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mercoledì 23 maggio 2018

Nasce Miur Radio Network, la web radio delle scuole. Scopri di più

Risultati immagini per miur radio networkÈ nata Miur Radio Network – La voce della scuola, la web radio voluta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per raccontare notizie, eventi, curiosità sul e dal mondo della scuola, in collaborazione con le migliori esperienze radiofoniche delle nostre istituzioni scolastiche.
Miur Radio Network, che si può ascoltare su www.miurradionetwork.it, è un progetto didattico innovativo che nasce nell’ambito del Piano Scuola Digitale per dare spazio al talento e alla creatività delle ragazze e dei ragazzi che già fanno radio nelle loro scuole e per raccontare insieme a loro cosa accade dentro e intorno al mondo dell’istruzione. La web radio è in onda da oggi. Ad animarla saranno studentesse e studenti con approfondimenti, interviste, interazioni per capire di più e meglio come sta cambiando la scuola, quali sono le migliori pratiche, quali sono gli eventi in programmazione e le opportunità da cogliere. Pur nella cornice istituzionale, la radio avrà, grazie alla collaborazione con le scuole, un punto di vista inedito e dal basso. Fra gli obiettivi, accorciare le distanze fra chi la scuola la vive e le istituzioni, raccontare passo passo cosa ‘bolle in pentola’ nel mondo scuola, con un linguaggio semplice e diretto. Promuovere valori positivi come il rispetto e il contrasto delle disuguaglianze, lo sviluppo sostenibile.
Nella prima fase sono previste due ore di programmi, dalle 14.30 alle 16.30 che saranno preceduti e seguiti da musica. La radio punta poi a diventare un vero e proprio network e nei prossimi mesi saranno costruite nuove collaborazioni per aumentare la programmazione. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della radio e sui suoi social.

lunedì 21 maggio 2018

Il nuovo Regolamento Europeo sulla privacy, eccone una sintesi

Risultati immagini per nuovo regolamento europeoAlcune informazioni sul nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy, in vigore dal 25 maggio 2018, che cambierà molte cose sul trattamento dei dati, sul diritto all'oblio, sull'età minima per fornire le proprie informazioni senza il consenso dei genitori, solo per citarne alcuni.

Il video in basso, tratto dal canale associato a questo sito e a cui vi chiediamo di iscrivervi, è una sintesi. Per approfondire indichiamo più in basso una serie di link utili.






- La pagina del Garante dedicata al Regolamento in questione:

- Come scaricare i dati concessi a Facebook:

- Come scaricare i dati concessi a whatsapp:

- Come scaricare i dati concessi a google:
- Come scaricare i dati concessi a Instagram:

giovedì 17 maggio 2018

Contratto Lega - M5S, ecco i punti che riguardano la scuola

Risultati immagini per contratto per il governo del cambiamento
Di seguito riportiamo il testo del contratto stipulato da M5S e Lega per ciò che riguarda la scuola e l'istruzione. Si tratta di poco più di una pagina ed il testo si riferisce all'ultima stesura risalente alla serata del 16 maggio scorso.
I punti affrontati sono evidenziati in rosso; occorre notare che si tratta di intenzioni perché non c'è alcun riferimento (ed è in parte comprensibile, visto il contenuto generale e programmatico di tutto il documento) al "come" perseguire le finalità proposte. Stona però, nei contenuti, lo sbilanciamento su ciò che viene visto come problema, senza un corrispettivo ed equipollente spazio dedicato ad accenni di soluzione.
In più sparisce ogni esplicito riferimento agli adeguamenti salariali ai livelli europei, che era uno dei punti programmatici dei 5 stelle in campagna elettorale.

Prima della lettura integrale del documento riportiamo in modo schematico le tematiche su cui si intende intervenire:

- Classi pollao, edilizia scolastica, graduatorie e titoli per l'insegnamento;
- Maestre diplomate;
- Eccessiva precarizzazione;
- Revisione del sistema di reclutamento dei docenti;
- I trasferimenti dei docenti;
- Abolizione chiamata diretta;
- Revisione alternanza scuola-lavoro;
- Limitazione della dispersione scolastica.


