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lunedì 9 giugno 2014

Prepararsi agli esami: consigli, tecniche, guide

Trovate di seguito una serie di risorse con consigli utili su come organizzarsi per la preparazione degli esami, oltre che tutorial motivazionali e semplici "trucchi del mestiere" per gli scritti e le prove orali.


Segnalatemi eventuali link non più funzionanti




Si tratta di una presentazione in PDF (scaricabile gratuitamente) elaborata da Susanna Sommaggio dell'Università di Padova. 10 punti da considerare per pianificare e realizzare uno studio efficace e solido.

Un ottimo post tratto dal blog Efficacemente. "L'amara dolcezza dello studio è sempre preferibile alla dolce amarezza dell'ignoranza". John Goodwine

Un video di Luca Morviducci, discorsivo ma utile per la motivazione

Il video tutorial dura circa 15 minuti ed è tratto dal celebre portale Skuola.net. In questo caso interviene Livio Sgarbi e aiuta gli studenti a capire come combattere la paura e l'ansia pre esame.

Anche questo utile post è tratto dal blog Efficacemente. Consigli, strategie, riflessioni. Più studiamo e più scopriamo la nostra ignoranza 

Si tratta di un video tratto da Skuola.net della durata di quasi 5 minuti. Trovate Consigli per acquisire sicurezza in se stessi, come vestirsi alla prova orale e come rimediare ad eventuali antipatie studente-prof.

Anche qui un video di poco più di 6 minuti. Come non farsi bocciare? Non c'è un metodo unico e valido per tutti ma certamente qualche piccolo suggerimento lo trovi qui.

Il segreto per studiare senza ansia pre-esame
Un video tutorial di quasi 8 minuti preparato da Luca Morviducci

Video-tutorial di circa 8 minuti. Scopri come accrescere la tua autostima, nello studio e nella vita di tutti i giorni. Il video ti aiuterà sicuramente a vivere lo studio con più motivazione. Ascoltare storie di persone che sono riuscite ad affrontare con tanto coraggio grandi sfide, ti aiuterà a ritrovare la fiducia nelle tue risorse personali.

venerdì 30 maggio 2014

Motivarsi ... quando proprio non mi va: una tecnica semplice ed efficace (con video tutorial)

Capita spesso - si spera non troppo spesso - di doversi cimentare in attività per cui non si ha nessuna motivazione, qualcosa che si deve proprio fare ma non se ne ha nessuna voglia, nessuno stimolo.

 "Perché devo mettermi a studiare o a lavorare se potrei fare altre cose che mi gratificano di più, che mi fanno stare meglio e mi fanno sentire più realizzato?"... è la domanda che ci frulla nella testa.
Dunque lascio stare i miei doveri? Butto via i libri e ... Che Dio me la mandi buona?

Certo che no! La soluzione è un'altra: se non ho la motivazione ... non mi resta che farmela venire! 

A questo proposito si può utilizzare una tecnica che, in poche mosse, dà i suoi risultati.

Se non avete voglia di leggere di seguito in baso troverete anche il video di 2 minuti e 20.

In ogni caso, la tecnica è molto semplice e si procede per gradi:

1.  Pensa qualcosa per cui sei davvero motivato. 
Ad esempio, ciò che ti motiva tantissimo è giocare a calcio, perché ami quello sport, perché c'è un sano senso della competizione e perché vuoi raggiungere un risultato maggiore rispetto a quello della scorsa volta.

2. Crea un'immagine, il più possibile nitida, della situazione motivante.
Rispetto all'esempio che stiamo utilizzando potrebbe essere l'immagine di te mentre fai allenamento con la tua squadra, oppure la "scena" dell'ultimo gol segnato oppure di una vittoria sofferta.

3. Pensa ora a ciò che devi fare e per cui non hai nessuna motivazione e, anche in questo caso, crea un'immagine mentale da tenere presente.
Supponiamo che tu non abbia alcuna motivazione per studiare. Trasforma in immagine questa situazione, proprio come hai fatto per la situazione motivante. Immagina, per esempio, te stesso, seduto alla tua scrivania con i libri davanti. Immagina il tutto nel modo più nitido, racchiudendo l'immagine in un piccolo quadro con cornice.

