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martedì 15 dicembre 2015

L'arte di studiare: l'interazione con il testo

La capacità di studiare si acquisisce con l'impegno e seguendo indicazioni specifiche che, supportate da dati sperimentali, sono effettivamente efficaci per velocizzare ed ottimizzare gli apprendimenti.

Tra le varie abilità nel metodo di studio, ce n'è una molto importante, che gli alunni possono imparare nel giro di qualche ora e che dà dei risultati ottimi: l'interazione con il testo.

Che vuol dire interagire con il testo?
Vuol dire interagire con i concetti, i capoversi, le definizioni, le parole chiave in modo attivo; vuol dire porsi in modo creativo rispetto alle pagine di studio (non possiamo negare che gli apprendimenti, in ogni caso, passano attraverso un "testo", sia esso multimediale, elettronico, audiovisivo...).

Come avviene questa interazione? Attraverso simboli che indichino stupore, dubbio, disapprovazione, piacere, interesse, approvazione...

Si tratta, per entrare nel concreto, di disseminare al lato delle pagine simboli che per lo studente abbiano un significato preciso.

E' ampiamente dimostrato che questo lavoro favorisce l'attenzione ed aumenta il livello di comprensione del testo.

Ecco le fasi per insegnare - ed utilizzare - questo metodo:

1. Lo studente, autonomamente o con la guida dell'insegnante, stabilisce dei simboli per interagire con il testo. I simboli rappresentano emozioni, intenzioni, volontà dello studente. Per meglio rendere l'idea - e questo è il passaggio chiave del nostro discorso - riportiamo nella foto un REPERTORIO DI SIMBOLI che possono essere utilizzati.

Ci sono simboli che indicano piacere, interesse, dubbio, necessità di approfondire o di utilizzare il vocabolario.


2. A questo punto lo studente "approccia" alla pagina, al capoverso, al capitolo, in modo diverso rispetto a come è abituato a fare, segnando accanto al testo letto i vari simboli secondo le sue necessità o i suoi gusti.

3. L'insegnante, le prime volte in cui lavora in questo modo, può persino chiedere allo studente di riferire il contenuto studiato usando come guida esclusivamente i simboli che ha utilizzato al lato della pagina.

I risultati sono davvero sorprendenti: se fatto bene, il lavoro è utile per aumentare l'interesse negli studenti, accrescere la loro attenzione e concentrazione, migliorare il loro livello di comprensione del testo.

Chi scrive lo ha utilizzato in classe, notando davvero ottimi risultati. Provare per credere.

Apprendimento cooperativo

Questa attività si trasforma da utile a straordinaria quando si realizza in modalità cooperative.

Ecco come fare:

- Si formano coppie di studenti;

- A turno uno studente legge ad alta voce un capoverso; l'altro ascolta (leggendo a mente) e propone, al termine della lettura del compagno, quali simboli utilizzare accanto al testo. 

- Dopo una breve discussione la coppia assegna il simbolo - o più di un simbolo - a capoverso;

- Si prosegue a parti invertite: chi prima leggeva ad alta voce adesso ascolta il compagni che legge... e così via.

lunedì 17 agosto 2015

Tecniche di Memoria e Metodo di Studio, di Pierluigi Fratarcangeli

Create your own banner at mybannermaker.com!"Tecniche di memoria e metodo di studio" è un libro che nasce con l'intento di fornire strumenti e risorse agli studenti e a tutti coloro che intendono ottimizzare le abilità di studio e apprendimento. Si tratta di una guida essenziale, immediata, sulle principali tecniche di memoria e sulle loro applicazioni pratiche. Tutti sono in grado di utilizzare queste tecniche che permettono di dimezzare i tempi di memorizzazione di testi, date, formule, date storiche, articoli di legge...

Il libro contiene anche dei capitoli dedicati al metodo di studio, al ripasso prima di interrogazioni ed esami, e una guida per l'utilizzo del METODO CORNELL/6R, un metodo straordinario per prendere appunti in modo rapido ed efficace.

Questa la presentazione in quarta di copertina
Questa guida è il risultato di un corso sulle tecniche di memoria seguito ai tempi dell’università, a cui si aggiunge lo studio di diversi libri sull’argomento. Vuole essere uno strumento di facile ed immediato utilizzo per studenti e, in generale, per coloro che intendono migliorare i tempi di memorizzazione e ottimizzare le abilità di studio. Chi scrive ha applicato alcune delle tecniche qui proposte con i propri alunni, ottenendo risultati decisamente soddisfacenti; per questo auspica che possa essere utile a più persone possibili. Per le esigenze di rapidità ed immediatezza che questo scritto si propone, non ci si soffermerà (se non in minima parte) su questioni teoriche legate al funzionamento del cervello; piuttosto, si andrà direttamente al punto con l’applicazione pratica delle singole tecniche.

sabato 12 luglio 2014

Come Studiare in modo efficace? Alcuni consigli per farlo al meglio


Come organizzarsi con lo studio a casa? A scuola c'è l'insegnante che stabilisce la tabella di marcia, ma a casa come posso organizzarmi? E all'università? Di seguito degli ottimi consigli da seguire.

