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venerdì 14 gennaio 2022

"Il labirinto del silenzio", film gratuito per il Giorno della Memoria, anche per la scuola

 Francoforte 1958: Johann Radmann, giovane procuratore della Repubblica Federale Tedesca, indaga su una cospirazione di massa messa in atto per coprire i passati oscuri e la connivenza con il regime nazista di importanti personaggi pubblici.
In fondo al post la trama dettagliata

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LA TRAMA DETTAGLIATA

Francoforte sul Meno, Germania Ovest, 1958: dopo i tragici eventi della Seconda guerra mondiale, nessuno vuol ricordare il periodo nazista. Johann Radmann è un giovanissimo procuratore della neonata Repubblica Federale Tedesca, che solitamente è incaricato di risolvere casi di infrazioni stradali. Un giorno il giovane procuratore si imbatte in alcuni documenti portati dal giornalista Thomas Gnielka che aiuteranno a dare, successivamente, il via al processo contro il professore Schulz, che ha prestato servizio ad Auschwitz e continua ad insegnare in un liceo della città, nonostante le disposizioni di legge vietino la presenza di ufficiali SS nell'amministrazione dello Stato. Sul caso si solleva un notevole interesse e Radmann, con l'appoggio del procuratore generale Fritz Bauer, decide di espandere la ricerca indagando su tutte le persone che hanno prestato servizio come SS e hanno commesso crimini di guerra. Durante una festa organizzata da Gnielka, Radmann ha l'occasione di conoscere varie persone che avranno un peso nella sua vita. Incontra Marlene Wondrak, un'ex imputata in un processo da lui svolto tempo prima, di cui si innamora, e Simon Kirsch, un sopravvissuto ebreo, il quale ha conservato in una valigia dei documenti riservati con i nomi di alcune SS che prestavano servizio ad Auschwitz. Radmann e Gnielka entrano in possesso di questi documenti all'insaputa di Simon Kirsch. Per attribuire agli ex soldati tedeschi la giusta sanzione, il giovane avvocato inizia ad interrogare gli ebrei sopravvissuti. Uno di essi è proprio Simon Kirsch che, titubante, racconta del medico delle SS Josef Mengele, detto anche “dottor morte”, il quale prestava servizio ad Auschwitz e aveva fatto delle piccole figlie di Simon le cavie per i suoi esperimenti. Venuti a conoscenza dei fatti, Radmann e Gnielka iniziano a dargli la caccia. Durante la ricerca Radmann e Gnielka riescono a far arrestare alcuni degli ex ufficiali delle SS come Fritzsch, l'aiutante di campo di Rudolf Höss, primo comandante del campo di concentramento di Auschwitz, e Robert Mulka, suo aiutante. Mentre le indagini procedono con difficoltà, Radmann viene a sapere da sua madre che anche suo padre era un ufficiale del partito nazista. A ciò si aggiunge la notizia che Simon Kirsch è in ospedale e, insieme a Gnielka, gli fa una visita. Simon, che sta in pessime condizioni di salute, chiede ai due amici di andare ad Auschwitz al suo posto e recitare il Kaddish per le sue figlie morte, ma Radmann rifiuta per concentrarsi sul lavoro. Dopo aver lasciato l'ospedale, Radmann ascolta la confessione di Gnielka, che da giovane era stato soldato nazista in forza ad Auschwitz; così litiga con lui. Tutte queste rivelazioni provocano nel giovane procuratore una forte crisi di coscienza che lo porta prima alla rottura del fidanzamento con Marlene ed in seguito alla consegna delle proprie dimissioni dall'incarico che aveva intrapreso con grande determinazione ma che ora gli sembra inassolvibile per l'enorme e generalizzata quantità di responsabilità che gran parte del popolo tedesco sembra nascondere. Dopo un breve periodo di lavoro presso lo studio di un famoso avvocato di Francoforte, ben presto si rende conto che non può abbandonare l'indagine e si reca dal procuratore generale Fritz Bauer a ritirare le proprie dimissioni. Riprende di nuovo le indagini e decide di recitare il Kaddish per le figlie di Simon, riuscendo a chiarirsi con Gnielka davanti al campo di concentramento. Ritornati a Francoforte, nel 1963 inizia il processo di Francoforte (o Secondo Processo di Auschwitz) che durerà fino al 1965.

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