4. Immagina di sovrapporre le due immagini pensate, in modo tale che l'immagine della situazione per cui vorresti motivarti copra l'immagine della situazione in cui sei davvero motivato.
Quindi, l'immagine di te che giochi a calcio (la situazione in cui sei motivato) deve essere coperta dall'immagine di te stesso che studi (la situazione per cui hai bisogno di motivazione).

5. Sulla prima immagine, al centro di essa, pensa ad un punto che improvvisamente si apre (un po' come il diaframma della macchine fotografiche di una volta) e arrivi ad inglobare l'immagine che c'è dietro - vale a dire quella motivante - e poi subito si richiuda.
Tornando al nostro esempio, pensa che nell'immagine in cui tu studi ci sia un punto che improvvisamente si allarghi fino a lasciare spazio all'immagine sottostante (quella in cui giochi a calcio) e poi si richiuda lasciando di nuovo il posto alla prima immagine. 

6. Ripeti l'esercizio per 7 volte, anche con gli occhi chiusi se ciò ti facilita l'immaginazione.

Alla base di questa tecnica c'è il principio della sovrapposizione delle immagini. Sembra strano, ma se applicato l'esercizio con costanza e serietà risulta un ottimo sistema per motivarsi davvero!!!





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giovedì 29 maggio 2014

Come, dove, quando studiare? Una bussola per lo studente ... Scombussolato!

Per chi deve affrontare esami o per chi, per un motivo o per un altro, è alle prese con lo studio.
Tre mappe in cui trovare indicazioni utili sul metodo di studio. In particolare rispondono a tre importanti quesiti che, in genere, qualsiasi studente arriva a porsi:

- Quando è meglio studiare? Con quale stato d'animo è meglio approcciare allo studio,?Quante pause è giusto fare e di che lunghezza? Studiare di mattina o pomeriggio? E così via...

- Quanto studiare? In che occasioni sono in grado di rendere al meglio? La mia motivazione è giusta? Meglio stare tanto sui libri perdendo tempo oppure poco tempo ma con incisività?

- Dove Studiare? In cucina? Sul letto (nooooo) ? Posso ascoltare la musica mentre studio?








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domenica 25 maggio 2014

L'arte di prendere appunti: le abbreviazioni

A cosa serve prendere appunti?

Molti studenti ritengono che prendere appunti sia una perdita di tempo, perché “le stesse cose sono scritte sul libro” (che spesso non viene aperto). Di conseguenza si evita di prendere appunti oppure lo si fa in modo svogliato, superficiale.
In realtà prendere appunti è un momento fondamentale dello studio, un preludio alla riuscita degli esami o delle interrogazioni. E’ stato dimostrato che provare a memorizzare gli appunti subito dopo una lezione, utilizzando pochi minuti, rafforza gli apprendimenti, aumenta la comprensione dello studio sul libro o manuale, ridimensiona molto i tempi di studio.
In particolare prendere appunti è un valido supporto per l’intelligenza e per la memoria.

Infatti gli appunti:

-       Riorganizzano le informazioni da imparare in modo nuovo, creativo, classificando concetti e contenuti secondo vari punti di vista.

-       Facilitano la memorizzazione perché corrispondono a sintesi ragionate di moli di studio ampie e variegate. Utilizzando schemi, simboli, schizzi, classificazioni si riduce notevolmente il carico per la memoria. 

Organizzazione

Abbreviazioni importanti da usare mentre si prendo appunti

Usare le abbreviazioni permette di semplificare il processo di scrittura per guadagnare tempo in modo da concentrarsi maggiormente sul contenuto, cioè sui concetti, sulle relazioni logiche, sui collegamenti disciplinari e interdisciplinari. In più, se l’insegnante parla velocemente è importante riuscire a seguirlo: a volte quindi, insieme alla capacità di semplificare e schematizzare, è necessario disporre anche di strumenti e tecniche che ci permettano di prendere appunti più rapidamente possibile.

Si ricorre quindi alla tecnica delle abbreviazioni.

Si tratta di utilizzare abbreviazioni/simboli al posto di parole, concetti, connettivi estesi.

ABBREVIAZIONI COMUNEMENTE USATE:

>  Aumento
  Diminuzione
à Ha causato, ha portato a…
c/ con
≠   Diverso
s/ Senza
¤ Individuale
n.b. Nota bene
= Uguale
es. Esempio
def. Definizione
ns Nostro
v.s. Vedi sopra
xché Perché (attenti a non usarlo durante esami o compiti in classe!)
imp. Importante

OMISSIONE DI VOCALI

Omettere le vocali è un ottimo metodo per appuntarsi parole senza perdere tempo. La comprensione non è compromessa: vi sono parole riconoscibili anche dalle sole consonanti, soprattutto se è lo stesso studente acreare per sé le abbreviazioni.

