIA



martedì 2 settembre 2014

Percorso didattico: accogliere e orientare nella scuola secondaria di II Grado

Riporto di seguito un link da cui è possibile scaricare un percorso didattico finalizzato all'accoglienza della classi prime della scuola secondaria di II grado e all'orientamento per le classi terze, quarte e quinte.

Gli autori sono Corrado Marchi e Franca Ragazzoni e coinvolge insegnanti, alunni e genitori.

Si tratta di 10 pagine in formato PDF da scaricare.

Tra le altre cose, contiene questionari per gli studenti dai seguenti titoli:

- Come studio
- La mai organizzazione
- Acquisire competenze ed informazioni sul lavoro e il proseguimento degli studi (classi III e IV)
- Acquisire competenze ed informazioni sul lavoro e il proseguimento degli studi - visite aziendali (classi IV e V)
- Acquisire competenze ed informazioni sul lavoro e il proseguimento degli studi - Incontri con esperti (classi IV e V)


Segnalatemi, per favore, se il link non è più funzionante

lunedì 1 settembre 2014

《Te lo dico sottovoce...ma non troppo》

Non andrai lontano...se non sai comunicare!
L'altro può essere predisposto all'ascolto quanto vuoi, ma se non ti assumi la "responsabilità" di far arrivare a destinazione il messaggio "corretto e non distorto" delle tue parole, figlie "effettive e non difettive" dei tuoi pensieri,  fa' fagotto e vai a vivere con Osho, senza vittimismi.
Se non c'è una chiara e sapiente e trasparente comunicazione, allora non esisterà comprensione né condivisione né collaborazione...
Non ci potrà essere una relazione che funzioni, non un figlio che ascolti, non un genitore che segua, non un allievo che apprenda.
Comunicare non è parlare.
A meno che tu non avanzi la pretesa di essere capito 'sempre e comunque', 'a priori, nonostante tutto e indipendentemente da'...
Abbandona la pigrizia nei discorsi, l'orgoglio nell'esporti, la riservatezza dell'animo, i sotterfugi, i ghiribizzi e la cocciutaggine della mente.
Non evitare di parlare come pensi.
Non temere di agire come parli.
Qualcuno dice così...
Le vacanze sono finite. Buona riflessione e buon lavoro a tutti.
^_^

Si riparte con scuola e lavoro! Alcuni consigli utili per gestire lo stress...

E' un macigno da spostare, una "mazzata sui denti"... affanno, stanchezza, riposo notturno alterato, gambe intorpidite e pesanti, malessere... tutto ciò coincide con quello che si prova, di norma, quando è il momento di rientrare a scuola o al lavoro dopo un periodo più o meno lungo di vacanze. In realtà si tratta degli stessi sintomi che sentono sia il giovane studente sia l' adulto quando tornano alla routine quotidiana dopo un periodo di ferie o di inattività.
Generalmente ci si preoccupa un po' e la generale sensazione di stanchezza e malessere può insospettire: "Come è possibile che sono già stanco morto se sono appena agli inizi? Così non arriverò vivo nemmeno alla fine del trimestre!".

In realtà oltre ad una componente psicologica individuale - che fa sì che alcuni provino queste sensazioni più intensamente di altri - c'è anche una componente fisiologica del tutto normale: Durante le vacanze, infatti si verifica una diminuzione dello stress e dei ritmi di vita, e questo fa sì che l'organismo, e in particolare alcuni suoi organi deputati a gestire lo stress, come i surreni, si adatti alle nuove esigenze, meno «imperative» del solito.

Durante lunghi momenti di pausa, di inattività e di generale assenza dei ritmi serrati della quotidianità lavorativa, accade che restano in "standby" anche le ghiandole che producono gli ormoni dello stress, come ad esempio il cortisolo, l' adrenalina...

Quando si ricomincia l'attività di studio o di lavoro questi organi impiegano del tempo per tornare di nuovo " a regime" e produrre la quantità necessaria di ormoni. Ecco perché ci si sente meno stanchi dopo qualche giorno dall'inizio delle attività piuttosto che appena rientrati dalle vacanze. 

A pagare caro lo "scotto del rientro" sono in genere le personalità puntigliose, gli studenti o i lavoratori particolarmente esigenti con sé stessi, che pretendono di rendere al massimo anche con il "motore ancora freddo". Meno intensa è, invece, la sensazione di frustrazione per personalità un po' più "leggere", meno perfettine.
Soprattutto per la prima tipologia di persone - anche se il consiglio vale per tutti - è bene riaccostarsi alle routine frenetica di tutti i giorni con gradualità, passo dopo passo, iniziando già qualche giorno prima del rientro.

Già da una decina di giorni prima, per esempio, si può ricominciare ad adattare la sveglia, che in genere nei periodi di vacanza viene spostata da metà mattinata in poi. 

Quindi, ad esempio, se era diventata mia abitudine svegliarmi alle 9 del mattino, giorno dopo giorno anticiperò il suono della sveglia ogni volta di 10 minuti, fino a quando già da 2 - 3 giorni prima di tornare alla normale attività, sarò di nuovo abituato alla solita sveglia; in questo modo si avita il "trauma" del giorno del rientro al lavoro, quando il "driiiin" suona prestissimo nel nostro totale intontimento!

Riaccostarsi con gradualità ai ritmi quotidiani di vita è sempre un ottimo metodo per ricominciare al meglio.


Buon lavoro!
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