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giovedì 8 novembre 2018

Le scuole migliori della tua provincia? Puoi trovarle in pochi click: EDUSCOPIO. Oltre 7.000 scuole messe a confronto a partire dagli esiti universitari e lavorativi di 1.250.000 diplomati


Le scuole migliori della tua provincia? Puoi trovarle in pochi click: EDUSCOPIO. Oltre 7.000 scuole messe a confronto a partire dagli esiti universitari e lavorativi di 1.250.000 diplomati.

La scelta di una scuola buona è sempre un dilemma e di certo vogliamo tutti il meglio per i ragazzi a cui teniamo.
Il passaparola dei genitori era fino a poco tempo fa lo strumento principe, e si basava più su questioni emotive che su misurazioni affidabili. Adesso viene sostituito da uno strumento molto più affidabile messo a punto dalla Fondazione Agnelli: EDUSCOPIO. 

Si tratta di un vero e proprio atlante che mette a confronto le scuole di tutte le province italiane e stila delle classifiche di merito. Gli indicatori che vengono presi in considerazione sono le performance universitarie degli studenti (numero di esami e media dei voti al primo anno) oppure, per le scuole che preparano immediatamente all'ingresso nel mondo del lavoro, gli sbocchi lavorativi, suddivisi in percentuale di occupati dopo il diploma e in coerenza tra studi fatti e lavoro trovato.

Utilizzare Eduscopio è molto semplice.
Accedendo al sito bisogna subito scegliere tra due sezioni: le scuole migliori che preparano all'università e quelle che lo fanno meglio rispetto all'inserimento immediato nel mondo del lavoro.
A questo punto il sito chiede di inserire il vostro nome (non serve alcuna registrazione) e il ruolo che ricoprite (genitore, insegnante etc...). Si accede poi ad una schermata in cui inserire il tipo di scuola che si vuole monitorare e la provincia di interesse.
Presto detto: viene fuori la classifica, per quell'indirizzo specifico, delle scuole migliori della provincia. In alto allo schema potrete anche vedere i risultati nei singoli indicatori.



martedì 6 novembre 2018

Italiano per stranieri, schede didattiche da scaricare

Risultati immagini per italiano per stranieri
Un plico scaricabile al link in basso con una serie di esercizi utili per alunni stranieri. Ovviamente possono anche essere utilizzati con alunni italianofoni delle prime classi della scuola primaria.
 Per aiutarvi nella scelta riportiamo di seguito i titoli delle schede con, subito sotto, una brevissima presentazione. Speriamo che questo materiale vi sia utile.


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Con un solo nome
Es. "Il medico dei bambini" - "Pediatra"

Metto "non" e ottengo
Parola, negazione e sinonimo della negazione

Parole intruse
Cancellare da ogni insieme la parola che non rientra nel campo semantico

I contrari
Formare i contrari di alcune parole date

Collega le frasi
Individuare collegamenti coerenti tra le frasi

Dall'aggettivo al nome
Es. "Coraggio" - "Coraggioso"

Gli articoli
Testo a riempimento

Connettivi
Collegamenti tra frasi nel modo più adatto

Dalle frasi al testo
Comporre un testo date alcune frasi

Filastrocca delle doppie
Abituarsi alle doppie con un testo in rima

Ieri - oggi - domani
Esercizi per orientarsi nel tempo

I legami
Uso corretto delle congiunzioni

Genere e numero
... dei nomi

Di quale argomento si parla?
Dato il contesto e il campo semantico, individuare ciò di cui si parla

Domande e risposte
Comprensione di domande e individuazione della risposta esatta

Storie in disordine
Numerare le frasi di un mini racconto per dargli coerenza



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venerdì 2 novembre 2018

"I morti ci aspettano". Riflessioni meravigliose del filosofo EmanueleSeverino sul senso della morte - Educare Narrando

Segue questo meraviglioso testo sulla morte un breve intervento chiarificatore (si spera) e un bellissimo video, in fondo, che vi invitiamo calorosamente a vedere.