VEDIAMO ALCUNI ESEMPI

Prnc = principale

Intl. = inutile

Intss = Intressante

Rvd = Rivedere

v.apt. = Vedi appunti

Cd = chiedere (al prof.)


LE ABBREVIAZIONI POSSONO ESSERE INVENTATE A SECONDA DELLA DISCIPLINA CHE SI STUDIA:

subc = subconsio
sftw = software
gram = grammatica
us = contro ( storia: in caso di conflitto tra eserciti)
din = dinastia
afr = affreso
trst = transetto
dep = deponente
altz = alitterazione
D.P.R. = Decreto Presidente della Repubblica
INVENTARE, PERSONALIZZARE CON GLI “SCHIZZI”

Studiare non deve mai essere un’esperienza passiva, un fardello da subire con sottomissione. Quando studiamo tutta la nostra persona si mette “in moto” per interagire con ciò che si apprende, per modificare il modo di pensare ed agire una volta accresciute le nostre conoscenze e abilità sulla disciplina, sulla realtà, sul mondo e sulla vita. Studiare con efficacia ci rende creativi, ci rende attivi e dinamici.
L’esperienza dello studio non ci impedisce di sognare, valutare, esprimere opinioni su ciò che studiamo.

Durante la spiegazione dell’insegnante, oppure mentre leggiamo un libro o un manuale di studio, possiamo interagire con i contenuti che studiamo ispezionando le nostre emozioni, le nostre convinzioni, l’universo dei valori in cui crediamo.

Mentre si prendono appunti – ma vale lo stesso mentre si studia, si legge o si sottolinea – possiamo contrassegnare gli argomenti, i concetti, le idee con particolari simboli che corrispondono alle nostre emozioni o a valutazioni del momento.

Se ad esempio l’insegnante ci riferisce, durante una lezione, il pensiero del filosofo che si sta studiando e noi non condividiamo affatto quel modo di pensare, possiamo annotare al lato dell’appunto, oppure nel primo spazio bianco utile del foglio, un disegno, uno schizzo che rappresenti la nostra disapprovazione rispetto a quel concetto. In questo caso, per esempio, disegnando velocemente l’immagine di una faccia disgustata.

Se una spiegazione di scienze su uno specifico argomento ci disgusta particolarmente potremmo rappresentare il nostro disgusto con un piccolo schizzo, un mini-disegno, inventato da noi.

Questo modo di fare permette allo studente di interagire attivamente con gli argomenti che studia, con le lezioni che segue. Esprimere valutazioni personali, risonanze emotive o giudizi di valore su ciò che si studia e sugli argomenti che gli insegnanti ci presentano è già una forma attiva e consapevole di apprendimento!

Non è difficile inventare dei simboli che richiamino vissuti, convinzioni, emozioni:

Emoticon: felici, tristi, disgustate.
Cuore
Lampo
Lampadina
Bello!
Punto interrogativo (dubbio, perplessità)

PROVATE AD INVENTARE ALTRE ABBREVIAZIONI RIFERITE ALLE VOSTRE MATERIE DI STUDIO OPPURE INVENTATE I VOSTRI “SCHIZZI” PERSONALI.


Buono Studio!!!

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mercoledì 24 luglio 2013

USE-IT: informazioni turistiche dai giovani ... per i giovani viaggiatori

Questo portale è davvero interessante, forse poco attinente al mondo della scuola, ma certamente adatto a giovani utenti che vogliono viaggiare per conoscere.

Le informazioni che contiene, tuttavia, possono essere usate soprattutto in caso di viaggi di istruzione per ragazzi di scuola secondaria di II grado. Le informazioni qui contenute possono rendere i nostri alunni protagonisti del loro viaggio e consapevoli delle ragioni della visita.

E' vero:
"Il Viaggio di scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi"
Marcel Proust


... tuttavia si possono avere nuovi occhi pur visitando nuovi paesaggi, terre nuove e lontane.
Lo hanno capito bene gli autori di questo portale, USE IT, dove giovani viaggiatori creano guide turistiche destinate ad altrettanti giovani viaggiatori.

venerdì 28 giugno 2013

Prova a pensarti... realizzato!

