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venerdì 23 febbraio 2018

Ecco i programmi sulla scuola dei principali partiti: li accomuna l'arte di promettere nozze coi fichi secchi

Risultati immagini per nozze coi fichi secchi
Si somigliano gli intenti del gruppo PD e dei 5 stelle: entrambi, ad esempio, contemplano la meritocrazia tra i docenti (assente negli altri due) e i pentastellati non intendono smantellare la Buona Scuola nel suo complesso. 

Il centro destra punta in modo massiccio sulla gestione privata delle scuole e Liberi e Uguali sulla gratuità e l'accesso alle risorse dell'istruzione per tutti, senza ostacoli per i meno abbienti.

 A voi le considerazioni: 

La coalizione PD punta a rilanciare gli istituti professionali (che hanno avuto un calo di inscrizioni notevole, dal 15 al 14%, per l'a.s. 2018/2019). Si insiste sulla riforma dei cicli, l'ampliamento del tempo pieno alle elementari (soprattutto al sud), l'innovazione didattica e l'alternanza scuola lavoro (per il quale è stato di recente costituito un Osservatorio deputato al monitoraggio).
La Bonino, dal canto suo, insiste sul merito agli studenti più bravi e sul taglio di fondi alle università meno efficienti. 
Gli asili nido gratis, ma il cui costo spetterebbe ai Comuni, è la proposta della Lorenzin di "Civica Popolare".
I fondi per fare tutto ciò? Boh

I 5 stelle propongono di abolire alcune parti della buona scuola che "ha reso invivibile la vita negli istituti": la chiamata diretta dei D.S., oppure il bonus di merito; quest'ultimo verrebbe sostituito da un altro criterio meritocratico a livello nazionale da definire. Si conta su un aumento consistente della spesa pubblica per l'istruzione, portandola (stando alle promesse) dal 4 al 4,9% del Pil. Simile a quella del PD è la proposta di estendere il tempo pieno al sud, scelta che comporterebbe un massiccio piano di assunzioni. Per il resto si pensa ad "interventi per migliorare ciò che già c'è".
Con quali soldi lo faranno - visto che ci sarebbe anche il reddito di cittadinanza da coprire - resta un mistero anche qui.

Il centro destra parla di un potenziamento delle materie "stam", cioè scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (alla faccia della cultura delle materie umanistiche). Vuole più attenzione alla disabilità e alla libertà di scelta delle scuole. Ed è su quest'ultimo aspetto che questa coalizione strizza l'occhio alle 13 mila scuole paritarie dello Stivale: un buono scuola sarebbe spendibile dalle famiglie sia negli istituti statali che paritari, e le scuole riceverebbero fondi in base al numero degli iscritti. In più, libri gratis per tutti alla primaria e aiuti ai più poveri nello sport e nei trasporti. I soldi per tutto questo? Dalla flat tax, dicono. Ma costa dai 20 ai 70 miliardi di euro! Rispondono molti economisti.
C'è di certo la gioia dei papisti che vedono un consistente calcio nel sedere alle scuole paritarie e un depauperamento delle scuole a gestione statale. Questo aprirebbe un ulteriore capitolo: il reclutamento dei docenti nelle scuole paritarie (che dovrebbe a questo punto essere identico al reclutamento dei docenti nelle statali) e la loro effettiva tutela contrattuale. Ma questo è un altro paio di maniche.

Liberi e Uguali vuole dire addio alla Buona  Scuola. L'impegno è quello di portare gli stipendi ai livelli medi europei e di stabilizzare i precari. Si pensa ad una scuola obbligatoria fino ai 18 anni e gratuita per tutto il periodo, dunque dall'infanzia all'ultimo anno delle superiori. Si intende ampliare le borse di studio e rendere progressivamente gratuite le università (sia per il figlio del ministro che per quello dell'operaio cassintegrato, aggiungiamo noi). L'alternanza scuola - lavoro, dicono, sarà volontaria e con l'aumento del tempo pieno verranno assunti più insegnanti.
E i soldi da dove escono? Non viene specificato. 

Io a questo punto pretendo Cetto La Qualunque come prossimo Ministro dell'Istruzione. :)

Articolo liberamente ispirato ad un articolo del Corriere Della Sera (formato cartaceo) del 23.02.2018

martedì 20 febbraio 2018

Quaderno operativo di matematica per la classe prima (da scaricare)

Proponiamo il download di un quaderno operativo di matematica da scaricare gratuitamente al link riportato in basso.
Si tratta di un file PDF di 128 pagine pieno zeppo di esercizi, giochi e schede didattiche.

Nella foto vengono riportate alcune delle prime attività didattiche presenti nel volume.




