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mercoledì 20 maggio 2020

"Giù la Corona": video favola per bambini, per aiutarli a superare la angosce


A differenza degli adulti che sanno esprimere il loro dolore, loro non sanno gestirlo se non attraverso l’attività ludica.

 Una video favola: perché? La favola aiuta il bambino a scoprire il proprio mondo interiore ed emotivo, avvalendosi di una forma giocosa che lo aiuta a gestire i sentimenti, anche quelli più complessi, e a comprendere le connotazione emotive terrifiche.

 Il bambino si proietta nel racconto, come su un foglio bianco da disegno, e si identifica  nei protagonisti dei racconti, entrando in contatto con le diverse emozioni sperimentate, imparando a riconoscerle, a nominarle e quindi gestirle.

Le fiabe, oltre ad affrontare tematiche di sviluppo, aiutano gli adulti a parlare con il bambino di situazioni più complesse: abbandoni, lutti, lacerazioni, conflitti, o epidemie, come quella che stiamo vivendo. Permette soprattutto di sperimentale un clima di fiducia verso il futuro e non lasciarsi abbattere dal presente.

 Come sosteneva Chesterton: “Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti”.

Giù la corona - La favola

giovedì 23 aprile 2020

Coronavirus, insediato comitato esperti. Azzolina: “Risposte in tempi rapidi”

Scuola, Azzolina: "Niente didattica in aula almeno fino a ...
Riportiamo dal sito del Ministero dell'Istruzione:
Il Comitato di esperti nominato due giorni fa dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina per lavorare alla ripartenza della scuola dopo l’emergenza e al miglioramento del sistema di Istruzione è già al lavoro.
“Stamattina ho partecipato alla riunione di insediamento - spiega la Ministra -. Poco fa è terminato il primo incontro, molto operativo. Ringrazio il Professor Patrizio Bianchi, che coordina i lavori, per aver messo subito in moto gli esperti coinvolti”.
“Il comitato opererà con rapidità - assicura il coordinatore Patrizio Bianchi - ci daremo tempi stretti perché sappiamo che c’è molta attesa da parte di famiglie, personale scolastico, studenti”. Il tavolo farà velocemente le prime proposte e ha già un fitto calendario di lavori.
"Lavoreremo a come ripartire e a come farlo in sicurezza, tutelando la salute di tutti - aggiunge la Ministra -. Daremo risposte al personale, alle famiglie, ad alunni e studenti, dai più piccoli, i bambini, ai più grandi, i ragazzi dell’ultimo anno di scuola. È un lavoro delicato e importante. Abbiamo subito due priorità: sostenere le famiglie coinvolte dalla chiusura delle scuole e lavorare per garantire gli Esami di Stato del secondo ciclo, che noi auspichiamo si facciano in presenza".

giovedì 9 aprile 2020

Coronavirus, in Gazzetta Ufficiale il decreto su Esami e valutazione

Riportiamo dal sito ufficiale del Ministero dell'Istruzione:
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del decreto legge approvato il 6 aprile in Consiglio dei Ministri contenente "Misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato". Il provvedimento è in vigore da oggi.

mercoledì 8 aprile 2020

"Il virus nella goccia", un video per fare prevenzione con i più piccoli

Riportiamo dalla pagina Facebook di Alberto Pellai, psicologo, psicoterapeuta, scrittore, articolista. 