Ti senti una persona realizzata? Oppure vuoi esserlo, anche se pensi che parlare di realizzazione sia ancora troppo presto?   
Un noto pedagogista e scrittore - Danilo Dolci - scrive una frase bellissima:"Nessuno cresce se non è sognato".
Ed è proprio così: se c'è qualcuno che ci sogna - un amico, un insegnante, una moglie o un genitore - vuol dire dire che c'è qualcno che ci ama. Equando ci sentiamo amati siamo in grado di fare qualsiasi cosa, possiamo "spostare le montagne".
Ora, però, proviamo a sognare noi stessi, ad immaginare cosa e come vorremmo essere; proviamo a pensarci pienamente realizzati e se non lo siamo cerchiamo di capire come riuscire ad esserlo.
Ma la domanda ècome capisco di essere realizzato? Come posso riconoscermi "persona realizzata ed equilibrata"?


Una risposta la troverete nel testo seguente. Qui lo psicologo statunitense Abraham H. Maslow traccia un profilo psicologico-comportamentale della persona realizzata.
Sta a noi capire se la nostra formazione, le nostre idee,

lunedì 24 giugno 2013

Prendersi cura del proprio cervello: 30 consigli per farlo



Iniziamo col citare la fonte, tanto per rispettare i copyrights: Focus n. 233 del marzo 2012.

Nella nota rivista compare un interessante articolo secondo cui, seguendo 30 accorgimenti, è possibile incrementare il proprio livello di intelligenza. Vediamoli in sintesi, con qualche osservazione in aggiunta:

1. Lascia vagare la mente. Saltare qua e là con il pensiero, soprattutto inconsapevolmente, permette di aumentare il livello di concentrazione e di generare idee innovative.

2. Gioca con i videogames. Giocare con i viedogames può migliorare i riflessi, ridurre pensieri ostili (perché sposta l'attenzione altrove), e permette di svolgere più attività nello stesso tempo.

sabato 22 giugno 2013

Tecniche Di Memoria

TECNICHE DI MEMORIA E METODO DI STUDIO
Questa guida è il risultato di un corso sulle tecniche di memoria seguito ai tempi dell’università, a cui si aggiungono studi condotti sull'apprendimento e la memorizzazione rapida, oltre ad un'esperienza decennale di insegnamento nel mondo della scuola.
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Vuole essere uno strumento di facile ed immediato utilizzo per studenti e, in generale, per coloro che intendono migliorare i tempi di memorizzazione e ottimizzare le abilità di studio. Chi scrive ha applicato alcune delle tecniche qui proposte con i propri alunni, ottenendo risultati decisamente soddisfacenti; per questo auspica che possa essere utile a più persone possibili.
Per le esigenze di rapidità ed immediatezza che questo scritto si propone, non ci si soffermerà (se non in minima parte) su questioni teoriche legate al funzionamento del cervello; piuttosto, si andrà direttamente al punto con l’applicazione pratica delle singole tecniche.
Ricorda che è vietato appropriarsi dei contenuti perché coperti da copyrights.

Buona memoria!!!

DI SEGUITO RIPORTIAMO UNA LEZIONE CON UN ESEMPIO DI APPLICAZIONE DELLE TECNICHE DI MEMORIA


Mettiamoci all'opera per sperimentare un primo assaggio di tecniche di memoria. Ovviamente si tratta solo di un esempio che non esaurisce nemmeno una minima parte dell'argomento; ci permette però di iniziare a farci un'idea.
Seguono 18 parole: leggile con attenzione una sola volta, non di più (puoi anche barare, ma non servirebbe a nulla perché imbroglieresti te stesso :) )

venerdì 21 giugno 2013

Appendice 1. Come memorizzare l'intero calendario in meno di un quarto d'ora.


Si può memorizzare un intero calendario ricordando perfettamente in che giorno cade questa o quella data

Certamente sì! E vi sarà molto utile non dover cercare in continuazione nel portafogli, oppure ispezionare le pareti della stanza in cui vi trovate, alla ricerca disperata del calendario... lo avrete già tutto in testa, ed è il luogo più sicuro. In più, dopo averlo memorizzato potrete lasciare a bocca aperta i vostri amici, parenti, insegnanti! 

"Ma come diavolo fai?", ti chiederanno increduli...a quel punto, se vorrete svelare il vostro segreto ... segnalate il sito "Studia Con Successo!".
Badate bene... stupirete tutti! 