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domenica 18 febbraio 2018

Ebook gratuito: "Analizzo, interpreto, risolvo", percorsi per le competenze per l'asse matematico

Si tratta di un libro di 98 pagine di Federico Batini (cliccando sul link sarai ricondotto al sito dell'autore, ricco di materiali e proposte formative).

Questi gli obiettivi principali del volume:


• Insegnare a ricomporre i grandi oggetti della conoscenza – l’universo, il pianeta, la natura, la vita,
l’umanità, la società, il corpo, la mente, la storia – in una prospettiva complessa, volta cioè a superare
la frammentazione delle discipline e a integrarle in nuovi quadri d’insieme;
• Promuovere i saperi propri di un nuovo umanesimo: la capacità di cogliere gli aspetti essenziali dei
problemi; la capacità di comprendere le implicazioni, per la condizione umana, degli inediti sviluppi
delle scienze e delle tecnologie; la capacità di valutare i limiti e le possibilità delle conoscenze;
la capacità di vivere e di agire in un mondo in continuo cambiamento;
• Diffondere la consapevolezza che i grandi problemi dell’attuale condizione umana (il degrado ambientale, il caos climatico, le crisi energetiche, la distribuzione ineguale delle risorse, la salute e
la malattia, l’incontro e il confronto di culture e di religioni, i dilemmi bioetici, la ricerca di una
nuova qualità della vita) possono essere affrontati e risolti attraverso una stretta collaborazione non

solo fra le nazioni, ma anche fra le discipline e fra le culture. […]

Di seguito l'indice che precede sei percorsi di competenze:

1.  Matematica e noci di cocco
2. Che cosa significa sviluppare (far sviluppare) competenze
3. Le 16 competenze di base e le competenze di cittadinanza italiane
4. Le competenze e le Indicazioni nazionali
5. L’asse matematico
6. Le competenze obiettivo e la loro declinazione

- Il quadro teorico fornisce gli elementi di base per l’approccio a una didattica per competenze in scienze.

- I quattro percorsi didattici sono composti da istruzioni per il docente, brani stimolo e schede attività centrate sull’algebra e sulla geometria.




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mercoledì 14 febbraio 2018

EBook gratuito: "Parlo, leggo, scrivo", percorsi per competenze per l'asse dei linguaggi

Si tratta di un libro di 130 pagine di Federico Batini (cliccando sul link sarai ricondotto al sito dell'autore, ricco di materiali e proposte formative).

Di seguito l'indice che precede sei percorsi di competenze:

1. Trent’anni dopo: insegnare a un computer l’analisi del periodo
2. Che cosa significa sviluppare (far sviluppare) competenze
3. Le 16 competenze di base e le competenze di cittadinanza italiane
4. Le competenze e le Indicazioni nazionali
5. L’asse dei linguaggi 
6. Le competenze obiettivo e la loro declinazione

- Il quadro teorico fornisce gli elementi di base per l’approccio a una didattica per competenze in italiano.

- I sei percorsi didattici sono composti da istruzioni per il docente, brani stimolo e schede attività sul linguaggio e la comunicazione.

I percorsi guidano l’insegnante passo passo nella lezione per competenze ma possono essere utilizzati anche in parte, come spunti o suggerimenti.




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sabato 10 febbraio 2018

I licei classisti e l'ipocrisia del politically correct

Una premessa: insegno in un professionale e voglio un gran bene ai miei studenti (spero e credo che loro ne vogliano a me): voglio bene allo studente cinese, a quello brasiliano, a quelli (numerosissimi) con problemi di apprendimento e svantaggio sociale, socio-economico e culturale. Pur commettendo molti errori mi sforzo ogni giorno di fare al meglio il mio lavoro, perché è un diritto dei miei studenti, perché lo meritano e perché forse fa parte della mia indole. Nulla di particolare, dunque, sono uno tra tanti, ma considero importante questo incipit per quello che dirò appresso.

C'è una costante nel politically correct, e cioè il fatto che alcune cose tutti le pensano (non c'è ancora il divieto di pensare per fortuna), ma nessuno le può dire.
Una deroga a questo politically correct ha generato lo scandalo sollevato dalla campagna di alcuni licei che, tra i loro slogan promozionali, affermano di non avere alunni disabili o stranieri che rallentano gli apprendimenti. 
Ciò che a me stupisce - e sono consapevole di essere una voce fuori dal coro, ma non l'unica - non è il contenuto dello slogan, ma l'ingenuità di coloro lo hanno detto con leggerezza e che si sono prestati alla gogna mediatica.
Non hanno rispettato il politically correct, questa la loro colpa. Hanno cioè detto cose che si possono solo pensare, ma non dire. Mai.