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La scuola italiana ha vissuto in questi anni momenti di grave difficoltà. Dopo le politiche dei tagli lineari e del risparmio, l’istruzione deve tornare al centro del nostro sistema Paese. La buona qualità dell’insegnamento, fin dai primi anni, rappresenta una condizione indispensabile per la corretta formazione dei nostri ragazzi. La nostra scuola dovrà essere in grado di fornire gli strumenti adeguati per affrontare il futuro con fiducia. Per far ciò occorre ripartire innanzitutto dai nostri docenti. In questi anni le riforme che hanno coinvolto il mondo della scuola si sono mostrate insufficienti e spesso inadeguate, come la c.d. “Buona Scuola”, ed è per questo che intendiamo superarle con urgenza per consentire un necessario cambio di rotta, intervenendo sul fenomeno delle cd. “classi pollaio”, dell’edilizia scolastica, delle graduatorie e titoli per l’insegnamento. Particolare attenzione dovrà essere posta al problema delle maestre diplomate. Una delle componenti essenziali per il corretto funzionamento del sistema di istruzione è rappresentata dal personale scolastico. L’eccessiva precarizzazione e la continua frustrazione delle aspettative dei nostri insegnanti rappresentano punti fondamentali da affrontare per un reale rilancio della nostra scuola. Sarà necessario assicurare, pertanto, anche attraverso una fase transitoria, una revisione del sistema di reclutamento dei docenti, per garantire da un lato il superamento delle criticità che in questi anni hanno condotto ad un cronico precariato, dall’altro un efficace sistema di formazione. Saranno introdotti nuovi strumenti che tengano conto del legame dei docenti con il loro territorio, affrontando all’origine il problema dei trasferimenti (ormai a livelli record), che non consentono un’adeguata continuità didattica. Un altro dei fallimenti della c.d. “Buona Scuola” è stato determinato dalla possibilità della “chiamata diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico. Intendiamo superare questo strumento tanto inutile quanto dannoso. Una scuola che funzioni realmente ha bisogno di strumenti efficaci che assicurino e garantiscano l’inclusione per tutti gli alunni, con maggiore attenzione a coloro che presentano disabilità più o meno gravi, ai quali va garantito lo stesso insegnante per l’intero ciclo. Una scuola inclusiva è, inoltre, una scuola in grado di limitare la dispersione scolastica, che in alcune regioni raggiunge percentuali non più accettabili. A tutti gli studenti deve essere consentito l’accesso agli studi, nel rispetto del principio di uguaglianza di tutti i cittadini. La cultura rappresenta un mondo in continua evoluzione. È necessario che anche i nostri studenti rimangano sempre al passo con le evoluzioni culturali e scientifiche, per una formazione che rappresenti uno strumento essenziale ad affrontare con fiducia il domani. Per consentire tutto ciò garantiremo ai nostri docenti una formazione continua. Intendiamo garantire la presenza all’interno delle nostre scuole di docenti preparati ai processi educativi e formativi specifici, assicurando loro la possibilità di implementare adeguate competenze nella gestione degli alunni con disabilità e difficoltà di apprendimento. La c.d. “Buona Scuola” ha ampliato in maniera considerevole le ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro. Tuttavia, quello che avrebbe dovuto rappresentare un efficace strumento di formazione dello studente si è presto trasformato in un sistema inefficace, con studenti impegnati in attività che nulla hanno a che fare con l’apprendimento. Uno strumento così delicato che non preveda alcun controllo né sulla qualità delle attività svolte né sull’attitudine che queste hanno con il ciclo di studi dello studente, non può che considerarsi dannoso.

Fonte: https://www.corriere.it/politica/18_maggio_16/contratto-governo-l-ultima-bozza-migranti-flat-tax-ecco-proposte-lega-5-stelle-e4e06656-5930-11e8-a92f-c55317f6ffa7.shtml

lunedì 16 aprile 2018

"Fanta Logica", un libro gratuito per insegnare a ragionare

E' un libro gratuito e utilissimo per il mondo della scuola. Non è purtroppo scaricabile (a differenza di moltissimi altri libri che segnaliamo sulle pagine di questo sito), ma vale lo stesso la pena consultarlo on line.