"Insieme a tutti i miei morti - e insieme a tutti i morti - mi aspetta (la moglie defunta, ndr). Ora sono degli Dèi. Per ora stanno fermi nella luce. Come le stelle fisse nel cielo.
Poi, quando la vicenda terrena dell'uomo sarà giunta al proprio compimento, sarà necessario che ognuno faccia esperienza di tutte le esperienze altrui e che in ognuno appaia la Gioia infinita che ognuno è nel profondo. Essa oltrepassa ogni dolore sperimentato dall'uomo.
Siamo desinati ad una Gioia infinitamente più intensa di quella che le religioni e le sapienze di questo mondo promettono. Nel Requiem cristiano si chiede - si chiede! - che nei morti risplenda la luce perpetua, si chiede che riposino in pace. Ma questo è inevitabile, è necessario che in loro questa luce risplenda e illumini qualcosa di infinitamente più alto di Dio. Non è chiesta: è il nostro destino. E non riposeremo "in pace". In pace riposano i cadaveri. Lasciandosi alle spalle il dolore e la morte, quella luce mostrerà all'infinito una gioia sempre più infinita. 
C'è bisogno di avvertire che, di quanto mi limito ad asserire, i miei scritti mostrano la necessità e il significato autentico di questa parola e della stessa "autenticità"?"

E. Severino, Il mio ricordo degli eterni (AUTOBIOGRAFIA), Rizzoli, Milano, 2011 




Gli uomini non muoiono tutti allo stesso modo. E difatti gli uomini, nelle varie epoche, non sono morti allo stesso modo, poiché si muore a seconda di come la morte viene pensata, intesa, considerata. Per gli uomini preistorici era per lo più un viaggio, una migrazione verso un altrove immaginato. Dai Greci in poi però - con la comparsa per la prima volta nel mondo del pensiero filosofico che, per sua natura, aspira all'incontrovertibile - cambia radicalmente il modo di intendere la morte: i Greci, evocando il nulla, considerano la morte come l'annientarsi di ciò che è. Si tratta del fondamento del nichilismo, che permea tutto il pensiero dell'Occidente, cristianesimo compreso (anche se non si direbbe). Il Pensiero a questo punto inizia la sua battaglia alla ricerca di un rimedio, di un riparo o una soluzione che dir si voglia, che risolva l'angoscia profonda che viene da questo nichilismo originario e radicale: l'annientarsi di tutto ciò che muore, appunto. 

Emanuele Severino ribalta questa prospettiva. La considera follia, poiché non è possibile che ciò che è non sia, come non è possibile che ciò che non è sia.
Giunge, al termine di una meravigliosa parabola filosofica - con la strutturazione di un pensiero rigoroso e finora non confutato - alla formulazione dell'eternità degli essenti: ogni cosa che è è eterna. Il bicchiere sul tavolo, le foglie, i pensieri, i movimenti che compiamo, le nostre emozioni, il gesto dello strizzare gli occhi e una carezza ai nostri figli. Tutto è eterno.
E la morte allora? La morte non è annientamento, ma è l'uscita dal cerchio dell'apparire.



Certo, questi concetti suonano strani, soprattutto perché così formulati sembrano una "fede"; e invece il filosofo bresciano mostra la necessità che le cose stiano così, prescindendo dalla volontà di un Dio dispensatore di eternità, al rispettare, da parte del mortale, di determinate condizioni (i Comandamenti, ad esempio). L'eternità appartiene a tutti, al "santo" e al più efferato dei criminali.
Per meglio chiarire il senso del nostro discorso, consigliamo la visione per intero del filmato qui in basso, che mostra un nuovo modo di concepire il tempo e il manifestarsi delle cose e che si conclude con un intervento meraviglioso di Emanuele Severino. 


Se non si ha tempo, si può saltare direttamente all'intervento al minuto 15:11.

L' eternità di ogni cosa (anche tua!):

 l'illusione del tempo tra scienza e filosofia



martedì 30 ottobre 2018

"Fake. Non è vero ma ci credo", un libro per aiutare gli studenti (e i docenti?) nell'epoca della post verità

Notizie veloci, bombardamento mediatico di frasi, immagini, gif: è l'epoca di internet, dei social, della "legione di imbecilli a cui i social hanno dato la parola", direbbe Umberto Eco.

Ma forse chi crea le fake news (le "notizie false") è meno imbecille di quanto non si creda. Si tratta di persone, o gruppi di persone, che hanno capito benissimo che le notizie farlocche, quelle che suscitano rabbia e che, soprattutto, confermano i pregiudizi dei lettori, generano click, e i click fanno reddito. Oppure servono a convogliare l'odio, o l'approvazione, da una parte o dall'altra. 

Insomma, chi le scrive vuole un tornaconto. E' recente la notizia di un muratore disoccupato che faceva reddito (circa 600 euro al mese) con un sito e delle notizie false confezionate ad arte. "Non ce l'ho con quel politico lì, ma se pubblico post falsi contro di lui faccio traffico". Funziona così.

