lunedì 16 novembre 2015

ELOGIO DELLA TENEREZZA. E DELLE COCCOLE. Di Alberto Pellai

Un nuovo articolo, interessante e profondo, di Alberto Pellai, sull'importanza delle coccole, del calore affettivo, dell'alfabetismo emotivo. E di quanto gli uomini debbano imparare a buttare giù corazze e ruoli e riappropriarsi del calore "domestico".

Elogio della tenerezza e delle coccole
Incontrando alcune persone, a volte si rimane colpiti per il loro modo freddo e razionale di affrontare tutto. Si tratta di persone altamente funzionali, sempre “sul pezzo”, capaci di risolvere tutti i problemi. Ma quando sei al loro fianco senti come un senso di gelo, una freddezza che congela tutto. Ti viene da parlare solo di lavoro, al massimo ti butti sullo sport o sulla politica. Ma non provi mai a conquistare qualche momento di intimità condivisa. Non discuti mai di figli e famiglia, di amori e fatiche della vita. Succede che queste persone siano per lo più uomini. Noi maschi cresciamo convinti che il nostro valore dipenda da ciò che facciamo. E così spesso ci dimentichiamo di ciò che siamo. Che poi è la cosa che conta di più nella vita.
Qualcuno dice che alla base di tutto questo c’è un analfabetismo emotivo, che gli uomini si tramandano di generazione in generazione. I padri al mattino escono di casa in tutta fretta. Hanno già nella mente gli appuntamenti della giornata. Sanno che devono correre, incontrare persone, gestire mille problemi. Nell’esterno. E così, uscendo di casa, magari nemmeno si accorgono che lì, nell’interno della loro abitazione ci sono una compagna di vita, uno o due figli che li vedono uscire senza sentirsi dire ciao. Senza aver percepito che un pezzettino di quell’uomo che scappa via, vorrebbe invece rimanere dentro casa, godersi il dolce calore degli affetti. Quando un paziente mi porta in studio questo copione, io automaticamente provo dentro di me una grande tenerezza. Sento che questo è il copione di un bambino cresciuto senza coccole. Al fianco di adulti che erano così indaffarati a fare cose nella vita, da non essere riusciti a viverla davvero la vita. Adulti che non hanno potuto sperimentare quella dolce e tenera felicità che ciascuno ha a disposizione quando si lascia andare nelle relazioni e scopre il piacere di sentirsi amato, protetto e al sicuro. Un piacere che deriva soprattutto da gesti concreti, dall’essere, per esempio, abbracciati da qualcuno a cui batte il cuore per la gioia di questo gesto così pieno di contatto, di verità, di integrità.
Nel mio libro per bambini “Gustavo senza coccole” racconto proprio la storia di uno di questi bambini. E’ figlio di un re e di una regina. E’ circondato da cose belle, mille giocattoli, ha il campo da calcio e la piscina nel suo immenso parco. Ma non c’è nessuno che abbia il tempo di fargli un coccolino o un grattino sulla schiena, semplicemente per fargli capire che lui c’è, che lui è, che i suoi bisogni profondi di affetto e rassicurazione sono visti e sentiti da qualcuno che sa prendersene cura. 
Il libro Gustavo senza coccole comincia così:
Si può diventare grandi senza ricevere le coccole? Senza sentire il piacere di un grattino sulla pelle, il brivido di bacini e morsichini sulle guance e sulla schiena? Senza essere chiamati con un milione di parole che vengono utilizzate al posto del tuo nome? Ovvero, se ti chiami Alberto, come me che scrivo questa storia, potrai mai diventare un Alberto scrittore se quando sei bambino ti senti chiamare sempre e solo Alberto e mai nemmeno una volta con un soprannome come: tesoro, pulcino, topolino, amore della mamma, amore del papà, pasticcino, babà? La lista come puoi ben immaginare potrebbe proseguire all’infinito e includere centinaia di cuccioli di animale, di dolcetti e cibi speciali. Insomma noi, qui, oggi ci interroghiamo su una questione di fondo e cerchiamo risposta a una domanda che vale più di un milione di dollari: si può diventare grandi senza sapere cosa sono il sapore, l’odore e il suono delle coccole?
Ecco la domanda che rilancio a voi oggi: si può diventare grandi senza sapere cosa sono il sapore, l’odore e il suono delle coccole? E che cosa succede a chi diventa grande inseguendo le azioni della vita, senza mai conoscerne le emozioni profonde, quelle che rendono reale e concreto il nostro bisogno di amare ed essere amati? E infine: perché proprio a noi uomini questo linguaggio viene negato? 
Leggete e condividete, soprattutto con gli uomini che nel loro percorso di vita sembrano aver perso il codice della tenerezza, la dimensione che aggiunge colore alla nostra esistenza.


