Riportiamo dal sito ufficiale del Ministero dell'Istruzione:
Assegnazione risorse finanziarie da destinare alle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, per gli studenti che hanno conseguito il diploma nell anno scolastico 2019-2020 con la votazione di 100 e attribuzione della lode
Riporto di seguito un nutrito elenco di video lezioni e materiali didattici vari da utilizzare nella scuola secondaria di I o II grado.
Le video lezioni sono suddivise per discipline e per argomenti. In più accanto ad ognuna è specificato il livello di difficoltà (facile, medio, alto).
Fornisco di seguito un prospetto delle discipline trattate nella risorsa in modo tale che il lettore possa farsi un'idea dei contenuti che troverà cliccando al link in basso:
- Grammatica - Antologia - Video letteratura - Tipologie testuali - Letteratura testi - Storia - Geografia - Educazione civica
È scomparso da qualche ora il grandissimo mattatore Gigi Proietti, attore, comico, imitatore, doppiatore, amato da tutti gli italiani. Ci lascia un vuoto enorme, in questo 2020 funesto, e se ne va con un’ultima “mandrakata”: ci lascia il giorno del suo compleanno. Ironizzava spesso sul fatto di essere nato il 2 di novembre, il Giorno dei Morti, e adesso forse da lassù rincarerà la dose per essere morto lo stesso giorno, quello del suo 80 esimo compleanno.
Eppure tra i personaggi famosi non è l’unico che ha avuto questo particolare destino.
Abbiamo individuato alcuni grandi la cui morte è avvenuta il giorno del loro compleanno:
William Shakespeare, il celebre drammaturgo inglese, nasce a Stratford-upon-Avon nel 1564 e sempre lì muore nel 1616. Nasce e muore lo stesso giorno: il 23 aprile.
Lo stesso vale per Franklin Delano Roosevelt Jr, che nasce il 17 Agosto del 1914 e si spegne a 82, sempre il 17 di agosto.
Tra le celebrità che hanno lo stesso particolare destino c'è anche la bellissima attrice Ingrid Bergman, che nasce a Stoccolma il 29 agosto del 1915 e si spegne a Londra nel 1982, lo stesso giorno: il 29 agosto.
Una menzione particolare la merita però Jim Newell, un pioniere dell’informatica durante la seconda Guerra mondiale. Questi morì a 103 anni, e già il fatto non e poi così comune. “Complimenti!”, potremmo dire. Ma il fatto curioso è che morì esattamente lo stesso giorno e alla stessa ora in cui era nato, l’11 ottobre alle ore 12.
Vite celebri, insomma, ma anche morti particolari.
Su questa particolare coincidenza, tra l’altro, la rivista Focus pubblica un interessante studio, secondo il quale, per una serie di ragioni, morire il giorno del proprio compleanno non sarebbe affatto così insolito né strano.
A parte questa digressione, con questo post vogliamo dare il nostro saluto commosso e grato al grande Gigi Proietti, che ricordiamo con il video seguente in cui sbeffeggia alcuni insegnanti di lettere alle prese con la declamazione di poesie. Grazie Gigi, sentiremo la tua mancanza.
Di Tommaso Di Brango, docente di lettere nella scuola secondaria di II grado
Considerazioni razionali su Charlie Hebdo:
a) la satira consiste nel mettere pubblicamente alla berlina, con linguaggi artistici, qualcuno o qualcosa. Non ci si deve dunque sorprendere se è (almeno potenzialmente) offensiva, perché a nessuno piace essere deriso o veder deriso ciò a cui tiene;
b) da ciò segue che chiedere a Charlie Hebdo di non essere offensivo è come chiedergli di non essere quello che è, e cioè un foglio satirico. Ma c'è anche da dire che chiedere ai suoi bersagli di non offendersi è un po' come volere che si facciano insultare in silenzio;
c) ovviamente offendersi non significa aprire il fuoco o tagliare la gola al primo che passa. Una simile equivalenza possono stabilirla solo dei terroristi o degli intellettuali da salotto. Offendersi significa, piuttosto, non apprezzare le azioni di chi - in questo caso coi mezzi della satira - passa con insolenza sopra a ciò a cui, legittimamente, si tiene;
d) dire che Charlie Hebdo provoca la violenza islamista è come dire che una donna in minigonna "si è andata a cercare" una violenza sessuale o che Salvini, con la sua retorica anti-migratoria, "si è andato a cercare" l'aggressione di qualche migrante;
e) la violenza islamista viene scatenata da organizzazioni terroristiche che - in questi frangenti - sfruttano il risentimento di chi vive nelle banlieues e di chi ha subito (e in forme indirette continua a subire) il colonialismo francese. Va da sé che una persona sana di mente non trasformerebbe questo risentimento in violenza terroristica: ma purtroppo i pazzi esistono.
La festa di Halloween rientra in una generalissima colonizzazione culturale che da quando esiste l’uomo e le civiltà si verifica in tutto il pianeta. 2000 anni fa, del resto, i colonizzatori eravamo noi, e Orazio racconta che ancora prima i colonizzatori di quel tempo (i Romani) erano stati colonizzati dai Greci (Graecia capta ferum victorem cepit). C’è qualcuno, in genere il più forte, che esporta la propria cultura ai danni del più debole e, in misura minore, ne resta a sua volta influenzato. È una legge naturale.
Se Halloween non piace, ed è legittimo, perché non appartiene alla nostra cultura, allora non dovrebbero piacere il Mc Donald’s, il Black Friday, il linguaggio dell’informatica, lo yoga, il Judo, il Karate, l’Aikido, i ristoranti cinesi, giapponesi, tailandesi, il commercio per corrispondenza (che nasce negli USA), lo studio delle lingue straniere, la camicia con il collo alla coreana e, udite udite, persino Babbo Natale; allo stesso modo, dovremmo smettere di esportare pizza, spaghetti, vestiti e musica con il mandolino nel resto del pianeta, perché il “valore della cultura autoctona”, se è tale, deve valere anche per gli altri.
Poiché chi denigra Halloween mangia tranquillamente al cinese, compra le azioni della Apple, il figlio da scheletro o da strega ce lo veste lo stesso, ma a Carnevale, e poi segue lezioni di yoga o di karate, e magari all’estero per rifarsi la bocca va in un ristorante italiano, è legittimo pensare che costoro sono l’ultima frontiera di un bigottismo radical chic che sostituisce quello più manifesto del “sincretismo culturale” a tutti i costi. Due facce della stessa medaglia, tra cui questa seconda pare molto più incoerente e infondata della prima.