Eppure ci cascano sempre più persone e più è basso il livello di istruzione maggiore è la possibilità di incappare nella rete degli imbroglioni della notizia. 

Potremmo dire: "Vabbè, che sarà mai?". Certo, non è la fine del mondo abboccare ad una notizia falsa. Il problema serio si presenta quando costantemente non si è capaci di distinguere il vero dal falso, e quindi quando si naviga da sprovveduti in questo mare di notizie. Lo stesso problema, in fondo, l'uomo lo vive da secoli nel mondo reale, se non è in grado di discernere tra chi gli dice la verità e chi mente per imbrogliarlo.
 Le fake news, se non vengono prontamente smascherate, sono in grado di modificare le nostre abitudini, di scompigliare i nostri progetti e, talvolta, di minare i più profondi convincimenti.

Per questo diventa una necessità educativa insegnare ai ragazzi l'arte del discernimento. Non possiamo controllare la loro attività on line h24, ma possiamo aiutarli a districarsi nel mare di informazioni in cui vivono. Una sorta di lezione di nuoto per nuotatori inesperti.

Tutto questo cappello per introdurre un libro che può essere utile, e che consiglio come adozione all'interno della classe. Si legge rapidamente: è scorrevole, chiaro, interessante. 
Fake news. Non è vero ma ci credo, di Daniele Aristarco


Questo sito non ha alcun introito dalla sponsorizzazione del link in alto

martedì 9 ottobre 2018

La "Stella della Logica": uno strumento per lo studio dell'analisi logica, per la primaria e la secondaria di I grado

In basso proponiamo il download di uno strumento didattico tanto semplice quanto efficace: ha la forma di una stella - da qui "stella della logica" ed è utile per la scuola primaria e secondaria di I grado.

E' un ottimo schema per lo studio dell'analisi logica: partendo dal verbo (e non dal soggetto!), che è il fulcro della frase, la "stella" rimanda al soggetto, al complemento diretto (il complemento oggetto) e a raggiera agli altri complementi principali (di modo, di argomento, di causa etc...).

Scarica qui la STELLA DELLA LOGICA

venerdì 5 ottobre 2018

La nuova maturità 2019: eccola punto per punto, anche con video e slide chiarificatori