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venerdì 13 novembre 2015

L'Età Giolittiana: videolezione con diapositive

Videolezione di 33 minuti circa realizzata per alunni di scuola secondaria di I o II grado.

Ecco in breve i contenuti trattati:

- L'Età Giolittiana: periodizzazione;
- La politica interna di Giolitti: il suo atteggiamento verso la classe operaia; protezionismo e statizzazione delle ferrovie; legislazione sociale; la politica per il mezzogiorno; 
- Il suffragio universale maschile;
- La politica estera coloniale: la conquista della Libia.


- Approfondimento - Box 1: cos'è il Protezionismo;
- Approfondimento - Box 2: cosa si intende per politica clientelare;



mercoledì 11 novembre 2015

13 novembre - Giornata Mondiale della Gentilezza. Materiali per la scuola ... e non solo


Risale ad una conferenza del 1997 a Tokio la circostanza in cui fu lanciata la "Giornata mondiale della gentilezza", che fu introdotta in Italia nel 2000.

Cristina Milani, fondatrice della onlus Gentletude e vicepresidente del "Movimento mondiale per la gentilezza", propone un decalogo della gentilezza, la  cui lettura fa bene a chiunque e a cui si possono sensibilizzare gli alunni a scuola.

In fondo alla pagina un link rimanda al "Movimento italiano per la gentilezza", che nasce per promuovere e sensibilizzare alla getilezza.

IL DECALOGO.
 Il Movimento ha redatto un decalogo di regole per essere gentili.  

1. Alzati ogni mattina col sorriso sulle labbra, ritenendoti fortunato per il fatto che vivi e puoi dare il tuo contributo alla vita nel mondo.
2. Impara ad ammirare le bellezze della natura in tutte le sue forme, apprezzando l'importanza in un ambiente pulito e favorevole all'uomo.  
3. Impara ad apprezzare anche la cultura e l’arte che sono aspetti evoluti dell'umanità e la possono aiutare a crescere.  
4. Rispetta con convinzione profonda le regole che la società si è data, perché rappresentano la guida indispensabile per una serena convivenza.  
5. Se noti incongruenze o dei difetti nella società, evita atteggiamenti disfattisti, ma impegnati per dare il tuo apporto al suo miglioramento.  
6. Guardati intorno: anche nel piccolo orizzonte della tua quotidianità, c’è sempre qualcuno che tu puoi aiutare.  
7. Opera soprattutto a favore di coloro che non lo chiedono, perché spesso hanno più bisogno di altri. 
8. Non pretendere ricompense per quello che offri agli altri e trova in te stesso la gioia di aver ben agito.  
9. Cerca di trasmettere lo spirito della gentilezza intorno a te, così da coinvolgere sempre più persone in un progetto comune di perfezionamento della nostra natura di uomini.  
10. Trova la forza e l'entusiasmo per proseguire sul cammino della gentilezza, anche considerando che essa può produrre in te un importante benessere psicofisico. 

Giornata mondiale della gentilezza: una lettura
13 novembre

Quando Gandhi studiava diritto all’università di Londra aveva un professore, Peters, che non lo sopportava; Gandhi, però, non era il tipo da lasciarsi intimidire. Un giorno il professore stava mangiando alla mensa comune e Gandhi gli si sedette accanto. Il professore disse: – Signor Gandhi, lei sa che un maiale e un uccello non possono mangiare insieme? – Ha ragione,  Prof, sto volando via…rispose Gandhi, che andò a sedersi a un altro tavolo. 
Il professore, profondamente infastidito, decise di vendicarsi all’esame successivo, ma Gandhi rispose brillantemente a tutte le domande. Allora decise di porgli una questione per metterlo in difficoltà: – Signor Gandhi, immagini di stare per strada e di notare una borsa; la apre e vi trova la saggezza e molto denaro. Quale delle due cose tiene per sé? – Certamente il denaro, Professore – Ah! Io invece al posto suo avrei certamente scelto la saggezza. – Lei ha ragione Prof, in fondo, ciascuno sceglie quel che non ha! Il professore, furioso, scrisse sul libretto la parola IDIOTA e glielo restituì facendolo allontanare. Gandhi lesse il risultato della prova e tornò subito indietro. – Professore, Lei ha firmato l’esame ma si è dimenticato di mettere il voto! 
Qualcuno è ancora convinto sia segno di debolezza, ma con la gentilezza si puo’ scuotere il mondo!

