martedì 22 dicembre 2015

Gli insegnanti possono ricevere regali da genitori e alunni?

Forse non ci siamo mai posti il problema, eppure si tratta di una questione appositamente regolamentata dalla legge: gli insegnanti possono accettare i regali dagli alunni e/o dai genitori degli alunni?

Gli insegnanti, come anche tutti i dipendenti del pubblico impiego, possono ricevere regali dagli utenti purché siano di un valore inferiore ai 150 euro.


Chi accetta regali non conformi a questa restrizione rischia il
 licenziamento con preavviso.

Ovviamente nessuno, dopo aver ricevuto un regalo, si preoccupa di farlo stimare rispetto al suo reale valore monetario, eppure il Codice di Regolamento (D.P.R. del 16 aprile del 2013) è molto chiaro.  

Precisa anche che "i regali di un valore superiore ai 150 euro dovranno essere messi subito a disposizione dell'amministrazione per la restituzione o la loro devoluzione per fini istituzionali".

Gli intenti di tale provvedimento, come è facile immaginare, mirano a scoraggiare all'interno della pubblica amministrazione forme di corruzione, concussione e clientelismo.

Per approfondire:


lunedì 21 dicembre 2015

"Vivere momento per momento" di Jon Kabat Zin - Libriamoci

Può essere davvero considerato uno dei libri più importanti degli ultimi decenni e l'autore, Jon Kabat Zin, ha rivoluzionato la vita di migliaia di lettori e la psicoterapia, introducendo la cosiddetta "terza generazione" negli approcci terapeutici di stampo cognitivo-comportamentale.

Non è uno dei soliti libri di auto aiuto, di quelli cioè che permettono miracoli e rivoluzioni nella propria vita nel giro di pochi giorni o, addirittura, di poche ore. E' molto di più. E' un approccio nuovo alla propria esperienza, è una rivoluzione copernicana nel modo di vivere le proprie emozioni e i propri comportamenti. E' un modo nuovo di stare al mondo ... con consapevolezza!

I risultati a cui porta Jon Kabat - Zin non sono immediati: occorre del tempo, applicazione, esercizio. Eppure è vero anche che già dalle prime applicazioni della Mindfulness (si chiama così questa "invenzione") si notano dei benefici. 

Ad esempio, avete mai notato di "star pensando" e che la vostra attività cerebrale altro non è che una serie di pensieri senza alcuna consistenza reale? Oppure avete mai fatto caso, con "consapevolezza", a tutte le sensazioni che si provano mangiando un chicco di uva sultanina? E avete mai "sentito" il vostro respiro?

Non voglio banalizzare con esempi che potrebbero apparire sciocchi. La mindfulness, di cui Jon Kabat-Zin è il capostipite nella sua applicazione alla psicoterapia, ha almeno duemila anni di storia: è un adattamento, intelligente e azzeccato, di alcune pratiche buddiste alla psicologia e alla psicoterapia.

 Questo non vuol dire che la pratica della mindfulness abbia in sé contenuti mistici o religiosi: nulla di più sbagliato. Il buddismo, oltre a proporre un approccio spirituale all'esistenza, è anche una vera e propria scienza della mente: la mindfulness fa riferimento proprio a quest'ultimo aspetto, tralasciando ciò che non ha a che fare con riscontri scientifici e terapeutici.

Meditare alcuni minuti al giorno, sia in modo formale che informale, provoca dei veri e propri cambiamenti nella struttura cerebrale, garantendo dei benefici notevoli alla salute psichica e fisica delle persone.

Consigliamo vivamente la lettura di questo libro, che potete scaricare al link qui in basso:


Se il link in alto non funziona contattaci: ti aiuteremo noi a procurarti il libro


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Cosa può avere a che fare tutto questo con il mondo della scuola?

Giudicate voi stessi leggendo gli articoli proposti nei seguenti link:




giovedì 17 dicembre 2015

Perché diciamo "IL fine settimana" e non "LA fine settimana"? - Italiano Senza Errori

Perché diciamo "IL fine settimana" e non "LA fine settimana"?