Ad ogni modo, per ovviare all'impossibilità di scaricarlo si possono far degli screen alle pagine e utilizzarle a mo' di fotocopie. 

Il libro contiene 53 giochi di logica, parole, numeri, intuito e immaginazione; è un manuale per "insegnare a ragionare bene divertendosi".


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domenica 8 aprile 2018

La lezione intermittente, tra cooperazione e frontalità: ecco come funziona una pratica didattica efficace

Risultati immagini per alti e bassiSpesso abbiamo di fronte studenti che, già dopo pochi minuti, si distraggono e pensano ad altro, o giochicchiano sul banco, o disturbano. Come li capisco!

Ecco una pratica didattica che favorisce un livello di attenzione elevato e risultati ottimi. Si tratta di alternare la lezione frontale, che non va demonizzata ma ponderata, con la pratica cooperativa

Nel video tutorial proposto in basso, di poco più di sei minuti, vedremo come fare. 

Intanto... iscriviti al nostro canale SAPIENS SAPIENS, dove puoi trovare video lezioni, tutorial di pratiche didattiche, recensioni di libri e approfondimenti su molti temi culturali:

https://www.youtube.com/channel/UCRCBaQH-wpfK0pxJwqW7XUw


venerdì 6 aprile 2018

Troppe TIC fanno male. E prendi pure voti bassi in matematica

Risultati immagini per malati di social
Immagine eloquente tratta da "Il Sussidiario"
Un articolo del 28 marzo su La Repubblica riporta dei dati davvero interessanti sui risultati scolastici degli alunni che usano molto le TIC a scuola.

Ci hanno bombardato sull'innovazione didattica (che, per carità, è legittima e necessaria), sulla digitalizzazione degli ambienti di apprendimento (in fondo tutto oggi è digitalizzato), sulla necessità di LIM e tablet (come potrei misconoscerne l'utilità se li sto usando per scrivere questo post?).
Ma c'è un "però", e pure abbastanza consistente: l'uso massiccio delle nuove tecnologie mortifica gli apprendimenti. 
In matematica, per esempio, c'è un divario di 40 punti tra chi studia in modo tradizionale, sulle "sudare carte" potremmo dire, e chi si rimbambisce davanti ad un device qualsiasi; ovviamente il divario è a svantaggio di questi ultimi.

I dati eccoli qua:

Estrapolando dall’enorme database di Timss i dati in base alla permanenza degli alunni davanti a computer e tablet, si nota che per ottenere buoni risultati basta studiare il vecchio libro di testo. Un trend che soprattutto alla primaria è sorprendente. All’elementare, in Matematica, i bambini italiani totalizzano nel complesso 506 punti, ma quelli che non usano quasi mai le tecnologie per svolgere i compiti a casa raggranellano 522 punti. E i loro coetanei che invece usano computer e tablet ogni giorno si fermano a 481 punti. Una differenza di oltre 40 lunghezze.

Secondo Benedetto Vertecchi, noto docimologo (sui cui manuali ha studiato anche chi scrive), ci sono due elementi di analisi da considerare: uno riguarda la componente socio-culturale di questa tendenza, poiché i figli di persone meno acculturate e con un livello socio economico più basso tendono a trascorrere maggior tempo davanti a strumenti elettronici multimediali; per contro, i genitori con un livello di istruzione più alto cercano per i loro figli alterative costruttive e creative al device.
Il secondo elemento, invece, è di natura evolutiva e psicologica: checché le multinazionali dell'elettronica ne dicano (a vantaggio dei loro fatturati), l'utilizzo di pc, tablet e smartphone mortifica in modo consistente la capacità di ragionare, creare, esplorare, oltre a compromettere irrimediabilmente una componente dell'apprendimento, e prima ancora della vita, irrinunciabile: la relazione.

Aveva ragione il buon Galimberti, che abbiamo citato in questo post tempo fa:

Galimberti: a scuola usate meno PC e più cervello



Certo, nulla è letale se consumato (o utilizzato) con moderazione, ma converrà forse scriverlo sulle scatole di tali aggeggi almeno con la stessa frequenza e visibilità con cui si scrive sui prodotti di giochi d'azzardo o sui pacchetti di sigarette?

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