In questo caso memorizzeremo il calendario dell'anno 2012. La stessa tecnica che andremo ad utilizzare

giovedì 20 giugno 2013

Tecniche di memoria - Lez. 8 - Schedario mentale da 26 a 50 e modalità di applicazione


In questa lezione vedremo il secondo gruppo di schede dello schedario mentale, dalla scheda 26 alla 50. E' utile memorizzarle a gruppi come è stato suggerito per le precedenti 25: primo gruppo di 10 più un breve ripasso; secondo gruppo di 10 più un breve ripasso (anche del gruppo delle 10 precedenti); ultime 5 più ripasso generale delle 25 schede.

Al termine di questo schedario vedremo una prima applicazione pratica, provando a memorizzare 30 parole, sia concrete che astratte, nell'ordine in cui le trovi. La vostra capacità sarà sorprendente.
Potrete quindi anche divertirvi, dopo esservi esercitati un po', a stupire i vostri amici!

Osserva con attenzione il video in basso

mercoledì 19 giugno 2013

Tecniche di memoria - lez. 7 - Lo schedario mentale 0 - 25: il tuo cervello diventa una banca dati


Con quello che imparerai in questa lezione e nelle successive sarai in grado di fare cose straordinarie, che ti permetteranno, con un minimo di impegno e applicazione, di imparare decine o centinaia di parole nell'esatto ordine in cui ti vengono dettate. Dalla prima all'ultima o viceversa; partendo dalla parola sarai in grado di ricordare la sua esatta posizione nell'elenco, oppure dall'elenco individuerai la parola senza possibilità di errore.

Per fare tutto ciò è necessario memorizzare lo schedario mentale, vale a dire un elenco di numeri con le corrispondenti immagini. 
Lo schedario che ti proponiamo arriverà fino a 100 schede, suddiviso in 4 gruppi da 25  schede ciascuno, che dovrai memorizzare con molta attenzione. 
Una volta capito il meccanismo, potrai tu stesso inventare altre schede fino al numero che vorrai (200, 300, 1000), anche se ai fini pratici 100 schede bastano ed avanzano.

Per capire l'utilità dello schedario mentale dobbiamo immaginarlo come se fosse un enorme armadio con 100 scomparti - tanti quante sono le schede; potrebbe anche averne

martedì 18 giugno 2013

Tecniche di Memoria - Lez. 6 - Come avviene la conversione fonetica


Nella lezione precedente (lez. 5 - Tecniche di memoria) abbiamo visto in base a quali criteri avviene la conversione fonetica: ora sappiamo che in corrispondenza dei numeri ci sono CONSONANTI (non vocali!) ben precise

Vediamo ora nello specifico secondo quali regole avviene la conversione fonetica.
Innanzitutto è fondamentale prestare attenzione al suono delle parole, perciò, soprattutto all'inizio, è importante pronunciare ad alta voce le consonanti.

Immaginiamo di avere il numero 11 da "convertire" con i criteri della conversione fonetica.
Sappiamo bene che le consonanti che corrispondono al numero 1 sono e d.

Quindi:

1 = t, d
1 = t, d 

Dobbiamo ora pensare una parola

lunedì 17 giugno 2013

Tecniche di memoria - LEZ.5 - Memorizzare numeri infiniti: la conversione fonetica


Dopo le lezioni precedenti - necessarie e importantissime sia come introduzione all'argomento, sia per mostrare i principi alla base delle tecniche di memoria (Lez. 1 - Lez. 2 - Lez. 3 - Lez. 4) - ci concentriamo adesso su un altro principio cardine delle mnemotecniche, la CONVERSIONE FONETICA.

Questo metodo è stato divulgato dal filosofo e matematico Gottfried Wilhelm Leibniz e poggia su un principio molto semplice: trasformare qualsiasi tipo di numero, singolarmente o a gruppi di 2 - 3 (a volte a gruppi di 4), in IMMAGINI
Si vede chiaramente che le immagini ritornano sempre perché, lo ricordiamo di nuovo, sono il fondamento delle tecniche di memoria

Per applicare il sistema della conversione fonetica è necessario

venerdì 14 giugno 2013

Risorsa per chi studia o lavora: ottimizzare i tempi con la legge di Parkinson!