Un video per i bambini più piccoli: uno strumento per fare prevenzione. Perché e come usarlo con i bambini
“Cari bambini in questi giorni abbiamo tutti paura del coronavirus. E’ un micro-organismo invisibile che ha costruito la sua casa dentro alle goccioline di saliva di chi ne è stato contagiato. Sta facendo ammalare molte persone, ma noi possiamo sconfiggerlo. Dobbiamo avere buone informazioni. Mettere in atto i comportamenti che evitano il contagio e soprattutto restare in casa. Dobbiamo imparare a stare uniti, ma distanti. Solo così sconfiggeremo il coronavirus. E potremo allora tornare a vivere come prima, liberi e più forti. Insieme ce la faremo.”
E’ questo il messaggio che vorremo fare arrivare alla mente e al cuore dei nostri bambini più piccoli. Per loro e con loro è più difficile trovare le parole che aiutano e spiegare, far capire, rendere accettabile un cambiamento di vita così drastico e un pericolo da tutti percepito come incombente e minaccioso. Le storie possono fare molto. Per questo ho scritto una storia che ora è diventata un video che, grazie alle immagini, facilita nei bambini molti apprendimenti.
Avrete molte più informazioni su questo video leggendo l’articolo predisposto per il Magazine di Family Health.
Grazie al team di Family Health per aver realizzato il video partendo dalla mia filastrocca. Potrebbe essere una storia della buonanotte per i bambini in età prescolare. E per voi insegnanti della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, questo video potrebbe essere un prezioso dono da fare ai vostri alunni condividendolo con loro.
Uniti, ma distanti.
Insieme, ce la faremo.



sabato 28 marzo 2020

“Continuate ad esserci”: lettera ai docenti di una madre anestesista in emergenza Coronavirus


LETTERA APERTA AI DOCENTI
DA UNA MADRE ANESTESISTA RIANIMATORE IN EMERGENZA CORONAVIRUS
(Dott.ssa Elena Borsotti)

Innanzitutto porgo i miei saluti a tutto il personale docente e ringrazio per il lavoro che sta svolgendo e per l’impegno profuso.

Io sono un’anestesista rianimatore e lavoro in Terapia Intensiva con pazienti Coronavirus gravissimi. Tutto il personale sanitario è impegnato a tempo pieno in questa terribile emergenza. È una battaglia quotidiana e durissima che richiede uno spiegamento immenso di mezzi e risorse sia umane che materiali e che mette a dura prova sia il fisico che la mente. Alcuni di noi sono già o saranno contagiati. Alcuni di noi non vedranno la fine dell’epidemia. Ma questo è il nostro lavoro e lo facciamo con anima e corpo.

Ma sono anche una madre.

La mia unica figlia è una vostra studentessa.

Questa lettera aperta vuole essere un invito a continuare ad esserci, nonché una richiesta di aiuto se non un lascito morale.

Il personale docente ha un ruolo educativo fondamentale, non solo in termini di pura didattica, ma anche e soprattutto nel senso più ampio di riferimento, guida e formazione di individui adulti.

Ora più che mai la vostra presenza è fondamentale. Come noi ci prendiamo cura dei nostri pazienti, voi oggi ancor più di prima siete indispensabili nel prendervi cura dei nostri ragazzi, della nostra generazione futura, perché siete chiamati all’arduo compito di contenere i danni psicologici che questa epidemia ha ed avrà sugli adolescenti. Siete i loro compagni di viaggio in questo tempo sospeso.

Nella difficile fase evolutiva di transizione, che è l’adolescenza, caratterizzata di base da profonde incertezze ed insicurezze e dal bisogno di prendere le distanze dalle figure genitoriali, è necessaria la presenza di punti di riferimento adulti solidi e sicuri di cui potersi fidare e con cui confrontarsi.

Alcuni ragazzi avranno la fortuna di passare più o meno indenni attraverso questa tragedia perché sapranno reiventarsi; alcuni avranno l’occasione per scoprire parti di sé nascoste. Ma altri invece dovranno confrontarsi con dolorosi lutti, con la perdita, con la mancanza, con lo smarrimento.

Voi siete i punti di riferimento in un momento di profonda incertezza sul futuro.

Con il vostro esserci attivamente attraverso il coinvolgimento, la discussione, l’analisi della situazione, la comprensione, il conforto, il supporto, potete favorire quel senso di continuità e sicurezza così necessario in adolescenza.