La pianificazione dei tempi

Nei primi anni della scuola media superiore lo studente si  trova a dover gestire in modo più autonomo la distribuzione del proprio tempo.
E’ evidente che ogni persona deve avere chiara la scala delle priorità che si pone. Ad esempio: se uno studente studia con passione uno strumento musicale oppure pratica uno sport a livello agonistico e decide che questa sfera della sua vita è irrinunciabile, necessariamente dovrà dedicare meno tempo alla scuola, ponendosi obiettivi realistici e non troppo ambiziosi.
Per tutti, comunque, servono buone capacità organizzative soprattutto nelle giornate di studio che precedono le verifiche scritte o le interrogazioni.
Qualche consiglio potrà essere utile. 


- Una programmazione efficace prevede un piano settimanale in cui, quotidianamente, siano presenti momenti dedicati allo studio ed altri riservati allo svago. Il lavoro di pianificazione, infatti, serve a ridurre il tempo di studio aumentandone l’efficacia, in modo da permettere alla persona di avere del tempo libero per le attività extrascolastiche che interessano.
Non è necessario prevedere molte ore di studio. Sono invece importanti la concentrazione, adeguatepause, buoni ripassi.
Potresti costruire un’agenda settimanale con gli impegni fissi (sport, hobbies) e le fasce orarie di studio – base, anche tenendo conto degli orari in cui lavori meglio. Prevedi anche una certa elasticità in modo da far fronte a eventuali periodi di lavoro intenso nello studio o nello sport.

-
Nella programmazione dei tempi, occorre prevedere almeno tre fasi

La prima è di revisione di ciò che è stato svolto in classe al mattino. Infatti se non si rimettono in ordine gli appunti o gli esercizi, presto dimenticheremo il 70% di quanto abbiamo fatto. 
La seconda fase è di studio o di esecuzione di compiti. In questa fase è importante ricordare che gli esercizi vanno svolti dopo aver studiato la parte teorica. Ad esempio in matematica, gli esercizi saranno una verifica della comprensione dei concetti studiati nella teoria. Per quanto riguarda lo studio, affronteremo gli aspetti legati alle tecniche di lettura, alla sottolineatura, alla rielaborazione personale con schemi e mappe. Della memorizzazione abbiamo già trattato precedentemente. 
Una fase di ripasso. Solo dopo aver lasciato “sedimentare” le conoscenze, ripassi successivi permetteranno di inserire le conoscenze nella memoria a lungo termine. 


-Non concentrare mai lo studio nei giorni appena precedenti le verifiche. Molti studenti fanno proprio così, fidando nella potenza della memoria a breve termine. Gli svantaggi però sono numerosi. Infatti i risultati che si ottengono in questo modo sono imprevedibili per vari motivi. L’ansia, ad esempio, gioca un ruolo molto importante nel nostro rendimento: se non siamo sicuri della nostra preparazione potremmo bloccarci, non ricordare più niente, fare una gran confusione. Inoltre, se la preparazione è fragile, basta una domanda posta in modo diverso da quello che abbiamo previsto, per “perdere la bussola”. Inoltre, ed è la cosa più importante, se lavoriamo sempre con la memoria a breve termine, non riusciremo a costruire la già citata rete di conoscenze che ci serve per imparare nuove cose. 

E’ opportuno qui distinguere tra preparazione prossima e preparazione remota.
La prima è proprio quella che realizziamo con gli studi fatti a casa prima dell’interrogazione o della verifica.
La seconda, invece, incomincia dalla prima spiegazione dell’argomento in classe, attraverso l’ascolto, la presa di appunti, la revisione a casa, la richiesta di chiarimenti, gli esercizi,ecc.
Il giorno prima di una verifica o un'interrogazione è possibile solo fare un ripasso per accertarsi di sapere esporre e utilizzare ciò che si è appreso. Quindi:
- rilettura veloce del testo, degli appunti, degli schemi, o esercizi-tipo
- ripetizione ad alta voce per verificare la capacità di esposizione; eventuale simulazione dell'interrogazione o della verifica.
Perciò, se devi studiare 28 pagine di storia per l’interrogazione prevista tra 7 giorni , non programmare lo studio di quattro pagine al giorno. Intensifica invece lo studio all’inizio, diminuendo a metà settimana e tenendoti due giorni per un ampio ripasso.
-
Restano ancora due aspetti:
- verificare se la pianificazione  è stata “realistica”. Confronta il tuo programma con ciò 
che hai realizzato. Sei stato troppo ottimista sui tempi dello studio? O è successo il 
contrario? Correggi la tabella di marcia, ricordando che stai imparando a studiare
 e, come in ogni apprendimento, gli errori sono previsti.
- l’aspetto più impegnativo: rispettare il programma!


Lo studio

Ci sono diversi modi per affrontare lo studio di un argomento ed è importante ripetere che
 ognuno di noi ha strade diverse per raggiungere l’obiettivo. La maggior parte delle persone, 
però, ha un proprio “percorso” che è risultato efficace e viene perciò riutilizzato.
Sulla base di quanto dicono di fare le persone che hanno successo nello studio, un possibile percorso può essere questo.

