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domenica 22 novembre 2020

L'insegnante è un manager: organizzare la classe con il Sociogramma di Moreno

Quando pratichiamo la didattica collaborativa, e dovremmo farlo tutti, abbiamo bisogno di gestire il gruppo classe in modo intelligente e funzionale: organizzare le forze, valutare gli equilibri, scegliere le leadership e così via...

Il sociogramma di Moreno fa al caso nostro. Utilizzarlo all'inizio dell'anno scolastico, soprattutto quando l'insegnante entra in una nuova classe, permette di avere a disposizione in poco tempo il quadro delle relazioni della classe, da cui partire per la gestione delle coppie o dei gruppi di lavoro. Usarlo ci consente di evitare molti errori di valutazione, di avere dati precisi anziché quelli "a sensazione": a guadagnarci sono la serenità dell'insegnante e della classe, oltre che l'efficacia dei gruppi.

Come usarlo lo vediamo nel video che segue, tratto dal canale Sapiens Sapiens associato a questo sito e a cui vi chiediamo, se vi fa piacere, di iscrivervi

Insegnante Manager: organizzare la classe con il sociogramma di Moreno

Nel video vediamo come usarlo.


Cos'è il Sociogramma di Moreno?
La definizione la prendiamo da Wikipedia:

Il sociogramma di Moreno, anche chiamato rilevazione sociometrica, è un metodo di osservazione indiretta usato particolarmente nelle scienze dell'educazione e nelle analisi sociali. Il questionario sociometrico serve per analizzare la posizione di un individuo all'interno di un gruppo, fornire informazioni sulla situazione del gruppo e individuare i leader e gli emarginati.

(Per approfondire:
 
https://it.wikipedia.org/wiki/Sociogramma_di_Moreno#:~:text=Il%20sociogramma%20di%20Moreno%2C%20anche,educazione%20e%20nelle%20analisi%20sociali. )

lunedì 11 luglio 2016

Gestire le classi difficili: alcuni consigli dal prof. Luigi D'Alonzo

Riportiamo di seguito i contenuti estratti da un'intervista al prof. Luigi D'Alonzo, professore ordinario di pedagogia speciale presso la facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Cattolica di Milano.
Al link riportato al termine dell'articolo è possibile esaminare l'estratto del libro del prof. Alonzo "Come fare per gestire la classe nella pratica didattica", edito da Giunti Scuola.

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Tutte le ricerche affermano che al giorno d'oggi i ragazzi sono sempre più complessi, sempre più difficili da gestire. I motivi sono svariati: sociali, familiari, strutturali.
L'insegnante si trova in classe studenti con problemi e bisogni diversificati; si potrebbe addirittura dire che l'alunno con problemi di disabilità sia il meno grave all'interno di una classe.
Capita quindi che molti studenti, per cause esogene, non riescano ad adattarsi ai più basilari canoni di convivenza civile. Per questo la complessità della classe che l'insegnante deve gestire è notevole: alunni stranieri, alunni ansiosi, demotivati, con disturbi specifici di apprendimento.

Cosa deve fare un insegnante di fronte a tutto questo?

La corretta gestione della classe è l'unica soluzione a questa complessità. Ma quando può dirsi che una classe sia ben gestita?

Innanzi tutto non vuol dire "mantenere la disciplina" che è, al limite, soltanto il controllo del comportamento inadeguato.

Gestire la classe è molto di più: vuol dire affrontare le problematiche all'interno della classe e la disciplina è solo uno degli aspetti di questa oculata gestione.

L'insegnante deve, prima di tutto, promuovere la partecipazione e il coinvolgimento attivo di tutti gli studenti.

Per prima cosa gli allievi devono percepire che l'insegnante vede, che l'insegnante sa quali siano i problemi di ciascuno. Le problematiche, infatti, si acuiscono quando l'allievo capisce che all'insegnante sfugge qualcosa.

Perciò il docente deve girare tra i banchi e favorire il controllo prossimale degli alunni: deve avvicinarsi a loro e far sentire la propria presenza fisica, guardare cosa stanno facendo e come. Vicinanza fisica, dunque.
In più, le forme di apprendimento cooperativo favoriscono senza dubbio la soluzione a molte delle problematiche, che invece la didattica frontale non affronta e che talvolta acuisce.

Alla base di ciò è necessaria la consapevolezza, da parte dell'insegnante, del suo ruolo di conduttore, di direttore d'orchestra.
Se l'insegnante non sa di essere una "benedizione" per i propri ragazzi non costruisce niente. 

mercoledì 19 giugno 2013

"IO ODIO..." direbbe Quattrocchi

"...il cartellone delle regole!"
di Patrizia Benevenga

Alzi la mano chi ne ha realizzato almeno uno (io l'ho alzata)!
Or-ri-pi-lan-te...
Non c'è "buongiorno" scolastico più demotivante di un simile manifesto.
Deposti elmetto e "bacchetta" del tempo passato, non sarà un elenco di "NON" ad impostare la propria autorità,  lo sappiamo benissimo.
Ironia della situazione, sono i bambini stessi a 'partorire' a turno quelle fondamentali regole di comportamento perché, in fondo, essi sanno benissimo cosa è giusto NON fare: non dondolarsi con la sedia, non spingere il compagno, non interrompere l'insegnante quando parla, ecc ecc.

Forse più che di ordini essi hanno bisogno di ORDINE ... e ... tra il dire e il fare... c'è una povera maestra, o un misero maestro

venerdì 23 novembre 2012

Numero massimo di alunni per classi con alunni disabili: la normativa


E' una domanda che spesso ci si pone: quanti alunni possono stare in una classe con disabili? La risposta ce la dà il Decreto del Presidente della Repubblica del 20 marzo 2009. 
Delle volte, tuttavia, è difficile conciliare tali norme con le esigenze di razionalizzazione delle risorse scolastiche. Da una parte, infatti, le leggi vigenti mettono "paletti" ben saldi in proposito; dall'altra si richiede che il numero di alunni per classi aumenti per risparmiare e razionalizzare.


Il Decreto Presidente Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, all'art. 5 comma 2 dice che:
"Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell'infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili, e purché il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate dai docenti della classe, dall'insegnante di sostegno, o da altro personale operante nella scuola. L'istituzione delle predette classi deve in ogni caso far conseguire le economie previste nei tempi e nelle misure di cui all'articolo 64, comma 6, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133"

Ad ogni modo, se la classe risulta sovraffollata superando il tetto massimo di 20 alunni, vale a dire se ad ogni alunno non spettano i metri quadri previsti per legge, le famiglie potrebbero ricorrere in tribunale per ottenere la riduzione del numero di alunni per motivi di sicurezza.

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