I nostri ragazzi hanno bisogno di sentirsi soggetti attivi e partecipi in una situazione che purtroppo si trovano a dover subire. Voi siete le figure adulte attraverso le quali questo bisogno può essere soddisfatto.

Nel poco tempo in cui io sono a casa, quando non crollo sfinita sul letto, guardo mia figlia, ed attraverso lei guardo tutti gli adolescenti.

Per chi è giovane e con una vita di fronte, il concetto della malattia e della morte è qualcosa di molto lontano. Ora la malattia e la morte sono prepotentemente entrate nelle loro giovani vite. Per alcuni solo come parole e paure, per altri purtroppo come realtà e dolore.

Fuori dalla porta di casa, da cui i nostri ragazzi uscivano con gioia e senso d’indipendenza e di libertà, adesso c’è un mostro invisibile, che può attaccare chiunque silenziosamente.

In un’età in cui la socializzazione, la frequentazione dei coetanei e la vita fuori dalle mura domestiche sono fondamentali e necessarie, adesso c’è una vita di reclusione domiciliare. Tutte le attività esterne sono precluse. Sulle città incombe un silenzio inquietante ed innaturale.

Per molte famiglie la permanenza in casa potrà essere momento di arricchimento e riavvicinamento, per alcune potrà essere fonte di conflittualità e fratture. In questo contesto innaturale alcuni si troveranno oltre che prigionieri anche vittime.

Nei profondi occhi azzurri di mia figlia vedo un’angoscia in più, quella di chi ha uno o entrambi i genitori direttamente impegnati in questa battaglia. Sono occhi privati della presenza parentale, in cui leggo la paura per me quando esco di casa e il sollievo quando rientro, occhi sempre indagatori alla ricerca dei segnali di stanchezza, di tristezza, occhi impotenti alla ricerca della verità nascosta, in uno stato di allerta continuo. Come i suoi, mille altri occhi hanno lo stesso sguardo.

Noi genitori quotidianamente vi affidiamo quanto di più prezioso possediamo: i nostri figli.

Come madre vi ringrazio per la vostra presenza come adulti di riferimento e vi incoraggio nel proseguire il vostro ruolo formativo.

Come anestesista rianimatore il mio cuore al lavoro sarà più leggero sapendo che altre figure importanti si stanno occupando non solo della didattica, ma anche della formazione umana e dell’integrità psicologica di mia figlia e di tutti i ragazzi loro affidati.

Quando questa terribile tragedia che si sta consumando sarà finita, quando si rientrerà alla cosiddetta normalità, i vostri studenti ritorneranno da voi. Ma non saranno gli stessi di prima. Voi sarete fondamentali nell’assisterli nella loro ripresa, fondamentali nell’aiutarli a mantenere la fiducia in loro stessi, a superare le loro angosce, a riparare le loro ferite. Sarete più che mai fondamentali nel compito di continuare a formare adulti solidi.

Grazie di cuore.

Bresso, 25 marzo 2020


 dott.ssa Elena Borsotti

sabato 14 marzo 2020

"La stretta De Mano", una simpatica poesia di Trilussa: “Semo amiconi … se volemo bene … ma restamo a ‘na debbita distanza”.

Risultato immagini per stretta de mano

 *** TRILUSSA ***

La stretta de mano

Quella de dà la mano a chicchessia,

nun è certo un’usanza troppo bella:
te pò succede ch’hai da strigne quella
d’un ladro, d’un ruffiano o d’una spia.
Deppiù la mano, asciutta o sudarella,
quann’ha toccato quarche porcheria,
contiè er bacillo d’una malatia,
che t’entra in bocca e va ne le budella.
Invece a salutà romanamente,
ce se guadambia un tanto co l’iggiene,
eppoi nun c’è pericolo de gnente.
Perché la mossa te viè a dì in sostanza:
“Semo amiconi … se volemo bene …
ma restamo a ‘na debbita distanza”.
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