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sabato 24 ottobre 2015

Gli articoli di Alberto Pellai

Riportiamo in questo post tutti gli interventi del prof. Alberto Pellai.

Alberto Pellai è un medico, esperto di prevenzione in età evolutiva, psicoterapeuta dell’età evolutiva che lavora come ricercatore presso il Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Università degli Studi di Milano, presso la quale è docente in molti corsi di Laurea della Facoltà di Medicina. Dirige la collana "Educazione alla Salute" presso la casa editrice Franco Angeli (venti i titoli già inseriti in collana), la collana di Narrativa Psicologicamente Orientata per bambini “Parlami del cuore".

Ha pubblicato decine di articoli scientifici su riviste italiane e straniere e più di 30 libri rivolti ad operatori, genitori, insegnanti. 


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sabato 11 luglio 2015

Standard per l'educazione sessuale in Europa - File originale da scaricare

Nel dibattito "gender sì" oppure "gender no" si colloca anche il documento che riportiamo in questo post. E' scaricabile dai due link che trovate alla fine del post.

Si tratta dello "STANDARD PER L'EDUCAZIONE SESSUALE IN EUROPA", ed è un documento promosso dall'OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità ed elaborato dal BZgA - Federal Centre For Healt Education.

L'edizione italiana del testo (scaricabile in basso, lo ripetiamo) è promossa e finanziata dalla Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica - FISS

Davvero in questo documento "si invitano gli educatori ad insegnare ai bambini di 4 anni a masturbarsi"?

 Quella appena citata tra virgolette è una delle frasi che ricorrono tra coloro che ritengono di dover difendere la famiglia tradizionale e l'identità maschio/femmina.

L'identità maschio/femmina esiste, figuriamoci, ma non crediamo che vada difesa - neppure dalle 68 pagine di questo documento - semplicemente perché nessuno la mette in discussione o la attacca.

Ad ogni modo, per avere un'idea chiara su cosa questo documento EFFETTIVAMENTE dice ne consigliamo la lettura diretta, senza mistificazioni inutili e manipolatorie.


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domenica 29 marzo 2015

A PROPOSITO DELL'IDEOLOGIA GENDER NELLE SCUOLE, di Alberto Pellai (Psicologo, Psicoterapeuta, Docente Universitario)

Riporto nel blog un intervento che Alberto Pellai - psicoterapeuta, docente universitario e padre di 4 figli - ha pubblicato sulla sua pagina Facebook a proposito dell'ideologia Gender e dei sedicenti oppositori ad essa.

 Più nel particolare, oltre alle sua considerazioni sull'omosessualità e sulla possibilità che essa venga "trasmessa" tramite scelte educative inadeguate,

 Il noto studioso (che non perde questa occasione per definirsi, tra le altre cose, un cattolico) si sofferma su quanto ci sia di "montato" e di ideologico nella propaganda "anti gender nelle scuole", cui si assiste in modo marcato in questi ultimi mesi.

Ne consiglio una lettura attenta e, se lo si ritiene, una condivisione nei vari canali "social" di cui si dispone.

A PROPOSITO DELL’IDEOLOGIA GENDER


Questo è un lungo messaggio. Ci vogliono circa venti minuti per leggerlo per intero, quindi se non li avete lasciate perdere. E’ un messaggio che non vi lascia passivi, perché alla fine dello stesso scoprirete che anche voi avrete un ruolo da giocare in prima persona. 

Parto dal dato di fatto: lavoro da più di 20 anni nel settore dell’educazione emotiva, affettiva e sessuale rivolta all’età evolutiva. Ho sempre promosso un pensiero critico nel mondo degli adulti perché i bambini e gli adolescenti non siano lasciati soli e ricevano l’educazione di cui hanno bisogno, anche in questo campo. Soprattutto in questo campo.


Da alcuni mesi mi succede una cosa strana: al termine delle mie numerose conferenze su questo tema, il dibattito è quasi sempre monopolizzato da persone che appartengono ai movimenti che si oppongono alla diffusione dell’ideologia “gender” nelle scuole e che lanciano forti allarmi chiedendo ai genitori presenti di fare molta attenzione perché nelle scuole italiane i nostri figli vengono avvicinati da programmi fortemente diseducativi che diffondono l’ideologia gender e che inducono l’omosessualità. Parlo di “induzione dell’omosessualità” perché di questo sono stato accusato io, in occasione di una conferenza per genitori tenuto presso il centro studi Erickson il giorno 13 febbraio. 

Al termine del mio incontro, dove avevo parlato di tutto tranne che di ideologia gender (presentavo il mio nuovo libro “Tutto troppo presto” che non ha nulla a che fare con questo tema), il primo intervento è di un signore in prima fila che più o meno dice così: “Non ho molto da dire su quello che lei ci ha fatto sapere stasera, però ho qualcosa da dire su un libro che lei ha scritto e che in alcuni passaggi giustifica e può indurre nei bambini l’omosessualità”. Il libro in questione è “Così sei fatto tu”che ho pubblicato per Erickson e che è finalizzato ad aiutare i bambini a superare gli stereotipi di genere che in questo momento affliggono in modo significativo entrambi i sessi. Intendo, quei condizionamenti educativi per cui alle nostre figlie viene insegnato che per avere successo come femmine conviene mostrarsi “ammiccanti, disponibili, magari anche molto sexy” e ai nostri figli maschi viene invece insegnato che mostrarsi "machi", insensibili e potenti è il miglior modo per appropriarsi della loro identità di genere. 
Di fronte all’obiezione rivoltami dal signore io ho deciso di leggere a voce alta il libro ai più di 100 adulti presenti chiedendo di essere fermato in ogni passaggio in cui le parole della storia avrebbero giustificato e/o indotto nei bambini l’omosessualità. Ci tengo anche a precisare che personalmente non ritengo l’omosessualità qualcosa che va giustificata e non penso nemmeno che sia possibile indurla. Credo che chi ce l’ha la vive e la integra nella propria identità. Sono anche convinto che – di questi tempi – gli adulti siano molto confusi e non ne sappiano parlare con chi sta crescendo, situazione che a sua volta genera molta confusione nei minori. Così può succedere che un adolescente con orientamento omosessuale si senta impossibilitato a parlare di ciò perché il mondo intorno a lui non ha parole “sane” da dirgli. Così come può succedere che adolescenti con orientamento eterosessuale sentano in alcune zone del loro percorso di crescita una spinta ad esplorare (anche solo a livello di fantasie e in una dimensione totalmente intrapsichica) l’omosessualità e che non potendone parlare con nessuno e percepire che questo fa parte di un passaggio di crescita naturale e fisiologico (che per alcune persone si risolve poi nella definitiva appartenenza all’eterosessualità) le cose si complichino perché i pensieri cominciano a caricarsi di ansia e di paura, semplicemente perché non c’è nessun adulto vicino che sappia rimanere tranquillo e affrontare il tema con quella giusta dose di pacatezza e serenità che poi aiuta il ragazzo stesso a ridiventare tranquillo e sereno.
Torniamo a quello che mi è successo a trento: terminata la lettura del libro ho chiesto al signore in questione di indicarmi con precisione quali fossero stati i passaggi a giustificazione e induzione dell’omosessualità. Risposta: In realtà io non l’avevo letto bene e del tutto. Sì forse questo libro non è pericoloso, ma l’ideologia del gender lo è”.
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