Due prove scritte invece di tre, più l’orale. Più attenzione al percorso svolto dai ragazzi nell’ultimo triennio, con un punteggio maggiore assegnato al credito scolastico. Griglie di valutazione nazionali per la correzione delle prove scritte.
Sono alcune delle novità dell’Esame di Stato conclusivo della scuola secondaria di II grado, che entrano in vigore da quest’anno scolastico, illustrate nella circolare che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato alle scuole, per dare un quadro chiaro a docenti e studenti.
Con la circolare sono stati inviati alle scuole anche altri due importanti allegati operativi: Il Documento di lavoro elaborato da una commissione di esperti guidata dal linguista Luca Serianni per la preparazione delle tracce della prima prova scritta, italiano, e le Indicazioni per l’elaborazione delle griglie di correzione delle due prove scritte.
Le indicazioni per la prima prova, in particolare, sono pensate per chi dovrà costruire le tracce nazionali, ma anche per il lavoro che dovranno svolgere in classe i docenti alla luce di alcune novità che vengono introdotte da quest’anno.
“Accompagneremo le scuole e i ragazzi verso il nuovo Esame - sottolinea il Ministro Marco Bussetti, che ha lanciato la circolare con un video sul suo profilo Facebook -. Quella di oggi è una circolare con le prime indicazioni operative. Ci saranno poi momenti di formazione per gli insegnanti e le commissioni e, attraverso i canali di comunicazione del Ministero, sito e social, ci rivolgeremo anche a studenti e famiglie. Quando un Esame cambia, bisogna stare al fianco della scuola e di chi quella prova deve superarla per fornire tutti i chiarimenti che servono. Lo faremo con altre indicazioni, video esplicativi, interventi di esperti. Vogliamo che ogni novità sia accompagnata da azioni specifiche di supporto. E ai ragazzi dico: se avete domande fatevi avanti, anche sui social, risponderemo ai vostri dubbi”.
I requisiti di accesso all’Esame:
Quest’anno non saranno requisito di accesso né la partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alla prova nazionale INVALSI, né lo svolgimento delle ore di Alternanza Scuola-Lavoro, come previsto dal decreto cosiddetto Milleproroghe, recentemente approvato in Parlamento. Per poter essere ammessi alle prove bisognerà aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore previsto, avere il 6 in ciascuna disciplina, avere la sufficienza nel comportamento. Il Consiglio di classe potrà deliberare l’ammissione anche con una insufficienza in una disciplina o gruppo di discipline valutate con un unico voto, ma dovrà motivare la propria scelta.
Il credito scolastico:
Il voto finale continuerà ad essere espresso in centesimi. Ma da quest’anno si darà più peso al percorso di studi: il credito maturato nell’ultimo triennio varrà fino a 40 punti su 100, invece degli attuali 25. Per chi fa l’Esame quest’anno ci sarà un’apposita comunicazione, entro gli scrutini intermedi, sul credito già maturato per il terzo e quarto anno, che sarà convertito in base alle nuove tabelle.
Le prove d’Esame e il punteggio finale:
Le prove scritte passano da tre a due. La prima prova scritta, italiano, in programma il prossimo 19 giugno, servirà ad accertare la padronanza della lingua, le capacità espressive e critiche delle studentesse e degli studenti. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra 7 tracce riferite a 3 tipologie di prove in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.
Le tre tipologie di prova (invece delle quattro attuali) saranno: tipologia A (due tracce) - analisi del testo, tipologia B (tre tracce) - analisi e produzione di un testo argomentativo, tipologia C (due tracce) - riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.  Per l’analisi del testo la novità principale riguarda il numero di tracce proposte: gli autori saranno due, anziché uno come accadeva fino ad ora. Questo per coprire ambiti cronologici, generi e forme testuali diversi. Potranno essere proposti testi letterari dall’Unità d’Italia a oggi.
L’analisi e produzione di un testo argomentativo (tipologia B) proporrà ai maturandi un singolo testo compiuto o un estratto da un testo più ampio, chiedendone l’interpretazione  seguita da una riflessione dello studente. La tipologia C, il ‘vero e proprio’ tema, proporrà problematiche vicine all’orizzonte delle esperienze di studentesse e studenti e potrà essere accompagnata da un breve testo di appoggio che fornisca ulteriori spunti di riflessione.
La seconda prova scritta del 20 giugno riguarderà una o più discipline caratterizzanti i percorsi di studio. Con la circolare inviata oggi si forniscono alle scuole le prime indicazioni sulla seconda prova, con una novità: saranno previste, secondo la nuova normativa vigente, griglie nazionali di valutazione che saranno fornite alle commissioni per una correzione più omogenea ed equa. Le griglie ci saranno anche per la correzione della prova di italiano.
Il punteggio finale sarà in centesimi. Si parte dal credito scolastico (fino a 40 punti). Alla commissione spettano poi fino a 60 punti: massimo 20 per ciascuna delle due prove scritte e 20 per il colloquio. Il punteggio minimo per superare l’esame resta fissato in 60 punti. La Commissione d’esame può motivatamente integrare il punteggio, fino ad un massimo di 5 punti, ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove di esame di almeno 50 punti.
gennaio saranno comunicate agli studenti le materie della seconda prova. A febbraio, con largo anticipo rispetto al passato, sarà pubblicata l’ordinanza relativa agli esami di Stato.


domenica 23 settembre 2018

Pericle e il suo meraviglioso discorso sulla democrazia - Educare Narrando

Risultati immagini per pericle
Nella nostra rubrica "Educare narrando" non può mancare - e ci scusiamo se è mancato finora - il celebre discorso di Pericle agli Ateniesi, in cui si esalta con parole meravigliose la democrazia rispetto alle altre forme di governo.
E si esalta la levatura culturale di Atene, di cui tutte le altre città della Grecia riconoscono la superiorità.
E' certo un discorso rimaneggiato da chi lo riporta, cioè Tucidide nel libro II della Guerra del Peloponneso, e certamente si tratta di un'apologia, ma è passato alla storia per le suggestioni che evoca, per lo sprone alla città a dare tutto, persino la vita di giovani leve, pur di preservare la città e la sua forma di governo, superiore alle altre: la democrazia.   