Ma se senti decine di genitori affermare "preferisco che mio figlio sia bocciato al liceo che promosso in un professionale" vuol dire che è lecito sospettare che molti italiani sono classisti (se di classismo si tratta). Ed è classista anche chi dice di non esserlo (compresi alcuni insegnanti che lavorano in un professionale, si indignano ed iscrivono il figlio al liceo); sempre perché c'è un abisso tra ciò che diciamo in pubblico e ciò che pensiamo nell'intimo: la prima delle due cose serve a garantirci l'accettazione sociale, la seconda invece determina di fatto,e notevolmente, le nostre azioni quotidiane, più o meno importanti.

I dati recentemente pubblicati sono chiari: gli istituti professionali hanno avuto un ulteriore calo di iscrizioni, dal 15 al 14%Un po' meglio vanno i tecnici, ma i licei riconfermano e persino superano il boom di iscritti con percentuali da capogiro. Eh sì: "preferisco che mio figlio sia bocciato al liceo che promosso in un professionale". E perché? Vogliamo elencare le ragioni? 
Ma certo, accontentiamoci della motivazione "da bacheca di Facebook" per cui gli italiani sono classisti. Tutti alto borghesi sprezzanti verso il popolino, pare. 
E invece no, non è così. E ora abbandono l'ironia. Non è così perché esiste da sempre una scuola che marcia a livelli altissimi ed un'altra che zoppica, perché ci sono istituti dove le cose funzionano e altri dove non funzionano. Uscendo da alcune scuole ci si laurea in percentuali altissime; da altre solo 14 persone su 100 trovano un impiego stabile: cosa ne è degli altri 86?

Ma ancora a monte ci sono altre premesse:
1. Il genitore consapevole (e questo aggettivo vuol dire moltissimo) vuole per il figlio il massimo, in termini di educazione e istruzione. Non è un reato pretendere questo, e scagli la prima pietra il genitore che non è d'accordo.
2. E' lecito scegliere il contesto in cui questo obiettivo viene raggiunto nel modo migliore possibile (in termini di qualità, tempi e modalità). 

3. Di fatto, sebbene la segregazione sia più attenuata nella scuola primaria e secondaria di I grado, al momento della scelta della scuola superiore si accentua. Ed è un dato di fatto che l'alunno con difficoltà di apprendimento sceglierà scuole in cui non si studia il greco, il latino, la filosofia oltre che la matematica e fisica propedeutiche agli studi universitari. Gli immigrati di prima generazione, il cui percorso scolastico è spesso inficiato da uno svantaggio linguistico iniziale notevole, avranno avuto un percorso complicato e spesso, purtroppo, di non eccellenza (ci sono per fortuna le dovute eccezioni, e lo stesso discorso fortunatamente non vale per gli stranieri nati in Italia in un contesto già italianofono). (Un articolo della Giunti ci aiuta a chiarire meglio ciò di cui parliamo rispetto alla segregazione etnica).

Tutto questo ci riporta al discorso dell'inclusione, della scuola delle pari opportunità e della scuola che deve garantire equità ed eccellenza; ci richiama alla mente le metodologie didattiche ed organizzative che spesso sono del tutto inadeguate, insieme a strutture fatiscenti, scarsità di risorse ... e così via. Ma il dato di fatto è - ci piaccia o no - che esistono classi in cui in un modo o nell'altro avviene una segregazione (non solo etnica) e altre in cui abbondano le eccellenze e gli studenti volenterosi, maggiormente dediti al sacrificio e forse con una maggiore attitudine all'apprendimento sistematico.
Le classi differenziali sono davvero sparite?

Dunque, anziché scandalizzarci di chi "fotografa" verbalmente il dato di fatto (fermo restando che palesarlo sembra di cattivo gusto), dovremmo invece interrogarci di più su ciò che è stato fatto, se i modelli di inclusione funzionano davvero, se questo modo di pensare l'inclusione è l'unico possibile e se la scuola italiana fornisce davvero a tutti gli studenti la tutela dell'equità e... dell'eccellenza! Oppure anche se le cose non possano essere diverse da come sono, perché così va il mondo (è un'ipotesi anche questa e non spetta a me trarre delle conclusioni definitive e oggettive).

In ultimo proporrei alle agenzie di rilevazioni statistiche un sondaggio, anzi due: il primo dovrebbe verificare a quale scuola superiore i docenti delle scuole italiane iscrivono i loro figli; il secondo dove iscrivono i figli i docenti degli istituti professionali. Andrebbe anche verificato quanti tra questi docenti si sono poi indignati per i "licei classici classisti", ma credo che questo non si possa fare. Come credo sia impossibile stabilire davvero le motivazioni che li portano a scegliere alcune scuole e non altre, poiché ci sono cose che si possono solo pensare e non dire, altre che si dicono senza pensarle. Ma per fortuna si possono immaginare.




mercoledì 7 febbraio 2018

Giornata del Ricordo - 10 febbraio. VIDEO DOCUMENTARIO, per la scuola e non solo. SAPIENS SAPIENS

In occasione della Giornata del Ricordo - che ricorre il 10 febbraio di ogni anno dopo essere stata istituita della legge n. 92 del 30 marzo 2004 - proponiamo un video didattico (e non solo) montato per l'occasione. 