"Work expands so as to fill the time available for its completion"


La frase riportata è meglio conosciuta nel mondo dell'amministrazione e del marketing come Legge di Parkinson. Cyril Northcote Parkinson, infatti, la teorizzò nel libro omonimoParkinson's Law, pubblicato nel 1958 e diventato poi un besteller tradotto in molte lingue, anche in Italia.

Il contenuto della teoria, all'apparenza abbastanza semplice, può essere applicato nei contesti di lavoro e di studio.
Parkinson sostiene che Il lavoro - o lo studio - si espande in modo da riempire il tempo a disposizione per il suo completamentoIn altre parole, se per svolgere un lavoro ho a disposizione 2 giorni di tempo, nella pratica lavorativa tenderò adimpiegare esattamente tutto il tempo a mia disposizione, senza risparmiare nemmeno un minuto. L'Autore nota, infatti, che, se per lo stesso lavoro si hanno a disposizione 4 giorni, si impiegheranno tutti e 4 senza "scartare" neppure un secondo.

Sappiamo tutti quanto questo sia vero: ricordo all'università che, se un esame mi veniva spostato alla settimena successiva,

giovedì 13 giugno 2013

Tecniche di memoria - Lez.4: la base delle tecniche, PAV-EMAICE

Gli mnemonisti mettono alla base delle tecniche di memoria un criterio generale che presiede ad ogni successiva strategia di memorizzazione. Ciascuno chiama questo citerio in modo diverso, chi PAV, chi EMAICE

In molti casi ognuno crea un nome diverso semplicemente per dare un'impressione di originalità al proprio metodo e spillare più soldi nei corsi; a questo proposito non consiglio di seguire i corsi di mnemotecniche: sono davvero molto costosi e le stesse cose posso essere tranquillamente apprese studiando un semplice manuale ... o - ed è ancora più gratuito - seguendo questo blog.

Ma torniamo a noi. Alla base della memorizzazione, abbiamo visto nella lezione precedente, vi sono le immagini mentali, poiché per circa l'80% il nostro cervello memorizza attraverso le immagini.

Il puno ora è: come devono essere le immagini

mercoledì 12 giugno 2013

Tecniche di memoria - Lez.3: principio della visualizzazione (con esercizio)


Mettiamoci all'opera per sperimentare un primo assaggio di tecniche di memoria. Ovviamente si tratta solo di un esempio che non esaurisce nemmeno una minima parte dell'argomento; ci permette però di iniziare a farci un'idea.

Seguono 18 parole: leggile con attenzione una sola volta, non di più (puoi anche barare, ma non servirebbe a nulla perché imbroglieresti te stesso :) )

1. TAVOLO
2. MELA
3. RE
4. TAPPO
5. MAMMA
6. NAVE
7. SCARPA
8. DOCCIA
9. CERINO
10. LETTO
11. MUCCA
12. LAMA
13. AUTOMOBILE
14. PENNA
15. QUADRO
16. COMPUTER
17. LUMACA
18. BICICLETTA
19. LIBRO

Queste 19 parole - scelte a caso e di getto - sono sufficienti per iniziare.

A questo punto non tornare a sbirciare

martedì 11 giugno 2013

Tecniche di memoria - Lez.2: come funziona la nostra testa


Iniziamo ora ad occuparci concretamente delle tecniche di memoria, per vedere su quale presupposto esse si basano e come imparare via via ad utilizzarle in svariati contesti.

Partiamo da alcune premesse essenziali (la più importante riguarda la MOTIVAZIONE e ne abbiamo parlato, seppur a grandi linee, nel postprecedente):

Il nostro cervello tende a ricordare con più facilità LE IMMAGINI, cioè rappresentazioni concrete di idee, cose, concetti...

Capire quanto sia vero tutto questo è molto semplice: a tutti capita di sentire il titolo di un film e non ricordare di averlo visto; poi, dopo aver osservato la locandina, ci torna in mente tutta la trama!
Personalmente, da collezionista, posseggo più di 400 fumetti: quando mi viene chiesto di cosa parla una storia, partendo dal solo titolo, spesso ho enormi vuoti di memoria; quando vedo la copertina, però, ne ricordo esattamente tutto il contenuto, anche nei particolari.

