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giovedì 8 maggio 2014

Prendersi cura del proprio cervello: 6 consigli per farlo funzionare al meglio

Possiamo mettere il nostro cervello nelle condizioni di rendere al meglio? E' possibile ottenere il massimo dalle nostre prestazioni intellettive?
La risposta è certamente sì. Gli esperti segnalano alcuni accorgimenti che, se rispettati, mettono "a punto" il nostro rendimento mentale e rallentano il decadimento cerebrale dovuto al passare degli anni.

1. Fai sport almeno 30 minuti al giorno.
Una buona dose di movimento fisico stimola i muscoli che mandano al cervello la richiesta di una maggiore produzione di sostanze neurotrofiche, come ad esempio il BDNF, il quale aumenta la sopravvivenza dei neuroni e li rende più elastici e dinamici, in grado di effettuare meglio connessioni e aumentare la plasticità del cervello.

2. Usa la testa: allenati con quiz, giochi, rompicapo, lettura...
I neuroni sono come i muscoli, vanno usati, allenati... se li lasciamo a riposo a lungo si impigriscono. I neuroni possono essere stimolati... usandoli! Come? Con musica, lettura, cruciverba, quiz, giochi matematici etc...
Non lasciamo a lungo la testa a riposo!

3. Mangiar bene: tutti consigliano la dieta mediterranea.
La dieta mediterranea sembra sia in grado, più degli altri stili di alimentazione, di salvaguardare cervello e memoria. Pare, infatti, che la frutta e la verdura di cui è ricca abbiano un forte potere antiossidante e proteggono dall'invecchiamento cerebrale.

4. Dormi almeno 7 ore ogni notte.
E' vero: ci sono persone che hanno bisogno di pochissime ore di sonno per recuperare energie psichiche e mentali, ma sono una minoranza. Le persone "normali" evitino di fare gli irriducibili convincendosi di aver bisogno di poche ore di sonno per sater bene: al di sotto di sette ore di sonno le prestazioni cerebrali ne risentono molto. La carenza di sonno, infatti, riduce la materia grigia dell'ippocampo e della corteccia frontale, aree coinvolte nella memorizzazione.

5. Lo stress aiuta ma non troppo.
E' risaputo: c'è una soglia di stress utile alle nostre prestazioni, perché ci mantiene vigili, attenti, con la giusta tensione per affrontare gli impegni rendendo molto. Quando la soglia di stress è eccessiva, si ha invece un decadimento delle prestazioni. Occorre automonitorarsi per non eccedere.

6. Stai con gli amici, la salute in una sana vita sociale.
Chi vive isolato senza una vivace vita sociale rischia un decadimento cognitivo più rapido e accentuato. Il contatto con gli altri, la vita di relazione, ridere e discutere con amici rendono il cervello più dinamico e aperto; una vita isolata, per contro, diminuisce gli stimoli e genera un invecchiamento cerebrale precoce (uno studio dimostra persino che, in questo caso, è più alta la frequenza di incappare in Alzheimer). Le emozioni dovute a delle sane relazioni, insomma, hanno per noi un valore affettivo salutare per il nostro cervello.

Post liberamente ispirato ad AIRONE N. 376 - AGOSTO 2012

lunedì 24 giugno 2013

Prendersi cura del proprio cervello: 30 consigli per farlo



Iniziamo col citare la fonte, tanto per rispettare i copyrights: Focus n. 233 del marzo 2012.

Nella nota rivista compare un interessante articolo secondo cui, seguendo 30 accorgimenti, è possibile incrementare il proprio livello di intelligenza. Vediamoli in sintesi, con qualche osservazione in aggiunta:

1. Lascia vagare la mente. Saltare qua e là con il pensiero, soprattutto inconsapevolmente, permette di aumentare il livello di concentrazione e di generare idee innovative.

2. Gioca con i videogames. Giocare con i viedogames può migliorare i riflessi, ridurre pensieri ostili (perché sposta l'attenzione altrove), e permette di svolgere più attività nello stesso tempo.

mercoledì 2 gennaio 2013

Rita Levi Montalcini: considerazioni sull'intelligenza

"Ho un'intelligenza mediocre. 

Il mio solo merito è l'impegno"

Rita Levi Montalcini


E' da poco scomparsa a 103 anni Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina ed orgoglio italiano. 

Sul web sono apparse immediatamente foto, video, aneddoti per commemorare la scienziata. Tra le tante frasi da lei pronunciate ho preferito riportare quella che apre questo post per la valenza che ha dal punto di vista educativo, didattico, pedagogico. 
Non penso che la Montalcini abbia pronunciato questa frase con falsa modestia, dicendo ciò che non pensa effettivamente di lei. 

Penso invece che la sua frase sia straordinariamente vera e riassuma considerazioni pedagogiche degli ultimi tempi di grande importanza. Queste considerazioni ci insegnano tantissimo su un modo nuovo di considerare l'intelligenza, diverso da come si è sempre fatto.
Anzitutto l'intelligenza non è un blocco astratto predefinito, immutabile che si può avere o non avere, senza vie di mezzo. L'intelligenza si costruisce e si cura, si sviluppa e si rafforza.
C'è certamente una base genetica e neurologica, ma il resto è educazione, cura, socialità e sviluppo armonico e consapevole della persona.

A questo proposito un testo del 2007 di A. Costa e B. Kallik, edito in Italia dalla LAS, ci chiarisce le idee sul concetto di intelligenza. Secondo gli autori considerare l'intelligenza come qualcosa di prettamente neurologico porta fuori strada. L'intelligenza, in quanto adattamento consapevole e creativo alla realtà, è fatta, più che da tendenze congenite, da atteggiamenti osservabili, valutabili, modificabili. 

A questo proposito gli studiosi americani ne individuano 16, chiamate DISPOSIZIONI DELLA MENTE, anche se altri studi, condotti da autori diversi, di volta in volta ne hanno individuate un numero diverso: 5, 10, 12.
Potremmo considerare queste 16 la loro versione definitiva, anche se in evoluzione. Li riportiamo di seguito. E' evidente che l'intelligenza, descritta da questi "indicatori", assume caratteristiche di modificabilità, plasticità, tali da poter pensare di intervenire su di essa tramite un progetto didattico efficace e finalizzato. 
Proviamo a leggere le disposizioni che seguono e pensiamo alla frase della Montalcini:

"Persistere", "Impegnarsi per l'accuratezza", "Pensare sul pensare", "Rimanere aperti all'apprendimento continuo" etc... non sono forse riconducibili alla frase della Montalcini?

Le 16 disposizioni della mente:

1. Persistere
2. Gestire l'impulsività
3. Ascoltare con comprensione ed empatia
4. Pensare in maniera flessibile
5. Pensare sul pensare
6. Impegnarsi per l'accuratezza
7. Fare domande e porre problemi
8. Applicare la conoscenza pregressa in nuove situazioni
9. Pensare e comunicare con chiarezza e precisione
10. Raccogliere informazioni con tutti i sensi
11. Creare, immaginare, innovare
12. Rispondere con meraviglia e stupore
13. Assumere rischi responsabili
14. Trovare il lato umoristico
15. Pensare in maniera interdipendente
16. Rimanere aperti all'apprendimento continuo

Arthur L. Cotsa e Bena Kallik, Le disposizioni della mente, come educarle insegnando, LAS, Roma, 2007
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