“Io non conosco nessun altro segno di superiorità nell’uomo che quello di essere gentile”

L.Van Beethoven

Sito con materiali, iniziative, attività di sensibilizzazione. 

Lettura per la scuola primaria

martedì 10 novembre 2015

Disegni e arti grafiche, per la scuola e non solo!

La pagina racchiude una serie di risorse che hanno a che fare con il disegno per fini didattici (per la scuola dell'infanzia, primaria etc). Si tratta di materiali da scaricare gratuitamente. 

In corrispondenza di ogni link c'è la spiegazione di ciò che troverete nella pagina corrispondente.

Nella speranza che le risorse qui proposte vi siano utili, vi auguriamo buon lavoro! :)

Si tratta di disegni realizzati prevalentemente con un segno di colore nero grosso per definire meglio il tratto e la forma, che servono ai bambini per creare delle aree interne ben definite, così che possano colorare con i pennarelli cercando di seguirne più precisamente le forme senza uscire dai contorni.

Giochi per bambini e disegni da stampare
Disegni da scaricare, stampare, colorare, da usare a scuola o nel gioco. Tutto ciò che ruota intorno al mondo della fantasia e del disegno da stampare e colorare è sicuramente un ottimo sistema di coinvolgimento per tutti i bambini della primaria e della materna.

Materiale grafico-pittorico, libri illustrati per bambini ... da scaricare gratis.
Nel post segnaliamo molti link da cui scaricare libri per bambini, disegni da colorare, materiali didattici per la scuola primaria e dell'infanzia che ha a che fare con il disegno, le illustrazioni, la "graficità".

Come creare libri per bambini
Quale bambino non si ritroverebbe nella storia di pinocchio? Oppure in quella di Cappuccetto rosso ? Sono immortali.

Come stimolare i bambini attraverso il disegno
Durante la formazione e la crescita di un bambino, avvengono svariati cambiamenti e ci sono approcci verso nuove attività o giochi, e la capacità di relazionarsi con gli altri coetanei tende a svilupparsi creando una maggiore autostima.

Alimentazione e bambini: informazioni, guide e disegni a tema.
Educare un bambino a tavola non è cosa semplice. A questo proposto, la priamide alimentare dei bambini può essere un valido aiuto.

venerdì 6 novembre 2015

Massimo Recalcati: "Amare chi impara" - Un articolo di Elena Ruzza

Articolo della dott.ssa Elena Ruzza - Insegnante
“Amare chi impara”.
Massimo Recalcati 
Giornata di studio rivolta agli insegnanti
E’ un sabato mattina a Pavia e ad ascoltare le parole di Massimo Recalcati, noto psicoanalista e autore di numerosi testi, c’è un pubblico di maestre, professori, ma anche qualcuno non addetto ai  lavori nel mondo della scuola.
Si tratta di un pubblico motivato e ‘pronto a combattere’, ma questa lezione ascoltata nella sala del camino del Broletto destabilizza e disorienta. 
Reinventa e ridisegna la scuola e i suoi soggetti principali.
Recalcati non aggiunge nulla rispetto a quanto ognuno sa sull’argomento scuola ed educazione, ma ha il grande pregio di rendere consapevoli  di quello che l’insegnante è, o ha smesso di essere e potrebbe cominciare a pensare di diventare, dopo aver riflettuto sulle tematiche affrontate nel suo discorso a commento del libro “L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento”.
L’argomento principale  è infatti "come ci salva dall’usura dell’insegnamento?" Come si può abitare la ripetizione di una scena che continuamente si ripete?
La risposta che viene data da Recalcati  è ‘ricominciare’. Saper ricominciare trovando la forza soggettiva, ogni volta, di ripartire dal principio.
Questa soluzione scatena quasi indispettita la domanda: “Come può lo stesso Insegnante ricominciare di nuovo ogni volta?”

Le armi sono due: la parola e l’amore.

Ogni volta, attraverso la parola, l’insegnante spiega quello che sa. Ed ogni volta sono proprio le parole della sua lezione che hanno il potere di essere nuove, di trasformarsi in un sapere univoco, ma mai uguale.
Diceva Gentile: “ho fatto una buona lezione solo se alla fine ho imparato anche io qualcosa”.