Non sempre ci pensiamo, ma i nostri ricordi

lunedì 10 giugno 2013

Tecniche di memoria: lezione introduttiva


Parlando di tecniche di memoria non ci riferiamo a pratiche di nicchia riservate a pochi prescelti, né esse hanno a che fare con attività stregonesche dietro cui sono nascosti chissà quali segreti o pratiche esoteriche. Esistono persone che mostrano una memoria prodigiosa, ma non perché abbiano capacità fuori dal comune; piuttosto perché hanno applicato delle tecniche - alcune piuttosto semplici -  e si sono via via esercitati fino a padroneggiarle

Apprendere le tecniche di memoria è come apprendere una qualsiasi altra abilità: all'inizio si procederà lentamente, a piccoli passi; successivamente le abilità si consolidano e tutto diventa più fluido e naturale. Chi non ricorda le prime volte che si è messo alla guida? Si faceva caso ad ogni piccola cosa: dalla pressione sui pedali, alla distanza dagli ostacoli, alla posizione delle marce etc. etc. ... dopo un po' di pratica, però, riusciamo a guidare parlando, cantando, senza più pensare a quello che facciamo. 
L'esempio sta a significare che con le tecniche di memoria funziona allo stesso modo: impegno, voglia e abitudine all'utilizzo: la padronanza verrà da sé.


Personaggi celebri del passato, come ad esempio Cicerone o Pico Della Mirandola,

venerdì 7 giugno 2013

Lettura Veloce


In questa sezione trovi alcune interessanti lezioni sulla lettura veloce, consultabili gratuitamente. E' una raccolta dei migliori post presenti nel blog sull'argomento.


Dopo il titolo di ogni lezione trovi la parte iniziale di ognuna di esse. Se la lezione ti interessa clicca su Vai alla lezione e sarai subito indirizzato sulla pagina corrispondente. Se sei digiuno di tecniche di lettura veloce ti consiglio di seguire tutte le lezioni nell'ordine in cui ti vengono presentate, perché molte sono propedeutiche alle successive.

Ricorda che è vietato appropriarsi dei contenuti perché coperti da copyrights.

1. Lettura veloce: elimina le cattive abitudini!

Anche il lettore più incallito, colui cioè che legge molto e sugli argomenti più vari, non è detto che sia un lettore professionista. Non basta leggere tanto e da più tempo per potersi definire un lettore competente. Vi sono degli errori molto comuni che possono essere commessi da chiunque, in assoluta buona fede: dagli errori più banali - per esempio riguardo alla postura - ad errori specifici più complessi che concorrono a rallentare la velocità nella lettura e nella compresione...

Vai alla lezione

2. Lettura veloce: quattro esercizi per leggere al doppio della velocità

Vediamo ora quattro esercizi utili per aumentare la velocità di lettura; a questo proposito non dobbiamo dimenticare che la lettura può diventare molto più rapida (anche del 50% o più) applicandosi in esercizi cheaumentano il campo di fissazione - ciò permette di leggere più parole con un solo colpo d'occhio - ediminuiscono gli spostamenti oculari mentre si scorre il rigo (l'occhio, infatti, legge soltanto quando è fermo). ...
Torniamo ora sulla lettura veloce per suggerire esercizi ulteriori che si aggiungono a quelli proposti in precedenza.

Ricordiamo che alla base delle tecniche di lettura veloce non c'è nulla di straordinario, se non un'abilità particolare, ottenuta con l'esercizio, nell' allargamento del campo visivo e nelle diminuzione dei punti di fissità....
Prima di passare ad esercizi mirati sull'allargamento del campo visivo proponiamo un esercizio che ha la funzione esplicativa e di ripasso dell'ultimo post sull'argomento (inserire link). Si tratta di un esercizio sui punti di fissità simile a quelli precedenti, con la differenza che, oltre ai soli punti neri, vengono qui proposte anche parole singole da inglobare nello sguardo - leggendole - insieme ai singoli punti... 

Vai alla lezione

Questo post, con l'esercizio che viene proposto, vuole essenzialmente tirare le somme rispetto ai post precedenti.
Ti proponiamo un esercizio che, come tutti gli altri, devi svolgere con costanza più volte al giorno per diversi giorni. Può sembrare pedante, ma non ci sono altri modi per abituare i tuoi occhi ad uno stile di lettura nuovo e diverso rispetto a quello utilizzato fino ad ora. Quindi coraggio, con buona volontà, con la consapevolezza dei tuoi obiettivi e una buona dose di motivazione esercitati con il testo che trovi in basso...

Vai alla lezione

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