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sabato 25 aprile 2020

Prof., cos'è il 25 Aprile?

Buon 25 aprile, di liberazione e di rinascita - Il Blog delle Stelle

Potremmo stare ore, o giorni, a parlare di libertà, di democrazia, di totalitarismo, di violenza e di olio di ricino, di confino e di tortura. Ma forse non serve.

Proponiamo di seguito il paragone, tramite documenti ufficiali e libri di storia, tra un "prima" e un "dopo" il 25 Aprile. E questo basta.



La libertà non è mai venuta dai governi. La libertà è sempre venuta dai governati. La storia della libertà è una storia di resistenza.
Woodrow Wilson

Prima del 25 Aprile
«Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto una causa e un regime: è libero perché, nell'ambito delle leggi del regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione.
»

Da un discorso ai giornalisti a Palazzo Chigi di Benito Mussolini il 10 ottobre 1928

«Tutti gli editori o stampatori di qualsiasi pubblicazione o disegno, anche se di carattere periodico, dovranno prima di metterli in vendita [o] comunque effettuarne diffusione, presentare tre copie di ciascuna pubblicazione alla Prefettura.»
Giorgio Fabre,L'elenco, censura fascista, editoria e autori ebrei, Torino, 1988, p. 7

- Nel 1930 venne proibita la distribuzione di libri che contenevano ideologia marxista o simili, ma questi libri potevano essere raccolti nelle biblioteche pubbliche in sezioni speciali non aperte al vasto pubblico. Lo stesso capitava per i libri che venivano sottoposti a sequestro. Tutti questi testi potevano essere letti dietro autorizzazione governativa ricevuta in seguito alla manifestazione di validi e chiari propositi scientifici o culturali
Maurizio Cesari, La censura nel periodo fascista, ed. Liguori, 1978. L'autore spiega come, nonostante i divieti, ottenere questi permessi fosse una faccenda alquanto facile

«Tra il 1938 e il 1942, gli italiani, come i tedeschi, avevano acceso il loro rogo dei libri. Ma, a differenza che in Germania, era stato senza fuoco. In Italia migliaia di volumi, forse milioni, per tonnellate di carta, erano scomparsi, si erano dileguati e nessuno ne aveva più parlato»
Giorgio Fabre,L'elenco, censura fascista, editoria e autori ebrei, Torino, 1988, p. 7


Dopo il 25 Aprile

ART. 13 della Costituzione della Repubblica Italiana

La liberta` personale e` inviolabile. Non e` ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, ne´ qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.[...]

E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà


ART. 15 della Costituzione della Repubblica Italiana
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.

ART. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

ART. 22 della Costituzione della Repubblica Italiana
Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacita` giuridica, della cittadinanza, del nome.


BUONA FESTA DELLA LIBERAZIONE A TUTTI


La Costituzione è un buon documento; ma spetta ancora a noi fare in modo che certi articoli non rimangano lettera morta, inchiostro sulla carta. In questo senso la Resistenza continua. 

Sandro Pertini

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