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Abbiamo una costituzione che non emula le leggi dei vicini, in quanto noi siamo più d’esempio ad altri che imitatori. E poiché essa è retta in modo che i diritti civili spettino non a poche persone, ma alla maggioranza, essa è chiamata democrazia: di fronte alle leggi, per quanto riguarda gli interessi privati, a tutti spetta un piano di parità, mentre per quanto riguarda l’amministrazione dello stato, ciascuno è preferito a seconda del suo emergere in un determinato campo, non per la provenienza da una classe sociale, ma più che per quello che vale. E per quanto riguarda la povertà, se uno può fare qualcosa di buono alla città, non ne è impedito dall’oscurità del suo rango sociale.

 Liberamente noi viviamo nei rapporti con la comunità, e in tutto quanto riguarda il sospetto che sorge dai rapporti reciproci nelle abitudini giornaliere, senza adirarci con il vicino se fa qualcosa secondo il suo piacere e senza infliggerci a vicenda molestie che, sì, non sono dannose, ma pure sono spiacevoli ai nostri occhi. 

Senza danneggiarci esercitiamo reciprocamente i rapporti privati e nella vita pubblica la reverenza soprattutto ci impedisce di violare le leggi, in obbedienza a coloro che sono nei posti di comando, e alle istituzioni, in particolare a quelle poste a tutela di chi subisce ingiustizia o che, pur essendo non scritte, portano a chi le infrange una vergogna da tutti riconosciuta. […] 

Amiamo il bello, ma con semplicità, e ci dedichiamo al sapere, ma senza debolezza; adoperiamo la ricchezza più per la possibilità di agire, che essa offre, che per sciocco vanto di discorsi, e la povertà non è vergognosa ad ammettersi per nessuno, mentre lo è assai più il non darsi da fare per liberarsene. Riuniamo in noi la cura degli affari pubblici insieme a quella degli affari privati, e se anche ci dedichiamo ad altre attività, pure non manca in noi la conoscenza degli interessi pubblici.

Siamo i soli, infatti, a considerare non già ozioso, ma inutile chi non se ne interessa, e noi Ateniesi o giudichiamo o, almeno, ponderiamo convenientemente le varie questioni, senza pensare che il discutere sia un danno per l’agire, ma che lo sia piuttosto il non essere informati dalle discussioni prima di entrare in azione. E di certo noi possediamo anche questa qualità in modo differente dagli altri, cioè noi siamo i medesimi e nell’osare e nel ponderare al massimo grado quello che ci accingiamo a fare, mentre negli altri l’ignoranza produce audacia e il calcolo incertezza. 

È giusto giudicare superiori per forza d’animo coloro che distinguono chiaramente le miserie e i piaceri, ma non per questo si lasciano spaventare dai pericoli. E anche per quanto riguarda la nobiltà d’animo, noi ci comportiamo in modo opposto a quello della maggioranza: ci procuriamo gli amici non già col ricevere i benefici ma col farli. Chi ha fatto il favore è un amico più sicuro, in quanto è disposto con una continua benevolenza verso chi lo riceve a tener vivo in lui il sentimento di gratitudine, mentre chi è debitore è meno pronto, sapendo che restituisce una nobile azione non per fare un piacere ma per pagare un debito. E siamo i soli a beneficare qualcuno senza timore, non tanto per aver calcolato l’utilità del beneficio ma per la fiducia che abbiamo negli uomini liberi.

 Concludendo, affermo che tutta la città è la scuola della Grecia, e mi sembra che ciascun uomo della nostra gente volga individualmente la propria indipendente personalità a ogni genere di occupazione, e con la più grande versatilità accompagnata da decoro. E che questo non sia ora un vanto di parole più che una realtà di fatto lo indica la stessa potenza della città, potenza che ci siamo procurata grazie a questo modo di vivere. Sola tra le città di adesso, infatti, essa affronta la prova in modo superiore alla sua fama, e lei sola al nemico che la assale non dà motivo di irritazione quando costui considera da chi è vinto, né al suddito, motivo di disprezzo, come se costui non fosse dominato da persone degne.

 Noi spieghiamo a tutti la nostra potenza con importanti testimonianze e molte prove, e saremo ammirati dagli uomini di ora e dai posteri senza bisogno delle lodi di un Omero o di un altro, che nei versi può dilettare per il momento presente, mentre la verità sminuisce poi le opinioni concepite sui fatti, ma per aver costretto tutto il mare e la terra a divenire accessibili alla nostra audacia, stabilendo ovunque monumenti eterni delle nostre imprese fortunate o sfortunate. Per una tale città combattendo, costoro, che nobilmente pretesero di non esserne privati, sono morti, e ognuno dei sopravvissuti è giusto che sia disposto ad affrontare sofferenze per lei.
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