Nel rispetto della concordanza di genere fra articolo e nome, la forma corretta dovrebbe richiedere l'utilizzo dell'articolo LA (IL fine infatti, al maschile, è cosa diversa) e in effetti non è errato utilizzare la forma femminile, che però dovrebbe contenere anche la preposizione articolata "della" ("LA fine DELLA settimana").
L'espressione infatti, attestata in italiano dal 1932, è un calco dell'inglese "week end", per il quale si utilizza l'articolo IL. Da qui il largo utilizzo della forma maschile: IL fine settimana.

martedì 15 dicembre 2015

L'arte di studiare: l'interazione con il testo

La capacità di studiare si acquisisce con l'impegno e seguendo indicazioni specifiche che, supportate da dati sperimentali, sono effettivamente efficaci per velocizzare ed ottimizzare gli apprendimenti.

Tra le varie abilità nel metodo di studio, ce n'è una molto importante, che gli alunni possono imparare nel giro di qualche ora e che dà dei risultati ottimi: l'interazione con il testo.

Che vuol dire interagire con il testo?
Vuol dire interagire con i concetti, i capoversi, le definizioni, le parole chiave in modo attivo; vuol dire porsi in modo creativo rispetto alle pagine di studio (non possiamo negare che gli apprendimenti, in ogni caso, passano attraverso un "testo", sia esso multimediale, elettronico, audiovisivo...).

Come avviene questa interazione? Attraverso simboli che indichino stupore, dubbio, disapprovazione, piacere, interesse, approvazione...

Si tratta, per entrare nel concreto, di disseminare al lato delle pagine simboli che per lo studente abbiano un significato preciso.

E' ampiamente dimostrato che questo lavoro favorisce l'attenzione ed aumenta il livello di comprensione del testo.

Ecco le fasi per insegnare - ed utilizzare - questo metodo:

1. Lo studente, autonomamente o con la guida dell'insegnante, stabilisce dei simboli per interagire con il testo. I simboli rappresentano emozioni, intenzioni, volontà dello studente. Per meglio rendere l'idea - e questo è il passaggio chiave del nostro discorso - riportiamo nella foto un REPERTORIO DI SIMBOLI che possono essere utilizzati.

Ci sono simboli che indicano piacere, interesse, dubbio, necessità di approfondire o di utilizzare il vocabolario.


2. A questo punto lo studente "approccia" alla pagina, al capoverso, al capitolo, in modo diverso rispetto a come è abituato a fare, segnando accanto al testo letto i vari simboli secondo le sue necessità o i suoi gusti.

3. L'insegnante, le prime volte in cui lavora in questo modo, può persino chiedere allo studente di riferire il contenuto studiato usando come guida esclusivamente i simboli che ha utilizzato al lato della pagina.

I risultati sono davvero sorprendenti: se fatto bene, il lavoro è utile per aumentare l'interesse negli studenti, accrescere la loro attenzione e concentrazione, migliorare il loro livello di comprensione del testo.

Chi scrive lo ha utilizzato in classe, notando davvero ottimi risultati. Provare per credere.

Apprendimento cooperativo

Questa attività si trasforma da utile a straordinaria quando si realizza in modalità cooperative.

Ecco come fare:

- Si formano coppie di studenti;

- A turno uno studente legge ad alta voce un capoverso; l'altro ascolta (leggendo a mente) e propone, al termine della lettura del compagno, quali simboli utilizzare accanto al testo. 

- Dopo una breve discussione la coppia assegna il simbolo - o più di un simbolo - a capoverso;

- Si prosegue a parti invertite: chi prima leggeva ad alta voce adesso ascolta il compagni che legge... e così via.

venerdì 11 dicembre 2015

Verifica di storia sulla caduta dell'Impero Romano d'Oriente e la Guerra dei cent'anni - Scuola secondaria di I grado

Verifica di storia sulla caduta dell'Impero Romano d'Oriente e la Guerra dei cent'anni, per la scuola secondaria di I grado (adatta ad una classe I o II).

La verifica mira a valutare le conoscenze sull'argomento e si compone dei seguenti quesiti (tra parentesi i punti, eventualmente, da assegnare ai quesiti per la valutazione):

- 7 quesiti Vero o Falso (7 punti da assegnare);

- 5 quesiti a risposta aperta (15 punti massimo; per ogni quesito 3 punti per risposta completa, 2 per risposta mancante di qualche elemento, 1 per risposta parziale, 0 per risposta errata);

- Una linea del tempo da completare (4 punti da assegnare, corrispondenti all'inserimento delle seguenti date, escludendo l'anno 0: 476 d.C., 1492 d.C., 1789 d.C, 753 A.C.).

Punti massimi da totalizzare: 26


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