Un insegnante quando spiega si diverte ed è capace di improvvisare tanto quanto sa rimanere ancorato al contenuto della sua disciplina.

 Questa pratica è certamente rischiosa se si pensa alla possibilità di poter perdere il filo di un discorso oggettivo, ma è la sola capace di attraversare di nuovo le parole di una lezione altrimenti sempre uguale a se stessa.

Amore
Recalcati parla di una dimensione erotica del sapere. L’amore e la passione per il sapere sono paragonabili all’amore erotico per un corpo. Il desiderio, l’odore della carne, il profumo dei capelli sono le stesse concrete sensazioni da provare nel rapporto con la disciplina che si insegna. Per insegnare bene dunque bisogna amare la propria materia. Se un insegnante ha questo rapporto erotico con ciò che insegna, trasforma l’allievo da recipiente ad amante, viene acceso, messo in movimento.

Recalcati sostiene poi l’importanza di “preservare il giusto posto dell’impossibile”, l’unico capace di “erotizzare” il sapere.  Chi insegna si occupa di vite di persone a cui non si deve trasmettere, chiarire, inculcare, riempire ma far provare quel piacere, davvero erotico, che mette in atto il sangue, la carne e i peli che si rizzano per quello che accade, quando un bravo maestro, insegnante, ma anche genitore, riesce a procurare emozioni a chi gli sta di fronte.

 E allora è indispensabile lo stile. Lo spiega a chiare lettere: “Ogni insegnante insegna a partire da uno stile che lo contraddistingue. Non si tratta di tecnica né di metodo”.

Quest’immagine di scuola è lontana da quella reale perché la scuola per la quale si prova passione e desiderio, quasi carnale, attraverso la descrizione di Recalcati, è una scuola che apre alle possibilità, perché chi impara possa, innanzitutto, essere messo nella disposizione di imparare ad imparare. E chi ha la pretesa di insegnare è nella stessa condizione. Si tratta di un sapere che si fa e non si soddisfa mai. E’ in continuo divenire. Non è così l’amore?

Nel percorso tracciato da Recalcati, tutti, docenti e discenti, genitori e figli, ognuno nella propria specificità, vive la possibilità di cadere, crollare, sbattere. Perdere. Perché quando ci si mette in gioco, specie nell’arte di educare, bisogna inciampare per accorgersi come “l’inciampo, il fallimento” rendono possibile la ricerca della verità.

 Ed ecco, quindi, l’importanza dell’ora di lezione. E’ “quello che resta della Scuola (con la lettera maiuscola, di contro ad una realtà sempre più sminuita), nel tempo della sua evaporazione”.

L’autore sottolinea anche il gravoso compito della scuola “a esercitare sempre più la funzione di supplenti di un discorso educativo che sembra non aver più sostegno né nelle famiglie né nelle istituzioni”, e che ha reso la stessa “un tribunale morale che deve sentenziare sui destini dei giovani”, che “pare più simile a quello che Pasolini ha definito ‘il nuovo fascismo della società dei consumi’”.

 Una scuola che umanizza non prevede la figura dell’insegnante padrone, giudice o che si riconosce il cattivo ruolo di chi deve cambiare. Piuttosto, si tratta di uno stile che deve mostrare, a chi si ha di fronte, un modello non da imitare, ma da mettere sempre in discussione, per provare davvero quell’erotismo, inteso come possibilità di “trasformare gli oggetti del sapere in oggetti del desiderio, in corpi erotici”: l’emozione veicolata dall’insegnante, mediante la spiegazione di un testo poetico, che non fa dormire l’alunno; una pagina di storia che ha suscitato forti preoccupazioni (anche queste sono emozioni) nella studentessa di fronte; il pianto che può suscitare l’emozione per una bella pagina di letteratura. Di questo erotismo ha bisogno l’insegnante, lo studente, il dirigente, ma anche il bidello, la madre, il padre.

Questo genera il vuoto, l’apertura di “buchi nel discorso già costituito, fa spazio, apre le finestre, le porte, gli occhi, le orecchie, il corpo”. Un mondo in cui si realizza quel “transfert”, dove anche un libro può diventare “corpo erotico” e un’ora di lezione “può cambiare una vita, imprimere al destino un’altra direzione”.  Nella certezza e consapevolezza che non è del contenuto del sapere che ci si deve preoccupare, ma della “trasmissione dell’amore per il sapere”, per la quale non esistono scuole, maestri o università specifiche ma, secondo “l’erotica dell’insegnamento”, parola e amore.

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