Attivare la rete di conoscenze. Crearsi aspettative
Comincia ad esplorare il testo che hai davanti come si fa normalmente di fronte a qualcosa di nuovo. 
Hai già un’idea globale dell’argomento perché in classe avrai ascoltato la lezione dell’insegnante. 
Il testo che hai tra le mani presenta una struttura ed un’organizzazione dei capitoli che è bene conoscere. 
Sulla base dei titoli, dei sottotitoli, delle figure, dei grafici ecc. prova a prevedere di cosa parlerà il testo, collegandolo a ciò che già conosci sull’argomento.

Comprendere
Fai una prima lettura globale. Dividi il testo in sequenze, ricavandone le informazioni più importanti. 
Se incontri termini specifici, sottolineali. Se ci sono parole che non conosci, devi cercarne il significato sul vocabolario 
Se incontri grafici,tabelle,ecc. non ignorarli. Integra le informazioni che ne ricavi con quelle fornite dal testo scritto.
Mentre leggi, sottolinea i concetti, scrivi delle parole-chiave vicino ad ogni sequenza, numera i concetti da memorizzare

Rielaborare e memorizzare
Cerca il tuo modo di rielaborare ciò che hai letto. Puoi prendere appunti, fare schemi, fare mappe, ripetere ad alta voce,ecc.
Cerca di associare ciò che stai memorizzando ad altre esperienze, conoscenze, immagini che emergono. Metti qualcosa di noto vicino a ciò che va memorizzato 
Se l’argomento da studiare ha suscitato qualche interesse, sfrutta il momento favorevole e dai un contributo per approfondire i contenuti.


Testo liberamente ispirato da http://www.gentileschi.it/

mercoledì 9 luglio 2014

Perché il cervello dimentica le informazioni? Ecco i motivi

Un noto psicologo, Ebbinghaus, già nella seconda metà dell'Ottocento iniziò a studiare la capacità di ricordare dell'essere umano. Dopo aver memorizzato un elenco di 13 sillabe provò a ricordarle nei giorni successivi. Il suo studio dimostrò che si dimentica più facilmente dopo i primi due giorni, successivamente si continua a dimenticare per un mese circa, ma non con la stessa intensità dei primi due giorni. Inoltre lo studioso, provando a memorizzare nuovamente le stesse informazioni, notò che la seconda memorizzazione era molto più rapida della prima (il risultato sembra scontato, ma Ebbinghaus fu il primo a darne una dimostrazione sperimentale).

I motivi per cui si dimentica sono essenzialmente tre*:

1. Mancanza di una strategia di recupero.
Durante lo studio, anche se quello che si studia interessa molto lo studente (che così memorizza rapidamente), è importantissimo utilizzare delle strategie di recupero dell'informazione. Si tratta in sostanza di lasciare delle tracce in grado di richiamare alla memoria nozioni ed informazioni collegate tra loro; un indizio che apre delle porte già aperte. Potremmo paragonare tutto ciò ai sassolini che Pollicino disseminava nel bosco per ritrovare la via del ritorno a casa. Per fare questo esistono diverse modalità, e le più elaborate ed efficaci sono le tecniche di memoria (nel blog c'è una sezione in continuo aggiornamento).

2. Decadimento dell'informazione.
 Vi sono dimenticanze del tutto fisiologiche, normali. Nessuno tiene a mente tutto di tutto, non esistono concetti o nozioni che restano in memoria per sempre. C'è un normale decadimento delle informazioni, in primo luogo di quelle che non usiamo di frequente. Se imparo a memoria gli affluenti di sinistra del Po e non uso mai più l'informazione, nel giro di pochi giorni dimenticherò del tutto i nomi memorizzati.

3. Interferenza.
Si verifica quando ho a disposizione due o più informazioni tra loro molto simili: il cervello, in questo caso, tende a memorizzare la più facile delle due, se con facilità intendiamo la più nitida, la più isolata, la più paradossale o la più ricorrente.
La psicologia, però, dimostra anche che due informazioni simili, proprio per la loro somiglianza, tendono ad essere memorizzate entrambe facilmente.

A quanto detto finora occorre aggungere alcune precisazioni. La qualità della memorizzazione - e quindi anche l'efficacia del ricordo - è necessariamente legata al fattore emozionale, vale a dire all'investimento emotivo che ho nel momento in cui memorizzo. Quanto mi interessa quello che studio? Quello che devo mandare a memoria mi appassiona? Ho una forte motivazione in quello che faccio?
Se la risposta a questi quesiti è negativa è del tutto comprensibile che le dimenticanze siano frequenti ed intense, perché interessa poco di quello che si studia.

In fondo è capitato a tutti: se a darmi il numero di telefono è una ragazza che mi interessa terrò a mente quel numero con molta più facilità rispetto ad una situazione opposta.


* Libero Riadattamente da "Maria Teresa Serafini, Come si studia, Strumenti Bompiani, 1989, Milano"
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