Si tratta di un filmato che raccoglie vari contributi che riteniamo significativi per capire ciò che effettivamente accadde e perché:


1. Introduzione sintetica sui significati della Giornata del Ricordo (chi usa il filmato da affiancarsi ad una lezione può anche limitarsi a questo filmato iniziale);

2. Filmato di Gianni Minoli che comprende l'esplorazione di una foiba in profondità, nozioni storiche sugli eventi legati all'Istria, alla Dalmazia e alla dittatura di Tito e la straordinaria testimonianza di Graziano Udovisi, uno dei pochi superstiti, che riuscì a fuggire dall'interno di una foiba dopo esservisi buttato dentro prima che i proiettili lo colpissero. Verso la fine troviamo considerazioni dello storico G. Oliva;

3. Approfondimento sulla foiba-monumento di Basovizza.



lunedì 5 febbraio 2018

Nuovo esame di terza media: ecco un esempio di prova della tipologia C (comprensione e sintesi)

Dopo aver presentato in un altro post i contenuti delle nuove linee guida per gli esami di italiano al termine della scuola secondaria di I grado, proponiamo adesso un esempio di prova della tipologia C, vale a dire la "COMPRENSIONE E SINTESI DI UN TESTO LETTERARIO, DIVULGATIVO, SCIENTIFICO, ANCHE ATTRAVERSO RICHIESTE DI RIFORMULAZIONE", in cui si insiste sulla riscrittura di un testo a cui è propedeutica una corretta comprensione dello stesso.


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Esempio tipologia C - Prova scritta di italiano al termine del I ciclo di istruzione

«Per la verità non amo molto viaggiare. Tutti i miei viaggi li ho affrontati malvolentieri, la realtà dei nuovi paesi equivale a quella dei vecchi. Le città mai viste, arrivandoci, mi preoccupano anzi come vere e proprie persone che bisogna attentamente conoscere se non si vuol correre il rischio di legarvisi con una amicizia inutile e precipitosa. Il traffico, gli abitanti, certe frasi che si colgono al volo, le risposte del garzone del bar, le sfumature del nuovo dialetto, invece di interessarmi, ormai mi rattristano. Non ho tralasciata l’abitudine giovanile di tenere in tasca un quadernetto, ma gli appunti che vi trovo, alla fine, sono così futili! E ciò che di rado nel mio ambiente mi colpisce, ossia che la vita scorre ogni giorno e una volta per sempre, mi si rivela altrove irreparabilmente vero. È negli specchi degli alberghi che mi accorgo di essere invecchiato….» (Ennio Flaiano, Diario notturno, Milano, Adelphi, 1994, con adattamenti).

1. Leggi questo brano di Ennio Flaiano e individuane l’affermazione di fondo. Trascrivila, fingendo di essere l’autore, completando l’attacco che ti viene dato; dal momento che sei l’autore, riprendi e riusa parole e frasi del testo. Il viaggiare mi fa capire che ……

2. Trascrivi almeno due motivi che spingono lo scrittore a non amare i viaggi.
 ......................................... ................................................

3. Perché secondo lo scrittore è un rischio amare città mai viste? Rispondi motivando brevemente la tua risposta.

4. Riscrivi il breve testo guardando al viaggio con gli occhi e l’entusiasmo di un giovane.

5. Sostituisci le parole o espressioni sottolineate con altre parole o espressioni equivalenti come significato, senza però modificare il senso del testo.

 «Per la verità non amo molto viaggiare. Tutti i miei viaggi li ho affrontati malvolentieri, la realtà dei nuovi paesi equivale a quella dei vecchi. Le città mai viste, arrivandoci, mi preoccupano anzi come vere e proprie persone che bisogna attentamente conoscere se non si vuol correre il rischio di legarvisi con una amicizia inutile e precipitosa. Il traffico, gli abitanti, certe frasi che si colgono al volo, le risposte del garzone del bar, le sfumature del nuovo dialetto, invece di interessarmi, ormai mi rattristano. Non ho tralasciata l’abitudine giovanile di tenere in tasca un quadernetto, ma gli appunti che vi trovo, alla fine, sono così futili! E ciò che di rado nel mio ambiente mi colpisce, ossia che la vita scorre ogni giorno e una volta per sempre, mi si rivela altrove irreparabilmente vero. É negli specchi degli alberghi che mi accorgo di essere invecchiato….» 

1. .......................; 2. ......................; 3. ...................; 4. ........................... 
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