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martedì 26 ottobre 2021

La scuola che abbassa l'asticella penalizza gli ultimi: esce "Il Danno Scolastico", l'ultimo libro di Paola Mastrocola e Luca Ricolfi

Esce il libro di Paola Mastrocola e Luca Ricolfi: "Il Danno Scolastico. La scuola progressista come macchina della disuguaglianza

Il libro, 272 pagine dedicate alla scuola, è contornato di riflessioni personali e argomentazioni circostanziate su una tesi chiara e categorica: una scuola facile e di bassa qualità allarga il solco fra ceti alti e ceti bassi.  

Non certo un'intuizione originale: da tempo intellettuali di ogni estrazione denunciano questo dato di fatto, e l'articolo del Corriere della Sera che recensisce il libro coglie la questione con un'immagine davvero efficace: quando si abbassa l'asticella (in riferimento alle richieste che la scuola rivolge agli studenti) chi ci rimette è il figlio dell'operaio e non certo quello del notaio.

Su questa tesi, dunque, non ci piove; anzi, è evidente a chiunque voglia vedere le cose così come stanno. Sono utili i "numeri" che gli autori riportano e la suffragano vividamente, ma non ce ne sarebbe stato bisogno. Il punto, invece, è un altro: dopo aver fotografato una situazione e dopo averla dettagliatamente descritta, quali soluzioni si propongono?

La soluzione certo non può essere tornare alla scuola di stampo gentiliano o del secondo dopoguerra, né quella di mettere in cattedra docenti che siano soltanto molto colti, né quella di buttare a mare tutta la letteratura e le pratiche dell'inclusione.

Insomma, la scuola giusta ed efficace è quella difficile e di alta qualità, ma dagli autori la strada da seguire per costruirla non è tracciata con la stessa meticolosità con cui si denuncia quella ingiusta e inefficace. 

In questo aspetto credo che il volume sia maggiormente deficitario, anche se vale comunque la pena leggerlo, perché offre moltissimi spunti di riflessione.

Sul libro si pronuncia anche il noto pedagogista Dario Ianes: Bene, ora sappiamo ancora meglio che una buona istruzione serve molto a colmare le disuguaglianze socioeconomiche di partenza, ma in questo libro ci sono ancora troppe lungaggini autobiografiche, nostalgie dei bei tempi antichi e mancano le analisi di come migliorare la qualità della scuola, oltre che svarioni sulla formazione dei docenti, come pensare che un docente colto, molto colto, insegnerà molto bene!!!

IL LIBRO LO TROVI QUI

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